Storie originali > Fantasy
Segui la storia  |       
Autore: sarakoala    12/09/2017    0 recensioni
Quante cose è in grado di sopportare una persona prima di venir schiacciata dal loro peso?
Tutti gli studenti di questa scuola, anzi, tutti coloro che vivono a Rookbow devono costantemente superare le numerose difficoltà che la città pone loro. In questa scuola non ci saranno insegnanti o genitoei a sostenerti, se non sei in grado di lottare non potrai sopravvivere a lungo, tra inganni, massacri e violenze. Ogni persona ha qualcosa da raccontare, voi vorrete ascoltare le loro storie e scoprire come proseguiranno le loro vite?
I personaggi di cui si parla in queste storie sono inventati da un gruppo di role chiamato Werewolf's Shadow 2.0
Questo è il secondo progetto di fiction scolastica del gruppo e sarà portato avanti da me e dal gruppo di role, i personaggi sono di nostra invenzione così come il luogo in cui si muovono. Non ci sono collegamenti con il precedente progetto e molte cose sono cambiate
Genere: Azione, Comico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Yaoi, Yuri
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
 <<    >>
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A
Personaggi in questo capitolo:
Jack
Daimonas
Sara
Sebastian
Lighneers
Zell
Astral
Lacie
Hope
Grace
Milton
Seraph
Alexander
Johanna
Samantha
Diana
 
Davanti al gruppo composto da Sara, Seraph, Astral, Diana, Lighneers, Jack, Daimonas e Milton c'erano la professoressa Áine e la professoressa Sasaku, entrambi guardavano il gruppo sorridendo malignamente.
-Bene bene, cosa abbiamo qui, il mio zuccherino ed un gruppo di studenti monelli.-
Disse Sasaku  facendo l'occhiolino a Daimonas, il ragazzo però distolse lo sguardo per nulla interessato.
-Le lezioni non erano ancora finite quando voi siete usciti...meritate una bella punizione.-
Áine si leccò le labbra osservando ad uno ad uno ogni studente, ciascuno di loro ebbe la stessa preoccupazione, l'incolumità di Milton e Daimonas, più lei ad essere sinceri visto che avevano potuto osservare la resistenza del ragazzo, non sarebbe stato facile però evitare venisse messa in punizione con loro.
-Non sarebbe possibile evitare?-
Disse Sara ironicamente sistemandosi davanti alla ragazza, Sasaku le colpì il naso con un dito.
-Non potrei mai perdere un occasione per divertirmi, forza tutti in marcia!-
-E se non volessimo seguirvi?-
Diana non era certo una ragazza che si faceva trascinare facilmente, ma la professoressa non ammetteva repliche.
-Ci saranno gravi conseguenze, e non penso il tuo paparino ne sarà felice.-
-Tieni fuori mio padre da questa storia strega.-
Disse Diana fulminando Sasaku con lo sguardo, se avesse anche solo osato nominarlo le avrebbe spaccato la testa con la spada.
-Ma è il tuo tutore, sarebbe molto deluso sapendo che sua figlia non si comporta a dovere non pensi?-
Non voleva deludere il padre, ma non poteva nemmeno accettare di piegare la testa di fronte a qualcuno, qualunque cosa avesse voluto fare non gliel'avrebbe data vinta. Anche Astral era preoccupato però, in parte era sollevato che Lacie non fosse lì ma  cosa sarebbe successo nel frattempo che lui era impegnato?
-Sarà un pomeriggio piacevole.-
Disse la professoressa Áine seguendo l'altra, ciascuno sapeva di non poter scappare ma potevano comunque far qualcosa per Milton, guardandola Sara le fece segno di tacere mentre Seraph la nascose tra i cespugli, grazie alla sua velocità non fu molto difficile e la ragazza capì al volo come doveva comportarsi, guardò però Daimonas sperando potesse fare altrettanto, quando capì che l'amico non l'avrebbe seguita cercò di tornare da loro ma qualcosa la bloccò, più precisamene fu Jack a farlo.
Intuendo ciò che avrebbe tentato di fare si era staccato una mano e questa le stava impedendo di alzarsi, quando ci riuscì era ormai troppo tardi visto che tutti erano entrati all'interno della struttura delle punizioni.
-Bene bene, a che gioco potremmo giocare.-
-Magari possiamo dividerci gli studenti Sasaku, io sono interessata al verdino...-
Disse Áine indicando Lighneers che facendo un passo indietro fischietto come se lei non avesse detto nulla.
-Io invece voglio il mio zuccherino tutto per me, ma non ho intenzione di lasciare gli altri a mani vuote, prego sedetevi. Tutti tranne il broccolo.-
Disse Sasaku indicando una serie di sedie, nessuno si fidava molto ma non poterono fare altro che acconsentire, non appena vi si sistemarono sopra però una grossa scatola calò sulle loro teste, su ciascuno c'era una fessura da cui potevano uscire ma le sedie avevano imprigionato le loro gambe e braccia.
-Che diamine succede!-
Disse Diana dimenandosi, non riuscendo però a liberarsi, era la prima volta che finiva in una situazione simile e non sapeva cosa aspettarsi.
-Calmati o la situazione peggiorerà.-
Disse Seraph immobile e seria, in quei casi agitarsi era rischioso.
-La fai facile...-
-Fidati Diana, non è la prima volta che entriamo qui dentro.-
-Oh la sorellina è stata cattiva.-
-Come mai ti chiama così?-
Chiese Jack incuriosito da tutta quella situazione.
-Perché è la mia sorellina.-
-No perché è fuori di testa Jack.-
-Che cattiva che sei sorellina!-
-Devi proprio chiamarla così?-
-Cos'è senti già la nostalgia di Lacie Astral?-
-Capita quando tieni a qualcuno Seraph...-
-Avete finito di parlare?-
Chiese la professoressa Sasaku davanti a loro, tra le mani teneva un gigantesco martello con al lato una faccina sorridente che la raffigurava.
-Avete mai giocato ad acchiappa la talpa?Questa è la mia personale versione e il mio zuccherino sarà il premio per ogni colpo.-
La scatola all'esterno aveva un pulsante che azionava una sedia in modo casuale e questa sollevandosi faceva sbucare la testa del malcapitato dalle fessure.
-Si comincia!-
Premendo il pulsante rapidamente fece uscire varie volte la testa di ciascuno colpendola con il proprio martello, loro non avevano modo di reagire, potevano solo aspettare che il loro turno finisse.
-Sei solo una codarda, abbi almeno il fegato di lasciarci le mani libere!-
-Signorina Diana lei ha una lingua molto lunga devo dire, se ne taglio qualche pezzo farà differenza?-
La ragazza rispose a Sasaku con una linguaccia per indispettirla, era più forte di lei ma questo le costò un forte colpo alla testa.
-Non può comportarsi in questo modo!-
Disse a sua volta Astral, trovava fosse un abuso di potere bello e buono ma ovviamente non servì a nulla, Sasaku continuò a colpirli fino a quando non fu il turno di Jack.
Non appena gli colpì la testa, con forse troppa forza, questa si staccò dal corpo e rotolò verso la fessura di Daimonas, cadendoci dentro si ritrovarono naso a naso.
-Ops, mi sa che ho esagerato.-
-Ma no si figuri.-
Il resto degli studenti non poteva sapere cosa stava accadendo visto che non vedevano, ma Sasaku si pietrificò dalla sorpresa.
-Ma come diamine fai a parlare?!-
-Oh semplicissimo, ha presente quei trucchi di magia dove il mago separa il corpo della persona in più parti?Ecco l'han fatto a me ma si son scordati di sistemarmi.-
-Si può sapere cosa sta succedendo?-
Chiese Diana più confusa di prima.
-Fidati è meglio se non sai...-
Disse Sara intuendo ciò che era successo, non erano affatto abituati a sapere che poteva staccarsi le parti del corpo ma ormai quelli dell'isola lo sapevano e stavano cercando di metabolizzare la cosa.
-A parte gli scherzi, il mio corpo non ha problemi a funzionare anche se separato, può rimettere la mia testa a posto?-
Chiese con noncuranza il ragazzo cercando d'evitare che il naso di Daimonas gli entrasse in bocca, questo era stato immobile per tutto il tempo, se avesse voluto andarsene avrebbe potuto farlo fin da subito ma era a causa sua se gli altri erano lì e non sarebbe stato giusto.
La professoressa facendo spallucce sistemò la testa del ragazzo, questo provvisto di una sola mano la separò dal braccio in modo da potersi liberare dalla sedia e sistemarsi il collo, al resto avrebbe pensato poi in seguito.
Mentre il gioco di Sasaku continuava quello di Áine era appena iniziato.
Lighneers era stato legato con delle corde ad un gancio sul soffitto, non si era accorto di nulla vista la velocità della professoressa ma non avrebbe emesso nemmeno un fiato alle sue torture, la donna però aveva ben altre intenzioni.
Con la bocca gli slacciò uno ad uno i bottoni della camicia lasciandolo a petto nudo, sfiorandogli i pettorali con la lingua ogni volta impiegò particolare cura e tempo per l'ultimo più vicino ai pantaloni, passava le sinuose mani lungo la sua schiena graffiandolo e sorridendogli malignamente.
-Niente male ma ho visto di meglio prof, sono pur sempre il vicino delle tre Mustang.-
-Vedrò di farti cambiare idea...-
Quella cosa aveva tutt'altro l'aria di una punizione, ma era un ragazzo serio quindi non le avrebbe permesso di fare troppo, sapeva voleva stuzzicarlo per vederlo implorare d'esser posseduto, ma lui aveva una forte moralità e non si sarebbe mai abbassato a fare qualcosa con qualcuno che non amava.
La donna prese a stuzzicare uno dei capezzoli del ragazzo con le unghie facendolo irrigidire, lo tirò alcune volte ridacchiando mentre aveva preso a muoversi attorno a lui.
-Quale gioco potrei fare con te...-
-Sono bravo a monopoly.-
-Simpatico...-
Arrivando alle sue spalle la donna lo abbracciò facendo scivolare i fianchi verso il bacino di lui, le mani però nonostante sfiorassero il cavallo dei pantaloni non andarono mai ad entrarvi, forse voleva veramente giocare al gatto con il topo e visto non aveva notato reazioni non trovava fosse ancora il momento.
Avvicinandosi al collo di lui lo morse più volte appoggiando il morbido seno sulla schiena di lui, di tanto in tanto gli mordicchiava anche l'orecchio soffiandovi poi contro.
Con la mano intanto era arrivata alle labbra e passandovi l'indice sopra ne aveva inumidita la punta con la saliva.
-Sembri un ragazzo molto promettente...-
-Vorrei dire lo stesso di lei ma...-
Le mani stavolta andarono ad infilarsi completamente nei pantaloni del ragazzo senza però raggiungere l'organo interessato, che ancora non aveva reagito, proprio come Lighneers che non volendo darle soddisfazioni non aveva emesso nemmeno un fiato.
Ad un tratto però la situazione cambiò completamente, le mani della professoressa andarono a puntare verso le natiche del ragazzo ed unendo entrambi gli indici raggiunse un punto alquanto delicato, non abbastanza in profondità però visto che Lighneers, capendo in una frazione di secondo, aveva iniziato a scalciare e allargando le braccia era riuscito a rompere le corde.
-Grazie ma no grazie!-
Senza aggiungere altro il ragazzo corse verso la porta tenendo le mani in quel punto per evitare altre sorprese ed uscendo lasciò la porta aperta, in questo modo poté permettere alla mano di Jack di entrare per congiungersi con il proprietario.
Milton per tutto il tempo era rimasta in attesa tornassero ma vedendo Lighneers uscire in quel modo non fu certa fosse stata una buona idea.
-Oh il gioco è già finito?-
-Ormai la punizione è finita, anche io darò l'ultimo colpo e via. Sarà il più forte hahaah!-
La scelta su chi sarebbe stata l'ultima vittima era caduta su Seraph, Astral che le era accanto aveva subito capito che era il suo turno non appena la molla era scattata. Non se la sentiva di lasciare venisse ferita senza far nulla e pur d'evitarlo si alzò con uno scatto ribaltando l'intera scatola e venendo colpito così al posto suo.
-Oh no mi hai rovinato la scatola!Uffa...e va bene andate, ma tu zuccherino mi piacerebbe restassi.-
Disse la ragazza a Daimonas che tuttavia fu il primo ad uscire, in caso avrebbe aspettato gli altri per scusarsi ma voleva evitare d'esser trattenuto da quella...cosa piena d'ormoni.
Era grato a Sara, Seraph e Jack per averle impedito di venir punita e doveva ringraziarli.
Intanto la bionda era rimasta stupida dal gesto di Astral, anche se la professoressa non l'avrebbe ferita gravemente lui l'aveva protetta, e quel gesto contava.
Mentre il gruppo prese ad uscire s'immerse in quei pensieri.
-Quelle due sono veramente fuori di testa, ma ciò che è successo a Lighneers è esilarante, a proposito dov'è andato?-
Chiese Diana guardandosi intorno.
-Probabilmente a sterilizzarsi.-
Rispose Astral facendo spallucce, notando che Seraph sembrava ancora più distaccata del solito le si avvicinò.
-Tutto bene?-
-Si...grazie...per prima.-
Fu tutto ciò che la ragazza disse prima di allontanarsi in silenzio, Astral si sentì felice d'aver fatto qualcosa di giusto nei suoi confronti e a confermarlo furono Sara e Diana che, dandogli un colpetto sulle spalle, alzarono entrambi i pollici in segno d'approvazione.
Daimonas intanto aveva aspettato tutti, Milton non appena l'aveva visto uscire era corsa verso di lui accertandosi stesse bene.
-Ragazzi, mi spiace siate stati messi in punizione per colpa mia...-
-Non preoccuparti, non è una novità per me.-
Disse Sara facendo spallucce.
-Nemmeno per me è stato un problema, non preoccuparti.-
Rispose Astral sincero, doveva però andarsene per trovare Lacie, già si immaginava i guai che poteva aver combinato.
Jack intanto avvicinatosi al ragazzo lo guardò tranquillo.
-Non credevo di fare un testa a testa con te.-
-E' la tua testa che è caduta sopra di me.-
-Eri comodo però.-
-A proposito volete spiegare anche a me cosa è questa storia?-
Chiese Diana curiosa.
-Nulla di stupefacente, come avrai sentito i miei arti possono staccarsi e riattaccarsi.-
-Wow!Ma come è possibile!-
-Attraverso particolari procedure, ma meglio sorvolare.-
-Ma no raccontami tutto!-
-Forse un'altra volta.-
Rispose il ragazzo scuotendo il capo allontanandosi, ormai le lezioni erano completamente finite e solo loro dovevano tornare a casa, avevano tutti bisogno di distrarsi.
 
