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Fantasy |
Robert McKenzie: storia introspettiva di un baldo giovane in fuga di Ilakey_chan | Leggi le 3 recensioni | Segnala violazione
Capitolo pubblicato il 25/09/2009 | Stampa questo capitolo | Stampa tutta la storia
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03. Incontri ravvicinati con malfattori del terzo tipo

Pagus e Robert viaggiarono per tutto il giorno, anche se lentamente vista la poca lunghezza delle piccole zampine di Pagus.
Pagus non accettò di farsi portare in spalla da Robert, modo ignobile di muoversi, fino a ché l'uomo non gli fece notare che avevano percorso solo ventiquattro metri in otto ore.
Durante il tragitto, Pagus ammaliò la mente di Robert con storie del suo regno incantato e di come Gyu, aiutato dalla magia nera del Signore delle Tenebre Jennifer, aveva conquistato le menti degli aiutanti di Pagus, portandoli al tradimento.
Inizialmente Robert fu davvero dispiaciuto per il povero paguro. Doveva essere terribile già essere re e aveva anche tutte quelle responsabilità ma addirittura perdere i privilegi a causa di un malfattore era troppo.
Dopo qualche ora di racconti, Robert iniziò a pensare che, in fondo, in una monarchia i colpi di stato accadevano.
Dopo molte ore di racconti, Robert iniziò a pensare a Gyu con ammirazione.
Fortunatamente la monotonia del loro viaggio venne interrotta da un clangore di spade e da urla tremende. Non soffermiamoci su quanto sia difficile, se non militarmente impossibile, usare con tale maestria delle spade in una foresta fittissima.
"Sembra un combattimento," sussurrò Robert, incuriosito.
"Sembra il rumore di una carovana," sussurrò Pagus.
I due raggiunsero presto il luogo dello scontro e videro un uomo di mezza età combattere contro una strana creatura tutta nera e dagli occhi di fuoco.
"E' un orco, un mostro della foresta che lavora per il Signore delle Tenebre," esclamò Pagus.
Robert guardò i due combattere. L'orco sembrava veramente feroce e urlava a squarciagola, nel tentativo di spaventare l'uomo che, invece, si batteva con eleganza. L'uomo aveva un'aria rude ma qualcosa in lui dava a Robert un'istantanea fiducia.
"Devo aiutarlo," decise il ragazzo quando vide che l'orco conquistava del vantaggio. Ma prima di potersi muovere, lo sconosciuto menò un fendente tremendo colpendo l'orco sull'elmetto semiaperto e facendolo svenire.
"Bravo!" lo applaudì Pagus anche se l'applauso non gli venne del tutto perfetto a causa dell'assenza di mani.
L'uomo si voltò verso di loro e li osservò con attenzione. Il suo sguardo però si fissò su Ross e, a quel punto, abbassò la spada e li raggiunse.
"Vedo che hai Hiuli."
"Cosa?"
La voce dell'uomo aveva un accento strano e antico. "La pietra che porti al collo è la pietra del prescelto."
"Ah, si chiama Ross."
"Nella mia lingua Ross si dice Hiuli."
"Bravo!" esclamò il paguro, battendo ancora le zampine.
Robert lo fulminò con lo sguardo e poi tornò a rivolgersi allo sconosciuto. "Ti abbiamo sentito combattere, non volemo intrometterci."
"Ho vinto, questo è l'importante. Mi chiamo Porsulo Zimbolo e vengo dal regno di Xeno."
"Oh, non è quel piccolo regnetto a nord di Xollio?" domandò Pagus, con disprezzo.
Porsulo annuì e strinse volentieri la mano di Robert quando anche questi si presentò.
"Cosa ci fai così lontano da casa?" domandò il ragazzo, disperato di conversare con un essere umano. Certo, conversare con un paguro sarebbe stato bello se il paguro di avesse lasciato fare la tua parte di conversazione.
"Stavo cercando te."
"Quanto amo le coincidenze."
"Ti devo affidare una missione," aggiunse Porsulo, seriamente.
"Quanti cliché."
"Devi salvare la principessa del regno di Xeno."
"Tipico."
Porsulo non si lasciò scoraggiare. "Il re è morto e il mio compito era portarla a te perché tu possa farla fuggire da qui. Il Signore del Male vuole catturarla per sposarla e così ottenere il regno di Xeno. Devi portarla alle Terre Sconosciute, là sarà salva perché nelle mappe non ci sono e il signore del Male non potrà mai raggiungerle"
Robert riflettè cautamente sulla missione finché, in pochissimo tempo, non gli venne in mente una soluzione a lui molto più congeniale.
"Perché non la porti alle Terre Sconosciute?"
Porsulo lo osservò scandalizzato. "Io ho una vita privata, sai?"
Robert aprì la bocca, sconvolto. Stava per replicare che prima che un maledetto mago barbone, un paguro e una principessa gli sconvolgessero la vita anche lui ne aveva una privata ma proprio in quel momento l'orco si sveglio con un grugnito.
Porsulo rialzò la spada, pronto a difendersi e il prescelto prese il suo pugnale. Pagus saltò giù dalla spalla di Robert per afferrare un rametto molto aguzzo.
"Oh signore!" esclamò l'orco, appena vide Robert, "aiutatemi, volevano derubarmi!"
"Cosa?"
"Quel pazzo è saltato giù da un albero e voleva derubarmi, vi dico," insistette l'orco che aveva una voce abbastanza piacevole anche se un po' roca.
Porsulo ebbe la decenza di arrossire.
"O per gli déi, è vero. E' tutto vero, volevi derubare questo povero orco," esclamò Robert, scandalizzato.
"No, cioè sì, ma lui è un seguace del Signore del Male," tentò di spiegarsi il guerriero.
"Siete ignobile," sussurrò l'orco, che sembrava sull'orlo delle lacrime, "guarda te se un povero corriere non può più fare il suo lavoro senza dover temere di essere aggredito," singhiozzò.
"Oh, ahilà, fellone, combattete!" urlò l'indignato Pagus, pungolando il piede di Porsulo.
Robert passò i successivi venti minuti a stringere a sé un lacrimante orco, a consolarlo (andrà tutto bene, non temere, vedrai, riuscirai a sbarazzarti della suocera ed avere un figlio) e fulminare con lo sguardo Porsulo, che guardava ovunque tranne che verso di lui.
Quando l'orco, che si chiamava Marius, si fu calmato e fu pronto per ripartire, Robert si voltò infine verso l'uomo, o meglio, il ladro.
"Allora tutto ciò che mi hai raccontato è una menzogna?"
"Assolutamente no!" esclamò Porsulo, "è tutto vero ma vedi, ci servivano dei fondi per raggiungere le Terre Sconosciute, nel caso io e la principessa non fossimo riusciti a trovarvi."
"E dov'è questa fanciulla?" si intromise Pagus, autoeletto compagno di avventure di Robert.
"E' qui, è qui," rispose l'uomo, in fretta, fischiando tra le dita. Fischiò ben tre volte prima che una figura incappucciata li raggiungesse.
"E ora, ammirate la bellezza della fatata principessa Paloma."
La principessa si tolse il cappuccio per mostrare al mondo la propria bellezza fatata.
Aveva dei capelli lunghi, neri e ricolmi di boccoli (e di foglie) e degli occhi azzurri e allegri. Il volto, perfettamente ovale, sembrava scolpito nel marmo.
"E' veramente una bellezza fatata," sussurrò Pagus, inchinandosi alla principessa che, per sbaglio, lo pestò.
"Ahi!"
"O, santi numi, perdonatemi," esclamò la fanciulla, con voce cristallina, chinandosi a raccogliere il povero Pagus.
"Principessa Paloma," la chiamò il suo protettore, indicando Robert, "costui è il prescelto che vi porterà nelle Terre sconosciute."
"E' un piacere conoscervi, cavaliere," si inchinò Paloma, lasciando per sbaglio cadere Pagus, che fuggì dietro le gambe del ragazzo.
Robert, che non era di certo immune (anzi!) alle bellezze del genere femminile, rimase a boccheggiare come un pesce e quando si riprese si accorse che Paloma lo stava guardando incuriosita.
"Ah, bene, bene, principessa Paloma, immagino che da brava damina di corte non sappiate combattere," commentò Robert, guardandola con sufficienza. Pagus aggiunse un 'Ne avremmo bisogno, in realtà!'.
"No," rispose candidamente la principessa, "non so combattere. Non so usare nessun tipo di arma. Nemmeno una padella. o un cacciavite."
"Ma non sono armi!"
"Dipende da che uso ne fai," lo rimproverò Paloma.
Robert osservò Porsulo, esasperato. D'accordo, lui era il prescelto, e questo capita sempre, ma una principessa che non sa combattere era fuori da qualsiasi regola del fantasy.
"Non si sta trasformando in un harmony, vero?" domandò, speranzoso.
"Assolutamente no," lo rassicurò Porsulo.
"E allora perché lei non sa combattere?"
"Vuoi la risposta breve o quella lunga?" chiese il guerriero, con aria seria.
"Non hai la più pallida idea di quali siano le due risposte, vero?"
"Assolutamente nessuna. Quindi passiamo alla fase successiva."
"Quale FASE?!" urlò Robert, scandalizzato.
"Quella in cui ti alleno e ti faccio diventare un vero guerriero-"
"So già combattere."
"-così che tu possa difendere la principessa ed impugnare con onore la spada sacra-"
"Una spada sacra?!"
"-del monte insormontabile della morte ed in quel modo potrai liberare il drago nero-"
"Quale drago!" ("Adoro i draghi!" esclamò Pagus).
"-della cascata della morte-"
"Chi mette dei simili nomi a dei luoghi? Perché c'è morte ovunque?!"
"-e salvare il nostro mondo dalla morte," terminò Porsulo.

