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Autore: Iregatto1004    13/09/2017    1 recensioni
Anche in un mondo di criminali ci sono le favole. Elfi, vampiri, lupimammari, fauni, veggenti, streghe e creature di altro genere. Si raccontano ai bambini prima di andare a letto, per passare il tempo quando l'afa estiva si fa sentire o anche per ricordare i bei vecchi tempi prima della guerra. Peccato che le creature delle favole sono reali e anche loro commettono crimini. Quelli peggiori finiscono su un isola nascosta, grazie alla magia e anche alla tecnologia, al genere umano tranne hai capi delle nuove nazioni. L'isola vive nella più completa utopia... o così pare. Ce l'ha faranno i protagonisti a scoprire il complotto e ha riportare la pace sull'isola?
Genere: Azione, Fantasy, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Shonen-ai, Shoujo-ai, Crack Pairing
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti, Tematiche delicate, Violenza
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Una luce mi sveglia da quello che si potrebbe dire un sonno "rilassante". Si, perché avrò dormito sì e no quattro-cinque ore, comunque sempre di più rispetto al solito. Mi metto a sedere su questo pezzo di letto con un semplice lenzuolo e un cuscino, quasi vuoto per giunta, chiamato comunemente letto.

Comunque, mi guardo intorno e non è cambiato niente: una scrivania malconcia, uno specchio mezzo rotto, un lavandino con acqua corrente e, fortunatamente, un water con una lastra di ferro d'avanti. Scusatemi, ma io vorrei un po' di intimità quando faccio le mie cose. Sapete sono una delle poche persone qui che ce l'ha, anche perché sono praticamente l'unica femmina.

Mi sorprende il fatto che ancora speri che questo sia solo un sogno... un brutto sogno. Eppure sono in questa cella da più di due mesi ormai, ma, nel mio intimo, spero ancora di scoprire che sia solo frutto della mia immaginazione.

Un rumore interrompe i miei pensieri. Mi giro verso la porta davanti alla mia cella. È una guardia. Penso che si chiami Steve, ma non ne sono del tutto sicura. È davvero un simpaticone, è molto robusto ed ha un enorme nasone con dei baffettoni castani sotto. Mi domando se con quel nasone riesca a tirare su più cocaina del normale oppure si ferma tutta nei suoi baffi?

"Ehy Steve, come va?" dico appoggiandomi alle sbarre "La famiglia, tutto bene? È già ora di pranzo? Che c'è oggi: poltiglia viscida oppure poltiglia densa"

"Allora uno non mi chiamo Steve, ma Joe e poi sono venuto a prenderti per portarti al tuo processo"

Perdo un battito, ma non lo do a vedere come mio solito. Non devo far vedere che sono debole:"Bhe, ce ne hanno messo di tempo a decidersi; ma ormai cosa mi dovrei aspettare dalla politica? Tutta fogli e niente azioni coincise. Comunque chi mi scorta? Non credo sia compito tuo, Steve?" dico sfidandolo un po' con la voce. Intanto lui mi fa uscire dalla mia cella e mi mette le manette.

"JOE! il mio nome è Joe! Ma a parte questo, hai ragione: non sarò io, ma Bob e Bill"

Di bene, in meglio. Lo sa anche sto stronzo di Joe, cosa mi aspetta, infatti ha fatto un sorrisetto beffardo. Appena mi vedranno mi daranno il loro 'in bocca al lupo'. Sento ancora il loro benvenuto sul mio braccio, cioé un livido grosso come una casa; ma cosa mi dovrei aspettare da dei carvernicoli come loro.

<> dico con un certo sarcasmo e alzando gli occhi al cielo.

 

Finalmente siamo arrivati davanti alla porta del tribunale. Non posso più soffrire questi due! Sempre a fare battute spinte e a darmi pacche sulle spalle; manco fossi la loro puttana.

Arrivati davanti alla porta, Bob e Bill mi hanno lasciano nelle mani di una donna.

Alleluia! Qualcuno del mio stesso sesso! Non ne potevo più di essere l'unica femmina in mezzo a un branco di babbuini con problemi ormonali.

Nel complesso è una bella donna: ha un seno non troppo abbondante, un fondo schiena che farebbe invidia a chiunque e un corpo con delle belle forme. Dalla faccia direi che è sulla trentina.

La porta davanti a me è a due ante in legno scuro, forse castagno, con delle venature molto sottili. Molto probabilmente l'avranno rinforzata in titanio, altrimenti con tutto quello che si sente in giro, a proposito di esplosioni in tribunale e diverse sparatorie, non starebbe più in piedi. Sull'anta destra si vede un cartello con su scritto:

20 ottobre 2220

Seattle, Washington, USA

Programmi del giorno

8:30 processo al caso Maniaco dei Pupazzi
9:30 processo al caso Figlia del Dark Wolf

E poi altri processi che non mi va di leggere, perché ormai troppo impegnata a osservare il segondo. Guardando quel nome, mi ricordo del perché sono qui: sono una criminale e, per loro, lo sarò sempre.

Mentre rifletto su questo, la porta si apre con un cigolio fastidioso. Appena è spalancata del tutto, la donna mi prende sotto braccio e mi accompagna davanti al tavolo dei giudici.

Il tribunale è praticamente vuoto.

All'interno ci sono soltanto i giudici e la donna che mi ha appena accompagnata, se ne è andata via. Wow, non ho nemmeno avuto il piacere di conoscerla che già se ne va? Che maleducata.

Comunque dalle loro facce non riesco a riconoscerli anche perché hanno delle maschere in volto e, soprattutto, dove di solito ci dovrebbe essere il cartellino con il loro nome, non c'è niente.

Ma perché cazzo dovrebbe indossare delle maschere? Mica siamo a carnevale. Al meno credo.

E se invece...

Mi sta venendo un pensiero insano, ma non privo di fondamento.

Forse sarà soltanto frutto della mia immaginazione.

Mi pizzico una mano, ma non mi sveglio.

Non è un sogno.

E' tutto vero.

Allora sono...

Se sono finita davvero dove penso, sono nella merda più assoluta.

 

   
 
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