-Che ci fai qui?-
-Ero di passaggio.-
Il sorriso di Serena fu quasi come un fulmine a ciel sereno per Zell, non si aspettava certamente una sua visita, la ragazza si avvicinò ondeggiando con fare suadente i fianchi, indossava un top viola stretto ed una gonna di jeans.
-Ti ho visto oggi con la tua ragazza. Non volevo disturbare...-
Lo sguardo di lei divenne improvvisamente serio, come se fosse...gelosa?
-Non ho nessuna ragazza.-
-E chi era quella che ti è salita sulle spalle?-
-Ah no hai frainteso!Quella è solo una mia compagna di classe.-
Disse lui sorridendole, il sorriso tornò subito sulle labbra della ragazza che gli afferrò il braccio stringendolo al proprio petto.
-Allora non ti spiacerà se ti invito fuori.-
Era la prima volta che una ragazza gli chiedeva d'uscire, era alquanto imbarazzato ma non era certo fosse il caso vista la situazione.
-Ecco...dove vorresti andare?-
Era molto difficile dirle di no in quella situazione, era così carina e dolce, e soprattutto lo guardava con talmente tanta speranza che non poteva deluderla, avrebbe però cercato di proteggerla se fosse successo qualcosa.
-Qui nei dintorni, solo noi due...-
Involontariamente il ragazzo deglutì, non capiva nemmeno lui il motivo di quell'azione, o forse si trattava semplicemente della calda voce di lei che sembrava in grado di tranquillizzare chiunque.
Si era quasi perfino scordato che c'era Sebastian vicino, questo tossendo attirò la loro attenzione.
-Bene, spero riuscirai a distrarti Zell.-
-Grazie, ci vediamo domani Sebastian.-
Allontanandosi il biondo non poté evitare di pensare a quanto quel ragazzo fosse stupido, perfino in una situazione di pericolo si lasciava distrarre da frivolezze.
Suo fratello non sarebbe stato con lui quel pomeriggio quindi non avrebbe dovuto aspettarlo, senza badare allo stormo di oche che lo circondavano si diresse alla propria auto ed entrandovi accese il proprio telefono, non sapeva dove si trovasse Sara ma era una domanda a cui poteva facilmente trovare risposta.
Grazie ad Alexander vide subito che, a quanto mostrava lo schermo, si trovava ancora nel perimetro della scuola, tuttavia sembrava starsi dirigendo verso la struttura per le punizioni, forse quello stupido moccioso l'aveva messa in qualche guaio.
Sbuffò spazientito quando l'auto prese a muoversi, avrebbe preferito schiacciasse tutte le persone attorno a lui togliendosele di torno.
 
Pomeriggio Zell:
 
