When winter comes.

di L u x
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Freddo. Decisamente troppo freddo.
Alisa, pur non essendo completamente umana lo avvertiva, strofinava le braccia con le mani e aumentava il passo per riscaldarsi, distanziando involontariamente Lars.
Il ragazzo la raggiunse e la abbracciò da dietro, facendola bloccare all’istante.
«C-che stai facendo?» arrossì di colpo e sgranò gli occhi, restando immobile; sapeva che se provava a dimenarsi sarebbe stato tutto inutile perché Lars non l’avrebbe lasciata per nessun motivo.
«Ti sto abbracciando, è evidente, no?» scherzò, facendo arrossire ulteriormente la ragazza e ricevendo una gomitata allo stomaco, mentre lei, allo stomaco, sentì le farfalle. Non riuscì a spiccicare più parola, quel ragazzo era in grado di zittirla anche solo con il suono della sua voce e lui lo sapeva, lo faceva di proposito.
«Hai perso la lingua o cosa?» chiese, appoggiando il viso sulla sua spalla e sorridendole.
In risposta lei gli pestò un piede, ricevendo la reazione che non si sarebbe mai aspettata; la strinse di più a sé, coprendola, per quel che poteva, con il suo cappotto nero.
«Alisa.» le sussurrò all’orecchio e si fece serio tutto d’un tratto.
«S-sì?» voltò leggermente il viso verso di lui, preoccupata, restando pietrificata quando lui poggiò le sue labbra su quelle di lei in uno scatto fulmineo. Socchiuse gli occhi in un gesto spontaneo , sentì il cuore uscirle fuori dal petto e le gambe cedere.
Un’altra gomitata.
«Sei un cretino.»

Amo l’inverno perché costringe le persone ad abbracciarsi.
 
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