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Harry Potter |
M'ama... Non M'ama di Ginny_Potter | Leggi le 21 recensioni | Segnala violazione
Capitolo pubblicato il 25/08/2006 | Stampa questo capitolo
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M'ama... Non M'ama...

-E io vi dichiaro marito e moglie!-
-E io vi dichiaro marito e moglie!-
Bill posò le sue labbra su quelle di Fleur in un casto bacio...
Tutti applaudirono.
Hermione applaudì e si commosse.
Lei amava i matrimoni.
Amava tutto dei matrimoni: dai fiori, alla cerimonia, al rinfresco, agli invitati...
E in particolare... di quel matrimonio amava UNO degli invitati.
Il fratello dello sposo.
Ron Weasley.


Poco dopo al rinfresco...
Hermione Granger stava appoggiata a una siepe con un bicchiere di punch in mano.
Fissava l’oggetto dei suoi pensieri con una sorta di acuta gelosia nel vederlo ridere e scherzare con la giovane Gabrielle Delacour.
Era terribilmente affascinante quel giorno.
Indossava un completo scuro su camicia bianca.
La giacca era tenuta sotto braccio con non chalance.
I capelli rossi leggermente lunghi sul collo e perennemente in disordine gli davano un aria da bello-impossibile-e-irraggiungibile.
Proprio in quel momento aveva iniziato a ballare.
Era un po’ impacciato ma Gabrielle lo guidava piuttosto bene.
Improvvisamente le venne una gran voglia di rompere qualcosa.
Gettò per terra il bicchierino e si diresse velocemente verso il grande albero che dava sul laghetto.
Da là non si vedeva la pista da ballo e quindi si sarebbe calmata sicuramente.
Passando accanto alle coppie volteggianti, incrociò lo sguardo interrogativo del rosso.
Distolse subito il suo allontanandosi.


Affrettò il passo.
Fu bloccata da Ginny:
-Hermionesentitidevoparlareèimportantissimotiprego!!!!- le disse la rossa velocissimamente.
Aveva le guance rosse e l’espressione di una che sta passando la giornata più bella della sua vita.
-Ehm... scusami Gin... ma ora proprio non posso...-
Detto ciò iniziò a correre senza darle tempo di reagire.
Inciampò più volte nel lungo vestito azzurro ma riuscì ad arrivare finalmente alla collinetta.
Si appoggiò al tronco lasciandosi scivolare per terra lentamente.
Chiuse gli occhi.
Si stava talmente bene lì.
I rumori della festa sembravano solo un ricordo lontano.
Immerse le mani nell’erba verde che cresceva libera attorno a lei.
Ne ispirò profondamente il profumo.
Amava l’odore fresco e pungente che sprigionava.
Le fece scivolare lungo il prato in discesa e si imbatté in uno stelo leggermente più spesso degli altri.
Aprì gli occhi.
Lentamente.
Come a voler assaporare quell’attimo.
Un fiorellino candido spuntava dall’erba.
Lo raccolse delicatamente.
Era una bellissima margherita.
Un ricordo infantile le venne in mente.

C’era sua madre.
Erano in un campo pieno di margherite.
Le stava dicendo che, per sapere se colui che ami ricambia i tuoi sentimenti basta togliere i petali uno ad uno ripetendo ad ogni petalo staccato “M’ama... non m’ama... m’ama... non m’ama” e se all’ultimo petalo le tue labbra sillabavano un “M’ama” voleva dire che lui ricambiava appieno i tuoi sentimenti.

