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Autore: phantophobia    30/08/2017    0 recensioni
"Stai dicendo che farai l'università?"
"è quello che ho appena detto"
"ma, Matte... cioè, tu fai schifo in tutto. Non solo a scuola. Lo dico in amicizia ovviamente!"
"fottiti Lucre. Sarò uno studente universitario pieno di figa"
Ovviamente nulla di tutto ciò si è avverato... o quasi.
Mi chiamo Matteo, ho 23 anni e sfogo le mie giornate in questo sito. perché non può essere che solo a me capitino certe cose. condivido la mia vita da nerd perdente. since 1993
Genere: Comico, Satirico, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Non sto dicendo che sia tutto facile.
Anzi, potrei forse dire che tutto si sta facendo così complicato che a volte mi ritrovo seduto al cesso con carta e penna per fare il punto delle mie disgrazie. Esatto, carta e penna, perché non dispongo più di uno smartphone funzionante (ma questa è un’altra storia, un piolo in una scala di sfighe infinitamente alta).
Sebbene con “due-meloni” tutto sembra andare stranamente bene, con Giulio invece siamo in guerra. Si, perché l’infame in questione si diverte a ignorarmi e a lanciarmi pezzi di carta carichi di saliva. È pure riuscito a centrarmi un orecchio e ho dovuto farmi aiutare per rimuoverlo.
Con questo non voglio vittimizzarmi, perché, come vi dicevo, tendo facilmente a diventare il carnefice della situazione, fino al momento in cui perdo il controllo ed esagero. Per l’esattezza questo è capitato giovedì, subito dopo la pallina di bava nell’orecchio: preso da un’incontrollabile scatto d’ira ho volontariamente e premeditatamente scaraventato la sua cartella, cellulare e libri (non poco costosi) nel piccolo stagno in putrefazione di fronte all’aula. È stato l’istante in cui la mia lucidità è andata a farsi fottere e ha provocato l’inizio della terza guerra mondiale.
Il tutto è degenerato ulteriormente quando, a fine lezione, fuori dall’aula abbiamo cominciato a menarci. Dico menarci perché dire “cercare di afferrarsi i capelli come due pubescenti” faceva morire la mia virilità. La mia, perché quella di Giulia deve ancora manifestarsi.
So di aver riacquistato la lucidità e la vista dopo lo sfogo cieco solo nel momento in cui due enormi braccia mi hanno afferrato per allontanarmi da Giulio che si era raggomitolato in un angolo. Non ricordavo nemmeno dove mi trovavo e cosa stessi facendo, ma mi ritrovai una ciocca bella spessa dei capelli di Giulia nella mano (e tanti cari saluti alle sue inutili meches).
Mi allontanai pensieroso e vittorioso allo stesso tempo, finché mi sentì urlare alle spalle una serie infinita di pesanti offese provocatorie che inveivano sulla natura suina di mia madre.
La luce si era spenta di nuovo. Buio totale.
So quello che ho combinato grazie a improbabili descrizioni di studenti esagitati, ma la verità mi ha colpito come un pugno nello stomaco sabato pomeriggio. Tramite un messaggio whatsapp. Video. Paura.
Per i 2 minuti e 30 del suddetto video mi vedo correre lungo un corridoio urlando e tenendo entrambe le scarpe in mano mentre cerco di centrare Giulio in testa.
Sono sconvolto. In questa occasione sembro io il vero ciclo-mestruato della situazione. Così capisco che è troppo, che ho superato il limite dell’umanamente accettabile e mi incammino al solito bar snob per scusarmi con la mia controparte maschile/femminile.
Ci mettiamo 4 ore e 12 spritz a testa prima di riuscire a non assalirci con offese e maledizioni varie (se quanto mi augura Giulia dovesse avverarsi, dovrei rimanere bloccato al bagno per 2 settimane).
Mi spiega che è geloso di me e Cristina, che teme lo lascerò in disparte ora che ho un bel paio di seni da strizzare e che vorrebbe poter disporre di una ragazza con cui sfogare molti impulsi che si vede costretto a scaricare con youporn. Capisco il suo punto di vista, mi rilasso e con calma gli passo una confezione di Buscofen. Nel caso il dolore alle ovaie si facesse più forte.
 
Domenica sera ci troviamo in un locale per festeggiare la pace stipulata e attendiamo che “due-meloni” arrivi. E qui scatta la sorpresa: Cristina porterà un’amica per Giulio (meglio se bisessuale considerati i suoi frequenti cambi di personalità).
Lo vedo particolarmente agitato, si tortura le mani, si mangia le unghie e controlla ossessivamente l’aspetto dei suoi capelli su uno specchio del bar.
“Avrei dovuto mettere una camicia più elegante. E magari passarmi un po' di cera nei capelli, per sembrare più Bruno Mars che Doc di ritorno al futuro” mi dice mentre lo vedo sbiancare.
“Stai benissimo Kim, e ora smettila di assillarmi con i tuoi problemi da Kardashian e vedi di rilassarti. Che motivo hai di scatenare le tue ansie adolescenziali? Ti avverto che ho finito sia il Tavor che lo Xanax.”
“So cosa hai organizzato per questa sera, so che Cristina porterà un’amica e so che volete creare una nuova coppia. Ma vedi Matte, io devo essere innamorato, non mi basta un bel faccino o due grosse zinne per essere attratto da una ragazza, c’è il portamento, la personalità, il modo di fare…”
E proprio mentre mi elenca i punti salienti della sua lista (che vedrebbe corrispondere solo una donna come la regina Elisabetta d’Inghilterra), vediamo entrare Cristina con una ragazza alta, “culo-dotata” (che è un modo per dire che tra fianchi e ginocchia ha le rotondità giuste da afferrare), capelli corti color azzurro cielo, occhi verdi, sorriso dolce e una buona terza di seno. Dice di chiamarsi Alice e la sua voce frizzante sembra preannunciare una dolce sorpresa.
Mi volto curioso per decifrare l’espressione di Giulio e lo vede sbiancare, gli occhi stralunati e la bocca spalancata. Uno spettacolo disgustoso.
“Asciugati che ti sta colando la bava” gli sussurro in modo che l’intero locale possa sentirmi.
“Matte, c-credo di essermi innamorato”.
 
 
Ok, innanzitutto chiedo scusa alle persone che attendevano il secondo capitolo per averlo aspettato parecchio. La verità è che l’ho scritto di getto subito dopo il primo, ma mi trovavo in un periodo depressione e temevo avrebbe fatto schifo a tutti. Servirebbe a me lo Xanax ora…
Come al solito, spero possa piacervi, divertirvi e fatemi sapere se trovate errori o punti deboli che andrebbero sistemati in modo da poter evitare tali errori in futuro (poco probabile, perché ahimè, ricado sempre negli stessi sbagli).
Lasciate dei commenti, evitate le offese e non risparmiatevi con le critiche costruttive.
Al prossimo capitolo (che spero di scrivere presto)
Phanto
 
   
 
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