Zell intanto si trovava in una posizione tutt'altro che scomoda, aveva iniziato a camminare con Serena che non gli aveva lasciato nemmeno per un istante il braccio, l'unico inconveniente erano gli sguardi gelosi dei ragazzi attorno a loro, per nessun motivo apprezzava stare al centro dell'attenzione ma forse ne valeva la pena in quel momento.
-Credevi veramente fosse la mia ragazza?-
-Perché no?Sei un ragazzo carino ed eravate molto vicini.-
-Anche tu sei molto bella...-
Rispose il ragazzo sorridendo imbarazzato.
-Come mai passavi da queste parti comunque?-
-Stavo facendo una corsetta per tenermi in allenamento. Quando voglio distrarmi lo faccio sempre anche nei posti più strani.-
-Veramente?Anche a me capita, mi aiuta anche a chiarirmi le ide.-
-Sono sicura che farlo con te sarebbe molto bello.-
Il ragazzo tossì leggermente immaginandosi una velata illusione, ma probabilmente era tutto nella sua testa.
-Magari potremmo provare ad allenarci insieme ogni tanto, non ho particolari impegni infondo.-
-Perfetto!Oggi però ho voglia di rilassarmi.-
-Vedo che hai le idee ben chiare.-
-Ed il destino mi ha portato proprio da te per passare questa bella giornata, se non è un segno questo.-
Zell sorrise alle parole della ragazza, non sembrava imbarazzata come lo era lui e apprezzava dicesse praticamente tutto ciò che pensava.
-A proposito, quei tipi ti stanno dando ancora fastidio?-
-Ah...no...no non preoccuparti.-
Trascinarla nei suoi problemi era l'ultima cosa che voleva, anche se forse era esattamente ciò che stava accadendo.
Continuando a camminare la ragazza gli prese dolcemente la mano iniziando a guardarsi intorno.
-Sai, sono proprio felice di esser passata da queste parti, almeno ho potuto vederti.-
-Non è un po' lontano però da dove vivi?-
-Che posso dire, non mi accorgo di nulla quando mi alleno, magari ti posso portare nel mio parco preferito.-
-Volentieri, fammi pure strada.-
Non impiegarono molto tempo per arrivare fortunatamente, il parco non solo era vicino ma entrambi avevano un passo veloce.
-Ti dirò, quando andavo a scuola c'erano delle volte in cui marinavo le lezioni solo per venire ad allenarmi. Non è che odiassi la scuola ma non apprezzavo esser costretta a studiare in maniera così schematica e forzata.-
-Posso capire cosa intendi, alcune lezioni nemmeno io le sopporto ma non posso evitare d'andarci.-
-Magari in futuro se ti capiterà l'occasione di non voler andare a scuola però potremmo vederci.-
-Sicura?-
-Ma certo, sei il mio tipo ideale e più tempo passo con te più mi fa piacere.-
Il sorriso di lei o fece quasi sciogliere, si sentiva veramente impacciato per tutti i complimenti che stava dicendo e lui non sapeva nemmeno cosa rispondere, ogni cosa gli sembrava monotona o superflua.
Cercò di guardarsi intorno per evitare d'apparire troppo agitato, il parco aveva numerose panchine, alcune aste su cui ci si poteva sollevare ed un simpatico percorso ad ostacoli fatto di cocci di legno.
Serena vedendo il suo sguardo vagare altrove si mise davanti a lui.
-Bello eh?-
-Si, non è male poi non c'è nessuno ad interromperci. Vogliamo iniziare?-
Annuendole con un sorriso il ragazzo la seguì verso le travi, c'erano varie altezze ma lei andò subito verso quella più in alto.
-Possiamo provare un esercizio semplice, io sto aggrappata a te mentre ti sollevi ed entrambi ci solleviamo.-
-Sicura di farcela?-
Per lui non era un problema reggere il peso di un'altra persona ma non conosceva la sua preparazione.
-Fidati di me.-
Per qualche ragione non era così difficile farlo, sistemandosi sotto l'asta con un salto posizionò entrambe le mani, Serena a sua volta gli saltò addosso ed attorcigliando le gambe alla sua vita si lasciò cadere all'indietro.
Mentre lui si sollevava lei si tirava su ed arrivando al petto del ragazzo l'abbracciava, le guance di Zell avevano iniziato a farsi leggermente più rosee ma non se la sentiva di dirle qualcosa, infondo poi non stavano facendo nulla di male.
Dopo una serie che sembrò fin troppo breve la ragazza scese da lui saltellando sulle gambe.
-Ci siamo dimenticati il riscaldamento però.-
-Hai ragione, sarà per la prossima volta però.-
-Vuol dire mi concederai un secondo appuntamento?-
Era forse un appuntamento?
Non ci aveva nemmeno pensato a quell'ipotesi e rimase immobile per qualche istante fissandola.
-Non sarebbe male, vogliamo continuare intanto?-
-Solo se mi dirai di sì.-
Disse la ragazza avvicinandosi riducendo di molto le distanze, sorridendo Zell annuì con la testa ricevendo in cambio un bacio sulla guancia.
Era la prima volta che una ragazza lo trattava in quella maniera, era inaspettato ma piacevole, con l'umore sollevato la seguì verso il prossimo esercizio, a turno avrebbero fatto dei sollevamenti e l'altro avrebbe aggiunto un peso per rendere il tutto più complicato.
Serena si mise a sedere sulla sua schiena mentre Zell si limitò a spingerla con una mano.
-Già che ci sei potresti farmi un massaggio.-
-Non sono molto pratico in queste cose.-
-Hahah su prova per favore.-
-Va bene, ma non dire che non ti avevo avvertito.-
Aspettando si mettesse comoda il ragazzo iniziò a massaggiarle le spalle con tutta la delicatezza possibile, cercava di impegnarsi per non farle male ma a giudicare dai flebili suoni che uscivano dalle labbra di lei non stava avendo particolari problemi, tuttavia quei sommessi versi di piacere iniziavano ad essere alquanto fraintendibili ed il suo viso diventava sempre più imbarazzato.
-P-passiamo al prossimo esercizio?-
Chiese interrompendosi, non voleva rovinare la giornata con lei per qualche sciocchezza che avrebbe potuto fare, Serena però si voltò sorridendogli, accarezzandogli dolcemente il braccio.
-Non era affatto male però, sei bravo a muovere le mani su una ragazza...-
Zell sorrise impacciato aiutandola a sollevarsi, nell'esercizio seguente si limitarono a salire su ciascuno dei ciocchi saltando da uno all'altro cercando d'evitare di cadere, l'equilibrio era molto importante e non era cosa da sottovalutare.
Ad un certo punto però si ritrovarono entrambi sullo stesso ciocco e Serena, perdendo l'equilibrio, fece cadere entrambi.
Zell per evitare si facesse male la tirò a sé abbracciandola, l'impatto con il suolo non fu doloroso ma aveva preferito prevenire.
-E' tutto apposto?-
-Si, scusami...-
Erano entrambi a terra abbracciati e stretti l'uno all'altra, lo guardava sinceramente dispiaciuta e preoccupata, gli aveva poi portato le mani al collo ed i loro visi erano così vicini che quasi poteva sentire il suo respiro...
 
Pomeriggio Sara, Seraph, Milton:
 
Dopo la punizione tutto il gruppo si era separato prendendo strade diverse, alcuni però avevano deciso di passare la giornata insieme.
Non era la prima volta che Seraph e Sara si vedevano dopo la scuola ma era la prima volta che avevano Milton come ospite, la ragazza non aveva voglia di tornare a casa e siccome entrambe sembravano simpatiche aveva accettato di buon grado quando Sara le aveva proposto d'unirsi a loro.
Daimonas purtroppo aveva a quanto pare degli impegni ma il ragazzo si fidava abbastanza da non temere succedesse qualcosa all'amica.
Milton camminava in mezzo alle due osservando i palazzi muoversi attorno a loro.
-Andiamo a casa mia?-
Propose Sara guardando le due.
-Perché no, spero almeno avrai pulito dall'ultima volta.-
-Non direi Seraph, per te va bene Milton?-
-Se non è un disturbo se ci sono anche io volentieri.-
-Ma figurati non è assolutamente un disturbo, vi faccio strada.-
-Come se non sapessi dove abiti.-
-Questa frase è alquanto macabra Seraph.-
Camminando a passo lento arrivarono fino alla casa della ragazza, effettivamente non era la prima volta che ospitava la bionda ma era passato del tempo d'allora, raramente lei apprezzava di stare lì, diceva che c'era troppa confusione per i suoi gusti mentre la bruna ribatteva che nel suo caos trovava tutto ciò che le serviva.
Milton intanto era molto curiosa di vedere dove viveva, i dintorni erano abbastanza spogli ma non sembravano così pericolosi, solo rovinati.
Salendo le scale arrivarono finalmente nel suo appartamento.
-Benvenute a casa mia.-
-Con permesso.-
Milton si tolse le scarpe prima di entrare evitando così di sporcare, Seraph fece lo stesso mentre Sara lanciò le scarpe in un punto imprecisato della parete.
-Volete qualcosa da mangiare?-
-Magari solo un bicchiere d'acqua.-
Disse Milton che aveva la gola secca, scuotendo il capo invece l'altra si mise a sedere sul divano, mentre Sara prese un bicchiere d'acqua alla ragazza questa si mise a sedere accanto all'altra.
-Che cosa è successo durante la punizione?-
-Nulla di particolarmente pesante, ci hanno solo colpiti in testa con un martello.-
Alle parole di Sara Milton abbassò lo sguardo cupa osservando il proprio bicchiere, lei era l'unica a non esser stata punita ma questo le spiaceva nei confronti degli altri.
-Grazie per avermi nascosta...-
-Non meritavi d'esser punita.-
-Nemmeno voi Seraph...-
-E' una cosa diversa, noi comunque le nostre sciocchezze le abbiamo fatte  e non sempre ci lasciamo scoprire, tu e Daimonas non centravate, per lui però non siamo riuscite a far nulla.-
Rispose Sara sedendosi sul divano assieme a loro, infondo non era falso ciò che aveva detto, ne avevano combinate talmente tante che nessuna punizione era ingiusta.
-Comunque è stato gentile Astral ad evitare ti prendessi l'ultimo colpo.-
-Anche lui sa rendersi utile.-
Rispose Seraph distogliendo lo sguardo da quello di Sara, non era certa di voler iniziare una conversazione su di lui.
-Cosa è che ha fatto Astral?-
-Ha preso un colpo al posto di Seraph.-
-Che dolce.-
-Non iniziate a parlare di lui voi due.-
-Perché?Vuoi averlo soltanto tu nei tuoi pensieri?-
-Ti taglio la lingua Sara!-
-Quale delle due hahaha.-
-Quella più stupida!-
Milton rise per quel piccolo battibecco, erano molto simpatiche insieme.
-Comunque lui spesso è stato gentile con te.-
-E allora?-
-Allora potresti evitare d'esser così fredda, non ho ragione Milton?-
-Beh...è sicuramente molto gentile, però se è nel suo carattere essere distaccata non si può cambiare molto.-
-Ecco, non c'è nemmeno bisogno di chiedere chi tra le due Sara usa il cervello.-
Seraph incrociò le braccia socchiudendo l'occhio verde,sì Astral era molto gentile con lei, l'aveva aiutata, cercava sempre di creare una buona amicizia...
-Però lui è ossessivo con la sorella, è un testone impulsivo ed irascibile.-
-Beh anche tu lo sei però.-
-E con Lacie è solo molto premuroso, sa che è forte però le vuole molto bene ed ha paura di perderla.-
Concluse Milton cercando di non schierarsi da nessuna delle due parti.
La bionda non fu sicura di come rispondere alla frase di Sara, effettivamente anche lei era testarda ma che avesse qualche punto in comune con quel ragazzo non centrava nulla.
-Possiamo cambiare argomento?Dov'è la tua gatta Sara?-
-Non è la mia gatta, Morgana è la mia coinquilina.-
-Ooh c'è un gattino qui?-
Chiese Milton sorridente, amava molto gli animali ed i gatti erano così tranquilli, annuendo di rimando Sara andò a cercare Morgana nella propria stanza tornando poco dopo con lei tra le braccia.
-Come è bella!-
Entrambe le ragazze iniziarono ad accarezzare il morbido pelo dell'animale mentre la padrona di casa restava in disparte.
-Parlaci un po' di te Milton, da quanto vivi a Rookbow?-
Chiese Sara curiosa.
-Cinque anni, prima vivevo in un orfanotrofio, è lì che ho conosciuto Daimonas.-
-Chi si prende cura di voi due?-
Domandò Seraph senza alzare lo sguardo da Morgana.
-Nessuno, fortunatamente riusciamo a cavarcela da soli.-
-Non deve essere facile...-
-No ma riusciamo ad andare avanti, sono felice poi di esser riuscita ad incontrarlo di nuovo ed a conoscere tutti voi.-
Dopo le parole di Milton entrambe le ragazze tacquero, se una aveva perso tutto l'altra non aveva mai avuto nulla, potevano capire il dolore e la fatica di andare avanti da sole.
-Magari ogni tanto potreste dormire da noi.-
-Si Seraph ha ragione, tipo ad un pigiama party.-
-Oh sarebbe divertente!-
Magari in quel modo Daimonas avrebbe potuto fortificare l'amicizia con gli altri ed avere ricordi felici, lui più di tutti ne meritava. Le venne in mente però che per seguirlo aveva dovuto lasciar sola Sammy, sperava stesse bene ma probabilmente era con le altre ragazze.
-Voi invece da quanto vivete in città?-
-Mh non saprei, ormai da parecchi anni però.-
-Io invece ho sempre vissuto qui.-
Dissero prima Seraph poi Sara.
-Ed i vostri genitori?-
-Morti.-
-Chissà dove.-
-Oh...mi spiace...-
Non aveva idea che quei tasti fosse meglio evitarli, le ragazze però non sembravano particolarmente turbate.
-Non preoccuparti, non sono dei tabù di cui non si può parlare.-
Disse la bionda cercando di rincuorarla, Milton però ancora dispiaciuta cercò di cambiare argomento.
-E da quanto vi conoscete?-
-Da prima che andassimo alla Werewolf's Shadow, mi pare fosse notte, dovevamo sbrigare alcuni affari fuori e ci siamo incontrate.-
-Ci hai messo proprio molta passione nel raccontare il nostro primo incontro Seraph.-
La ragazza fece spallucce divertita, del loro incontro le importava in realtà visto che erano buone amiche ma non lo dava molto a vedere per il suo orgoglio.
-Magari Astral riuscirà a sciogliere il tuo cuore.-
-Sara basta!-
-Hahah.-
 