“Un giochino insulso...” pensò l’Hermione diciassettenne osservando per qualche istante il fiore.
Eppure... c’era qualcosa in lei che la spingeva a farlo.
In fondo... cosa c’era di male?
Iniziò.
Primo petalo. “M’ama”
Secondo petalo. “Non m’ama”
Terzo petalo. “M’ama”
Quarto petalo. “Non m’ama”
Quinto petalo. “M’ama”
Sesto petalo. “Non m’ama”
Settimo e ultimo petalo. “M’ama...”
Hermione sussultò tenendo ancora stretto tra l’indice e il pollice il candido petalo della fortuna in amore.
Era il settimo e enunciava che colui che amava la ricambiava.
Il sette era il numero magico per eccellenza.
“Sicuramente è solo una stupida coincidenza....” pensò senza alcuna convinzione. “Da quando IO, Hermione Granger credo a queste sciocchezze?”
-Ehi...-
La Sua voce...
Sobbalzò voltandosi di scatto.
-C-ciao...- balbettò.
-Perdonami non volevo spaventarti...-
-Figurati...- rispose lei.
- Cos’hai in mano?- domandò curioso.
Lei seguì il suo sguardo. Teneva ancora il petalo e lo stelo ormai vuoto della margherita.
Si affrettò a nasconderlo:
-O-oh... nulla...- disse forse troppo in fretta.
-Non si dicono le bugie Miss Granger...- fece lui sedendosi pericolosamente vicino.
- E’ solo una margherita...- rispose Hermione perdendosi nell’azzurro dei suoi occhi.
-E come mai hai spiumato una margherita?- chiese confuso.
-Oh... è un... gioco babbano...-
-Me lo spieghi?-
La sua domanda era tanto innocente che per un attimo rivide il Ron undicenne che le chiedeva di copiare i compiti.
Annuì soltanto.
-Vedi.... per sapere se colui.. o colei... che ami ricambia i tuoi sentimenti basta togliere i petali uno ad uno ripetendo ad ogni petalo staccato “M’ama... non m’ama... m’ama... non m’ama” e se all’ultimo petalo ti viene... “M’ama” vuol dire che lui... o lei... ricambia... chiaro?-
-Cristallina, come sempre...-
Lei sorrise, le guance le si imporporarono, così come le orecchie del rosso.
-A te cosa è uscito??- chiese lui precipitoso cercando di prenderla alla sprovvista in modo che lo dicesse senza pensarci.
Lei arrossì ancora.
Coprì le gambe avvolte dal vestito in modo da non fargli vedere quanti petali erano caduti dal fiore.
-Non te lo dico...-
-Ti è venuto “M’ama” confessa! Lo leggo nei tuoi occhi!-
Lei distolse lo sguardo, rialzandolo e pentendosi di averlo fatto.
-Vedi? Hai abbassato gli occhi! Sapevo di avere ragione!-
-E va bene mi è venuto “M’ama”! Si può sapere ora cosa ci ricavi?-
Lui borbottò qualcosa e cadde ancora il silenzio... carico di una tensione così palpabile da poterla tagliare con un coltello.
Poi fu come se il Grifondoro fosse stato colpito da un fulmine.
-Ma... ma scusa... se hai fatto questo... questo gioco... vuol dire che.... che.... che... insomma.... se-sei... i-innamorata.-
Lei arrossì violentemente.
Lui si incupì.
Dopo poco decise di rispondere: -Sì, lo sono...-
Ron non proderì parola.
Hermione rimase sorpresa:
-Non mi chiedi di chi?-
-E a che servirebbe? Per sentirmi rispondere che non me lo dici? Così io ti farei il solletico per farmelo dire e alla fine, in qualche modo, scoprirei che è Krum...-
La riccia rimase a bocca aperta.
Da quando era così saggio?
Gli posò una mano su un braccio, delicatamente.
Lui voltò lo sguardo.
I suoi occhi erano tristi, carichi di... gelosia?
-Non è forse così?- disse con tono distaccato, lo stesso che aveva usato poco prima.
-No.- rispose lei ferma.
-No?- domandò inarcando le sopracciglia, scettico.
-No, Ron... t-tu... ora devi ascoltarmi.-
-Sono tutto orecchi!- esclamò.
Ma il suo tono non era disinvolto e divertito.
Era amaro.
