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Harry Potter |
Sea Taste - Ti aspetterò di FreackledMiks | Leggi le 12 recensioni | Segnala violazione
Capitolo pubblicato il 28/08/2006 | Stampa questo capitolo
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Salve carissimi lettori! Questa Fan Fiction è stata creata in una notte senza sonno per via del fusorario ed è la mia proposta per il contest del sito di Ron/Hermione, RH Positivo, indotto per il suo compleanno. Buona lettura e lasciate una recensione.
Un grazie speciale a Marco che si è offerto di farmi da beta-reader senza neanche sapere cosa fosse XD
Sea Taste – Ti aspetterò
Il vento sul mio viso.
La sabbia tra le dita.
Il profumo delle rocce.
Così bello e così familiare…
Rabbrividisco quando un onda fuggitiva sfiora la mia caviglia ancora asciutta.
Il cielo è coperto oggi…
Come se le nuvole non volessero far vedere al sole il mio cammino.
Ma in fondo non importa…
E’ quello di sempre.
Dal sentiero alla spiaggia…
Dalla spiaggia agli scogli…
Dagli scogli alla baia.
Passeggio sul bagnasciuga, mentre il mare dietro di me cancella ogni traccia del mio passaggio.
Passo dopo passo…
Orma dopo orma…
Il mare.
Il vento.
Gli scogli.
La sabbia.
Protagonisti di tutti i miei giorni…
Muti testimoni della mia processione.
Mi giro verso l’orizzonte e faccio un passo verso l’acqua.
Le onde lambiscono la mie gambe.
Sento il cuore accelerare al contatto.
Il sangue gira più in fretta…
La pelle si tira…
I muscoli s’irrigidiscono…
Ma non mi allontano.
Semplicemente mi lascio avvolgere in quell’abbraccio freddo.
Il mare.
Una brezza leggera mi s’infila tra i capelli, scompigliando i miei riccioli…
E per un attimo sento il tempo scivolare via...
…Fino al quel giorno…
…In questo stesso posto…
«Dai, Ron, muoviti!» sorridevo guardandolo arrancare nella sabbia. «Se continui di questo passo non mi prenderai mai!»
Lui aveva sollevato la testa leggermente, interrompendo un tentativo di riprendere fiato. «E chi ti dice che non stia fingendo per poi coglierti di sorpresa?» Si era alzato con uno scatto felino e mi era balzato addosso, facendoci cadere sulla sabbia.
Avevo sentito il suo peso su di me…
Il suo respiro caldo sulla guancia…
La sabbia incollata alle mani…
«Ti arrendi?» mi aveva chiesto in un soffio morbido.
«Sì.»
«Sì, cosa?» aveva insistito cominciando a farmi il solletico.
«Sì…mi…arrendo» ero riuscita a dire contorcendomi tra una risata e l’altra.
«Fai bene»
Era tornato a pochi centimetri da me, con quei sussurri che mi facevano venire la pelle d’oca più di quanto non facesse il vento freddo.
Avevo chiuso gli occhi.
Sia per sfuggire al suo sguardo magnetico, sia per fissarmi in mente quell’immagine di lui.
Arrossato…
Con i granellini di sabbia scura tra i capelli rossi…
Un mezzo sorriso solo per me…
C’eravamo messi a sedere, fissando quel mare torbido e lasciandoci cullare dalla sua musica.
Io ero lontana col pensiero…
Rilassata dalla presenza di lui…
Assente mentre mi godevo quella vicinanza.
«Hermione» mi aveva chiamata, riportandomi alla realtà.
Mi ero voltata a guardarlo.
Anche lui sembrava perso, ma in un modo diverso…
Doloroso.
«Hermione, domani parto»
Era stato come se qualcosa dentro di me si fosse infranto.
Come un bicchiere di cristallo lasciato cadere da quelle scogliere alle nostre spalle…
«Dove vai?» mi mancava la voce.
«Lo sai» aveva sospirato. «La guerra è durata troppo a lungo. Ci stiamo indebolendo. Io, Harry e gli altri del Nuovo Ordine partiamo domani per mettere fine a tutto. Non possiamo resistere ancora a lungo».
