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Autore: Sospiri_amore    13/09/2017    0 recensioni
❤️SECONDO LIBRO DI UNA TRILOGIA❤️
Ritorneranno Elena, Kate, James, Jo, Adrian, Stephanie, Lucas, Rebecca, (Nik ??).
Ci saranno nuovi intrecci, guai, incomprensioni e amori.
Elena avrà dimenticato James?
Chi vivrà un amore proibito?
Riuscirà il Club di Dibattito a sconfiggere la scuola rivale?
Nik sara sempre un professore del Trinity?
Elena andrà al ballo di fine anno?
IL FINALE di questo libro corrisponde alla fine del liceo, il terzo libro sarà incentrato sulla vita adulta dei personaggi. Più precisamente quattordici anni dopo.
Genere: Drammatico, Malinconico, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Scolastico
Capitoli:
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IERI:
Homecoming Queen






Cammino a passi veloci tra i mobili della camera di Stephanie. Sfioro il comodino, il letto, l'armadio e la scrivania. Lo faccio così tante volte che credo il parquet inizi a segnare il percorso che fanno le mie scarpe.

Kate, appoggiata a una parete, mi guarda divertita. Vicino a lei c'è Stephanie.

L'orologio sulla parete segna le 18.00. Gli altri dovrebbero essere qui a momenti. 

 

La porta si apre, la domestica fa accomodare Jo, Adrian, Lucas, James e Rebecca.

 

«Come ti è saltato in mente di farmi una vigliaccata del genere? Non ti ho mai chiesto di iscrivermi al concorso di reginetta del ballo. Non mi interessa», urlo in faccia a Rebecca che con l'aria annoiata mi ascolta senza dire nulla.

Continuo nel mio monologo:«Hai tradito la mia fiducia, tutto quello che ci siamo detti negli ultimi mesi sono solo bugie? Vuoi umiliarmi davanti a tutti? Credevo fossimo amiche, o comunque ci fosse rispetto».

Rebecca sbadiglia platealmente.

«Sei la solita arrogante, prepotente e manipolatrice. Vuoi spiccare su tutti e saresti disposta a tutto pur di emergere». Ho la faccia rossa, ansimo.

Rebecca si guarda lo smalto sulle unghie:«Hai finito di blaterare cose senza senso?».

«Cosa? Ma la sentite?», i toni acuti raggiunti dalla mia voce si avvicinano agli ultrasuoni.

 

James ridacchia, lo stesso fanno gli altri.

Adesso giuro che li strozzo uno ad uno.

 

«Calmati, non è successo nulla di grave. Te l'ho detto un milione di volte». Kate mi abbraccia da dietro trascinandomi verso una poltrona color cipria. 

Adrian e Jo si siedono sui braccioli, uno mi alza i capelli l'altro mi massaggia le guance.

«Con una bella sistemata, un po' di trucco e un paio di ciglia finte...», dice Jonathan.

«... Una acconciatura con qualche cristallo o fiore...», continua Adrian.

 

Li guardo in cagnesco, quei due ultimamente stanno andando troppo d'accordo. 

 

«... Senza contare un fantastico vestito e tacchi dodici centimetri...», replica Lucas.

«... Accessoriato da un sorriso smagliante...», dice Stephanie.

 

Sbuffo. 

Detesto quando mi prendono in giro in questo modo.

 

«... Corredato da un saluto da vera regina...». James sventola la mano con leziosità sbattendo le ciglia velocemente.

«... Ti trasformeresti in una fantastica Homecoming queen, se vincessi. Ovviamente ciò non avverrà perché io sarò la reginetta quest'anno. Ti ho iscritta solo per dimostrarti che per quanto tu possa lottare e faticare, io sono meglio di te». Rebecca appoggia maliziosamente la testa sulla spalla di James che ride come un pazzo, lo stesso fanno gli altri.

 

Elena, calmati.

Non devi picchiarli tutti insieme.

Puoi colpirli uno alla volta.

 

Grugnisco.

 

Stephanie mi prende per la vita e inizia a farmi volteggiare: «Vedrai che ti divertirai. Devi fare qualche uscita pubblica, vendere qualche torta per beneficenza e sorridere più del normale. Non è mica così brutto», mi dice continuando a trascinarmi per la stanza come se stessimo ballando un valzer.

«Partecipa tu. Sei molto più bella di me, saresti perfetta con una corona in testa», le dico con il broncio.

«A me non interessa competere con Rebecca. Anche se abbiamo passato dei mesi divise ora siamo di nuovo amiche. Voi due siete...». Stephanie viene interrotta da Lucas che la prende dai fianchi unendosi alla nostra specie di balletto.

«...Tu e Rebecca siete le amiche-nemiche. Credo che a scuola tutti non vedano l'ora di sapere chi la spunterà tra voi due». Mentre dice le ultime parole, Lucas tira a se Stephanie staccandola dalle mie mani e continuando a ballare con lei. Quei due sono così appiccicati da sembrare due cozze.

James mi prende per mano facendomi roteare. Poi mi abbraccia: «Vedrai che sarai carinissima con quella corona in testa. Io voterò per te, sarai la mia regina».

