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Autore: EragonForever    11/09/2017    1 recensioni
L'universo è in pericolo di estinzione, un'antica minaccia sta tornando per rimpossessarsi della conoscenza del Pilastro dell'Equilibrio per piegare l'intera umanità al suo volere. Ma prima dovrà fare i conti con una nuova generazione di Guardiani, sei ragazzi provenienti da dimensioni diverse rinati a nuova vita e divenuti immortali, forti del potere delle Arti Mistiche, dovranno dare fondo a tutta la loro energia per fermarlo. Perchè se la guerra incombe, la nostra umanità non avrà un futuro.
***
Salve gente, questa è la nuova versione appena ristrutturata, spero con il cuore che vi piaccia
Genere: Avventura, Fantasy, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Capitolo 14: Sharazan la Dimensione dell'Energia

Sharazan era una dimensione vasta quanto splendida e piena di vita con i suoi colori e gli incantevoli paesaggi, con i suoi villaggi, ampie vallate, templi, ciliegi in ogni dove che riempivano l’aria con il loro dolce profumo. Le ninfee decoravano i laghi sotto i ponticelli, mentre dalla nebbia spuntavano alte montagne e qualche antica costruzione come i santuari con le loro lunghe scalinate. I campi di riso completavano il quadro. La pace e la tranquillità erano sovrane e gli abitanti vivevano la loro vita con serenità, erano felici e il motivo di tutto ciò era il suo governo, ovvero il grande impero Kai, ormai in piedi da generazioni e si impegnava a garantire la pace. Esso era situato nella città imperiale di Kouka, la cui sola vista mozzava il fiato con i suoi colori e l’aria sempre di festa. Lì dominava il magnifico Palazzo Imperiale con la sua struttura alquanto artistica i cui colori dominanti erano il rosso e l’oro e all’ingresso, oltre alle magnifiche colonne stavano due statue raffiguranti dei dragoni rampanti, che richiamavano quelli incisi sul grande portone. Ricordava molto un’immensa pagoda per via delle sue notevoli dimensioni. Era praticamente da mozzare il fiato. Lì regnava l’Imperatore Xiao-Mei ormai da molti anni, stimato e amato da tutti, tanto che come sua protezione aveva al suo seguito un’ordine speciale di monaci combattenti votati alla sua difesa. Con il suo regno l’Impero aveva ottenuto la pace e non solo, poiché esso era custode di un oggetto alquanto raro e prezioso, ovvero il mitico Cristallo dello Yin e dello Yang, frutto anche della potenza dei suoi soldati e guerrieri. Questo clima di pace e prosperità purtroppo era da qualche tempo in crisi, dato che l’Imperatore, essendo ormai anziano non aveva più le forze per continuare a regnare e la morte sarebbe giunta presto per lui, e questo significava che doveva scegliere un’erede che portasse avanti l’Impero. Nonostante però avesse due figli legittimi non li considerava adeguati a regnare per via della loro mancanza di responsabilità e carisma, ed essendo ormai in fin di vita doveva decidere in fretta il da farsi, così una mattina convocò un’assemblea segreta dove annunciò la sua decisione.

"Dopo mesi di riflessioni ho l’onore di annunciarvi che il mio erede che porterà avanti l’Impero Kai sarà il mio terzogenito Alibaba"

