Prologo
- Il Falco e la Rondine
Rimase seduta per quelle che le parvero ore,
lasciandosi cullare dalla lieve brezza notturna che le accarezzava il viso e
che penetrava la trama ondulata dei suoi capelli castani; godeva del contatto
tra i suoi piedi nudi e la sabbia fine, mentre ascoltava come fosse una dolce
ninna nanna il suono ovattato delle onde che a pochi metri da lei avanzavano
per poi rigettarsi indietro, nello sconfinato oceano, brillante per la luce
della luna piena, alta nel cielo; solo la fredda roccia della scogliera che si
ergeva imponente alle sue spalle le aveva impedito di cedere al sonno fino a
quel momento, ma adesso sentiva sempre più insistente il richiamo di Morfeo, un
piacevole torpore le pervadeva le gambe e le palpebre si facevano più pesanti
ad ogni battito di ciglia.
Il mantello svolazzante nell’oscurità, una figura
nera correva lungo il litorale di una spiaggia, verso una ragazza addormentata
ai piedi della scogliera.