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Naruto |
Onde di princess21ssj | Leggi le 8 recensioni | Segnala violazione
Capitolo pubblicato il 05/11/2009 | Stampa questo capitolo
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Premessa doverosissima alla one-shot:

No, non sono tornata a scrivere in questo fandom per desiderio. No, non ho sentito la mancanza del SasuNaru. E’ successo che ieri sera, in un’incredibile partita di Champions League -che la mia squadra stava perdendo-, ho incrociato le dita e, tra le lacrime, ho fatto voto. Sì, esattamente xD.

“Se stasera l’Inter vince questa partita giuro che scriverò una SasuNaru, infrangendo il silenzio per Naruto.”

Un voto deve essere necessariamente una promessa d’impegno che costa fatica. Siccome non avrei rinunciato a shippare la Crikà, ho giurato che avrei pubblicato almeno mezza pagina di SasuNaru. E alla fine eccoci qui, ancora per un’ultima volta, con una one-shot senza pretese e senza passione, scritta di getto su uno di quei momenti nostalgici, da me un tempo incondizionatamente amati.

<3

 

ONDE

 

 

Non hanno ancora ripreso fiato, non si sono fermati per un attimo che fosse uno. Sono scesi e risaliti da quei maledettissimi alberi per cento, duecento, trecento volte, forse, ma ancora non si sono arresi. La luce del sole ormai è solo un pallido ricordo, che sfuma dell’arancione caldo del tramonto, eppure né Naruto, né Sasuke mostrano il benché minimo segno di cedimento psicologico.

Una sorta di filo conduttore unisce le loro rispettive ostinazioni, stringendoli in una morsa strana di passione comune, che rende vana ogni differenza. Le maniche sfilacciate, la polvere sui vestiti e le macchie incrostate di terra e sudore non riescono a nascondere la loro contrapposizione, ma basta un sospiro per far vacillare il muro invisibile della contrapposizione e ritrovarli di nuovo uniti.

In un attimo d’incontrollabile euforia arrivano in cima ai rami. Scrutano la notte insieme.

E poi, quando sono di nuovo giù, sdraiati a bocconi ad ansimare, scoprono curiosamente di essere solo due ragazzi esausti e madidi di sudore, che affondano nell’erba fresca. Riflettono entrambi sulle stesse questioni, in silenzio. Non hanno la forza materiale per sfondare gli argini con le solite cretinate da dodicenni rivali, invidiosi l’uno dell’altro. Né hanno sufficiente fiato in corpo per borbottare, o punzecchiarsi, o sprecarsi in battute demenziali sulle rispettive ed opinabili intelligenze.

A volte sono apprezzabili anche un naso all’insù e la bocca chiusa. Non c’è imbarazzo, non avrebbe motivo di esistere, perché la situazione non potrebbe essere più semplice e pura: sono solo due genin rivali, capitati per sbaglio nella stessa squadra, che tentano disperatamente di superarsi.

Si lasciano cullare dal silenzio, la frescura e il buio li avvolgono in un abbraccio strano, confortevole. E loro, osservando il cielo, perdono cognizione del tempo. Compaiono una, due, tre stelle. E poi altre cento, e mille. Sono solo due aspiranti ninja, innocenti e rivali.

Tacciono e recuperano energie. Sono consci che l’ora del rientro è già trascorsa da un paio di minuti, ma beatamente se ne fregano.

La stanchezza accumulata tende ciascuna fibra dei loro muscoli, che l’acido lattico ha reso così pesanti. Non hanno voglia di muoversi e, anche se ne avessero, probabilmente non si sposterebbero comunque. Non hanno motivo di andarsene e abbandonare lì quello strano momento di fratellanza.

Naruto e Sasuke per una volta si ritrovano sulla stessa lunghezza d’onda. Piatta e calma, lambisce la costa e si perde nell’immensità del mare. I ritmi cardiaci via via si regolarizzano ed i respiri assieme.

Scivolano tra gli steli d’erba verde chiaro, lenti come gocce di rugiada. Con le dita che si perdono nelle pieghe delle tute sporche, gustano la frenesia di un gioco di sguardi fine a se stesso, di un silenzio che va bene, perché è silenzio e non ci sono parole abbastanza taglienti da deturparlo.

L’insicurezza scema nella curiosità guardinga del primo bacio.

Non è perfetto e nemmeno pulito. E’ solo il primo bacio di due dodicenni, scambiato pigramente dopo un allenamento estenuante. Probabilmente non è romantico e nemmeno troppo inaspettato. Non c’è la perfezione della rincorsa, né la spasmodica voglia di un desiderio animale, ma va bene lo stesso.

Casto, semplice, non viene sporcato nemmeno da un paio di battute sbagliate, dallo scontro dei denti, dalle armonizzazioni impossibili tra lingue che non sanno cosa significhi baciare. Solo una vaga eccitazione fa gonfiare i pantaloni, eppure non si curano di tenerla nascosta.

Si divertono e si trovano sulla stessa onda, che si infrange e sbatte contro una nuova scogliera.

 

 

Ad un tratto non c’è più il silenzio.

-E adesso?

-E adesso niente.

Si scrutano per un secondo, curiosi. Poi, d’istinto si tendono la mano, aiutandosi a vicenda. Naruto abbozza un sorriso timido e sciocco, mentre Sasuke guarda fisso davanti a sé. Stringe le labbra in una piega illeggibile, simile a sprezzo misto a indifferenza, ma le increspature agli angoli degli occhi tradiscono l’emozione.

Si prendono per mano, finché afferrano l’ambiguità del gesto e optano per delle confortevoli strette alle spalle. Si sorreggono l’un l’altro, eppure non lo ammetterebbero nemmeno sotto tortura.

-Ehi, teme, ti odio come sempre, lo sai, vero?

-Baka…

-Mh?

-Taci.

Sasuke non aggiunge altro, mentre le sue dita si stringono un po’ più vigorosamente attorno alla vita del compagno.

E’ bello cavalcare la stessa lunghezza d’onda, finché non cambia il vento e tutto sparisce in una nuvola di schiuma.


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