 

La rabbia provata svanisce appena sento quelle parole. Immergo il volto nel suo maglione. Arrossisco al solo pensiero di immaginarmi in quel modo: vestito vaporoso, capelli raccolti, corona luccicante in testa e James, lì vicino, a tenermi la mano e ballare con me. 

Quanto mi sento stupida! 

Passo da un'emozione all'altra come fossi completamente pazza. James è capace di modificare il mio umore come se non avessi un cervello. 

 

«Una regina imperfetta. Guardami! Ha ragione Rebecca quando dice che non riesco ad avere vie di mezzo. Esagero sempre, cosa ti fa credere che non lo faccia in questo caso?», gli chiedo con un po' di vergogna.

«Siamo qui noi, del resto siamo o non siamo i tuoi migliori amici? Certo, siamo un po' strani, ma chi non lo è?». James allarga il braccio verso tutti gli altri.

 

Rebecca con le sue insicurezze e manie di perfezione, ma anche con tanto amore da dare.

Adrian con la sua incapacità di imporsi, ma con la voglia di rendere felici i suoi amici.

Jo con un'ambizione fuori dalla norma, ma con la capacità di aiutare tutti.

Kate con la sua riservatezza maniacale, ma con il dono di saper ascoltare.

Stephanie con la sua arrendevolezza, ma con una dolcezza fuori dal comune.

Lucas con la sua determinazione, ma con la forza per combattere.

Poi c'è James. Che posso dire di lui se non che è meravigliosamente insopportabile.

 

Con le braccia incrociate al petto e il mento alto, li squadro uno ad uno:«Se dovessi partecipare a questa idea folle giurate che mi aiuterete? Non ho idea di cosa fare e non so nemmeno se mi va di farlo».

Rebecca batte le mani come se si trovasse di fronte ad un paio nuovo di scarpe:«Evviva. Adesso sì che mi diverto. Non mi piace vincere facile».

Tutti scoppiano a ridere, io compresa.

«Facciamo le cose per bene. Ci dividiamo in due gruppi così nessuna delle due sarà avvantaggiata», dice Lucas.

«Va bene, però scelgo per prima... Voglio Stephanie», dice Rebecca agguantando l'amica.

L'avrei scelta anch'io, conosce più cose di me di sicuro: «Io voglio Kate». Un'amica fa sempre comodo.

«Lucas. È imbattibile nelle strategie», dice Rebecca.

Guardo gli altri, ma non so chi scegliere. Nessuno dei restanti mi sembra molto ferrato in moda o cose simili. Opto per la persona a cui voglio più bene: «James».

«Non mi sottovalutare, so molte cose. Non dimenticare che Becca mi sfinisce con questa storia delle reginetta da quando ha otto anni. Conosco ogni sua mossa e so benissimo cosa pensa».

«Ho assi nella manica che neanche ti aspetti. Non ti preoccupare», gli dice Rebecca facendogli la linguaccia.

«Ci dobbiamo preoccupare?», chiede James ironico.

 

Scoppiamo tutti a ridere.

 

«Io voglio nel mio gruppo Jonathan per il semplice fatto che riscuote un certo interesse tra le ragazzine a scuola. Può giocare a mio favore averlo nel mio gruppo», dice Rebecca.

«Allora Adrian sta con me». Sono felice di averlo nel mio gruppo. È il miglior amico di James, farebbe di tutto per aiutarlo, quindi lavorerà con dedizione e impegno.

 

I due schieramenti sono pronti.

Da un lato c'è Rebecca con Stephanie, Lucas e Jo.

Dall'altro ci sono io con Kate, James e Adrian.

 

«Aspettate un attimo. Ci sono regole? Cose che si possono fare o non fare?», chiede Jo alzando le mani.

«Niente colpi bassi, imbrogli e scherzi», dico io.

«Niente complotti, malignità e cattiverie... Non molte almeno», dice Rebecca schiacciandomi l'occhio.

Mi avvicino alla mia avversaria con passo deciso, allungo la mano nella sua direzione: «Le regole sono state decise. Che vinca la regina migliore». Rebecca ed io ci stringiamo con decisione la mano.

 

La guerra è iniziata.

 

Kate mi abbraccia, mentre James si piazza di fianco a me. Con loro potrei sconfiggere un mostro a quattro teste, scalare una parete piena di pietre affilate, immergermi nei mari bui e profondi. Anche se non vincerò quella stupidissima corona da Homecoming Queen, mi divertirò un sacco, questo è certo.

 

Lucas, Adrian e Jo confabulano in un angolo.

«Avrei un'altra domanda, non voglio sembrare un guastafeste. Visto che è l'ultimo anno e gli esami finali saranno tosti, credo che la priorità rimanga lo studio. Non posso rovinare la mia media scolastica per questa sfida. Cioè, capite che...». Jonathan ha la faccia rossa, non riesce a guardarmi negli occhi.

 

Sono io che mi vergogno. Dare tutta questa importanza a questa stupidaggine potrebbe togliere prezioso tempo per lo studio. Jo ha perfettamente ragione, non posso permettere che rovini la sua media, come tutti gli altri.

