Wheatcroft

di Triz
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Capitolo 4
Futuro
Lord Amadeus Wheatcroft se ne andò allo scoccare della mezzanotte.
Con immenso sollievo del custode e del proprietario della villa, il fantasma non fece più ritorno sul balcone per aspettare Astrid al chiaro di luna, ma questo Sherman e Cassandra lo avevano intuito dalle parole che Amadeus disse prima di andarsene e che nessuno dei due riuscì a dimenticare per il resto delle loro vite.
«Aspettavo Astrid perché avevo paura della morte, ma ora non più. Grazie».
Riportarono le chiavi al custode e Sherman riaccompagnò Cassie a casa con un tragitto piuttosto silenzioso. Quando arrivarono davanti alla porta, Sherman rimase interdetto quando Cassandra chiese: «Allora, per il prossimo appuntamento quando ci vediamo?». 
«Il prossimo?».
«Certo, sono stata bene, nonostante il fantasma e la casa scricchiolante» disse Cassandra e Sherman rise: «L'importante è che la prossima volta mi porti a ballare, però».
Sherman non portò mai Cassandra a ballare, ma non per questo lei smise di vederlo, né le impedì di andare all'altare con lui e nemmeno la spinse a rifiutarsi di seguirlo nelle sporadiche cacce ai fantasmi che lo costringevano a spostarsi in lungo e in largo per l'Inghilterra.


La prima cosa che Cassandra chiese a Sherman fu ballare insieme.
Sherman era un po' arrugginito - non ballava dai tempi del loro matrimonio - e non poteva stringere Cassandra senza che il contatto delle dita con quell'aria densa gli ricordassero che non era il suo corpo a ballare con lui su quel balcone, ma solo per quella volta decise di ignorarlo.
La seconda cosa che Cassandra chiese a Sherman fu di non diventare come lord Amadeus.
Erano passati vent'anni, è vero, ma Cassandra ci credeva davvero a quello che aveva detto a lord Wheatcroft e ci credeva tuttora.
«E secondo te cosa dovrei fare?».
«Tutto quello che vuoi, qualunque tua scelta mi andrà bene» gli aveva risposto prima di baciarlo sulle labbra.
E dopo quel bacio, Cassandra Wood-Watson se ne andò per sempre.

«Allora, come è andata?» chiese Edgar il custode quando Sherman uscì dalla villa.
«Non tornerà più» rispose lui piano e ammetterlo, paradossalmente, lo fece stare meglio.
«Ehi, si sente bene?» domandò allora il custode vedendo Sherman ancora un po' scosso: «Ho una bottiglia a casa, se vuole qualcosa di forte...».
«Non ne ho bisogno, sto bene» tagliò corto Sherman mostrandosi risoluto, poi tornò alla macchina: «Arrivederci».
Ma dopo quella sera a villa Wheatcroft, Edgar non rivide più il professor Sherman Watson e non si aspettò mai che accadesse.

 
Fine


















Note dell'Autrice
E questo è l'epilogo della storia.
Come scritto nell'introduzione, la long ha partecipato al contest Ombre del passato - Quando dimenticare è impossibile indetto da _Vintage_ e si è classificata quarta.
Non credo che ci sia molto altro da dire, in effetti, a parte la solita lista di nomi dei prestavolti per la storia: Vincent D'Onofrio (Sherman), Alex Kingston (Cassandra), Charles Dance (lord Wheatcroft) e Jackie Earle Haley (Edgar).
Ci tengo a ringraziare _Vintage_ per il contest che ha organizzato e voi per esservi fermati a leggere la storia, sperando che sia stata di vostro gradimento.
Alla prossima,
Triz




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