I presenti a quell'annuncio improvviso rimasero senza parole, poiché sapevano bene che il principe pur essendo figlio dell'Imperatore era comunque di secondo letto avuto da una cortigiana, ma nonostante ciò rispetto ai suoi fratelli aveva comunque dimostrato delle buone doti per regnare dato che l'Imperatore più volte lo aveva messo alla prova nelle varie riunioni del Consiglio. I suoi figli legittimi al contrario non avevano ereditato lo spirito del padre, questo era molto risaputo dall'intera corte imperiale. Perciò i membri del Consiglio non poterono che essere d'accordo con la decisione del sovrano. Finita l'assemblea esso convocò il figlio nelle sue stanze. Alibaba era un ragazzo posato e tranquillo, molto rispettoso con tutti, cordiale e gentile, per questo motivo molto ben visto a corte. Aveva lineamenti delicati, una bella carnagione rosea, capelli di un biondo dorato e calde iridi color cioccolato. Il fisico era forte e agile, frutto degli allenamenti a corte. Aveva ereditato l'aspetto della madre, così come il carattere, ma la saggezza ed il carisma del padre. Non assomigliava ai suoi fratelli che in confronto a lui erano più alteri, mori e occhi neri e dall'aria di chi era superiore a tutti, fatto sta che quando fu convocato personalmente dal padre rimase stupito, ma intuendo che doveva essere una cosa importante non esitò. Così, scortato dalle sue guardie personali si diresse verso le sue stanze, attraverso i corridoi. L'Impero Kai non era mai stato un'amante dello sfarzo e il palazzo da loro costruito lo dimostrava, essendo gli interni austeri e con quel minimo di ricchezza come quadri o oggetti estremamente antichi tramandati per secoli dalla famiglia imperiale e custoditi in una stanza nascosta. Ad Alibaba piaceva quell'ambiente, dava in un certo senso una sensazione di pace e tranquillità, un po' come la sua indole, si sentiva al suo agio, anche se in quel momento era comunque teso e il cuore li batteva all'impazzata nel petto ma non si scompose, nemmeno quando arrivarono alle stanze dell'Imperatore. Una guardia quindi bussò alla porta e quando ricevette risposta fece entrare il ragazzo, chiudendola poco dopo. In segno di rispetto Alibaba rimase fermo dov'era finchè l'Imperatore non lo chiamò. Era steso a letto, ormai debole e gli si strinse il cuore nel vederlo così.

"Vieni avanti figlio mio, siediti"

La sua voce pur essendo ormai roca aveva ancora la solennità di un tempo. Il giovane allora si avvicinò, sedendosi accanto al sovrano.

"Ho saputo che volevate vedermi, di che si tratta padre?", chiese, il tono formale ma gentile.

L'uomo annuì.

"Si ... vedi, come ben sai ormai sono vecchio e non ho più le forze per mandare avanti l'Impero Kai, perciò stamattina ho convocato un'assemblea segreta per scegliere il mio erede.", esordì.

"E? Avete preso una decisione?", chiese il giovane, titubante.

L'Imperatore annuì.

"Si, in questo ultimo periodo ho avuto modo di riflettere molto accuratamente su questa questione alquanto delicata e alla fine ho deciso ... che sarai tu il legittimo erede al trono Alibaba.", rispose con decisione.

A quelle parole il ragazzo spalancò gli occhi, incredulo.

"Io? Perché io? Non sono nemmeno vostro legittimo figlio e poi avete già Shui e Shun come eredi.", replicò.

Xiao-Mei si limitò a sospirare.

"Lo so ... ma i tuoi fratelli non hanno le giuste qualità per regnare, sono ambiziosi, irresponsabili e senza alcun carisma e nemmeno saggi. Con loro l'Impero Kai non sarà al sicuro.", replicò.

"Questo lo capisco ma ...", iniziò l'altro.

L'uomo allora lo prese per le spalle, guardandolo con uno sguardo che lui non gli aveva mai visto, era ... rassegnato, ben consapevole che oramai era solo questione di tempo. Sospirò.

"Senti Alì ... ormai non mi resta più molto da vivere, sto morendo. Il mio tempo è passato, ho regnato più che a sufficienza ma ora spetta a te prendere il mio posto sul trono dell'Impero Kai, poiché solo così tutto quello che ho creato potrà continuare a vivere. Ascolta ... so quello che stai pensando ma sappi che indipendentemente da tutto il resto sei pur sempre mio figlio, in te scorre il mio stesso sangue e questo fa di te un membro di questa famiglia. Lo ammetto, sarà molto dura, dovrai affrontare molte sfide e difficoltà, porterai un grande peso sulle tue spalle ... ma sono più che certo che l'Impero Kai sarà in buone mani con te come nuovo Imperatore. Tu sei forte Alì, hai un cuore grande e puro e possiedi un animo nobile, generoso, coraggioso e gentile, ma soprattutto possiedi il carisma ed è questa la tua dote più grande, ricordatelo sempre figlio mio"

