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Autore: inulena    06/09/2017    0 recensioni
Mi chiamo Fox ho 17 anni, sono richiusa in un manicomio. Mi chiamo Fox ho 17 anni e sono stata ingiustamente accusata per qualcosa che non ho commesso. Mi chiamo Fox ho 17 anni e forse mi merito di essere rinchiusa qui dentro. Mi chiamo Fox ho 17 anni, sono rinchiusa in un manicomio, lontana dalla persona che amo, privata della mia libertà. Mi chiamo Fox ho 17 anni e a causa mia sono morte delle persone. Mi chiamo Fox e forse mi merito di stare qui dentro.
Genere: Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: Lime | Avvertimenti: Contenuti forti
Capitoli:
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Arriviamo davanti all'Otium sulla mezzanotte. Il locale come sempre è strapieno e la fila delle persone fuori al freddo testimonia la popolarità di questo locale. Mio fratello parcheggia la macchina mentre Tate la moto. Mi aiuta a levarmi il casco mentre Allison scende dalla macchina. Il suo tubino nero non lascia niente all'immaginazione e la coda alta racchiude i suoi capelli biondi. Ci raggruppiamo. Siamo uniti. Mio fratello e Michael sono in prima fila mentre ci avviciniamo all'entrata, dove tantissime persone sono a congelarsi aspettando di entrare.
 "ehy" il buttafuori saluta Michael per poi fare un cenno a mio fratello il quale lo risaluta. Il buttafuori lancia un'occhiata dalla mia parte ma Tate mi copre subito con il suo corpo. Il buttafuori anche se è il triplo di Tate distoglie subito lo sguardo.
 "ci fai entrare?" Chiede mio fratello alzando un sopracciglio.
"anche perché qui fuori si gela" Risponde Allison. Il Buttafuori ci apre l'entrata. Tate sorride superandolo e trascinandomi con se, mentre Michael lo ringrazia. Mio fratello non degna di uno sguardo nessuno.
"ehy ma non è giusto" alcune persone si lamentano mentre la potente voce autoritaria del buttafuori si fa sentire. Strano di come la sua sicurezza sia sparita in nostra presenza. Fin da subito il calore della stanza si fa sentire. L'aria qua dentro è irrespirabile. Non so come certa gente ci possa passare tutta la serata. Io non riesco a respirare. Mi sento morire. La mano di Tate mi stringe un fianco.
"stammi accanto" mi sussurra in un orecchio cercando id sovrastare la musica del locale. Annuisco mentre lui continua a guardarmi. Sa che odio questi posti.
"ti prendo da bere" Tate si avvicina al bancone e mi prende qualcosa da bere. Non so se sono claustrofobica, ma so per certo che sentire il fiato di altre persone sul collo mi fa andare di matto. Non riesco a ragionare.
"non ti preoccupare ci sono io qui con te" Tate mi stringe il fianco mentre mi posa un bacio sulla testa. Devo seguire i suoi consigli se non voglio sprofondare.
"vieni" dice. L'aria mi manca sempre di più . Odio gli spazi chiusi. Tate comincia a dondolare. Sono racchiusa ansimante tra le sue braccia mentre lui mi culla a ritmo di musica.
"non devi preoccuparti più dei tuoi demoni, gli sconfiggo io". Continua a dondolare come in una ninna nanna. Mi rilassa. Anche se la musica house intorno a noi è tutt'altro che tranquillizzante, anche se le persone attorno a noi si muovono furiosamente, io mi tranquillizzo. Tate ha questo effetto su di me. Ci ritagliamo il nostro piccolo pezzo di mondo ovunque siamo.
"Fox tuo fratello di vuole" Allison mi tocca la spalla. Un piccolo brivido mi parte dalla schiena. Non amo essere toccata sul collo. È una zona dolorosa. Allison lo nota e allontana subito la mano.
"vado" faccio per andarmene con Tate al seguito quando lui viene bloccato da Allison.
"tu no, mi servi. Abbiamo una missione da portare a termine". Capisco subito le sue parole. Sono i Tiratori e questo è il loro scopo, questo è quello che devono fare. Tate mi guarda mentre io con un piccolo cenno gli intimo di andare. Abbiamo tutti e due il nostro lavoro da fare. Mi sorride prima di seguire Allison tra la folla.
