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Autore: crige    13/09/2017    3 recensioni
***Seguito di SAVE ME***
Tre anni dopo "Nobody said it was easy".
Vedremo come è andata avanti la vita di Feffe e tutti gli altri.
Cosa sarà cambiato? E cosa invece è rimasto invariato?
Genere: Generale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Yuri
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Contesto generale/vago
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Il tempo.
E' impressionante come passi in fretta.
E' come le cose si susseguissero senza che tu riesca a fermarle per viverle davvero.
A volte è come se tu fossi solo uno spettatore, e non il protagonista.

Nasci neonato e di colpo ti ritrovi ad avere acne persistente e ormoni a duemila.
Bambino con i giocattoli in mano che crescendo diventano sigarette o peggio ancora.
Ragazzo che pensa al suo futuro e nonno che ricorda il suo passato.

Spesso vorresti che tutto si fermasse.
Vorresti urlare "BASTA!", rallentare e soffermarti su un giorno preciso.
Riviverlo più volte così da assimilare ogni minimo particolare.
Perché sai già che invece, ripensandoci, non ricorderai altro che frammenti.

Chissà quando di preciso la vita è diventata così frenetica.
Quando abbiamo smesso di ritagliarci del tempo per le cose davvero importanti.
Quando è stata l' ultima volta che ci siamo sentiti vivi davvero?
LIberi e spensierati?
Davvero ci sentivamo così solo da bambini?

Non possiamo credere a ciò.
Perché  altrimenti che  viviamo a fare?
Ma allora pensaci e dimmelo.
Rispondimi ad alta voce.
Quando ti sei sentito davvero libero?


                                             
                                                                                                                     **********


Ho sempre odiato il giorno del mio compleanno.
Tutte quelle feste eccessive e in grande come piacciono ai miei genitori.
Io imbacuccata a festa nel miglior vestitino a bomboniera che esista.
Loro impegnati tutta la sera a ricordarmi che alle feste si sorride e non si tiene il broncio.
Certo, facile!

Almeno negi anni le cose sono andate a scemare.
Fino a ridursi ad una cena in famiglia con gli amici e parenti più stretti.
Ed è così anche adesso, ma senza i parenti.
Con l' unica eccezione che i miei l'hanno avuta vinta per appendere uno striscione sopra la tavola che dice "Buon compleanno".
O meglio, Erica l'ha avuta vinta spinta da mia madre.

-Dai, Brontolona! Sorridi per il selfie!- la mia ragazza mi stringe a sé con un braccio intorno al collo -siamo già tutti in posa!-

-Ci proverei se tu non mi strozzassi!- brontolo sottovoce, cercando di sorridere per farla contenta.

Guardo riflesse le nostre facce nello schermo.
Tutte sorridenti, o almeno così sembriamo.
Cerchiamo di far finta di niente anche questo anno, ma come sempre a me viene più difficile rispetto agli altri.

Tra tutte quelle facce finte allegre, ne manca una.
Come negli ultimi tre anni.
E mi scopro a provare rabbia più del solito.

-Sei diventata vecchia, bionda!- Lorenzo mi tira una spallata, richiamando la mia attenzione.
-Vecchia e brontolona!- aggiunge, Alessandro, alzando un bicchiere traboccante di birra.
-Lasciatela stare!- sogghigna mia madre -o ci sbranerà tutti- aggiunge, ridendo.

E' come se fossi una proiezione astrale di me stessa.
Come se vivessi le cose da fuori.
Guardo il tavolo, i miei amici, i miei genitori ma non riesco a vederli davvero.
Oggi più che mai mi chiedo che cavolo starà facendo quell' altra.

Mi starà almeno pensando?
Si ricorderà che oggi compio venticinque anni?
Perché non si è fatta sentire?
Cosa ha di più importante da fare?

-Bene!- batto le mani, alzandomi -dopo tutto ciò ho diritto ad una sigaretta!-

-Vengo anche io!- Lorenzo si alza a sua volta, scortandomi fuori in terrazza.