 
Pomeriggio Lighneers:
 
Non appena era uscito dalla scuola il ragazzo non aveva smesso un istante di correre, essere profanato in quella maniera non era nei suoi piani e voleva evitare di avere un secondo incontro più...profondo.
Aveva superato di parecchio l'area attorno alla scuola ed ancora non dava segni di cedimento, si fermò quando riconobbe alcuni dei bar dove di solito alla sera si metteva a suonare.
Magari affogare quel ricordo in qualcos'altro gli avrebbe fatto bene.
Entrò nel primo che gli capitò sedendosi ad uno dei tavoli, non aveva fretta d'ordinare qualcosa al momento, si chiese quale fosse il modo migliore per restituire il "favore" a quella donna quando ovviamente qualcuno andò a disturbarlo.
-Non bastava vedere gli idioti a scuola, ora anche nei bar.-
Non ci volle molto per riconoscere la voce della professoressa Mustang, non c'era però solamente quella arrabbiata.
-Grandioso, il pacchetto da tre completo.-
-Che tristezza che i giovani vadano a sprecare la loro vita nei bar non appena la scuola chiude...ma anche noi siamo qui...-
-Se è così idiota da non aver altro da fare ben gli sta!-
-Potrebbe però aver bisogno di una compagnia speciale...-
Non serviva certo un genio per distinguere quella arrabbiata, quella provocatrice e quella perennemente triste, purtroppo però non era il momento migliore per vederle.
-Toglierò il disturbo, di professoresse malate di mente ne ho già avuto abbastanza oggi.-
-Come ti permetti razza di pidocchio!-
-Non c'è più rispetto, che tristezza...-
-Ti darei una bella punizione...-
A quella parola il ragazzo rabbrividì visto il recentissimo ricordo dell'ultima punizione e non perse tempo ad alzarsi per andarsene.
-Codardo non hai nemmeno il fegato di tenere una conversazione!-
-Non sono un codardo, semplicemente non mi piace perdere tempo.-
-In un modo o nell'altro tanto siamo destinati tutti a morire...-
-Meglio godersi la vita allora...-
Lighneers alzò gli occhi al cielo stanco, parlare con loro era impossibile, se però avessero iniziato a puntarlo ed a seguirlo il pomeriggio sarebbe peggiorato sempre di più.
Arrivato alla porta prese nuovamente a camminare a passo svelto, non sapeva nemmeno cosa fare ma qualsiasi cosa sarebbe andata bene.
Continuando a camminare però gli iniziò a sembrare che il mondo non glielo volesse permettere, fatti nemmeno un paio di metri un uomo gli andò contro rischiando quasi di farlo cadere, una macchina che passava lì vicino lo schizzò con una pozzanghera formatasi a causa di un tubo rotto, un vaso per poco non lo colpiva e ci mancò tanto così che un cane non tentasse d'azzannarlo.
-Si può sapere chi mi ha mandato tutta questa sfortuna?!-
Se fuori non poteva restare allora sarebbe andato a casa propria, d'umore sempre più nero si diresse al proprio appartamento, buttando un occhio per vedere se Daimonas era nei dintorni, visto che abitava lì, ma non notandolo prese a salire le scale.
Non appena fu entrato tirò un pugno alla parete per sfogarsi.
-Che giornata...-
Pensando che la musica potesse migliorare il suo umore prese una delle chitarre iniziando a suonare una musica calma, non c'era bisogno di spaccare le pareti ma soltanto di sentirsi meglio.
-Mh mi chiedo come staranno i ragazzi, quelle prof erano veramente pazze. Almeno però non è durato così tanto. Servirebbe veramente qualcosa per render loro il favore...-
Alcuni sicuramente non avrebbero approvato, ma non era tanto per vendetta che voleva farlo, più per giustizia per tutti coloro che avevano ricevuto una punizione ingiusta e troppo severa.
-Magari stasera mi verrà in mente qualche buona idea, ma non penso starò chiuso qua dentro.-
Disse guardandosi intorno, la musica aiutava ma condividerla con qualcuno avrebbe potuto far anche meglio, c'era poi un posto particolare in cui sarebbe potuto andare.
Non molto tempo prima aveva notato per le strade dei cartelloni che riguardavano una battaglia musicale, si sarebbe tenuta quella sera e nemmeno in un posto tanto lontano.
-Speriamo sia divertente.-
 
 
Pomeriggio Astral e Lacie:
 
