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Autore: Bcilrcis    13/09/2017    0 recensioni
"Ogni adulto conserva lo stile di attaccamento avuto con i genitori durante l'infanzia, quindi se esso è disorganizzato fin da essa, l'adulto sarà influenzato negativamente e la sua vita sarà ricoperta da un alone di negatività. In amore si coinvolgerà sempre in relazioni tormentate e senza benefici".
Lo dicevano sempre ma io mica ci credevo di essere uno di quegli adulti con un attaccamento disorganizzato.
Genere: Introspettivo, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Crack Pairing
Note: Lime | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Universitario
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Entrato in aula Samuele si siede vicino a me e passiamo tutta la lezione a guardarci, a sorriderci imbarazzati e a prendere in giro il professore.
Capisco che forse la situazione sta degenerando, non voglio farmelo piacere e non voglio piacergli perché a quel punto sarebbe più difficile stargli alla larga.
Finita la lezione mi invita per un caffè ed io accetto, tanto è solo un caffè o no?
Al bar cominciamo a parlare della nostra vita, mi parla del suo passato e mi spiega della sua situazione familiare, mi dice che vive sia con la mamma che con il papà, che stanno insieme da più di vent'anni e che non litigano praticamente mai.
È figlio unico ed entrambi i genitori lavorano, il padre è avvocato e la madre professoressa. Suppongo che economicamente non se la passi male dunque.
È praticamente l'opposto di me e vive la vita al contrario di come faccio io, è una persona attiva, esce, si svaga senza pensarci troppo e si diverte con poco.
Non potremmo mai stare insieme, siamo troppo diversi.
Dopo che mi ha raccontato un po' la sua vita inizio io a raccontargli la mia, non scendendo troppo nei particolari e rimanendo sulla superficie delle cose, gli spiego della lontananza di mio papà e che mamma non è più sposata, che ho due sorelle e che mi tocca fare avanti indietro ogni mattina.
"Wow, ce ne vuole di coraggio" afferma,
Sorrido compiaciuta e annuisco, sono contenta che pensa questo.
"Certo non è facile, però l'ho deciso io e sono contenta di ciò" e continuiamo a parlare tantissimo, senza mai guardare il telefono o l'orologio, solo io e lui per ore.
Non pensavo fosse una persona così, è molto sensibile ed intelligente, oltre ad essere un figo spaziale!
Non devo farmi distrarre dal suo bel faccino però, quando sono troppo belli e sembrano troppo bravi c'è qualcosa che non va sotto sotto. É sempre così.
"Sono le 14,00 Rachele, che dici andiamo a mangiare un boccone?" Oddio, un altro invito, no.
"In realtà dovrei tornare a casa, sai tra treni e pullman rischio di arrivare molto tardi", Samuele annuisce sorridendo anche se sembra esserci rimasto un po' male, gli stampo un bacio sulla guancia e mi volto per andarmene ma lui mi blocca e mi chiede che programmi ho per la serata, rispondo insicura che non lo so ancora e lui mi risponde che ora lo so, sarei uscita con lui e suoi amici.
Rifiuta, Rachele rifiuta, dai.
"Ehm..."
"Dai Rachele"
"Dai va bene, dove ci vediamo?"
"Ti passo a prendere io, mandami la posizione e arriverò, sono un master con le strade" rimango sbigottita, è un vero gentiluomo.
"Se non è un problema e sei sicuro..."
"Certo! Dammi il tuo numero e ci organizziamo", dopo avergli dato il mio numero sorrido e mi volto per andarmene.

Per le tre sono a casa e già mi trovo in crisi per l'outfit da indossare, comincio ad aprire l'armadio e a vedere cosa potrei mettermi, sembra non piacermi niente, eppure li ho comprati tutti io questi vestiti.
Non mi piace la sensazione che ho addosso, la sensazione di ansia prima di vederlo e le aspettative che mi sto creando. Devo bloccare tutto ciò.
Si fanno ormai le 16.30, mangio qualcosa giusto per non morire di fame e guardo un pò di tv, aspettando un suo messaggio.
Finalmente, dopo un'oretta e mezza, arriva.
"Ciao Rachele, sono Samuele, volevo dirti che ti passo a prendere alle 21:30. Puoi mandarmi la posizione",
"Ciao Samuele, ecco a te" ed invio la posizione di casa mia,
"Grazie mille, non vedo l'ora di rivederci e di divertirci come oggi", se mi dice queste cose rende tutto più difficile...
"A stasera" rispondo fredda.
Ho i pensieri abbastanza confusi e non riesco a capire se Samuele voglia essere mio amico o altro, per ora meglio non pensarci.