Non staremo qui a discutere dell'interminabile conversazione fra Porsulo e Robert ma vi dirò solo che Porsulo provò in tutti i modi a convincere il prescelto dell'importanza della sua missione. Solo astuti trabocchetti e descrizioni dettagliate della bellissima principessa e della sua gentilezza riuscirono a far capitolare il povero eroe.
Sotto sotto, nemmeno Robert riusciva ad abbandonare una fanciulla in difficoltà.
"Dovrei rimanere ad addestrarti," iniziò infine Porsulo, mettendo una mano sulla spalla di Robert, "perché sono, dopotutto, un saggio guerriero. In questo modo potresti affrontare meglio le difficoltà."
"Dovrei ma?"
"Dovrei ma se lo facessi tu non avresti l'emozionante sorpresa di incontrare nemici sempre più forti e imbattibili."
"E' vero!" annuì Pagus.
Fu così che Porsulo li lasciò con ben poca tristezza nell'animo.
Robert guardò i suoi nuovi compagni d'avventura: un paguro dal nobile e ardimentoso animo principesco e una principessa bellissima ma assolutamente inutile.
Con un profondo sospiro malinconico, Robert McKenzie, giovane eroe in fuga dal suo destino, si rese conto che, in un modo o nell'altro lo stesso destino sembrava rintracciarlo ovunque lui andasse.
Sicuramente colpa dei nuovi navigatori satellitari.


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