-Nyaaa fratellone!-
Non appena il ragazzo era arrivato dal cancello della scuola subito Lacie gli era saltato addosso, l'aveva aspettato solo una decina di minuti ma per lei erano come delle ore.
-Hey Lacie, com'è andata la lezione?-
-Bene nya, ho rotto tanti strumenti nya!-
-Oh no di nuovo...-
Ogni volta che lei rompeva qualcosa gli toccava sempre pagare tutto, ma lei non riusciva proprio a farne a meno.
-Nya Astry adesso che facciamo?-
-Non saprei, vuoi andare a fare una passeggiata?-
-Voglio andare al centro commerciale nya!-
-Se lo sapevi già allora perché non me lo hai detto?-
-Per educazione nyahaha.-
Sospirando il ragazzo le accarezzò la testa pensando in quale centro commerciale sarebbero potuti andare, il più vicino era piccolo ma vendeva delle cose molto carine.
-Promettimi però che non scapperai.-
-Te lo prometto nya!-
Non sapeva quanto crederle ma infondo non aveva altra scelta, tenendole la mano iniziò a camminare assieme a lei sperando non alleggerisse troppo il suo portafogli.
Arrivando nei dintorni del negozio però non ne fu tanto convinto, già dalle vetrine Lacie poteva vedere dei magnifici vestiti e gli occhi già le brillavano.
-Nya comunque com'è andata nella punizione?-
-Bene dai, sono stati anche leggeri.-
-Menomale nya, e gli altri come stanno?-
-Anche loro stanno bene, magari un giorno possiamo invitarli ad uscire.-
-Si nya sarebbe divertente.-
Bisognava comunque riflettere su chi invitare, Daimonas era un ragazzo tranquillo ma non era certo li avrebbe seguiti, Milton Sara o Sammy erano già un altro discorso, anche Johanna e Hope erano delle ragazze tranquille. Astral escluse a priori tutti gli altri ragazzi ma la vera incognita restava Seraph, anche se l'avesse invitata ad uscire lui non avrebbe fatto altro che trattarlo male...
Lacie invece avrebbe invitato tutti quanti, ad esclusione di Sebastian, avrà anche aiutato il suo fratellone ma non per questo doveva piacergli.
Entrando nel centro commerciale quei pensieri svanirono non appena vide la quantità di meravigliosi abiti da provare.
-Nya da quella parte!-
Afferrando il braccio di Astral lo portò in un negozio dalle pareti completamente rosa, vendeva solo abiti da donna ma erano tutti splendidi, afferrandone un paio corse dal camerino lasciando il fratello ad aspettarla.
Il primo che provò fu un abito aderente di colore azzurro, arrivava a circa metà coscia ed aveva sul petto una scollatura a cuore che lasciava intravedere il morbido seno della ragazza, a causa della coda la gonna dietro si alzava ancora di più rivelando le mutandine bianche a righe azzurre.
-Come sto nya?E' bellissimo nya!-
Non appena il ragazzo la vide si alzò di scatto chiudendole in faccia la tendina dello spogliatoio.
-Il prossimo!-
-Nyahah.-
Ogni abito le stava benissimo, forse fin troppo, se proprio doveva prenderne uno avrebbe preferito fosse qualcosa di più sobrio ma lì dentro non ne trovava nessuno simile. Il prossimo che la ragazza indossò fu un lungo abito nero con delle grosse spaccature ai fianchi che le arrivavano sotto il seno, ogni volta si muoveva le due parti oscillavano mostrando tutto.
Certe volte lei sceglieva degli abiti così provocanti apposta, solo per vedere come il fratello avrebbe reagito.
-Assolutamente no!Cambiamo negozio!-
Dandole appena il tempo di cambiarsi Astral la sollevò portandola fuori da quel posto.
-Nya cattivo Astry non avevo finito!-
-Io dico di sì, proviamo lì dentro.-
Disse lui portandola in un negozio apparentemente più tranquillo, c'erano moltissime scarpe ed abiti semplici.
La sorella non si lamentò vedendo la quantità di scarpe e volle provarne il più possibile, dai tacchi alti a quelle da ginnastica.
Non era comunque semplice tenerla a bada, mentre ne provava un paio ne notava un altro che trovava più carino e saltando sulla testa del fratello per superarlo si arrampicava sugli scaffali per raggiungerle.
Esasperato Astral si mise a sedere in un angolo notando però che la sorella aveva attirato su di sé l'attenzione di molti ragazzi.
Nel mentre ci pensava Lacie era caduta da uno degli scaffali ed un ragazzo dai capelli neri e gli occhi azzurri le si avvicinò sorridendo.
-Hai bisogno di una mano?Posso dartene quante ne vuoi.-
-Nya non arrivo a quelle scarpe!-
-Ci penso io, in quanto a lunghezza non ho problemi.-
Astral a quella frase sentì la rabbia ribollire nel suo petto, era sempre la solita storia, c'erano solo idioti che volevano solo approfittarsi dell'ingenuità della sorella, era per quel motivo che era così protettivo, non aveva incontrato altro che idioti.
Mentre quel tipo era impegnato a prendere le scarpe lui aveva sollevato la sorella ed avvicinatosi all'altro si era messo proprio alle sue spalle.
-Ecco qui piccol...-
Astral era molto più alto di lui e il suo sguardo glaciale bastò ad incutere timore nel ragazzo, afferrando il paio di scarpe lo rimise al proprio posto e prendendo la mano di Lacie uscì da lì.
-Nya io però non ho ancora provato tutte le scarpe.-
-Troveremo qualcos'altro, non mi piaceva quel posto.-
-Non ti piaceva quel tipo nyahaha.-
Non c'era molto da fare, in quelle situazioni il fratello era irremovibile ma non per questo la situazione non era divertente.
Un negozio molto particolare però attirò la sua attenzione, la scritta gialla era contornata di viola e tutt'intorno c'erano delle facce sorridenti, non era molto grande ed i vetri erano oscurati ma proprio per questo ne era attirata.
-Io vado lì nya!-
Era ancora sulle spalle del fratello e per questo quando si mosse si sbilanciò facendolo cadere, lei fu molto più veloce nel rialzarsi e appena anche lui ci riuscì si pietrificò per il negozio in cui era entrata.
-No quello no!-
Normalmente non sarebbe mai entrato in un posto simile, l'idea lo imbarazzava molto soprattutto perché tante persone potevano vederlo e farsi un'idea sbagliata, ma Lacie ormai era dentro e chissà quali cose avrebbe potuto combinare.
Fortunatamente aveva la maschera o tutti quanti avrebbero notato il viso completamente rosso, prendendo un respiro corse a sua volta dentro il negozio, sperando la velocità impedisse a qualcuno di riconoscerlo.
-Benvenuti nel sexy shop più amato della città!Abbiamo ogni oggetto per le vostre necessità!-
Già solo quel motivetto lo aveva messo ancora più a disagio, gli oggetti esposti poi non aiutavano, c'erano vibratori giganteschi, oggetti dalle forme falliche e tentacolari, costumi provocanti e tanto altro che non era certo di conoscere, non c'era nemmeno un cliente però oltre a Lacie.
La ragazza aveva scambiato quel posto con un negozio che vendeva giocattoli, anche se in un certo senso non aveva avuto torto, ma non comprendeva cosa fossero quelle cose.
Aveva notato una particolare cintura a cui era attaccato un oggetto molto lungo, la prima cosa che le era venuto in mente era un unicorno e per questo se lo era legato sulla fronte.
-Nya hey Astry guarda che bel giochino.-
-Ottima scelta signorina, se preme il pulsante attiverà anche la vibrazione.-
-Oooh serve a massaggiare.-
-Lacie ferma!-
Correndole incontro il ragazzo cercò di slacciarle quella cosa di dosso senza toccare l'organo di gomma ma non era affatto facile.
-Nya cosa c'è fratellone?-
Lacie come faceva di solito sfregò la testa sul petto del fratello ma in quel modo fece scontrare l'organo con il viso di lui, a quel contatto lui quasi urlò dal disgusto ed arretrò.
-Levalo!-
-Perché nya?-
-P-perché...perché...è...un oggetto per cani!-
Quello era il modo migliore per convincerla, lei odiava i cani ed appunto per questo si tolse subito quella cintura.
-Nya no i cani no!-
-Andiamocene, qui è tutto per cani, non dobbiamo più entrare va bene?-
-Si nya!Mai più brutti cagnacci nya!-
Non appena varcarono la porta però sentirono entrambi la voce di una delle commesse, era talmente alta però che la sentirono anche quelli nei dintorni della porta.
-Speriamo i nostri oggetti vi soddisfino in profondità!-
Strabuzzando gli occhi Astral iniziò a correre il più velocemente possibile, sperando di poter scappare anche dall'imbarazzo.
 
 
Pomeriggio Daimonas e Jack:
 
Dopo la punizione Daimonas aveva scelto di allontanarsi dalla scuola, Milton sarebbe stata con Sara e Seraph quindi non era preoccupato le potesse accadere qualcosa.
Lui però si sentiva ancora in colpa per ciò che era successo, li aveva trascinati nei guai come suo solito.
"Non sai fare nient'altro che danni."
Mostro aveva ragione, tenendo lo sguardo basso evitò lo sguardo di tutti iniziando ad incamminarsi verso il bosco, sotto il ponte dove viveva c'erano troppe persone a quell'ora e non aveva voglia di averci a che fare.
Tuttavia non fu solo nemmeno per un attimo, dopo tutto Jack aveva espresso il desiderio di parlargli, infatti non aveva smesso di seguirlo per tutto il tempo.
-Non hai niente di meglio da fare?-
-Se parliamo magari farò altro oltre a seguirti.-
Sospirando Daimonas si fermò dandogli modo di raggiungerlo.
-Spero non vorrai chiedermi perché lo sto facendo, questa tua domanda inizia ad essere un tormentone.-
La battuta non ebbe effetto sul ragazzo che continuò a camminare assieme a lui.
-Quindi?Quella voce?-
-Ci tieni così tanto a saperlo?-
-Mi sembra ovvio.-
-E perché?-
-Perché mi interessi tu, semplice. Quella cosa ti crea problemi?-
-No...parla solo nella mia testa ma possono capitare...incidenti come quello accaduto in classe.-
"L'unico incidente che vedo sei tu."
Ribatte Mostro acidamente.
-Capisco, e prende il controllo anche del tuo corpo?-
-Solo in casi particolari, ma non voglio parlarne.-
Non voleva rivelargli ogni cosa, avrebbe potuto benissimo usarlo contro di lui se ne avesse avuta voglia e preferiva evitare di dare il coltello al carnefice.
-Mh va bene, magari quando ti fiderai più di me lo capirò. Milton ci è riuscita infondo.-
-E' diversa la situazione.-
-Perché?Perché lei è una dolce ragazza innocente mentre io un maschio il cui corpo può scomporsi?E' l'unica differenza che vedo.-
-Non mi importa se una persona è maschio o femmina, semplicemente non mi fido così facilmente di qualcuno.-
-Aspetterò, infondo ho tempo.-
"Da perdere con te a quanto pare non gli manca."
Era veramente sollevato Mostro non potesse comunicare con Jack, mentre parlavano erano arrivati ormai vicino alla foresta, riuscivano a vederne i contorni dei tronchi in lontananza.
-Quella cosa ha un nome?-
"Mi sono chiesto la stessa cosa di lui la prima volta che l'ho visto."
-Mostro.-
-E da quanto è con te?-
-Da quando ho memoria, è una parte di me.-
-Mh, un bel coinquilino nella tua mente, chissà che divertimento.-
-Sei venuto per prendermi in giro?-
-No, per conoscerti, è il mio modo di fare però, come il tuo è essere così gelido.-
-Mi spiace non essere perfetto come tutti gli altri...-
-E' proprio per questo però che ti preferisco a loro.-
Daimonas alzò lo sguardo su Jack, non capiva il significato di quelle parole, in lui non c'era altro che cose sbagliate eppure il ragazzo lo trattava in maniera diversa, non percepiva alcuna menzogna nella sua voce ma non poteva evitare di pensare un giorno l'avrebbe allontanato.
Jack però non aveva intenzione di farlo, la curiosità che lo spingeva ad avvicinarsi al ragazzo aumentava più lo conosceva, avevano più punti in comune di quanti ne avessero con gli altri.
Se erano destinati ad una vita di dannazione e dolore perché non potevano trascorrerla insieme?
-Aspetta...quella volta sull'isola dove sembravi fuori di testa...-
-E' uno degli incidenti...-
-Ah, quindi quando prende il controllo diventi così?-
-Si, dovevo mangiare.-
-Immagino non carne umana visto che ti sei calmato con il mio sangue...-
Non era difficile per Jack fare due più due, quando Daimonas era a secco di nutrimento perdeva il controllo.
-Accade molto spesso?-
-A volte.-
Proposti come metodo per nutrirlo forse non era il caso, per Jack non ci sarebbero stati problemi, infondo lo aveva già fatto sull'isola, ma non c'era ancora un rapporto abbastanza solido tra i due da permettergli di fidarsi. Se avesse perso il controllo però gli sarebbe stato vicino.
Decise di provare a cambiare argomento, infondo aveva ottenuto delle nuove informazioni ed era un buon inizio.
-Il professore a cui aveva fatto riferimento quel tipo ce l'ha con te?-
Solo il pensiero di Richardson bastò a far venire i brividi a Daimonas, il suo corpo venne scosso da un tremore e la sua pelle sbiancò.
-Lascia stare...-
Jack capì velocemente che quello era un argomento assolutamente da evitare, ma non poté evitare di fare un commento a riguardo.
-Beh, qualsiasi cosa abbia quel tipo cercherò d'aiutarti.-
Daimonas riuscì solo ad annuire brevemente e con fare distratto mentre entravano nel bosco, la sua mente iniziò ad infittirsi di pensieri riguardo a quell'uomo, Mostro e Jack, in particolare tentava di capire quello strano ragazzo che gli si voleva avvicinare.
Con il tempo sarebbe forse riuscito nel suo intento?
 