Dopo cena corro in camera per vedere cosa mettermi e deciso di vestirmi carina, mi infilo uno dei miei vestiti eleganti, di colore bordeaux e che arriva fino alle ginocchia.
Decido di abbinare degli accessori neri ad esso e lascio i miei capelli sciolti, somiglianti ad una criniera di un leone.
Non ho mai avuto la pelle tanto scura, nemmeno d'estate, ed i miei occhi non sono niente di che, sono nocciola.
Cerco di farmi più bella possibile e aspetto le 21.30 con ansia.
Alle 21:35 ricevo una chiamata di Samuele che afferma di trovarsi fuori casa mia, rispondo in fretta e furia ed a monosillabi per l'ansia, lui sembra divertito da ciò ed allora cerco di mantenere un tono sicuro.
Appena gli attacco faccio un respiro profondo e mi dirigo verso la porta, saluto mamma ed esco.
Appena mi vede uscire di casa esce dalla macchina e si posiziona di fronte il mio sportello, mi fissa con una faccia seria, mi studia per bene facendomi sentire a disagio.
"Beh andiamo?" Dico io,
"Ah sisi, prego" mi apre la portiera ed io entro in macchina, cerco di rilassarmi e mi godo il viaggio.
Scendiamo di fronte un pub ed una volta dentro mi presenta tutti i suoi amici, ci sono tre ragazze e tre ragazzi, sembra una di quelle uscite patetiche per coppie.

La serata procede bene, i suoi amici sono tutti simpatici, soprattutto Francesco, un ragazzo di ventuno anni che cerca di mettermi a mio agio in tutti modi possibili.
In questo pub si poteva anche ballare e quindi da mezzanotte in poi vi era la musica a volume alto, tutti i suoi amici si mettono a ballare ed io vergognandomi evito. Francesco però viene verso di me e scherzando mi chiede se posso concedergli l'onore di un ballo, d'altronde Samuele é in bagno e io non voglio fare la scena della patetica sfigata, accetto e vado a ballare con lui.
Non è niente male a ballare ed è pure un bel ragazzo, alto, magro e con un bellissimo sorriso.
Dopo un po' noto che Samuele mi sta guardando fisso dal tavolo e mi dispiace vederlo lì da solo, infondo sono con i suoi amici. Lascio un attimo Francesco in pista e vado da lui,
"Vieni a ballare", mi guarda scocciato e fa di no con la testa, rimango stupita e glielo richiedo con un sorriso, dicendogli che sarà l'ultima volta che glielo chiedo e quindi di approfittarne.
Lui scoppia a ridere e si alza afferrandomi la mano e portandomi in pista con lui.

Dopo circa una mezz'ora gli suggerisco di portarmi a casa e quindi salutiamo i suoi amici e saliamo in macchina, ridiamo per tutto il tragitto ed una volta arrivati davanti casa mia cala l'imbarazzo. Ed ora?
Non voglio baciarlo, non posso, quindi lo ringrazio per la bella serata e cerco di scendere di corsa dalla macchina salutandolo.
Non faccio in tempo nemmeno a poggiare il piede sul marciapiede che Samuele mi afferra la mano sinistra e mi tira leggermente verso di lui, mi giro ansiosa e richiudo lo sportello, "Dimmi" gli dico guardandolo negli occhi.
Senza dire nemmeno una parola mi prende il viso tra le mani e si avvicina, baciandomi.
Prima posa le sue labbra sulle mie con delicatezza, per poi spingersi più a fondo ed esplorare l'interno della mia bocca con la lingua. Mi lascio andare in un bacio passionale e quasi non voglio più scendere da questa dannata macchina.
Appena il bacio si affievolisce lui si stacca dalla mia bocca e mi guarda intenerito.
Cosa ho fatto? L'ho baciato, CAZZO.
Non dico nemmeno una parola ed apro lo sportello di fretta scappando verso casa e lasciandolo lì,così.
   
 
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