 

Vago tra i vari corpi. Mio fratello deve essere seduto nel privet. Mi avvicino alla zona interamente circondata da gente vogliosa di valere qualcosa. Mi avvicino ad un altro uomo bello grosso che sta facendo la guardia a questo piccolo spazio di locale.
"ehy Hodgman" lo saluto. Lui ricambia prima di aprirmi la strada. Entro. Tutti mi guardano. Non so perché, ma lo fanno e la cosa mi infastidisce. Non possiedo una bellezza particolare, ne tratti esotici; ho solo un cognome di merda che riesce a farmi riconoscere anche a miglia e miglia di distanza da questa fottuta città. Jon alza una mano per farsi vedere. È seduto su una poltroncina posta di fronte ad un piccolo tavolo rotondo. Sopra sparsi ci sono migliaia di piccoli bicchierini. Jon non è solo, insieme a lui ci sono altre persone. Molte di queste uomini con sopra alle ginocchia delle ragazze completamente svestite.
"la ragazza Foster" mi siedo sul bordo della poltrona di mio fratello che intanto si è acceso una sigaretta. Le ragazze gli lanciano degli sguardi, Jon è sempre stato carino, ha il fascino del cattivo ragazzo.
"non pensavo di arrivare mai a conoscere la figlia di Neagen Foster". Odio essere comparata a mio padre, non sopporto il fatto di essere sua figlia, di essere nominata nella stessa frase, di avere lo stesso sangue. Il solo suono del suo nome mi dà il voltastomaco.
 "so cosa hai fatto. Come ti sei ribellata"
"tutti lo sappiamo" lo interrompe Jon lasciando andare un po' di fumo.
"non siamo qui per fare un viaggio tra i ricordi". L'uomo di prima mi lancia un ultimo sguardo. Gli sorrido.
"si, siamo qui per altro" ripete non distogliendo gli occhi dai miei.
"dicci Jon, perché sei qui?" Un altro uomo più anziano parla. Intanto una ragazza sopra le sue ginocchia si porta i capelli su una spalla. Che schifo sembra un vecchietto. Come farà quella povera ragazza a stare con lui?
"Sono qui perché per un breve periodo dovremmo interrompere i nostri... accordi" mio fratello scandisce una ad una tutte le parole.
"interrompere?" L'anziano alza un sopracciglio.
"cosa stai dicendo?" "che per adesso è meglio se non ci portate più carichi, niente più droga, niente più armi. Non possiamo permetterci che ci scoprono. Abbiamo i nostri problemi". Osservo gli occhi. Le espressioni, i movimenti agitati delle loro mani. Hanno appena perso una buona parte del loro commercio. In questo mondo stare fermi una settimana significa perdere migliaia di dollari e loro di certo non sono contenti di rimetterci.
"che tipo di problemi"
"problemi" mio fratello rimane vago mentre spegne la sigaretta.
"cose che riguardano noi"
 "quindi ci stai dicendo che per un periodo indefinito di tempo rimarremmo a secco?"
"si probabile". Non riescono a concepire il fatto che una persona non stia mettendo loro al primo posto. Non riescono a credere che gli interessi degli altri vengono prima dei loro.
"ragazzino ci stai mettendo in difficoltà"
"bhe non rimarremmo proprio a secco" la voce dell'uomo di prima rimbomba anche fin sopra la musica fino alle mie orecchie. Sapevo che questa affermazione sarebbe arrivata. In questo territorio puoi commerciare solo con due gruppi malavitosi, il nostro e quello di... "vostro padre".
Mi guarda sorridendo. Vuole provocarmi. Le nocche di mio fratello sbiancano dalla presa a pugno troppo strinta. Michael, l'ombra silenziosa dietro di noi fa un passo avanti. Io guardo l'uomo sorridendo.
"non potete pretendere che blocchiamo il nostro guadagno per voi, naturalmente dobbiamo avere un introito settimanale, e quando voi non ce lo offrite, cerchiamo soluzioni alternative" mio fratello digrigna i denti. Questo è un colpo basso. Nostro padre è il nostro colpo basso. Tutti possono sfruttarlo a loro vantaggio. Questi uomini hanno come obbiettivo solo i soldi e fanno di tutto per ottenerli. Anche aggiungere legna in un fuoco che si sta trasformando in incendio.