Mi appoggio alla balaustra del balcone.
Guardo in lontanaza le luci di Firenze.
Sospiro davanti a cotanta bellezza, prima di chiudermi di nuovo a riccio.

Non ci riesco, è più forte di me.
Vorrei non pensarci, davvero!
Ma sono così preoccupata e arrabbiata che tutto il resto passa in secondo piano.

-Avanti, che c'è?- 

Mi giro e il mio amico è lì a fissarmi.
Mi scruta in attesa di risposta.
Ma è il suo sorriso compassionevole che mi fa capire che ha già inteso tutto.

-Lo sai- sbuffo -è inutile che me lo chiedi-

-Neanche una email?- domanda, sorpreso -da quant'è che non si fa sentire?-

-Un mese, ormai- sospiro -e se le fosse successo qualcosa?-

-Prenotiamo un biglietto e andiamo!- sbotta, battendo una mano sulla sedia dove si è sistemato.

-Sai che non vuole- 

E quella consapevolezza fa più male che mai.
Perchè?
Perché non vuole vedermi?
E' come se mi mancasse una parte di me e non riesco a far finta di niente.
Non oggi. Non adesso.

-So che mi sto comportando da stronza- mi sforzo di sorridere -apprezzo che siate tutti qui a casa mia e la cena che mi avete preparato-

-Lo sappiamo, scema- si alza, abbracciandomi -possiamo sempre rientrare e bere come degli stronzi!- ride, coinvolgendomi.

-Sì, questo penso di poterlo fare!- mi stacco dall' abbraccio -e fanculo ai venticinque!- alzo un braccio a mò di vittoria.

-Fanculo ai venticinque!- ripete, imitandomi.

Lorenzo è stato una parte fondamentale negli ultimi tre anni.
Si è dimostrato per l' ennesima volta un amico fidato e sincero.
Abbiamo condiviso lo stesso dolore, la stessa rabbia e la stessa tristezza.
E sono i principali sentimenti che ti legano a qualcuno.

Quando abbiamo trovato quelle lettere ci siamo sentiti traditi.
Ci siamo sentiti inferiori, persone di seocondo grado.
Senza alcuna importanza.

Non si è degnata mai di spiegarmi il perchè di quelle lettere.
Insomma, perché cazzo non me lo ha semplicemente detto a voce?
Perché non me ne ha parlato? 
Avremmo trovato una soluzione, noi avremmo potuto aiutarla.

-Amore, c'è la torta- 

Apro gli occhi che manco mi ricordo di aver chiuso.
Mi specchio in quelle iridi azzurre così familiari.
E di colpo mi ritrovo a sorridere davvero.

-Sì, arrivo- annuisco, riprendendo posto a tavola.

 
                                                                                                                       **********


Adoro le feste di compleanno!
Stare con tutti gli amici a ridere e mangiare!
In effetti, amo più le torte di compleanno!

Penso che le feste siano una scusa per passare una serata senza pensieri.
All' Hakuna Matata!
Dove puoi sentirti libero di fare quello che vuoi.
Soprattutto quelle di compleanno.
Anche se la regola varrebbe per il festeggiato.
Ma siccome la festeggiata è una musona anche stasera, ci penserò io a rallegrare tutti!

-Allora, ragazzi! Facciamo un gioco!- decreto, tornando dal bagno.

-Se il gioco è a chi beve di più, vince Eleonora di sicuro!- sogghigna, Marta.

Rido trovando la mia ragazza e Lorenzo a improvvisare un orrendo karaoke.
Stanno davvero cantando gli 883?
Come hanno fatto a ridursi così in 5 minuti!
Sono solo andata in bagno!

-Ma come..?-

-Ah, giro di shottini!- mi interrompe Marta, intuendo la mia domanda -per fortuna che i Santoro sono usciti per andare al teatro-

-Si, ma hanno ingurgitato una bottiglia a testa per ridursi così!- scuoto la testa divertita e mi siedo su uno dei due divani a penisola, godendomi la scena.

