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Autore: bubi90    01/03/2010    2 recensioni
premetto che è la prima volta che inserisco nelle mie storie una creatura non umana come il vampiro, ma mi ispirava molto! una parentesi sul segreto più intimo di un ragazzo qualunque... < i > "Non avrei mai dimenticato il mio peccato" completò il giovane avventandosi sulle sue labbra...< i >
Genere: Romantico, Dark, Sovrannaturale | Stato: completa
Tipo di coppia: Shonen-ai, Yaoi
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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                                                                                                                                                            Il peccato rende l'uomo completo.

                                                                                                                                                                                             n.d. Me

                             

L’aria umida della notte entrava dalla finestra spalancata sui campi incolti, una luna rotonda e pallida si stagliava nel cielo nero, impreziosito da tanti diamanti.


La testa reclinata verso destra e la sigaretta stretta fra le dita della mano opposta, un giovane osservava il paesaggio, immerso nei suoi più soavi pensieri.


Una vita semplice la sua, almeno agli occhi di tutti, con i normali problemi di tutti gli adolescenti…ma non era così, gli altri non lo sapevano, non lo avrebbero mai saputo, lui aveva un segreto, enorme e passionale, che non avrebbe rivelato ad anima viva.


Fece l’ultimo tiro prima di lanciare il mozzicone nel vuoto, e controllò l’ora, le 2, tra non molto sarebbe arrivato; arrivava a tutte le lune piene, passate le due, apriva le finestre, se queste, per un raro caso del destino, erano chiuse, e lo incontrava.


Erano notti, semplici ore passate assieme, attese con la stessa forza con cui un bimbo aspetta la Vigilia di Natale, erano attimi, intensi, che riempivano il suo cuore fino alla luna piena successiva.


Sapeva che arrivava solo in quelle precise notti, ma lui lasciava ugualmente la finestra sempre aperta, come a sperare che un’eccezione sarebbe arrivata…ma non era mai successo, mai si era anche solo avvicinato nei giorni in cui quella palla bianco sporco non era completa.


Si voltò, poggiando la schiena al davanzale, e fermandosi a rimirare la propria stanza, l’occhio si diresse immediatamente al letto, contornato da un raffinato ferro battuto, e ricoperto dalle lenzuola nere che l’altro tanto adorava, che facevano risaltare i loro corpi dalla pelle diafana. Uno sbuffo, in attesa di quel dolce momento, che si sarebbe tramutato in tortura ben presto se non fosse arrivato.


“Mi stavi aspettando?” un sussulto lo colse al sentir pronunciare quelle parole, con quel tono sensuale e malizioso, che gli arrivava dritto al cuore tramite il soffio che percorreva il suo orecchio.


“Pensavo ti fossi scordato…” commentò voltandosi ad osservare quel volto perfetto, privo di qualsiasi difetto provocato dal tempo, o dalla giornata, quel volto bianco latte, tremendamente vicino alla dannazione che non alla purezza.


“Non avrei mai dimenticato il mio peccato” completò il giovane avventandosi sulle sue labbra per non perdere un attimo in più di quel breve incontro che si concedevano.


“Luis…” un mormorio, uscito come un gemito dalle labbra del ragazzo, già steso fra le lenzuola, proiettato verso il piacere che anche quella sera l’avrebbe pervaso.


Un ghigno malefico sul volto dell’altro, intento a leccar via ogni buon proposito, ogni buona azione, ogni minimo gesto intriso di bontà dal suo collo, loro erano peccatori, affiliati del demonio, esseri reietti della fede. Ma a lui non importava, finché Luis era con lui, e lo sovrastava su quel grande letto ottocentesco non c’era niente che potesse turbarlo.


Il ragazzo piegò la testa di lato, lasciando il collo libero e in mostra, facendo risaltare la vena che gli pulsava veloce, che traspariva dalla pelle, e informava l’altro di quanto il suo cuore stesse pompando ad un ritmo alterato.


“Sarai sempre mio Alessandro” un ultima parola, prima che Luis si avventasse delicatamente sul suo oggetto del desiderio, sul suo pasto più prelibato.


Due canini, appuntiti e bianchi splendenti affondarono nel collo del giovane, che al solo contatto sentì un brivido percorrergli la schiena, era la cosa più goduriosa sulla faccia della terra, simile all’orgasmo più alto, al momento di massimo piacere che si provava quando si faceva l’amore con il proprio amato.


“Luis!” Alessandro urlò, sentendo il suo sangue scorrere verso la bocca dell’altro, e artigliò con forza le mani alla sua schiena, cercando ancor più contatto fra loro,ancor più vicinanza col suo demone.


“Alessandro, stanotte non ti lascerò andare” sussurrò il vampiro, leccandosi le labbra e rimirando il corpo esile e nudo che si trovava sotto di lui.


Scese a leccare ogni parte della sua pelle, intrufolando la lingua nel suo ombelico, e macchiando quel bianco puro, con i segni del suo passaggio, con i marchi della perversione.


Un nuovo bacio, più profondo, più passionale li avvolse, un nuovo contatto di labbra, una nuova unione di liquidi.


La passione del sangue unita a quella del corpo, la perdizione dell’animo unita a quella della pelle.

 

                                                                                                        Fine

   
 
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