Il Regno dei Cinque

di RiKa_fede
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Prologo
 

20 anni prima

Il sotterraneo era enorme.

Ricavato da un vecchio bunker risalente alla Guerra Fredda, si imponeva per la sua maestosità e al contempo freddezza. Il nero marmo Marquina, interrotto dalle sue venature biancastre, rivestiva ogni superficie visibile, rendendo il luogo sinistro.

In quella distesa di oscurità si ergeva, come un faro, un sarcofago, bianco come la neve. L'esterno era liscio e non una crepa osava deturpare quel candido colore.

Ma niente in quel sotterraneo poteva in alcun modo competere in bellezza con ciò che vi era all'interno: un giovane uomo addormentato.

La pelle pallida e perlacea era solcata da sottilissime linee dorate. Si diramavano dal cuore in tanti piccoli tratti continui di oro liquido fino alle estremità del corpo.

Improvvisamente una luce verde si accese sotto il ragazzo. Sulle pareti interne, all'altezza delle spalle, si aprirono due fessure. Aghi lunghi e spessi uscirono e penetrarono il collo del giovane. Una sostanza rossastra, quasi del colore del sangue, venne spinta lentamente da stantuffi nel corpo.

Finito di iniettare il siero, gli aghi si ritirarono e rientrarono nel marmo, e la luce si spense. Tutto tornò come prima.

Tranquillo e silenzioso.

Poi successe.

Il ragazzo incominciò ad agitarsi e il corpo fu percorso da convulsioni. Le labbra divennero esangui e la fronte si imperlò di sudore freddo, scurendo il biondo dei capelli. Il volto si stravolse dal dolore. Le linee cambiavano colore, in un continuo alternarsi tra nero e oro.

Il corpo stava rigettando il siero.

Una voce spezzò il silenzio, risuonando nella stanza.

"Accettalo, devi solo accogliere il dono che ti ho fatto".

Ma quelle parole non fecero alcun effetto al giovane, anzi, i tremori sembrarono aumentare.

"Accettalo!" ordinò impetuosamente la voce dell'uomo, irritato che il suo comando non fosse stato eseguito.

Le convulsioni smisero di scuotere il corpo del ragazzo. Le linee tornarono ad essere color oro e iniziarono a convergere tutte verso la schiena, strisciando come piccoli serpenti.

Occhi azzurri si aprirono, rompendo quella monotonia di pelle perfetta. Erano occhi troppo belli per poter esser definiti umani. Così chiari e gelidi che sembrava di perdersi in un lago ghiacciato.

Le labbra piene tornarono a colorarsi di rosso e si piegarono in un ghigno malvagio.

I muscoli guizzarono sotto la pelle illuminata da tante goccioline di sudore quando il giovane si mise a sedere. Con movimenti così fluidi e veloci da risultare quasi impercettibili all'occhio umano, uscì da quel perfetto sarcofago bianco. Si inginocchiò, poggiando il ginocchio destro a terra, su quel campo disteso di nero lucido. Portò la mano sinistra al petto e la destra, chiusa in un pugno, a terra. Chinò la testa in segno di rispetto e rimase immobile. Nulla in lui si muoveva, tanto da sembrare una bellissima statua tentatrice.

"Alza la testa, figlio mio, e mostrati a me!" comandò la voce di prima, carica di emozione.

Il ragazzo alzò la testa.

Candide e impalpabili ali si spalancarono dietro di lui.

Un nuovo angelo era nato, sorto dalle sue spoglie mortali.

Un angelo.

Un mostro.


 

안녕 여러분 !!

Questa è la mia prima storia, quindi siate clementi con me. Non esitate a segnalarmi orrori (perché non sono errori, ma orrori) ortografici o sintattici o incongruenze nella storia.

Se la storia vi piace lasciate qualche commento!

Al prossimo aggiornamento,

RiKa

 




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