"noi siamo in accordo da molto più tempo. Con nostro padre non guadagnerete nulla. Sapete tutti com'è fatto. Per questo avete scelto noi"
"caro ragazzo noi seguiamo i nostri interessi. Così funziona il mondo" l'anziano sorride mentre prende un 'altro sorso dell'intruglio che ha ordinato. Continuo a guardare tutti ma in particolare il tizio che ha scatenato tutto questo, il provocatore. Mi piace chi mi provoca, deve essere altrettanto bravo a prendere le conseguenze delle sue scelte. Chi scava a fondo lo fa a proprio rischio. Lui se ne accorge
"che c'è bambolina?" Rido alla sua affermazione facendo voltare tutti.
"mi fa ridere solo la vostra ignoranza" dico prendendo il bicchiere di mio fratello.
"voi volete trattare con mio padre... questa sembra quasi una barzelletta. È come chiedere a un paraplegico di camminare. Non lo farà mai" prendo un sorso e riappoggio il bicchiere sul tavolo.
"o meglio, mi correggo, lo farà, prenderà il meglio che avete fino a che non vi ritroverete con le teste staccate dal corpo infondo al lago" sputo la mia sentenza. Mio fratello ride mentre mormora, fra i denti "bastardo".
"stronzate" il provocatore non demorde, se abbandonasse la partita, proverebbe la meta del piacere che potrebbe portargli la vincita di una ammissione di ragione da parte mia.
"tu credi- dico indicando il tizio che adesso non sorride più- di riuscire a trovare un accordo con l'uomo che ha rovinato intere famiglie, compresa la sua. Un uomo senza morale, senza scopi, interessi, valori e... detto da sua figlia è tutto dire. Tu vuoi prendere questa persona e metterla al tuo servizio, falla dipendere da te, per poi ricattarla immagino... come stai facendo con noi" lui fa una smorfia.
"Bhe buona fortuna" Il suo è un ricatto.
"Continuate a trattare con noi oppure quando vi sarete ripresi non troverete più nessuno disposto a darvi di che vivere. Si vede benissimo che non conosci mio padre". Mi alzo e mi avvicino a lui. Gli arrivo davanti. I suoi occhi sono puntati verso l'alto dritti nei miei.
"tu non capisci un fatto semplicissimo" mi avvicino al suo orecchio.
"con mio padre non ci si ragione, ne ci si tratta. Mio padre vuole solo una cosa, vedere il mondo bruciare" mi scosto di poco per vedere la sua espressione sconvolta. Amo vedere lo smarrimento negli occhi delle persone, mi fa sentire potente. Senza parole. L'ho lasciato letteralmente senza parole, e questo lascia un gusto dolce nella mia bocca. Vittoria.
"adesso vi dico come faremo" sfilo una sigaretta dal pacchetto di mio fratello che intanto mi guarda sorridendo.
"ci darete due settimana per risolvere i nostri problemi, dopo questo breve lasso di tempo, ricomincerete a commerciare con noi, oppure sprofonderete, perché mio padre non aiuta nessuno se non se stesso". Il vecchio si mette a ridere.
"sei proprio figlia di tuo padre". La ragazza si alza con lui.
 "no sono figlia di quello che mi ha fatto".
 "non puoi cambiare il tuo sangue, e io non posso negare l'evidenza... tu e tuo fratello avete quindici giorni per risolvere il casino che avete combinato dopo di che ricominceremo tutto... andiamo!" Prende per un fianco la ragazza e intima il tizio a seguirlo. Deve essere suo figlio.
"ci vediamo presto bambolina" mi dice facendomi l'occhiolino. Non rispondo. Mi rigiro la sigaretta tra le mani.
"grazie" mi volto verso Jon che intanto si è acceso un'altra sigaretta.
 "per cosa?" domando. "per avermi di nuovo parato il culo" "te l'ho già detto, io sono la sorella maggiore, ti proteggo io"
 "te ne sono riconoscente". Ci fissiamo negli occhi. Voglio bene a mio fratello. Gliene voglio davvero. Lui distoglie lo sguardo, mentre io mi alzo e gli passo una mano tra i capelli.
"divertiti stasera, te lo meriti anche tu qualche volta". Lui mi guarda sorridendo.
"io mi diverto sempre" alcune ragazze si fanno avanti per parlare con lui. Michael non c'è più, penso che anche lui sia andato a divertirsi.

