Runner Girl

di Ales03
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Sophie non aveva dormito, non ci riusciva poprio. Dopotutto, come poteva? Si alzò e andò verso la porta dove aveva visto Minho l'ultima volta e si mise in ginocchio, attendendo pazientemente che le porte si aprissero e che Minho corresse ad abbracciarla, sano e salvo.  Ma era presto, le porte erano tutte chiuse. Arrivò Newt e si sedette accanto a Sophie, che iniziò a piangere e si accucciò al ragazzo.
-Tu credi che...ce la faranno?-disse lei tra mille singhiozzi. Newt iniziò ad accarezzarle i capelli e le sussurrò in un orecchio:
-Sta tranquilla, avremo Minho fra i piedi ancora per un po'-e Sophie rise, non credeva fosse possibile ma quel giorno rise, era felice e non le importava quasi più di nulla, ora sapeva che c'erano lei e Newt abbracciati che ridevano, e questo le bastava. Poi Newt fece qualcosa che Sophie non credeva avrebbe mai fatto, la baciò. E lei ricambiò quel bacio, perché non gliene importava più nulla di quello che avrebbero pensato gli altri, lei era felice e questo le bastava.
Rimasero abbracciati fino a quando un rumore di ingranaggi non li fece sussultare, il cuore di Sophie ormai le era arrivato fino in gola, batteva sempre più forte. La porta si spalancò e fu triste quando vide che Minho e Thomas non c’erano…scattò in piedi e aspettò un minuto…due minuti…arrivò un ragazzino che Sophie riconbbe subito.
-Hey, tu sei il Fagio della cura!-disse Sophie al ragazzino, lui si girò e poi si ricordò.
-Ah, si. Tu sei la ragazza! Io sono Chuck.-
-Io Sophie. Mi dispiace non esserci stata, di solito io, Alby e Newt ci occupiamo dei nuovi arrivati. Accidenti!-disse sbattendo un piede a terra.-Stupidi Dolenti…-sussurrò poi Sophie. Poi lo vide. Li vide. Thomas e Minho che trasportavano Alby per le caviglie.
-Minho!-gridò Sophie, poi si fiondò nel Labirinto e li aiutò a portare Alby dentro il casolare. Subito dopo aver lasciato le caviglie di Alby, Minho e Sophie si strinsero in un abbraccio, uno di quelli che vuoi non finiscano mai. E per la prima volta in tutta la sua vita, Minho pianse. O meglio, la sua vita nella Radura. Non aveva sempre avuto quel carattere un po’ freddo, Sophie lo ricordava. E non ricordava che avesse mai pianto, almenodi fronte a lei. Però quel giorno pianse. Pianse perché sapeva che sarebbe potuto morire e avrebbe potuto perdere la persona a cui teneva di più, quella che era sempre stata sua sorella.
-Ti voglio bene.-le sussurrò in un orecchio.
-Anche io, Minho.-Rispose lei, poi si staccarono e andarono da Frypan a mangiare, o meglio portò Minho a mangiare, perché tutta quella faccenda aveva fatto mettere in subbuglio lo stomaco di Sophie…




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