Gorgoglìo.

di hiccup
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Venticinque febbraio: sonetti.
 



“Parlare è scrivere; scrivere è parlare. Aiutano entrambi.”
 
 
 
La fiducia è un sottile filamento vermiglio
che si srotola tra un mio pensiero ed un tuo respiro,
non credi?
 
Sorridiamo infantili, giocherelliamo con le morbide ciocche,
accarezziamo le labbra con scrosci di risate cristalline
e beviamo nettari zuccherini sfiorando i calici con pallide dita impertinenti.
 
Ma ora è tardi;
e dovrei dormire, dovrei temere l’arrivo dell’ombra,
delle stilettate lunari contro le imposte gracili, dell’oblio sulla coscienza;
ma non riesco a cancellarmi questa smorfia bambina dal volto
struccato e nudo – spoglio come una pagina bianca e illibata:
credo di poter essere felice un giorno.
Forse oggi sono un po’ quasi-felice.
Che sia possibile? Oppure no?
 
Ma ecco che cosa farò quando il sole morirà
e le nubi s'accalcheranno sulla mia fronte:
accoglierò la notte, amandola e vezzeggiandola;
le reciterò sonetti e canterò ballate dimenticate.
 
 
 
 
*




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