Mi alzo intenta ad uscire da questo posto che mi sta diventando sempre più stretto. Devo uscire di qui. Devo riprendere un po' d'aria fresca. Esco dal privet e cerco di farmi spazio tra i vari corpi sudati che non sembrano altro che levarmi altro ossigeno. Come ce ne fa ad essere così tanto per tutti. Finalmente esco. L'aria mi colpisce in pieno volto facendomi svolazzare i capelli sudati. Mi riempio i polmoni dell'aria fresca che mi circonda. In molti fuori stanno ancora aspettando. Vorrei urlargli di tornarsene a casa, di stare sotto le coperte, in compagnia di gente che gli ama, ma non capirebbero. Perché si capisce il valore di una cosa solo quando la si perde. E io ho perso tutto.
"sei da sola?" il buttafuori di prima si avvicina. Lo guardo. Annuisco piano. Non mi va di parlare. Adesso l'unica cosa che mi andrebbe è stare rannicchiata tra le braccia di Tate facendo finta che il mondo fuori sia solo un brutto scherzo della natura.
"fa freddo" "si" confermo. Cerco di rispondere a monosillabi sperando che mi lasci in pace.
"sei molto carina". Mi volto verso di lui. Non sembra un ragazzo malizioso, anzi sembra quasi sincero. Caratteristica molto rara in un uomo.
"grazie" rispondo cercando di fare un sorriso. Anche se tutto quello che mi viene, sono sicura, sia una smorfia.
"quello di prima era il tuo ragazzo?" mi chiede andando subito dritto al punto. Annuisco.
"si Tate è il mio ragazzo" gli rispondo. Continuo a rigirarmi la sigaretta di Jon tra le dita.
"così si chiama Tate" annuisco mentre lo osservo di lato.
"si vede che state insieme, vi guardate come se foste le uniche cose al mondo". Sto cercando di capire dove vuole andare a parare.
 "cioè voglio solo dire che siete una bella coppia". Ragazzo singolare. Prima fa un complimento a me poi a me con il mio ragazzo.
"scusa ci fai entrare?" Un ragazzo alto e biondo interrompe la nostra conversazione.
"ti pare che sia uscito qualcuno?" Gli chiede il buttafuori.
"no però..."
"allora aspetta il tuo turno fino a che non vedi uscire qualcuno" il ragazzo si zittisce e ritorna in fila sbuffando.
"scusa" "no non fa niente".
"cosi tu sei la sorell..."
 "FOX!" Mi giro alla voce di Michael che mi guarda con due occhi spalancati.
"devi venire". Annuisco mentre guardo il buttafuori.
"è stato un piacere" gli dico prima di andare via.
"anche per me". Ritorniamo dentro mentre Michael mi guida verso una destinazione a me sconosciuta. Sembra agitato mentre si guarda attorno. Sta cercando qualcosa. Cerco di guardare anch'io ma non vedo niente. Odio tutte queste persone che non mi fanno pensare e vedere lucidamente.
"Michael cosa succede?" gli sussurro all'orecchio tirandolo giù per una manica.
"è da un pezzo che sono spariti". Michael si rialza e continua a guardarsi intorno. Sono spariti i Tiratori, e quando spariscono loro c'è da preoccuparsi.
"vado ad avvertire tuo fratello" mi dice.
"no, lascialo stare, non voglio farlo preoccupare almeno per stasera. Risolviamo tutto noi"
"non gli piacerà"
"se lo farà piacere" gli rispondo cominciando a spintonare per arrivare ai bagni. Questo posto è grande ma non immenso. Possono essere o nel bagno o nel retro del locale, anche se ne dubito. Farebbero troppo rumore, attirando l'attenzione. In bagno invece tutto si restringe dentro quattro mura e la situazione è più facile da controllare. Apro la porta che mi fa accedere ad un lungo corridoio nero, infondo al quale ci sono due porte. Il bagno dei maschi e quello delle femmine. Stranamente c'è una lunghissima fila per quello degli uomini. Trovati! Passo davanti a tutti gli uomini che scocciati si guardano l'un con l'altro alla ricerca di una risposta al mistero della fila per il bagno.
"ehy, quello è il bagno degli uomini" mi dice un ragazzo quando spingo la porta per entrare.