Ho sperato che qualcuno si degnasse di farsi sentire.
Le ho anche scritto, ma non ho ottenuto risposta.
Quando mi è arrivata una email ho gioito, credendo fosse lei.
E invece no, era Alessia.

Ancora non ho detto niente alla mia bionda.
Non vorrei mi decapitasse.
Anche se io non c'entro nulla!

A quanto pare Alessia sta tornando a Firenze.
Ha deciso di finire la magistrale qui.
E mi ha chiesto se potessimo vederci un pomeriggio per un caffè e quattro chiacchiere.

Non so ancora bene cosa pensare.
In fin dei conti abbiamo perso i rapporti dopo che...
Vabbè, magari vorrà solo vedermi.
Devo ammettere che mi è mancata la nostra amicizia.

-GLI ANNI D'ORO DEL GRANDE REAAAAAL!- urla a squarciagola Lorenzo, facendo ridere Eleonora.

-SEI PROPRIO STONATO COME UN BUE!- le grida dietro, lei.

Quei due sono diventati inseparabili.
Ne sono contenta visto che dopotutto  lei mi ha portata via a lui.
Ma ormai sono solamente dettagli irrilevanti sullo sfondo.

Si sono fatti forza insieme.
Che poi, comunque, mica è morta!
Ha solo deciso di andarsene senza avvisare nessuno.

-Marta- mi giro verso la mia amica -ma anche con te non si è fatta sentire?-

-No- risponde, asciugandosi le lacrime per il troppo ridere -ma a me basta solo che stia bene, anche se in effetti sono un po' preoccupata- alza le spalle, scuotendo la testa -prima o poi ci scriverà- sorride, alzandosi per andare a stonare canzoni con gli altri due.

Quando Ele me lo ha detto, non ci potevo credere.
Non potevo credere che avesse abbandonato di nuovo Marta.
Certo, questa volta è sicuramente diverso, ma non cambia i fatti.

Vorrei godermi la festa, ma sono in pensiero per la mia ragazza.
L' ha presa davvero male.
E  so che dentro di sé, sperava tanto che lei stasera spuntasse.
Dio, Francesca, ma che cazzo ti passa per la testa?

-Ericaaaa- Eleonora interrompe i miei pensieri, buttandosi su di me -perchè non bevi qualcosa con me?-

-Hai ragione!- mi alzo, prendendola per mano e trascinandola verso il tavolo con gli alcolici -facciamo un brindisi!-

Recupero due bicchierini da shot.
Li riempo con il montenegro e gliene passo uno.
Alzo il mio, guardandola negli occhi.

-Ai tuoi venticinque anni, sperando che ti portino un po' di pace- ridiamo, buttando giù l' amaro tutto d' un fiato.

-Grazie per la festa- sussurra, stringendomi a sé -e adesso beviamo sul serio che sono stanca di fingere di essere sbronza per far contento Lorenzo!- ride coinvolgendomi -quello non regge veramente niente!-
                                                                          

                                                                                                                       **********

Mi sveglio pian piano.
Cerco di aprire gli occhi, ma il mal di testa pulsante è come se me lo impedisse.
Quanto cavolo ho bevuto ieri sera?
Fa piacere constatare che un anno in più non cambia poi molto.

Alla fine riesco nell' ardua impresa e metto a fuoco le cose.
Sono nel mio letto con Erica e Marta.
Come diavolo ci sono finita?

Mi stiracchio, sbadigliando silenziosamente.
Passo un braccio intorno alla vita della mia ragazza, lasciandole un leggero bacio sulla nuca.
La vedo muoversi leggermente, per poi girarsi.

-Buongiorno- sbiascica, abbagliandomi con quell' azzurro ipnotico.

-Ehi- le accarezzo una guancia, biaciandole poi le labbra -come sono arrivata a letto?-

-Io e Marta siamo riuscite a trascinarti qui, ma poi credo che siamo crollate- sorride al ricordo -quindi non sono neanche riuscita a darti il mio regalo- mette su quel broncio adorabile.