 

«Credo di parlare anche a nome di tutti, la scuola prima di tutto. Non devi sentirti in colpa, non volevo dare tutta questa importanza a questa cosa». Mi avvicino a Jonathan prendendolo per mano. Gli parlo con il cuore, nell'ultimo periodo siamo stati poco insieme e a volte ho l'impressione che la cosa gli manchi un po': «Non stare a testa bassa, non hai detto nulla di male. Questa cosa della reginetta è uno stupido gioco è come tale deve rimanere. Almeno da parte mia», gli dico l'ultima parte a bassa voce alludendo palesemente a Rebecca.

«Io vorrei che... Che capissi Elena. Farei di tutto per Yale, non posso rinunciare», dice mogio, sembra abbia le lacrime agli occhi.

Adrian spunta alle mie spalle: «Devi capire che il caro Jo è un po' stressato. Tra i corsi di ripetizione per te, il ruolo all'interno del comitato di rappresentanza del Trinity e gli esami tra qualche mese... Insomma. Ha molti pensieri. Senza contare che gli manca la lettera di raccomandazione per il college».

 

Impallidisco. Non l'avevo mai vista sotto questa ottica.

Aggiungere un'altra responsabilità non è certo il massimo. Jo gioca nervosamente con il polsino della camicia, non alza la testa. 

 

«Mi-mi dispiace», balbetto.

«Non è colpa tua, solo che ecco... Spero nessuno si offenda se ecco... Mi diverto con voi, ma devo pensare allo studio e a cercare qualcuno di influente che scriva una lettera per me».

«Mi dispiace amico, non lo sapevo». James da una pacca sulla schiena a Jo, poi chiede a Lucas: «Non c'è qualche amico di tuo padre che possa scrivere due righe per lui? Il mio vecchio ha chiesto ad un caro amico di famiglia per la mia lettera, non so chi altro potrebbe presentare a Jo».

«Mio padre frequenta industriali, è un uomo pratico. Non conosce nessuno nell'ambito accademico che vada bene. La mia lettera fa schifo, però non ho altro, mi terrò quella», dice Lucas alzando le spalle.

«Quale lettera porterai al colloquio? Sai quanto è importante», chiede preoccupata Stephanie a Lucas.

Il ragazzo alza le spalle: «L'importante è avere le carte in regola, ho ottimi voti, non dovrei avere grossi problemi. La lettera non è un grosso ostacolo per me».

 

L'atmosfera è molto cambiata.

Dalla euforia iniziale ci siamo ammosciati tutti.

La storia della reginetta mi sembra una cosa così stupida che non mi va più neanche di partecipare.

 

«A dire il vero anche... Anche io ho un piccolo problema. Mi... Mi hanno fissato un colloquio per l'accademia di fotografia a New York e... e... e non so con chi andare. Avrei bisogno di un supporto», dice Kate con le guance rosse.

«Cosa?», gridiamo tutti in coro circondando la nostra amica e tassandola di domande.

 

Siamo felicissimi per lei, ma conoscendo la sua timidezza non è difficile interpretare il pensiero di tutti: riuscirà a sostenere il colloquio? 

 

Abbraccio stretta Kate, è ovvio che andrò con lei, lo stesso fa Stephanie.

«Non ti preoccupare. Ci saremo noi», le dico mentre le sbaciucchio la testa.

 

Rebecca si alza in piedi alla sedia della scrivania di Stephanie ruotando le braccia una aria:« Stop!», urla. Sta cercando di attirare la nostra attenzione. 

Tutti la guardiamo disorientati.

«È chiaro che ci sono molte cose da fare. Qui urge un programma da seguire», dice saltando dalla sedia in mezzo a noi. «Nei prossimi giorni stilerò una lista di cose da fare così riusciremo a risolvere i nostri problemi, sfruttando le caratteristiche di ognuno di noi per aiutare gli altri. Visto la vostra incapacità coordinerò il tutto. Chiaro?», dice con piglio deciso, sembra una soldatessa. 

Tutti annuiamo. La sua organizzazione mi ha aiutata per gli esami di recupero, non potrei chiedere di meglio.

 

La porta bussa.

 

È la domestica di Stephanie : «Scusi Miss, vorrei sapere quanti dei suoi amici si fermano per cena, se possibile».

Anche se mi piacerebbe rimanere devo tornare a casa, mio padre non ha nulla da mangiare e ultimamente non riesco a passare molto tempo con lui: «Io devo andare, non posso fermarmi. Mi dispiace», dico ai miei amici.

«Non ti preoccupare, ci vediamo domani. Noi iniziamo ad organizzarci e inizieremo a fare una lista», mi dice Stephanie baciandomi sulle guance.

«Ti porto a casa io. Non mi va che tu prenda il bus a quest'ora», James si infila il giaccone.

 

Mi fa piacere che mi voglia accompagnare a casa, è sempre un piacere passare del tempo da sola con lui. Da quando ci siamo baciati a casa mia non abbiamo avuto modo di passare del tempo insieme. 

C'è tutto il tempo per aiutare i mei amici. Sono certa che riusciremo a risolvere i problemi di tutti. Uniti siamo invincibili.

 
   
 
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