"fatti i cazzi tuoi" risponde Michael difendendomi. Cerco di entrare ma la porta è bloccata.
"sono io" urlo cercando di entrare.
"Tate". La porta ancora non si apre. Guardo Michael.
 "forse non sono lì dentro" mi dice alzando le spalle. No! So che sono qui dentro. Sento la porta scattare.
"entra capo" la voce di Ty. Mi apre un piccolo spiraglio grazie al quale riesco a scivolare dentro la porta. Per terra c'è un tipo. Il sangue gli macchia il naso. Allison si guarda le unghie non curante della situazione mentre Tate continua a girare intorno al povero ragazzo.
"benvenuta" dice Ty sorridendomi. Si dirige verso il ragazzo tirandogli un calcio. Il poveretto emette un verso di dolore mentre si tiene la parte lesa. Tate viene verso di me.
"non dovresti essere qui" mi sussurra. Scuoto la testa spingendolo via. So cosa fanno. L'espressione di Tate è di ghiaccio mentre mi volta le spalle
"allooora Timothy, sai cosa vogliamo, e sai perché siamo qui" Allison comincia a parlare mentre Ty prende i capelli del ragazzo e gli tira la testa indietro.
"so cosa volete, ma io non ce li ho".
"pessima scelta di parole" risponde Tate avvicinandosi. La sua voce è diversa, come lo è sempre quando non parla con me. È fredda, distante, cattiva.
"siete coraggiosi tre contro uno"
"ci piace essere sicuri della vittoria". Il ragazzo sputa saliva mista a sangue.
"bhe, io non vi posso ridare niente, quei soldi mi servono per mantenere la mia famiglia". La risata di Tate riecheggia tra le mattonelle di questo sporco e lurido bagno.
"oppure ti servono per comprarti altra roba". Timothy guarda Ty con un espressione rabbiosa
"vedi... anche noi dobbiamo mantenere una famiglia, ci servono i tuoi soldi. Devi pagare il tuo debito" Timothy esasperato ributta indietro la testa e chiude gli occhi.
"io non ho un centesimo"
"non è un problema nostro" risponde Allison facendo ridere Ty.
"possiamo fare diversamente" risponde Tate. Timothy alza la testa, una piccola luce di speranza nei suoi occhi. Cosa hai in mente Tate?
 "hai una bellissima moglie sai? Anche il tuo bambino. Siete davvero una bella famiglia" Timothy in un moto di rabbia si alza e si scaglia contro Tate con la mano già a pugno. Sferra un colpo che però va a vuoto. Tate si scansa e prendendolo di sorpresa gli sferra una ginocchiata nello stomaco. Timothy arranca a terra.
"vedi, c'è una cosa che non capisci. Non faremo del male a te, di te ci interessa poco. Se non ci ridai i soldi che ci avevi promesso, saranno le persone intorno a te a fare una brutta fine".
"quindi sarà meglio che tu ci dia quello che ci spetta" Ty si avvicina gli sorride e lo aiuta a rimettersi in piedi.
"ci vediamo domani sera, caro" risponde Allison passandosi una mano tra i capelli e avviandosi verso la porta seguita da Ty. Tate viene verso di me e poggia un braccio intorno alle spalle intimandomi ad uscire dal bagno. Fino ad ora sono stata solo un ombra, uno spettatore indesiderato. Ho guardato, sono semplicemente rimasta qui ad osservare la distruzione di un uomo e mi vergogno per questo, ma non c'è altra soluzione.
"aspettate, aspettate" la voce disperata di Timothy ci blocca. Tate si gira.
"io non posso darvi i soldi ma posso darvi delle informazioni." Mi giro anch'io.
"che genere d'informazioni?" chiede Allison. Ty le mette una mano sul braccio come a voler fermare la sua curiosità.
"So alcune cose riguardati il gruppo di Neagen" a quel nome faccio un passo in avanti.
"cosa sai?" Chiedo. Timothy mi guarda, sembra che mi noti per la prima volta. Sento la presenza di Tate dietro di me.
"ho saputo che uno di loro è morto"
"i suoi uomini muoiono tutti i giorni" risponde Ty, ribloccando Allison, che rimane con la bocca aperta.