A quelle parole il giovane non seppe cosa dire, era spiazzato e al tempo stesso incredulo, mai prima d'ora lo aveva visto così rassegnato, nonostante il suo sguardo fosse ancora fiero e indomito. Avrebbe voluto dire tante cose ma alla fine si limitò ad annuire semplicemente, accettando così l'incarico che gli era stato affidato.

"Farò come desiderate padre.", mormorò dopo un po'.

L'Imperatore annuì per poi congedarlo con un sorriso benevolo. La notizia della sua decisione però non fu gradita dai due principi Shui e Shun, i quali furono molto adirati riguardo alla cosa. Ovviamente andarono a contestare ma Xiao-Mei non volle sentire ragioni.

"Anche se è di secondo letto Alibaba rimarrà sempre mio figlio e fa parte di questa famiglia, che vi piaccia o no.", aveva detto loro per poi congedarli.

I due principi in preda all'ira capirono che dovevano fare qualcosa per evitare che ciò accadesse, poiché non potevano tollerare che uno come Alibaba che non era nemmeno figlio legittimo salisse al trono scavalcandoli. Così decisero di agire. Avevano sentito parlare che ai margini della foresta viveva una potentissima sacerdotessa oscura e quella stessa notte si recarono da lei. Quando si presentarono la donna li guardò, fingendosi sorpresa di vederli.

"Oh, quale onore, i due principi che vengono a farmi visita, a cosa devo l'onore?", esordì.

Shun allora si fece avanti, lo sguardo serio.

"Siamo qui per chiedere il tuo aiuto, nostro padre l'Imperatore oggi ha nominato come suo erede il terzogenito Alibaba, ma lui non sarebbe suo figlio legittimo ma di secondo letto e noi questo non lo possiamo tollerare.", spiegò.

La maga allora li guardò con fare interessato.

"Oh, quindi volete che vi aiuti a prendere il trono suppongo ... e sia, ma voi dovrete in cambio fare una cosa per me.", esordì.

I due fratelli a quella richiesta si guardarono con sguardo d'intesa per poi annuire.

"Che cosa volete che facciamo?", chiese Shui, le braccia conserte.

La donna allora li guardò con un ghigno.

"Potrete avere il trono se in cambio mi consegnerete il Cristallo dello Yin e dello Yang.", rispose.

Shun inarcò un sopracciglio a quella richiesta.

"E a cosa vi serve se posso chiedere?"

A quella domanda la maga si stizzì.

"Questo non è affar vostro, dunque accettate oppure no?", insistette.

Loro due allora non poterono fare altro che annuire, poiché quello era l'unico modo possibile se volevano ottenere il trono dell'Impero Kai. La maga quindi li guardò compiaciuta.

"Molto bene, andate ora, prima avrò il Cristallo e prima eseguirò la vostra richiesta.", li congedò.

I due principi allora lasciarono fiduciosi la casa della maga e si diressero sicuri verso il luogo dove era custodito il Cristallo, ovvero i sotterranei del palazzo, molto ben osservati, ma loro silenziosi come ombre uccisero le guardie fino ad arrivare alla stanza dove si trovava. Esso era una pietra ovale che brillava fulgida di un intenso bagliore dorato con sfumature nere ed era divisa in due colori, una parte bianca e una nera. Rimasero abbagliati di fronte a quello spettacolo, poi Shun lo prese, mettendolo in una sacca e in quell'attimo il cielo si tinse di nuvole nere con lampi e fulmini. Incuranti di ciò tornarono dalla maga, consegnandole il Cristallo.

"Noi abbiamo fatto quello che volevi ... adesso tocca a te.", le intimò Shui.

