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Autore: Bcilrcis    13/09/2017    0 recensioni
"Ogni adulto conserva lo stile di attaccamento avuto con i genitori durante l'infanzia, quindi se esso è disorganizzato fin da essa, l'adulto sarà influenzato negativamente e la sua vita sarà ricoperta da un alone di negatività. In amore si coinvolgerà sempre in relazioni tormentate e senza benefici".
Lo dicevano sempre ma io mica ci credevo di essere uno di quegli adulti con un attaccamento disorganizzato.
Genere: Introspettivo, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Crack Pairing
Note: Lime | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Universitario
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E come nelle ultime settimane, da un paio d'anni ormai, mi ritrovo a non volermi alzare con la mia solita e monotona sveglia delle 6,00.
È una cosa frustrante alzarsi ogni mattina a quest'ora per raggiungere l'università, che si trova a 45 minuti da me.
Vivo in una città non molto piccola, di circa 130.000 abitanti (calcolando anche la periferia); e l'università di psicologia che ho tanto voluto frequentare purtroppo non si trova in essa.
Le facoltà principali che vi si trovano sono medicina, economia aziendale, infermieristica, giurisprudenza ed ingegneria, ma purtroppo non sono portata per nessuna di esse.
Mi ritrovo quindi a dovermi svegliare due ore prima delle lezioni ogni mattina, prendere un pullman da casa mia, considerata una sorta di periferia, che mi porti fino alla stazione. Da essa devo prendere un treno per arrivare con il minor tempo possibile lì e farmi la mia bella lezione, tutta assonnata.

Finalmente decido di alzarmi dal letto e di andare a fare colazione, mia madre per fortuna oggi non lavora e per gentilezza mi ha fatto trovare la colazione pronta.
Vivo solo con lei e le mie due sorelle minori, Camilla di quattordici anni e Ambra di dieci anni. Abbiamo due padri diversi perché mia madre è rimasta incinta di me quando aveva diciassette anni e mezzo, ha avuto il coraggio di tenermi ed accudirmi, ma mio padre no e tutt'ora non lo vedo quasi mai.
Quando avevo quattro anni ha incontrato un altro uomo e si sono innamorati quasi subito e siamo andati a vivere con lui, visto che vivevo ancora con lei, i miei nonni e i miei tre zii. Inizialmente la relazione era tutta rose fiori, anche con me, ma poi è venuto fuori il carattere instabile di questo uomo e la situazione è solo degenerata. Ho avuto tantissimi problemi perché lui non vedendomi come sua figlia mi trattava come una persona da educare, anzi da cambiare e ci avrebbe messo tutte le sue forze per farlo.
Usava troppo le mani, era aggressivo ed urlava in continuazione, i litigi iniziavano alle 7 di mattina per continuare al mio ritorno da scuola. Spinte, cinte, schiaffi belli forti e mia mamma, che si trovava in una posizione veramente brutta amandolo alla follia, non riusciva a capire che quest'uomo ci faceva solo del male.
Hanno convissuto per circa nove anni per poi sposarsi e far durare questo matrimonio per altri due, dopodiché vennero al pettine tutti i nodi. Abbiamo scoperto delle cose molto raccapriccianti su di lui e mia madre avuto il coraggio di lasciarlo, da quel momento la mia vita è cambiata in positivo, ora posso fare quello che voglio e soprattutto ho instaurato un rapporto più profondo con mia madre. L'unica cosa positiva che quest'uomo ha fatto (oltre al farmi crescere stronza) sono le mie sorelle.

"Dai Rachele però sbrigati che sennò fai tardi" mi dice mia mamma guardandomi con sguardo severo,
"Sisi hai ragione, corro!" Dico io inzuppando l'ultimo biscotto nel latte ed alzandomi velocemente dalla sedia.
Per l'ennesima volta mia madre si lamenta di me che non tolgo neanche la tazza dal tavolo. Prima dell'università ero molto più presente in casa e l'aiutavo molto spesso, il suo lavoro le occupa molto tempo ed io dovevo un pò tappare i buchi che lei non riusciva a gestire ma da quando faccio avanti indietro tutti giorni non riesco a fare anche quello ed è passato tutto in mano a Camilla, che ha però sempre quattordici anni.
È sempre funzionato che lei, essendo comunque una mamma molto giovane mi lasciava fare quello che volevo, dandomi totale fiducia. Le estati precedenti uscivo tutte le sere e tornavo alle due, le tre o a volte è capitato anche alle sei (ovviamente mia madre mi richiamava per ciò).
L'unica cosa che lei mi chiedeva in cambio era di pulire casa quando lei non poteva e di stare a guardare le mie sorelle per tre giorni alla settimana, che voleva dire non poter uscire per tutto il giorno e dover sopportare i loro litigi infantili.

"Hai ragione mamma, scusa!" Urlo dal bagno mentre mi sistemo la mia chioma riccia che stamattina non vuole proprio essere domata. Metto un po' di correttore sotto le occhiaie violacee e butto un pò di rimmel sulle mie ciglia giusto per non sembrare uno zombie fino in fondo, mi lancio in camera e mi infilo i primi jeans che trovo, le superga bianche ed una maglia abbastanza stretta, bianca e a mezza manica.
Accompagno tutto con un giacchetto di pelle nero ed esco di casa mandando un bacio alla mia famiglia.
Salgo sul pullman che stavo per perdere ed ho addosso una sensazione molto strana, come se oggi dovesse accadere qualcosa...
Ed infatti da quel giorno d'autunno la mia vita prese una piega decisamente diversa.
   
 
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