-Ron... io... io mi sono sempre chiesta.... perchè... perchè ti ostini a negare l’evidenza...-
-C-cosa?-
-Hai capito... t-tu... tu dici che sei ... che io .... che tu ti preoccupi... ti arrabbi del fatto... ti arrabbi quando corrispondo con Vicktor perchè sei mio amico... m-ma... ma io mi chiedo... oh insomma Ron!! Perchè non mi dici chiaro e tondo che sei geloso??-
Lui arrossì fino alla punta dei capelli.
-I-io... io non sono geloso di Krum! Perchè dovrei esserlo? E’ bello!! E’ ricco!! E’ famoso! E’ il miglior giocatore di Quidditch sulla faccia della terra!! Io invece sono povero, non conto niente, sono l’amico stupido di Harry Potter!! Non gioco a Quidditch bene neanche con il Felix Felicis!!!- urlò.
Riprese fiato e poi continuò più piano, quasi sussurrando:
-E poi ha ciò che gli invidio terribilmente e che non avrò mai...-
Hermione era sconvolta...
Non l’aveva mai sentito parlare così...
Lei... lei aveva sottovalutato i suoi sentimenti....
Come aveva potuto?
-Scusami...- disse piano:
-Io.. non credevo... non pensavo...-
-Non credevi che la mia sensibilità da cucchiaino fosse salita a cucchiaio da portata?- domandò lui, amaramente.
-No... no Ron... ma tu non hai niente da invidiare a Vicktor!-
-Ah no?- fece lui scettico.
-No.- rispose lei ferma:
-Vickor ha tutti i beni materiali possibili e immaginabili, ma è solo. Tu non sarai ricco come lui ma hai una famiglia che ti adora, sei circondato da affetto... hai Harry... e hai me...- -Non mentire Hermione. Io non ho te.-
Le sue parole le arrivarono al petto come una pugnalata.
-Sì invece...-
Weasley alzò nuovamente la voce.
-Non dire stupidaggini Hermione!! E’ proprio questo che intendevo prima! LUI ha te, Hermione!! Tu sei sua!! Sei solo sua!!-
-Io non sono un oggetto su cui rivendicare proprietà Ron!- ansimò.
I capelli ribelli scivolavano via via dall’acconciatura elaborata.
-N-non intendevo questo...- borbottò in risposta.
-Sei uno stupido...- singhiozzò lei.
Lui fece una risata amara:
-Vedi? Anche tu lo dici! Ho ragione quando dico che tutti mi considerano l’amico stupido di Potter! E non negare!-
Si allontanò di alcuni passi.
Silenzio.
-Ron...-
Silenzio.
Lei fece un respiro e poi si decise:
-Ron... io non sono innamorata di Vicktor...-
Lui sbuffò, divertito.
-Se tu mi ascoltassi quando parlo... questo inverno avresti sentito cosa ho detto a Calì.... ma tu eri troppo occupato con la tua Lavanda per accorgertene...-
Silenzio.
-Lei mi ha chiesto se mi piacevano i giocatori di Quidditch...-
Lui annuì lievemente.
-Io le ho risposto che mi piacevano i giocatori di Quidditch molto bravi...-
-E allora?- sbottò lui:
-Questo dimostra che ti piace Krum!-
-Ron... io quando l’ho detto... non mi riferivo a Vicktor e nemmeno a Cormac...-
Lui si voltò, carico di astio.
-E a chi allora? A Harry? A Malfoy?- pronunciò l’ultima parola con più disgusto delle altre.
Lei scosse la testa come se stesse parlando con un bambino piccolo terribilmente ottuso.
E poi non ce la fece più.
Dovette esplodere.
-IO SONO INNAMORATA DI TE, RON!!!- urlò.
Lui spalancò gli occhi in una in una espressione di puro stupore.
-No...- bisbigliò quasi più a se stesso.
-Sì...- disse invece lei avvicinandoglisi.
Weasley la guardava con un espressione indecifrabile.
Hermione si fece più vicina finchè il suo petto non sfiorò quello del Grifondoro.
Si alzò sulle punte dei piedi e lo baciò lievemente.
Solo un battito di labbra.
Il rosso le circondò la vita con le braccia, attirandola a se.
Lambì per un istante le labbra di lei.
-Hermione...-
-Sì?-
-La tua margherita... ha ragione...-

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