La maga annuì e non appena ebbe fatto quel cenno la città imperiale si riempì di grida di terrore e disperazione. Il suo esercito era piombato al suo interno come un fiume in piena uccidendo le guardie ma non i civili, poichè la donna aveva ordinato loro di colpire solo il castello. I soldati non poterono nulla contro di loro, erano impotenti, paralizzati, nonostante avessero provato a contrastare l'avanzata per poi perire. Alibaba sentendo tutto quel casino si precipitò verso le stanze dell'Imperatore, arrivando però troppo tardi e vide uno di quei mostri ucciderlo inesorabilmente di fronte ai suoi occhi. Il giovane a quella vista non poté trattenersi e li fronteggiò ma i suoi tentativi furono vani. Ma non gli venne inferto il colpo di grazia con sua somma sorpresa. Fu una notte infausta per il povero principe, ma il colpo più tremendo giunse il giorno seguente, quando fu portato contro la sua volontà nella sala del trono. Spalancò gli occhi nel vedere che su di essi stavano seduti i suoi fratelli che lo guardavano con odio. E a quel punto capì. Li guardò con uno sguardò senza trovare la forza di parlare, ma poi solo una parola uscì dalle sue labbra.

"Perché?"

Nel sentire quella domanda i due principi si fissarono per qualche secondo per poi scoppiare a ridere. Alibaba allora si adirò a quella reazione.

"Perché?!!", insistette.

Loro allora si calmarono e Shun si alzò dal trono, guardandolo con odio.

"Perché?! E ce lo vieni pure a chiedere?! Lo sai benissimo il perché!", esclamò.

Lui allora lo guardò con aria di sfida.

"Lo so il perché, ma voglio sentirlo da voi! Ditemi il perché!", gridò.

Davanti alla sua insistenza lo guardarono con un sorriso beffardo e stavolta fu Shui ad alzarsi e parlare.

"Il perché è piuttosto semplice caro fratellino, non potevamo tollerare il fatto che nostro padre avesse scelto un figlio di secondo letto come erede al trono dell'Impero Kai che spettava a noi di diritto, quindi sapendo che non ce lo avrebbe concesso abbiamo agito di conseguenza, niente di più niente di meno.", spiegò, spalancando le braccia.

Nel sentire quelle parole Alibaba fremette di rabbia e li guardò con sguardo di fuoco.

"Nostro padre aveva ragione a dire che con voi l'Impero Kai cadrà in rovina.", sibilò.

I due principi rimasero alquanto sorpresi dal suo incredibile coraggio nel sfidarli in quel modo e fremettero.

"A quanto pare nostro padre aveva ragione su di te ma noi siamo ben diversi da lui e per questo sarai esiliato e gettato sulla strada a morire com'è giusto che sia ... tu non fai più parte di questa famiglia, non ne hai mai fatto parte e ora toglietelo dalla nostra vista!!!", esclamò Shun, furioso.

E senza farselo ripetere due volte le guardie presero con forza Alibaba che non ebbe neanche il tempo di ribellarsi che si ritrovò buttato fuori senza troppe cerimonie dal palazzo imperiale per poi chiudergli le porte in faccia davanti al suo sguardo incredulo di chi era appena stato tradito dalla propria famiglia.
 

Angolo dell'Autrice

Salve popolo di EFP, perdonate l'assenza ma questo capitolo mi ha tenuto non poco impegnata, credetemi, il più complicato dopo il primo avendo gestito una situazione non poco complicata. I nomi li ho presi al momento, almeno quelli dei due principi e non essendo giapponesi ma cinesi è stato abbastanza difficile. Alibaba invece è più che azzeccato per le sue origini mezze nobili. Come potete vedere il tutto è ambientato a Sharazan, ultima dimensione. E si, la situazione non è affatto delle migliori da quello che leggerete, spero con tutto il cuore di aver fatto un buon lavoro. Riusciranno i nostri Guardiani a risolverla? Tutto questo e altro nei prossimi capitoli.

Ringrazio calorosamente Vago per le sue recensioni fedeli e chi legge e basta. Detto questo ... alla prossima avventura!

Saluti la vostra EragonForever!

   
 
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