|
Mi
chiamo Margherita Aurora. A molti questo
nome piace, un professore mi ha anche detto che sembra una poesia.
Mi piace il mio nome, ma lo trovo eccessivamente lungo, quindi abbrevierò
soprannominandomi “Maggie” o “Magg”.
I miei amici hanno sempre abbreviato il mio nome in “Marghe”, ma non mi è mai
piaciuta particolarmente come abbreviazione. La mia insegnante di piano mi
chiama “Marghi”. Mia sorella mi chiama “Maggie” che mi capita di scrivere
“Magghy”.
Insomma, il mio nome è tutto un programma.
– Ho appena scoperto che da bambina scrivevo dei temi
così fantasiosi che mi chiedo io stessa che fine abbia fatto tutta quella
fantasia.
Pensate che alle elmentari mi avevano dato da scrivere un tema sui mezzi di
trasporto.
Io avevo scritto che quando ho provato a pensare ai mezzi di trasporto, la
mia mente era stata sviata all'immagine di un sommergibile. Un sommergibile
di un materiale insolito.. ho descritto i pesci come fossero di carta e i
coralli come fossero di gomma.. se non ricordo male.
Poi, verso la fine ho detto che quando mi sono risvegliata avevo capito che i
pesci erano i miei libri, il sommergibile il mio banco e ogni elemento da me
descritto ero io, le mie gambe e le mie braccia.
Presi un'insufficenza per essere andata fuori tema. –
Sono
una ragazza molto particolare e piena di dubbi.
Sin da piccola mi sono gettata sulle attività creative e le arti, come il
disegno, la pianola e l’uso della fantasia in racconti.
– In seconda media, la mia insegnante di italiano assegnò
alla mia classe un compito da svolgere a casa, sulla costruzione della trama
o il racconto di una storia fantastica (fantasy). Il giorno della lettura dei
temi, ero tutta gasata perché avevo scritto ben 7 pagine di racconto.
Quando vidi che tutti i miei compagni avevano scritto, al massimo, due pagine
di racconto (il minimo era stato mezza pagina), sono rimasta scioccata. In un
primo momento immaginai che la professoressa avrebbe fatto leggere le persone
che avevano scritto il racconto più breve.
Quando vide quanto avevo scritto, incuriosita, mi chiese di leggerlo. Un po’
imbarazzata, passai le ore di italiano a leggerlo.
Quando finalmente ebbi finito, i miei compagni erano praticamente sdraiati
con la testa appoggiata sul banco, mezzi addormentati.
La mia insegnante mi fece i complimenti e tornai a casa soddisfatta per il
mio lavoro. Da quella storia, trassi spunto per un romanzo fantasy(di cui non
farò cenno qui, per proteggere la mia idea) –
Ho sempre avuto la capacità, che mi sorprende ogni volta sempre di più, di
imparare in fretta, soprattutto negli ambiti artistici.
Al contrario, non ho mai avuto una mente matematica. Ho cominciato ad odiarla
alle elementari e non mi sono più disfatta della frustrazione di quando mi
scervello per raggiungere conclusioni matematiche.
Neanche con i test logici sono mai andata un granché bene, eppure la logica
non mi manca. Sarà che ogni cosa che ha a che fare con la matematica e i suoi
derivati, mi mette in difficoltà? Forse ho avuto un trauma da piccola in
quest’ambito?
Una cosa che ho scoperto da poco tempo, adesso che sono in quarta superiore,
è che non sono mai riuscita a trovare una vera passione, ma ho fatto una
scoperta che ha cambiato completamente le mie aspettative future.
– Un bel giorno, mia madre mi porta un libro, dicendomi
che potrebbe interessarmi (essendo un’appassionata di telefilm polizieschi,
mi affascina particolarmente il lato psicologico delle indagini *cito
“Criminal Minds” o “The mentalist” come esempi, poi c’è anche il famoso “Lie
to me” che è appunto un telefilm ispirato a Ekman – di cui citerò dopo).