 
Pomeriggio Sebastian:
 
 
La macchina proseguiva senza problemi lungo la strada, i vetri all'interno permettevano comunque di vedere il mondo che lo circondava ma tutto ciò che vedeva lo inorridiva, solo un branco di insetti incapaci di fare qualsiasi cosa.
Nessuno di loro era in grado di portare avanti un obbiettivo, pensavano soltanto in piccolo e non riuscivano nemmeno ad arrivare a quegli obbiettivi, spostando lo sguardo sul tettuccio nero pensò che nemmeno nella sua scuola c'erano persone migliori.
Il suo giocattolino si salvava ma aveva ancora molta strada da fare, le avrebbe però dato una spinta per aiutarla.
Accendendo il cellulare controllò nuovamente la sua posizione, a quanto pare si trovava a casa, sapeva perfettamente dove  viveva ma avrebbe voluto trovare un modo per osservarla ancora più da vicino, non staccò gli occhi dallo schermo nemmeno quando scese la macchina o salì i piani per arrivare alla stanza informatica di Alexander, il fratello aveva fatto un ottimo lavoro nel suo compito ma c'era comunque bisogno di qualche modifica.
Lui purtroppo non se ne intendeva abbastanza da creare qualcosa di nuovo ma poteva comunque modificare ciò che già aveva.
-Vediamo cosa posso trovare...-
Grazie alla sua idea avrebbe potuto leggere ogni messaggio, chiamata o ricerca fatta dal dispositivo di Sara, avrebbe avuto accesso ad ogni cosa ed in questo modo poteva sapere preventivamente come agire con lei, ed anche sapere se qualche scarafaggio la infastidiva.
Le ci volle quasi un'ora e mezza per vedere i primi risultati ed altre due per ottenerne ad un ritmo costante, non avrebbe potuto chiedere aiuto al fratello visto che poi avrebbe scoperto la persona di cui voleva controllare la posizione, anche se avesse capito che sentimento provava per lei non c'era bisogno sapesse anche del controllo che desiderava.
Nel mentre continuava nel suo lavoro pensò ad ogni studente con cui lei aveva parlato.
Lighneers era certamente il più pericoloso, spesso usava troppo contatto fisico con lei e il suo modo di parlarle non gli piaceva, tuttavia era anche quello che sospettava di più nei suoi confronti quindi richiedeva maggior lavoro per ingannarlo. Avrebbe avuto bisogno di molte situazioni per convincerlo, oppure avrebbe dovuto crearne per ingannarlo. C'era poi Seraph, era chiaro provasse antipatia nei suoi confronti ma la cosa era reciproca, quella stupida bionda avrebbe potuto allontanarla da lui, portarla dalla sua parte era fuori discussione, era troppo fredda e non permetteva a nessuno di avvicinarsi, eliminare il problema alla radice forse era l'unica soluzione. Altra persona che gli dava problemi era Lacie, tra tutti la reputava la più stupida ed ingenua ma era anche territoriale, ovviamente era soltanto un abominevole incrocio con un animale quindi non c'era molto da aspettarsi nei suoi confronti, ma il suo attaccamento a Sara era pericoloso. Il fratello di lei era già più semplice, bastava trattare bene la sorella e difficilmente avrebbe avuto modo di discuterci, già a quanto pare lui si sentiva in debito perché tempo fa aveva aiutato Daimonas, e l'averlo salvato da quei cani poteva solo aumentare le sue probabilità di usarlo. Quel moccioso era una brutta incognita invece, non parlava e non aveva contatti con nessuno, forse anche lui sarebbe stato utile solo una volta tolto di mezzo. C'era poi Zell, a cui aveva raccontato quell'idiozia per fargli pena, era chiaro mantenesse ancora le distanze ma si poteva trovare un punto comune, Johanna ed Hope erano le classiche ragazze dal cuore d'oro, quel genere di persone le reputava buone solo da dare in pasto ai maiali ma con loro non aveva avuto alcuna discussione, anche con Milton e la nuova arrivata, Sammy, non aveva avuto malintesi, oltretutto conoscevano Sara ed averle trattate apparentemente bene avrebbe forse compensato con la freddezza di Seraph. L'altra ragazza, Grace, era invece di uno stampo più duro, avvicinarsi sarebbe stato uno spreco di tempo assoluto. L'ultima poi era Diana, forse la più semplice da ingannare, lei aveva conosciuto subito un ragazzo per bene quindi non c'era bisogno di farle cambiare idea su nulla.
Se avesse agito con molta calma avrebbe potuto sbarazzarsi di tutti loro e tenere Sara solo per sé...
Non appena riuscì ad entrare nei dati della ragazza si affrettò a leggere ogni cosa, qualsiasi chat avesse mai scritto, qualsiasi chiamata e le cronologie di tutte le ricerche.
Non c'era molto a quanto pare, non aveva mai avuto alcun ragazzo, aveva parlato con molte persone ma nessuna di loro era rimasta nella sua vita, erano le classiche amicizie buone solo per uscire, c'erano contatti che riguardavano solo le lotte e le scommesse.
Le cronologie invece erano varie, le piaceva leggere i fumetti, i videogiochi, canzoni con la chitarra, lavori manuali fai da te, tutte cose che li avrebbero potuti far avvicinare.
L'ultimo evento al quale era interessata a quanto pare si sarebbe svolto quella sera, si trattava di una battaglia musicale, se ci fosse andato magari avrebbe potuto incontrarla facendole credere che si trattava di un puro caso.
-Molto bene, non sarà difficile.-
 
 
Pomeriggio Alexander e Hope:
 
