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Autore: Moriel91    11/09/2017    2 recensioni
I pensieri di M., colta nel momento infinito di una scarica di dolore, una fitta che agli occhi esterni dura un momento mentre lei si sente intrappolata nella sofferenza.
Il momento eterno in cui si sente sbattere in faccia il passato, come se il presente non contasse.
Genere: Drammatico, Introspettivo | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
- Questa storia fa parte della serie 'I pensieri di M.'
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Il dolore ha la dolciastra comprensione del passato.
Ti capisce perché porta con sé il vissuto dei ricordi.


 

Il distacco. Il baratro. Il buio. Il nulla.
Bianco e nero.
Bianco dei lettini d’ospedale, nero di oblio.
Nero di sangue.
Il sangue rosso pare un forsennato ballerino di un valzer tormentato, seducente.


Quello nero ha la lentezza della morte.
Evoca l’incrostazione sulla spada del carnefice.
Il colore sotto le unghie dell’assassino.


 

Fischi tra le grida di dolore, cercando di evocare una tempesta come le antiche streghe.
Fischi per far sì che la tempesta lasci la tua testa per condensarsi da un’altra parte.


Il dolore ti afferra e ti schiaccia, violentemente, e tu cadi tra le coltri, sopraffatta da quell’amante possessivo, che ti vuole solo per lui.
Non puoi rifiutargli il tuo tempo.
Lui se lo prende.
Detta i tempi della tua vita.


Requisisce la tua mente in densi strati di saette verdi come il veleno.
E tu desidereresti danzare in un forsennato sabba fino a scacciarlo, fino a mandarlo via con il barbaglio del tuo splendore, ma basta la sua ombra per offuscarti.
Requisisce i tuoi occhi, sono i primi a cadere.
I primi a serrarsi nel suo abbraccio.
Poi le tempie, la fronte, la nuca.
Le cicatrici pulsano di antichi moniti sofferenti.

 


Tu ti ripieghi in quell’abbraccio paziente e devastante.
Sempre presente.
Sempre sornione.


 

Poi l’istante, quell’attimo eterno, scema, vola via, lasciando il fragore del tuono lontano.
E tu rialzi il capo, sorridi.

“Non è niente,” assicuri a chi ti ha guardata, preoccupato, sprofondare nell’istante del dolore. “È tutto passato.”

  
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