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Autore: crazy lion    12/11/2023    0 recensioni
Da aprile ho cominciato a pubblicare poesie riguardo il fatto che io e una mia amica, una delle tre più speciali che abbia mai avuto, siamo state forzate a separarci. Varie persone mi hanno detto che dovrei cancellare il suo numero, ma questo mi farebbe stare ancora più male, lo so per esperienza. In questa poesia, quindi, parlerò del perché non posso enon voglio lasciarla andare.
Genere: Drammatico, Introspettivo, Poesia | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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It was a different time, long ago when the stars aligned
You laid there as you looked in my eyes
You said that you just wanted to protect me
We were frozen in time
I was yours and you were mine
Boy, what we had was hard to find
I couldn't see the end
I thought that you were made for me
And now the air feels so cold, no one to hold
Is this really our destiny?
[…]
I, I'm feeling like I'm lost at sea
So far apart, you're still in my heart
I wish that I could bring you back to me
[…]
But nothing's okay, you're so far away
I wish that I could bring you back to me
(Lisa Cimorelli, Back To Me)
 
 
 
NON POSSO, NON VOGLIO!
 
Venerdì mattina ho parlato con la mia terapeuta
di un'amicizia perduta, strappata da uno scherzo del destino,
 
Ci siamo incontrati in una cooperativa, il nostro legame è diventato forte in poco tempo,
ma le circostanze ci hanno costrette a separarci. Oh, quanto ne soffro ogni singolo secondo!
 
Il dolore mi riempie il cuore, mentre rifletto sul fatto
di cancellare il suo numero, di liberare la mia anima.
 
È stata mia mamma la prima persona a chiedermi
se avrei voluto fare questa cosa.
 
E io ho risposto:
“No, perché dovrei?”
 
“Per stare meglio. Non pensi che funzionerebbe?”
“No, ti assicuro che starei ancora peggio di così.
 
E non te lo dico tanto per dire, ma perché
lo so, l’ho già vissuto sulla mia pelle.”
 
Lei è rimasta zitta e la conversazione si è chiusa lì.
Ho ringraziato Dio per questo, perché
ciò che mia madre mi aveva detto mi aveva fatta arrabbiare,
agitare, angosciare, e non avrei mai voluto litigare.
 
Abbiamo passato il resto del viaggio in macchina in silenzio,
non ricordo bene quanto tempo fa abbiamo avuto questa conversazione.
 
Ma, una volta a casa, mi sono chiusa in camera.
Mi sono buttata a peso morto sul letto
e, anche se sono passati tanti mesi, ho pianto.
 
Un pianto disperato, uno senza lacrime,
che il cuore mi ha lacerato.
 
La mia terapista mi assicura che la scelta è mia,
di recidere il legame o di lasciare che io soffra per sempre.
 
Per tre lunghi anni, il numero di un'altra amica è rimasto,
intatto, non l’ho mai cancellato,
anche se ci siamo allontanate.
 
Come posso fare questo a chi è così importante?
Dopo solo un mese di amicizia, ma speciale in tutto e per tutto?
 
Non posso, non voglio, lei significa troppo per me,
Un legame indissolubile, il nostro, eterno,
 
Nemmeno la morte, per me, potrà mai spezzarlo.
Una forza che permane, almeno in me, anche se siamo lontane.
 
Stamattina ho archiviato il suo numero su WhatsApp.
Tutto è andato bene per un po’.
 
Ma poi la mia malattia mi ha sopraffatta, ho vomitato
per l’angoscia e ho avuto un attacco di panico,
 
La depressione e l'ansia hanno inghiottito la mia anima,
In preda all'angoscia, ho rimesso a posto il suo numero, per consolarmi.
 
Non lo bloccherò, lo lascerò lì,
come una minuscola fiammella di speranza.
 
E cercherò di sopportare il peso che mi opprime il petto
e il ripidissimo pendio scivoloso della vita.
 
Sì, farà male, questa strada che ho scelto di percorrere,
ma preferisco soffrire così, piuttosto che tagliare i ponti.
 
Il suo numero, un'ancora di salvezza, la tiene vicina al mio cuore.
Anche se fisicamente distanti, almeno
per quanto mi riguarda, non siamo mai veramente lontane.
 
Desidero riportarla indietro, per ricostruire i muri in frantumi.
Ma i mezzi mi sfuggono, lasciandomi strisciare.
 
Mia mamma mi ha detto, anche lei, di tagliare i ponti con il passato.
Ma io resisto, perché non voglio che nulla venga gettato via.
 
O accantonato o dimenticato, e per questo,
seppure con una sofferenza immane,
mi aggrappo ai ricordi più cari.
 
Che lei possa conservare un bel ricordo di me e trovare conforto nella vita,
perché io mi sento una merda, sto malissimo.
Sono a pezzi, consumata dalla lotta.
 
Quindi, conserverò il suo numero, un simbolo di ciò che potrebbe essere.
Una testimonianza di amore e amicizia, indomita e libera,
 
Anche se mi causa dolore, non mi interessa il costo,
se c’è soltanto la più possibilità
di ricostruire ciò che abbiamo perso.
 
Sopporterò la sofferenza, ferma e forte,
tenendo stretta la convinzione che ci apparterremo di nuovo.
 
E nel profondo del mio cuore, la speranza rimane,
quella che mi sussurra, piano, pianissimo,
che troveremo la strada del ritorno, attraverso i vicoli tortuosi della vita.
 
Ma fino a quando non arriverà quel giorno, forse mai,
io ho deciso: porterò il peso, tutto il peso,
di questo desiderio e di questa nostalgia, un dolore implacabile,
 
So bene che tale scelta potrebbe distruggermi,
ma sono pronta a rovinarmi l’esistenza, piuttosto che fare qualcosa che
la testa e il cuore mi urlano di non fare.
 
Perché lei era, lei è, troppo speciale per lasciarla andare,
Un legame indissolubile, anche nel profondo del dolore.
   
 
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