 
-Dove andiamo oggi?-
-Avevo pensato ad un bar non molto distante da qui, non è tanto frequentato ma in questo modo avremo più tranquillità.-
-Mi sembra una buona idea.-
Rispose Hope sorridendo, lei non conosceva molti posti quindi era felice che Alexander fosse più informato.
-Vai spesso in quel bar?-
-No, ci sono stato solo una volta per...-
Per assistere ad una trattativa del fratello, finita con la morte del malcapitato, ma non poteva certo dirglielo.
-Per studiare.-
-Ah capisco.-
Le sembrò strana quella pausa ma non volle insistere, le venne però il dubbio che avesse tardato a rispondere perché non voleva farle sapere qualcosa.
Che fosse un luogo dove aveva passato del tempo con una ragazza?
Non la riguardava tuttavia quel pensiero la infastidì, ma forse era tutto nella sua mente.
-Oggi le lezioni sembravano non finire mai.-
-Hai ragione, in particolare l'ultima.-
-Secondo te come starà Daimonas?E' uscito all'improvviso...-
Lei non aveva potuto fare nulla ma era molto preoccupata.
-Gli altri sono andati con lui, starà bene non preoccuparti.-
-Si ma...non capisco cosa sia successo, il cambiamento della sua voce mi ha veramente sorpresa, forse un po' spaventata anche ma aveva cantato così bene.-
-Forse era imbarazzato...-
Non conosceva bene la mentalità delle altre persone visto i suoi contatti ridotti quindi poteva solamente supporre, sperava però che questo dettaglio non creasse problemi alla ragazza.
-Qualsiasi cosa sia successa spero si risolva...-
Nel frattempo che avevano parlato erano arrivati al bar, le finestre di questo erano coperte con delle tende viola ma la porta aveva dei motivi di vetro colorati molto particolari.
-Spero ti piaccia.-
-Se l'hai scelto tu è molto probabile.-
Entrati non dovette rimangiarsi le parole, i tavolini in legno erano coperti da delle tovaglie bianche con dei fiori al centro, un lungo bancone di legno al lato nascondeva numerosi dolci dall'aspetto invitante e le pareti in legno erano coperte da immagini raffiguranti Londra.
-Wow!-
Sorridendo Alexander la prese per mano facendola accomodare galantemente ad uno dei tavoli.
-E' tutto così bello, è incredibile non averlo mai notato.-
-Sono felice di averti portato qui, hanno la cioccolata calda migliore della città.-
-Voglio provarla!-
Dopo che uno dei camerieri ebbe preso le loro ordinazioni i due continuarono a chiacchierare, avevano molte cose in comune e gli argomenti non mancavano mai.
Passati una decina di minuti arrivarono per entrambi due grosse tazze di cioccolata al latte, con un marshmallow al centro, e delle gustosissime frittelle ripiene di crema.
-Hanno un aspetto invitante.-
-Si, sono venute molto bene.-
Mentre lei assaggiava la cioccolata pensò che era effettivamente la più buona che avesse mai bevuto, il sapore era così delicato che avrebbe potuto berne a litri, Alexander sorrise quando notò che le erano venuti dei baffetti per quella bevanda.
-Sei molto buffa così ahah.-
Non capitava così spesso di vederlo sorridere ed Hope sentì un tuffo al cuore, sorrise a sua volta pulendosi le labbra con il tovagliolo, non appena però anche lui prese a bere non poté trattenersi da ridere, se a lei erano venuti i baffetti a lui era comparsa una macchia sul naso.
-Hahahaha stai fermo.-
Il ragazzo non capì cosa volesse fare ma non si mosse, lei intanto prendendo il telefono aveva bevuto nuovamente facendo tornare i baffetti ed avvicinandosi scattò una foto di entrambi.
-Siamo venuti bene hahah.-
-Si, hai fatto un bello scatto, ti dispiacerebbe inviarmela?-
-Certo.-
Subito dopo averla ricevuta Alexander osservò il viso di Hope, era veramente bellissima e solo la sua foto lo lasciava senza parole, decise di importare quella foto come sfondo del cellulare ma non le disse nulla, temendo le avrebbe potuto dare fastidio.
-Non penso ci siano molte persone come te, anzi nessuna.-
Aveva detto quelle parole all'improvviso e la ragazza sorpresa non seppe cosa rispondere, riuscì solo a diventare rossa senza smettere di sorridere.
-G-grazie...ma come mai me lo dici così senza preavviso?-
-Perché è ciò che penso, più passo il tempo con te più mi convinco che tu sia speciale.-
La situazione era cambiata improvvisamente, il cuore di lei aveva preso a battere più forte ad ogni parola che usciva dalle labbra di lui.
-Anche io penso che tu sia speciale Alexander...-
Si sentiva come quando erano rimasti chiusi nella palestra, stavolta però era tutto molto più tranquillo e non aveva alcuna fretta d'andarsene...
 
 
Pomeriggio di Diana, Johanna e Sammy:
 
 
L'autobus che l'avrebbe riportata a casa avrebbe impiegato ancora molto tempo per arrivare, non si era portata dietro il libro che aveva preso l'ultima volta dalla biblioteca quindi la ragazza fu costretta a trovare qualcos'altro con cui distrarsi.
Mentre ci rifletteva però sentì qualcuno correrle incontro.
-Aspetta!-
A raggiungerla era stata Sammy, l'aveva riconosciuta tra le ragazze che erano andate da Daimonas e per questo era corsa da lei per chiederle come stesse.
Insieme alla bambina c'era anche Johanna, inizialmente era stata Lacie a far compagnia a Sammy ma poi la ragazza era dovuta andare ed era rimasta solamente lei.
-Hey.-
Disse Diana salutandole entrambe.
-Daimonas e Milton dove sono?-
Chiese subito Sammy senza nemmeno salutarla, Johanna accarezzandole la testa sorrise a Diana salutandola con una mano.
-Ah stanno bene, Daimonas è andato a fare una passeggiata mentre Milton è con Sara e Seraph.-
-E lui come sta?-
Chiese stavolta la bionda.
-Penso bene, era stata una situazione passeggera, non ho ben capito cosa sia successo ma ora si è risolto.-
-Ne sono felice.-
-Ma perché non mi hanno aspettata!-
Disse Sammy imbronciata incrociando le braccia, Diana non poté trattenere una piccola risata per quel visino dolce.
-Magari la prossima volta passerete tutto il pomeriggio insieme.-
-Ma io volevo stare con loro adesso!-
-Non appena Milton tornerà al dormitorio potrai stare con lei.-
Disse Johanna cercando di tranquillizzarla.
-Oppure passa anche tu una giornata divertente.-
-E come?-
Chiese la bambina guardando Diana.
-Mh...beh io sto andando in salagiochi, volete venire?-
-Cosa è una salagiochi?-
-E' un posto pieno di videogiochi.-
Disse Johanna per rispondere alla domanda di Sammy.
-Ed i videogiochi?-
-Dei giochi elettronici.-
-Ooh, voglio vederli andiamo!-
Prendendo la mano di entrambe le ragazze la bambina aspettò s'incamminassero, infondo lei non aveva la minima idea di dove andare.
-Sei molto vivace, mi piace.-
Disse Diana sorridendo iniziando a muoversi.
-Come è andata la lezione comunque?-
-Bene, anche se il professore ci ha dato molti compiti.-
-Peccato che io ero assente.-
-Se vuoi posso passarteli.-
-Grazie Johanna ma ero assente, perciò non posso farli haha.-
Con quella scusa almeno avrebbe potuto evitarli, sempre che suo padre non ne venisse a conoscenza, ma non voleva preoccuparsene.
-Come mai non siete tornati dopo averlo ritrovato?-
Chiese Johanna curiosa.
-Ci hanno messi in punizione, ma è stata una cosa tranquilla. Quelle due professoresse però me la pagheranno, non ci hanno dato modo di ribattere.-
-Ah capisco, mi dispiace.-
-Nah tranquilla.-
Dopo quindici minuti arrivarono finalmente alla salagiochi, era completamente vuota visto era ancora presto ma era comunque tutto aperto.
-Non dovremmo fare la fila, meglio così.-
-Che bello!Voglio provare tutto!-
Non appena ebbero preso un sacchetto pieno di gettoni iniziarono a provare tutti i giochi che c'erano, per ovvi motivi Diana non provò il gioco acchiappa la talpa ma si concentrò sugli sparatutto.
Era la prima volta che lei e Johanna passavano del tempo insieme ma non si stavano trovando male.
-Tu sembri una ragazza molto tranquilla, però scommetto che sai farti valere.-
Disse Diana alla bionda che sorrise.
-Faccio del mio meglio per non farmi mettere i piedi in testa, ma non sono una fan delle lotte. Tu invece sembri una combattente nata.-
-Grazie del complimento haha, ma non sono migliorata senza far nulla. Ho seguito un duro allenamento per migliorare le mie tecniche.-
-Chi ti ha insegnato a combattere?-
-Mio padre, è il più forte del mondo.-
-Deve essere molto bravo, il mio mi ha insegnato a guidare invece, ma non lo faccio spesso.-
-Oh forte, se in gruppo vorremo andare da qualche parte sappiamo già chi guiderà.-
-Sarebbe divertente.-
Nel frattempo Sammy aveva iniziato a giocare a just dance, un gioco in cui bisognava ballare cliccando con i piedi delle frecce, seguendo quelle indicate dallo schermo.
-Provate anche voi è divertente!-
-Non sono una grande ballerina.-
Disse Diana scuotendo il capo, Johanna però sorridendo le prese la mano costringendola a salire.
-Dai, te la caverai bene. A me piace molto ballare quindi posso darti dei consigli.-
-Grazie ma anche se siamo da sole potrei comunque cadere o muovermi come un dinosauro ubriaco.-
-Hahah ma è questo il bello del ballare, seguire il ritmo senza preoccuparti di niente.-
Sammy scelse per loro la musica e le osservò mentre ballavano, Johanna era molto aggraziata e non sbagliava una mossa, Diana invece era più agitata visto che era la sua prima volta ma se la stava cavando bene.
-Sei bravissima Diana!-
-Grazie Sammy...non è così male.-
-Te lo avevo detto.-
Disse Johanna sorridendo, al termine della partita entrambe le ragazze avevano raggiunto degli ottimi risultati.
-E' stata una buona idea venire qui.-
-Hai ragione Diana, Sammy si sta divertendo molto e le fa bene fare nuove amicizie.-
-Lieta d'esser stata d'aiuto. Ora però devo veramente andare, si è fatto tardi ed il mio autobus passa tra poco.-
-Non abiti vicino?-
-No fuori città, è un bel posto, magari più in là ve ne parlo. A domani.-
-Ciao.-
-Ciao grazie per avermi portata qui!-
Anche se le spiaceva non esser stata con Milton e Daimonas era comunque felice d'aver passato del tempo assieme a delle altre ragazze, Diana e Johanna in particolari sembravano molto dolci e si era divertita tanto.
Sperava di poter fare amicizia anche con tutti gli altri.
 