Una lacrima mi aveva solcato una guancia. «Ma come farete? Voldemort si nasconde. Lui non vuole ancora affrontarvi. Come farete a trovarlo?»
Un soffio forte di vento, come per dare peso alle mie parole, aveva spazzato la baia, sollevando la sabbia e scompigliandomi i capelli.
Lui aveva afferrato una ciocca al volo e me l’aveva risistemata dietro l’orecchio.
«Non lo so. So solo che se non partiamo adesso, poi non avremmo più abbastanza forza per farlo. Ognuno di noi ha subito delle perdite, e l’attesa rende le ferite più profonde».
Mi aveva guardata intensamente negli occhi.
Marrone nel blu…
Sabbia nel mare…
In fine avevo chinato la testa, appoggiandola sulla sua spalla. «Quanto starai via?»
Con una mano mi sosteneva da dietro, mentre l’altra era scesa dalla mia guancia al mio collo, come per ascoltare i battiti del mio cuore.
«Non lo so. Un giorno, un mese…forse anche un anno.»
«Vengo con te, allora» mi ero stretta a lui, come se il solo staccarmi mi sarebbe costato la vita.
«Hermione, guardami.» mi aveva allontanata prendendomi saldamente per le spalle. «Non ho il potere d’impedirtelo, ma ti supplico: non farlo. Non potrei combattere sapendo che anche tu sei in pericolo. Ti prego, capiscimi. Non sopporterei di perderti, ora che ti ho trovata. Non sopravviverei.»
Avevo cominciato a piangere ributtandomi tra le sue braccia. «E io? Non ci pensi? Come mi sentirei se tu morissi lontano da me? Se dovessi aspettare mesi per saperlo? Io ti amo, non posso vivere senza di te».
L’avevo guardato ancora…
Perdendomi nella profondità del suo sguardo…
Volendo perdermi sempre…
E sempre…
«Ti basterà venire qui e chiederlo al mare. Lui sa sempre tutto, sai? È stato formato dalle lacrime di speranza della gente e da allora se gli chiedi qualcosa lui ti risponderà. Ogni goccia non è in realtà che un piccolo pensiero».
Non sapevo chi gliel’avesse raccontato…
Ma guardandolo capivo che lui ci credeva davvero.
E avevo bisogno di crederci anch’io.
«Promettimelo, Ron». Avevo raccolto una piccola conchiglia bianca. «Promettimi che tornerai. Promettimi che la guerra finirà».
Come chiedere allo scoglio di promettere che non verrà consumato dalla tempesta…
A volte le parole servono solo per riempire quei vuoti che ci sentiamo dentro e lentamente ci consumano…
«Te lo prometto». Aveva stretto le mie mani tra le sue, riscaldandole. «Ma tu giura che resterai qui ad aspettarmi».
Un secondo…
Un sospiro…
Un’onda del mare…
Il suo sapore sulle mie labbra…
L’eternità racchiusa in quel momento.
Se anche adesso chiudo gli occhi riesco ancora a sentire il calore delle sue braccia…
Il rumore dell’acqua…
Il sapore di mare sulla mia pelle.
Mi ritrovo seduta sulla sabbia umida.
Il cielo si è schiarito…
Lontano vedo già un bagliore dorato…
Un raggio di sole.
Mi accorgo di avere una mano stretta in pugno.
Sento qualcosa di duro e liscio a contatto con la pelle.
Apro e la vedo, lì sul mio palmo.
Piccola e bianca.
Una conchiglia…
Quella conchiglia.
Sorrido, e la lancio un acqua.
Seguo il suo percorso mentre cade e si unisce alle altre speranze del mare.
Per un attimo sento come se volessi anch’io scomparire per sempre tra le onde.
Ma non posso…
Devo restare qui.
Ho un giuramento da mantenere.
Raccolgo un po’ di sabbia e me la faccio scorrere tra le dita.
E mentre la brezza canta alle mie spalle, tre parole si formano sulle mie labbra.
«Ron, ti aspetterò».
Aggiunta dell'ultimo minuto: ho trovato una fan-art che rispecchia perfettamente la mia visione di R/He in questa fanfic potete vederla qui. Il sito da cui l'ho presa è questo ed è una fan-art di Leela Starsky
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