"si ma questo è stato assassinato". Non so perché, forse perché ormai è una parte di me, forse perché inconsciamente l'ho sempre saputo, forse perché me lo aspettavo, mi giro verso Tate e fin da subito vedo nei suoi occhi la colpevolezza. Abbassa lo sguardo.
"hanno trovato il suo corpo nel lago qui vicino stamani. Si vocifera che Neagan sia furioso. Doveva essere uno ai piani alti". Continuo a guardare Tate.
"e perché ci dici questo?"
"perché dovreste approfittarne. Siete in guerra, no?" Ty annuisce. Tate continua a non guardarmi. Ecco dov'era. Ecco perché stamani mi ha fatto quel discorso. 

"ma potrebbe trasformarsi, essere influenzata dagli eventi" "potrei fare delle cose, cose brutte". 

Abbasso lo sguardo anch'io.
"è vero, ma questo non ti riguarda" rispondo voltandomi.
"alcuni dicono addirittura di aver visto un ragazzo allontanarsi dal lago stamani prima che il sole sorgesse". La paura si impossessa del mio corpo. Ho paura che Tate venga riconosciuto, ho paura che questo tizio faccia la spia, ho paura che la voce si diffonda, ho paura che qualcuno mi porti via Tate.
"dicono che fosse biondo" I suoi occhi si puntano su Tate, mentre io stringo i pugni.
"al compromesso giusto posso alimentare o no questa voce, perché sappiamo tutti quanti che questa è opera vostra". Scatto.
"pensi davvero di essere nella posizione di ricattarci" dice Allison. La rabbia mista alla paura non mi fanno più ragionare. Non permetto che qualcuno si intrometta nei nostri affari, che ci scavalchi, che ci ricatti senza neanche avere il potere di combatterci. Mi avvicino a Tate. Il suo giubbotto contiene una pistola nella tasca interna. So che ce l'ha. So che la porta sempre dietro. Faccio per prenderla ma Tate mi ferma. Appoggia la sua grande su la mia.
"cosa fai?" Mi chiede guardandomi.
"quello che va fatto" rispondo. Prendo la pistola e la punto verso Timothy che deglutisce spaventato.
"io... io... vi ho detto quello che sapevo, questi non erano i patti" urla.
"non me ne frega un cazzo dei patti" dico avvinandomi e facendo toccare la canna della pistola alla sua tempia.
"tu osi ricattarci, tu osi dirci di no quando hai un debito pari all'intero costo della tua vita con noi. Tu lurido verme credi di riuscire a sollevare la tua merdosa situazione grazie a delle informazioni da due soldi." la fronte imperlata di sudore, gli occhi puntati sulla pistola, la gabbia toracica che si muove freneticamente.
"ti prego non uccidermi.... ti ridarò i soldi. Ho una famiglia da proteggere. Senza di me moriranno". Guardo Tate, Allison, Ty. Tutti loro mi osservano chiedendosi cosa sto combinando, cosa mi sta saltando in testa. "anch'io" dico sparandogli. Il suo corpo si accascia a terra come una bambola che si sgonfia. Il sangue comincia a spandersi sul pavimento.
"cazzo Fox" la voce di Ty non sembra particolarmente impaurita o stupita, anzi sembra eccitata....
"bel casino" conferma Allison guardando il corpo.
"che cazzo fai?" Tate mi prende per il braccio e mi girare verso la sua parte.
"che cavolo ti è preso?" Continua. Mi prende il volto tra le mani. Il ciuffo ribelle gli cade sulla fronte. Mi prudono le mani dalla voglia di spostarglielo. Ma cerco di trattenermi, non è il caso, non ora.
"ti ho preso questa" gli dico incastonandogli la sigaretta sopra l'orecchio. Il mio sguardo continua a non lasciare il suo mentre lo supero.
"non ci avrebbe pagato". Esco dal bagno e tutta la coda di gente che c'era all'entrata è scomparsa.
"fate scomparire il corpo" dico. Michael appoggiato al muro si muove appena mi vede.
"ho sentito uno sparo" dice guardandomi. Lo supero. Esco dal corridoio e mi inoltro nella folla delle persone. Fin da subito vedo mia fratello ballare con due ragazze. È cosi felice che non voglio rovinarli questo momento. I suoi occhi trovano i miei e mi fa l'occhiolino indicando la ragazza di fronte a lui. Gli sorrido anch'io come se non avessi appena sparato ad una persona. 

  
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