-ODDIO!- Marta si mette a sedere di scatto guardandosi attorno -non avremo mica fatto...-

-NO! MA CHE DICI??!!- le urlo dietro, impanicata -aspetta, non abbiamo fatto niente, vero?- domando poi confusa a Erica.

-No, imbcelli!- ride di gusto, osservando le nostre facce.

-Oh, menomale- sospira la più piccola, sdraiandosi di nuovo -anche voi avete questo gran mal di testa?-

Scuoto il capo divertita.
Non è la prima volta che ci ritroviamo tutte  e tre sul letto.
Spesso ci addormentiamo guardando la televisione in camera mia.
Ho imparato a conviverci.

Negli ultimi anni Marta mi ha preso un po' come la sua sorella maggiore.
Ha continuato a vivere qui e a sentirsi sempre più parte della famiglia.
Fino ad arrivare a chiamare "mamma" mia madre un paio di volte.
Cosa che ho scoperto fare molto piacere a quest' ultima.

-Ho bisono di un caffè- decreta poi, alzandosi e lasciandoci sole.

-Allora, ti sei divertita ieri?- mi domanda, Erica, prendendo ad accarezzarmi i capelli.

-Che io ricordi, sì!- annuisco, sorridendo -anche se un po' mi spiace che Alessandro sia dovuto scappare dopo cena-

-Doveva andare a lavoro- alza le spalle, lei -il Danger mica chiude!-

-Lo so, lo so!- soffio -ma quale era il tuo regalo?- domando, maliziosamente, strigendomi ancora di più a lei.

-Ah beh, di sicuro non te lo dò adesso che puzzo di alcool e mi sento uno schifo- borbotta, alzandomi -rimandiamo a stasera- mi lascia un bacio sulle labbra per poi chiudersi in bagno.

Sbuffo, sdraiandomi successivamente a stella a pancia in su.
Non mi sarebbe dispiaciuto un po' di movimento mattutino.
Per fortuna che è domenica e che quindi non devo andare a lavorare.

Questo ultimo pensiero mi fa ricordare che domani mattina ho appuntamento con la signora Ceccarelli per riguardare la sua poliza assicurativa.
Me lo devo appuntare in agenda.
Ma soprattutto devo mettere la sveglia o rischio di non andarci.

Mi metto a sedere con la schiena contro la testiera del letto.
Recupero il portatile abbandonato sul comodino, gesto che fa cadere un foglio a terra.
Mi abbasso prendendolo e rendendomi conto che non è una cartaccia, ma la famosa lettera.

Che diavolo ci faceva sul comodino?
Non mi ricordo assolutamente di averla letta, ieri sera.
Sospirando, la appoggio di nuovo sul mobiletto accanto al letto.

Accendo il pc, andando subito a controllare la mia posta.
Rimango sorpresa nel trovare una email.
Una sua email.
Con le mani tremanti e il cuore che batte all' impazzata, clicco sull' icona per aprirla.

"Ciao Nene,

Come stai?
Scusami se non mi sono fatta sentire per tutto questo tempo, ma ho avuto tremila cose da fare e molti cambiamenti da affrontare.
Spero tu abbia passato una bella serata di compleanno e che non abbia avuto il musone tutto il tempo come al solito.
Mi spiace di non esserci stata. Anche questo anno.
So che mi starai odiando e che sei furiosa con me e me ne dispiace molto.
Erica come se la passa?

Ho traslocato, sai?
Più verso il centro e più vicina a lavoro.
Mi hanno riempita di mansioni, ma sono contenta!
Vuol dire che quello che faccio piace!

Sono andata a vivere da Ilaria.
Proprio ieri ho finito di portare lì le mie cose.
Ci siamo fatte una bella maratona di Grey's Anatomy!
Mi ha ricordato un po' me e te.
Mi manchi da morire, sai?

Comunque, con Jessica le cose non hanno funzionato.
Ci siamo lasciate.
Cioè, io l' ho lasciata.
Mi sono resa conto che non era il tipo giusto per me.