Incuriosita lo prendo, si chiama “Mentire con gli occhi e pentirsi con i
piedi” di Allan & Barbara Pease. Libro che illustra, le basi della
comunicazione “non verbale”.
Dopo averlo letto ho scoperto la mia passione per la psicologia umana e mi
feci prendere da altri due libri sul linguaggio del corpo, affamata dalla
curiosità.
*cito “I segreti del linguaggio del corpo” di Marco Pacori e
“Te lo leggo in faccia” di Paul Ekman –
Inizialmente ero incentrata sulla mia creatività, ma quando scoprii che mi
annoiavo di meno quando leggevo scritti che trattavano questo argomento, ho
capito che dovevo ampliare i miei orizzonti.
Poco tempo fa, ho scritto, in brutta, una breve dissertazione sulla
sociopatia (ho cercato di dedurre cosa fosse da quello che avevo potuto
vedere in televisione, ma mi interesserebbe approfondire l’argomento con un
buon libro), in cui esplicavo una mia idea della sociopatia, tratta da un
dubbio che avevo da tempo (proverò ad inserirla, dopo averla corretta in
bella).
Sono sempre stata molto timida. Alle elementari, ero quella bambina che
quando suona la campanella, mentre i suoi compagni correvano fuori a giocare,
a chiacchierare, se ne stava seduta al banco, a disegnare.
Ero considerata la più brava, tanto che i professori facevano disegnare me,
durante le festività, sulle finestre della classe. Nei temi ero molto
fantasiosa, estremamente.
Avevo un unico migliore amico, che non smetteva mai di parlare. Era l’esatto
opposto di me.
Ero chiusa nel mio mondo. Tanto che i miei genitori (si era sparsa l’idea che
non fossi normale) mi fecero fare qualche seduta da una pediatra.
Non mi furono d’aiuto, per niente.
Cominciai a comunicare con i miei coetanei, alle medie, ma comunque di rado.
Qui conobbi la mia migliore amica e un’altra mia carissima amica (amicizia,
mai finita, siamo amiche da ben sette anni, siamo un trio!).
Crescendo, avendo più esperienze e aprendomi di più, sono riuscita, mano a
mano a diventare più estroversa, ma ho sempre avuto la capacità, come di
attirare i veri amici. Di questa cosa vado particolarmente fiera, perché,
nonostante non piaccia a tutti e non sono simpatica a tutti, perché, non si
può essere simpatici a tutti, dopotutto, sono più che soddisfatta delle
amicizie che ho. Poche ma buone.
Due anni fa sono entrata in Facebook e un
anno dopo ho creato un gruppo di gioco di ruolo Hogwarts.
- Una mia grande passione per molto tempo è stata Harry
Potter, mi sono innamorata della storia di quel ragazzino e mi ha spinto
molto anche a tornare ad usare la mia fantasia, scrivendo. Anni fa ho letto
tutti i libri. Una cosa eccezionale, quei libri mi hanno fatto sognare.
Dopo questi, cominciai a leggere, cosa che prima non mi interessava.
Da lì deriva la mia passione per i fantasy.
Altri generi che mi piacciono sono i gialli e gli horror. –
in cui gli iscritti, avranno la possibilità di scegliere la loro casa e
saranno studenti di Hogwarts, nelle sale comuni delle case “Sala comune di
Serpeverde”, “Sala comune di Grifondoro”, “Sala comune di Tassorosso”, “Sala
comune di Corvonero” (a cui è obbligatorio accedere, dopo essersi iscritti al
gruppo Hogwarts) è possibile accedere a parola d’ordine per entrare nella
sala, orario scolastico, punti che la casa ha guadagnato (grazie alle partite
di quidditch e altri giochi). Insomma, quando una persona è sul gruppo deve
comportarsi proprio come se fosse uno studente di Hogwarts.
Ho anche una pagina Buona come il pane. Che esprime i miei
pensieri e i miei sentimenti.
|