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 Pecorelle di Melian | Leggi le 0 recensioni
 Capitolo pubblicato il 11/12/2009 | Stampa questo capitolo
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PECORELLE

Pecorelle.
Ha delle dannatissime pecorelle nere e bianche stampate sulle mutandine, quelle che ho strappato a forza pur di sbatterla sul letto… o era il divano? Bah, non me lo ricordo, forse  è stato su tutti e due.
Ma, diamine, sono DAVVERO pecorelle! Di quelle che sembrano batuffoli di cotone, nuvolette e altre scemenze simili che ti infilano nel cervello quando sei solo un poppante.
La sera prima mi ha detto che sono uno stronzo, un esaltato, un figlio di puttana… e ora me la ritrovo qui, che respira tranquilla nel sonno, aggrovigliata nelle lenzuola e coi piedi intrecciati ai miei.  Credo proprio che a parlare per lei fossero solo gli ormoni che fanno le bizze, allora, visto che subito dopo si è sciolta in lacrime davanti alla pubblicità del lucidante per automobili e ha preteso che la abbracciassi, mugolando un: «Non te ne andare, Hank. Non so nemmeno perché sto piangendo come un fontana…», e si è soffiata il naso, facendo poi sparire il faccino contro la mia spalla.
Il suo odore… Dio, era fantastico, ieri sera. Sapeva di buono, di frittelle alle mele appena fatte, di bucato pulito, di donna. Allora le ho preso il viso tra le mani, l’ho baciata e le ho sorriso. Me la sono caricata in braccio al grido di: «Tu donna, io uomo, noi letto!», e l’ho sentita ridere.
Mi fa uscire di testa quella risata, è una risata che viene dal cuore, un regalo per me. Man mano che la spogliavo, ho avvertito l’esaltante senso di possederla, un brivido al pensiero che fosse cosa mia, la certezza che non era una delle tante a cui avevo dato il contento infilandomi tra le sue cosce. Una donna vera, per me. Una donna che mi fa da compagna di vita, non una di quelle che scopi e manco ti ricordi che faccia abbia.
Ma non avevo notato le pecorelle. Le avevo solo sfilato gli slip e le avevo ammirato il sedere.
Te l’ho mai detto che adoro il tuo sedere, Karen?
 
Mi piacerebbe sussurrarglielo appena aprirà gli occhi, voglio che si svegli con la mia voce e il mio sarcasmo da quattro soldi, che mi fissi in tralice, mi sputi addosso un: «Sei orrendo!»,  e poi scoppi a ridere.
Dio, Karen, voglio che mi guardi come sai fare tu. Hai uno sguardo capace di strapparmi i pantaloni di dosso, ma anche quello di farmi sentire una nullità o una divinità. Come piace a te, gran pezzo di gnocca.
Al diavolo il mio orgoglio, chi se ne frega di Hank Moody e della sua reputazione di stallone donnaiolo da una botta e via!  
Karen, lasciamoci tutti i casini alle spalle. Lasciamoci tutti i MIEI casini indietro.
Non ho più voglia di fare casini. Sul serio, non con lei: voglio fare qualcosa di utile.
Sarò padre. Sarò padre… padre.
E ho voglia di infilarmi solo tra le sue, di cosce. Ho voglia di schiantarmi sul letto con lei la sera, dopo il mio goccio di birra, dopo aver fissato il foglio bianco ficcato nel rullo della macchina da scrivere come un ebete e aver messo giù una o due righe. Potrebbe darmi del fallito, invece mi fa trovare la cena calda in tavola.
Cazzo, Hank, ti hanno fregato! C’è una donna per cui strapperesti a morsi la testa di chiunque, pur di farla felice.  E lei ha le pecorelle sulle mutandine!
Fisso semplicemente il soffitto, le mani intrecciate dietro la nuca, gli occhi che vagano sul corpo di lei, steso su un fianco. Massì, adesso torno il bastardo, stronzo, idiota da prendere a schiaffi…
Afferro le mutandine tra le dita e gliele sbandiero proprio sotto il suo grazioso nasino.
Svegliati, Karen. Buongiorno…
«Non sapevo ti piacessero tanto le pecore, bambina. Beeeeheeee!»
Un cuscino che mi vola in faccia; poi, finalmente, la sento ridere ancora.




__________________________
NOTE DELL’AUTRICE

FanFiction che si ispira a “Californication”, telefilm che ho semplicemente adorato e di cui aspetto le prossime stagioni con ansia. Semplicemente la one shot è un missing moment e si rifà agli ultimi episodi trasmessi in Italia, quelli in cui si vedono flashback del passato di Karen ed Hank.
La storia partecipa alla Criticombola di Criticoni. Prompt numero 21, categoria “lyrics”: «We need to swallow all our pride and leave this mess behind» (Fairytale gone bad –Sunrise Avenue).
E’ anche iscritta fuori concorso all’iniziativa estemporanea di Criticoni: “Pecora Challange”, e rispetta i tre punti fondamentali:
1) presenza di pecore;
2) presenza di un belato;
3) presenza dei termini: orrendo, esaltato, utile.

E io ci aggiungerei anche un: “Buon Beeeheee a tutti!” XD


Melian


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