Domani giochiamo in casa contro la prima in classifica.
Ti ho detto che ho riniziato a giocare primo centro?
Giusto qualche mese fa.
Mi ha fatto proprio bene trasferirmi.
Ilaria mi ha fatto capire molte cose.
Tra cui che non devo dimenticare chi fossi o cosa preferissi  fare prima che Federica morisse.
Mi sento di nuovo me stessa!

Spero tu non ce l' abbia troppo con me per non rispondermi o dirmi come te la passi.
Ho scritto pure a Marta.
Attendo con ansia la tua risposta.

Prometto che ci vedremo presto.
Adesso vado a letto che domani ho la partita.
Buona notte, Testona.

Con affetto,

                                                                                                  Feffe"



Chiudo con rabbia il computer.
Mi accorgo di star piangendo solo quando sento le lacrime scorrermi sul viso.
Sento la rabbia montarmi dentro sempre di più.

Col cazzo che le manco!
Non si è fatta sentire per un mese!
Un mese, cazzo!
E ora se ne esce fuori con sta cazzo di email del cazzo.
Cazzo, cazzo, CAZZO!

Si è trasferita da Ilaria?
Maratona di Grey's Anatomy?
Primo centro?
Ma che cazzo!

Capisco solo che sta facendo di tutto per sostituirmi.
Per cancellarci tutti dalla sua vita, così da non sentirsi più in colpa verso di noi.
Per averci abbandonati tutti da un giorno all' altro, senza neanche degnarsi di dircelo in faccia.

Mi spiace, ma questa non riesco a perdonartela, Feffe.
Dovrai impegnarti più di così per farti perdonare da me.
E la cosa che più mi fa incazzare è che tutti gli altri ti capiscono e sono contenti per te.

Certo, sono contenta anche io che tu stia meglio.
Ma non riesco lo stesso a capirti.
Vaffanculo.

Lascio il portatile sul comodino, alzandomi.
Di certo non le risponderò adesso.
Mi cambio velocemente.
In fine esco dalla stanza, sbattendomi la porta alle spalle.



                                                                                                                             **********


Sento una porta sbattere rumorosamente.
Preoccupata che sia successo qualcosa, mi fiondo fuori dalla doccia avvolgendomi nell' accappatoio.
Esco dal bagno gocciolando un po' ovunque.

-Ele?!- la chiamo, entrando in camera e accorgendomi così che è vuota.

Mi dirigo verso il letto, notando il computer acceso e abbandonato sul comò.
Lo prendo accorgendomi che è aperto su una email.
Adesso collego le cose.

Leggo ciò che le ha scritto Francesca e capisco perché Eleonora si deve essere tanto arrabbiata.
Così tanto da non essere contenta che almeno le ha scritto e che sta bene.
Sorrido sulla parte dove parla del lavoro e del rugby.
Sono così felice che stia meglio.
Anche se un po' sono arrabbiata per come fa sentire la mia ragazza.

Ripongo il pc dove era e mi accorgo della lettera.
Sospirando la prendo.
Credo che Ele l' abbia letta ieri sera o stamattina.
Rileggo quelle righe che ormai so a memoria.

"Cara Nene,

ti scrivo perché so che se ti avessi di fronte non riuscirei a dirti ciò che devo e che alla fine non farei neanche quello che sto per fare.
Mi sento morire dentro.
Sono arrivata ad un punto in cui Firenze mi sta stretta, la mia vita mi sta stretta.
Non so più chi sono o chi voglio essere.

Ho provato ad andare avanti.
Ci ho provato sul serio!!
Ma ogni mio tentativo risultava inutile.

So che sto buttando via questa opportunità di gestire il Danger ma non so neanche più se è davvero ciò che voglio o lo faccio solo tanto per fare qualcosa.
Ho lasciato tutto nelle mani di Alessandro, comunque.
Ho scritto anche a lui, Lorenzo e Marta.
Ti prego di stare vicino a mia sorella.
Spero che non mi odierà troppo.
Mi sento come se la abbandonassi di nuovo e forse, è davvero così che sembra.