Pomeriggio Grace:
 
-Nate, mi accompagni al lavoro?-
-Certo, così vedrò come se la cava la mia sorellina. Devi indossare una divisa speciale?-
-No, solo abiti comodi.-
Come concordato Nate aveva dormito da lei ed Hope, non c'era stato nessun problema ma il ragazzo si annoiava a stare sempre in casa, terminata la ricerca della sorella non aveva altro da fare se non tornare a casa.
Per questo i due volevano passare più tempo possibile assieme.
-Oggi come è andata a scuola.-
-Le solite cose, compiti, verifiche, professori fuori di testa.-
-Almeno non ti annoi, io avrò fissato il muro per tre ore.-
-Mi dispiace non hai nulla da fare.-
-Se non fossi scappata di casa non sarebbe successo.-
Disse lui cambiando improvvisamente tono, conosceva gli scatti d'umore del fratello e sapeva tenergli testa.
-Ti saresti comunque annoiato oggi.-
-Se lo dici tu.-
Facendo spallucce il ragazzo la seguì verso la palestra dove lavorava, le strade non gli sembravano molto sicure e lo infastidiva che il pensiero di qualcuno che potesse darle dei problemi, Grace però era abbastanza forte da sapersela cavare ma soprattutto era di buon umore visto era assieme al fratello.
Di tanto in tanto lanciava sguardi fulminanti contro le donne che gli passavano di fianco, non amava quelle che lo guardavano troppo a lungo ma lui era una preda molto ambita, quindi aveva il suo bel da fare per evitare fosse circondato da delle oche.
-Quanto ti pagano?-
-Abbastanza da mantenermi bene, dai lo sai non mi piace parlare di soldi.-
-Fino a quando non ti ritrovo per strada va bene.-
-Non accadrà, anzi sono certa che ti dovrò ospitare per sempre nella mia lussuosa reggia ahah.-
Mentre parlavano i due entrarono nella palestra, Grace si era vestita con della pantacalze nere ed una canotta grigia, si era legata i capelli in un codino in modo non la infastidissero. Il suo turno sarebbe incominciato a breve quindi andò subito alla propria postazione.
-Se resti a guardare non credo sarà un problema, però stai buono.-
-Contaci, vediamo di cosa sei capace.-
Nemmeno una decina di minuti dopo arrivò la prima cliente, si trattava di una donna dalla pelle scura ed i lunghi capelli biondi racchiusi in una treccia, indossava praticamente gli stessi abiti di Grace se non fosse che erano completamente neri a righe gialle, era piena di muscoli ed aveva uno sguardo molto serio.
Siccome c'era anche Nate Grace avrebbe fatto del suo meglio, non sottovalutava mai un avversario ma per quell'occasione si sarebbe impegnata anche di più.
Entrambe si misero in posizione d'attacco e non appena la lotta incominciò Grace fu la prima a colpire, con una finta si portò al fianco destro della ragazza cercando di colpirla con un calcio.
Questa parò il colpo con il braccio e tentò d'afferrarle il piede ma la rossa fu più veloce e le colpì lo stomaco.
Fu il turno della bionda d'attaccare, con una serie di colpi mirati al viso le si avvicinò ma tutti vennero parati dalle braccia dell'altra che, portandosele al viso, le impediva di ferirla, anche se gli arti iniziavano ad esser doloranti.
Piegandosi verso il basso Grace cercò d'afferrarle lo stomaco ma l'altra fece lo stesso riuscendo a sollevarla, le bastò piegare la schiena per farle una mossa precisa e ferirla.
Lasciando la ragazza Grace restò ferma qualche istante al suolo prima di sollevarsi, le faceva male la schiena ma non era molto grave, sarebbe passato nel giro di pochi minuti, corse contro la ragazza e con un salto cercò di tirarle un calcio al viso, quando questa parò la colpì un paio di volte allo stomaco e non appena questa abbassò le braccia per fermarla le tirò un pugno in pieno viso.
Dopo quel colpo il suono di un timer le fermò, quella ragazza doveva aver programmato la lotta per poco tempo, forse fiduciosa di vincere in pochi minuti, ed invece era lei l'ultima ad esser finita a terra.
-Bella lotta.-
Disse Grace porgendole la mano ed aiutandola ad alzarsi.
-Grazie.-
Annuendo l'altra si allontanò dando modo a Grace di riposarsi.
-Sei andata bene.-
-Grazie, vuoi provare anche tu?-
-Magari un'altra volta, un pugno di quella e finivo ko.-
-Haha che esagerato.-
-Non tutti siamo dei maschiacci.-
Per tutta risposta la sorella gli fece una linguaccia, lui però sorrise sereno.
-Sono felice di averti ritrovata.-
-Anche io Nate.-
Alzandosi il ragazzo le porse una bottiglietta d'acqua, era buffo ritrovarsi così dopo tutto quel tempo.
-Dai promettimi che un giorno faremo una sfida insieme.-
-Va bene, però non t'assicuro non ti batterò dopo i primi cinque secondi.-
-Che spaccone, me ne basteranno tre per metterti al tappeto.-
Avevano un rapporto di complicità e competizione che sembrava quasi impossibile da assecondare, eppure per loro funzionava, si erano mancati per molto tempo e ne avevano di cose da recuperare.
 
 
Zell e Serena trascorsero molte ore insieme, quando il sole stava per tramontare erano ancora nello stesso parco dove si erano allenati, in quel momento però stavano semplicemente riposando su una delle panchine, lei seduta accanto a lui teneva la testa appoggiata sulla spalla.
-Credo che sia stato l'allenamento dove mi sono più divertita.-
-Sul serio?-
-Si, tu rendi tutto speciale Zell.-
Il ragazzo sentì improvvisamente il suo corpo irrigidirsi, non sapeva cosa dire o cosa fare per non rovinare il momento, a tratti quasi il suo stesso respiro gli sembrava innaturale.
-Non è stato male, cioè è stato molto bello. Emh, insomma sono stato bene in tua compagnia a fare quei determinati esercizi, ovvio sarei stato bene anche a farne altri ma in generale dico mi trovo bene...-
Gli venne da chiedersi se il suo cervello era connesso alla sua bocca, in quel momento non lo sembrava affatto.
-Mi piacerebbe uscire con te di nuovo, magari in un appuntamento però...-
Era la prima volta che una ragazza si interessava a lui in quel modo, se prima non aveva idea di ciò che dire in quel momento fu anche peggio, sentì il peso dell'aspettativa su di sé ed anche il timore di darle fastidio da un momento all'altro, restava fermo con il viso serio cercando di mascherare l'imbarazzo con la stanchezza.
Lei però sembrava molto più sicura di ciò che diceva, le veniva tutto così naturale.
Serena sorridendo avvicinò il viso a quello di Zell, sbattendo le ciglia un paio di volte, lui spalancò leggermente gli occhi iniziando a guardarsi intorno, se qualcuno li avesse visto così forse avrebbe frainteso. Ovviamente non poteva dire che gli davano fastidio quelle attenzioni, solo non sapeva cosa fare.
Il suono di uno sparo ed un proiettile che colpì il legno della panchina dov'erano seduti.
Zell subito si alzò con uno scatto cercando d'individuare chi avesse sparato e non appena lo vide trasalì, si trattava dello stesso uomo che lo voleva nel suo giro d'affari.
-Corri!-
Non era solo, c'erano anche altre persone con lui ed erano tutte armate, tentare di lottare corpo a corpo sarebbe stato un suicidio, e non poteva mettere in pericolo lei.
Prendendole la mano cercò di correre il più velocemente possibile, muovendosi in più direzioni per evitare fossero un bersaglio facile, aveva più paura di ciò che potevano fare a lei che a lui.
Sentiva le voci degli uomini farsi più lontane man mano che correvano ed una volta giunti ai palazzi sperò di poterli seminare, ma non si sentiva mai abbastanza sicuro da potersi fermare.
-Zell che sta succedendo?-
-Te lo spiegherò dopo, tu vai nella direzione opposta io li distrarrò!-
-Cosa?!No io resto con te!-
-Non dire idiozie, ti possono ammazzare!-
-Posso dire lo stesso di te, io non me ne vado.-
-Non mi possono uccidere, gli servo.-
-Anche a me servi!-
All'improvviso fu lei a prendere il comando, tirandolo da un lato lo fece spostare tra alcuni vicoli e notando una fila di bidoni si nascose in mezzo a loro assieme a lui.
Abbracciandolo rimasero per molto tempo in silenzio, lui si sentiva tremendamente in colpa per ciò che era successo, era stato un idiota, avrebbe dovuto capire che sarebbe potuto succedere ma invece l'aveva messa in pericolo.
-Serena...mi dispiace...è tutta colpa mia.-
-Sono gli stessi uomini dell'ultima volta?-
-Si...-
-Immagino non sia una situazione da prendere alla leggera.-
-No, ed io ti ho messa in pericolo, ti giuro mi dispiace tantissimo.-
Se in quel momento riusciva a parlare senza imbarazzo era a causa della gravità della situazione, in maniera impacciata allontanò le braccia di lei dal suo corpo abbassando lo sguardo, mentre si muoveva colpiva per sbaglio con le braccia i bidoni ed ebbe paura di farsi scoprire.
-Cercherò di starti lontano...-
Stava quasi per alzarsi quando sentì le mani della ragazza prendergli il viso, lo guardava con una tale serietà da incutere quasi timore.
-Zell, io non ti abbandonerò in questa situazione, qualsiasi cosa sia successa io intendo stare ancora in tua compagnia. So che ci conosciamo da poco ma per me sei molto importante...-
Quelle parole lo sorpresero, lei non aveva motivo di farlo ma nonostante tutto sembrava sincera, deglutì un paio di volte come se la saliva gli mancasse mentre per sbaglio con il ginocchio colpì il bidone accanto a loro producendo un suono secco.
Le parole di lei lo mettevano in una forte situazione d'imbarazzo ma non voleva scapparne, nemmeno quando lei tentò nuovamente d'avvicinare il viso al suo, dandogli un leggero bacio sulla guancia.
   
 
Leggi le 0 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
 <<    >>
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Fantasy / Vai alla pagina dell'autore: sarakoala