Ho già fatto un biglietto di sola andata per Londra.
Ho già trovato una sistemazione provvisoria  e un lavoretto per mantenermi.
Sto progettando tutto da mesi.

Mi sento uno schifo per non avertene parlato.
Ma come potevo?
Mi avresti spronato a non farlo!
O saresti voluta venire con me.
E non potevo permettertelo.
Tu hai un lavoro che ti piace, una ragazza stupenda e una vita che ti si addice.
Non potevo lasciare che tu perdessi tutto questo a causa mia.

Non pretendo che tu mi capisca subito.
Ma spero che tu mi comprenda prima o poi.
Che capisca perchè ho dovuto farlo.

Voglio tu sappia che non ti sto estromettendo dalla mia vita.
Ne farai sempre parte.
Lo sai che sei la persona più importante per me.
Che ti devo tutto quanto.
E ti prego anche di non prendertela con Alessia.
Lei non c'entra niente.
Mi ha solo aiutato a capire che non è qui quello che cerco.
E quando mi hanno arrotato Terry, l'ho preso come un segno che dovevo andarmene.

Ti prego, non odiarmi..
Ti scriverò spesso, promesso.
Non seguirmi.
Non venire qui.
Lascia che faccia questa cosa da sola.
Mi manchi già.

Ti Voglio Bene,

                                                                             Francesca."



Sospiro, ripiegandola e adagiandola di nuovo dove era.
Ricordo quando Eleonora la trovò in camera sulla sua scrivania.
Non riusciva a parlare.
Era come pietrificata.

Si fiondò subito a casa di Feffe, ma era troppo tardi.
Se n'era andata.
E con lei tutte le sue cose.
I suoi vestiti.
I suoi DVD preferiti.
Non c'era più niente di lei in quella casa.

Ele era distrutta.
Non uscì di casa per giorgi.
Provò a chiamarla un miliardo di volte ma il numero dava inesistente.

E piano piano la tristezza ha lasciato posto alla rabbia.
Ogni email che riceveva non faceva altro che aumentare questa sua frustrazione.
E penso che quest' ultima sia la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Spero solo che non prenda decisioni affrettate.
Che non lasci che questa sua rabbia la porti ad eliminare Feffe dalla sua vita.
Perchè sappiamo entrambe che sarebbe come un suicidio.

Mi vesto lentamente, lasciando il tempo alla mia ragazza di calmarsi.
Successivamente scendo in cucina, trovandola però deserta.
Sarà di sicuro andata a correre.
Mi abbandono su una sedia al tavolo, sorseggiando distrattamente il caffè che Eleonora deve avermi preparato prima di uscire.
Spero tanto che Francesca torni al più presto, per rimettere insieme i pezzi della sua migliore amica.
Perché io sinceramente non so che fare.



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ANGOLO AUTRICE:

Ciao a tutti.
Mi prenderò le vostre infamate per il ritardo più avanti.
Avrete tempo per farlo, tranquilli.

Vi avevo promesso un seguito per "Save Me" e adesso lo avete.
Ci ho messo un bel po', ma adesso sono nella condizione e nello spirito giusti per farlo.
Cercherò di aggiornare anche LOML.
Ma è come se sentissi un qualcosa che mi spingeva a scrivere il post Save Me e ho dovuto farlo.

Come avrete capito sono cambiate un po' di cose.
La più importante è che Feffe da tre anni si è trasferita a Londra.
Svilupperò meglio ciò nei prossimi capitoli.
Per il momento vedremo come Eleonora e tutti gli altri si stanno vivendo la propria vita "senza" di lei.

Come avrete capito anche Alessia è rimasta fuori dal gruppo per anni.
Sapremo meglio il motivo anche questo nei prossimi capitoli.

Vi basti sapere questo per il momento.
Vedremo se prima o poi la rabbia di Elenora si placherà o meno!

Un bacio a tutti.

Ci leggiamo presto! ^^
  
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