I fiori non dormono di notte

di Arii_oreste7
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Papavero, consolazione

Quando scoprimmo che Darkar tramava di assaltare ciascuna delle scuole di Magix per qualche motivo a noi ignoto, pianificammo di amentare l'intensità e la frequenza degli allenamenti. Dopo aver depennato dalla lista dei partecipanti alla missione anche Priscilla, Jason e Spencer, decisi che avrei fatto esercitare sino allo sfinimento quelle sei modelle sempre più ambiziose e i loro accompagnatori senza macchia e senza paura. Le Winx dovevano assolutamente riuscire a conquistare i loro charmix (vale a dire nuovi giocattolini scintillanti e magici) o non sarebbero state in grado di utilizzare i loro poteri nel regno d'ombra. Per farlo, ciascuna di loro avrebbe dovuto raggiungere specifici obiettivi morali. Prove di coraggio, di affetto, di generosità, astuzia e così via... La magia ha sempre un prezzo. Non riponevo molta fiducia nel fatto che tutte le Winx sarebbero riuscite a guadagnarseli, onestamente. In cuor mio ero molto preoccipato per una certa fatuzza castana dalle ali a foglia. La vedevo dare il massimo a ogni sessione di allenamento e apparire sempre sorridente, annuire a qualsiasi cosa le venisse detto da quelle arpie delle sue amiche e pronta a farsi carico dei problemi di tutti. Ammiravo l'infinita pazienza di Flora, le sue premure verso gli altri e le sue parole dolci mi davano sempre modo di stupirmi. Possibile che non si fosse ancora accorta che al mondo un atteggiamento così remissivo porta solo sconfitta e umiliazione? Una certa attitudine determina e conferma la nostra posizione nella catena di vinti e vincitori. Purtroppo, per sopravvivere, viene richiesta una certa dose di egoismo. Pensavo che questo sistema prima o poi le si sarebbe ritorto contro e ciò che successe un pomeriggio, alla fine delle prove, me ne diede solo la conferma.

Specialisti e fate avevano sgomberato palestra e spogliatoi in fretta e furia, probabilmente per trasferire la festa, ubriacarsi dimenticando i problemi e dare un senso alle loro vite in qualche locale di Magix. Dopo aver pulito e messo a posto gli atrezzi, mi assicurai di chiudere le luci di tutta l'area sportiva. Passando davanti agli spogliatoi femminili, sentii qualcuno singhiozzare. Deciso a sapere che cosa stesse succedendo e perchè, bussai. Non ricevetti riposta e pensai bene di fare incursione comunque.
Mi si spezzò il cuore quando vidi Flora accasciata nell'angolo vicino alle docce, coi capelli ancora bagnati e la testa sepolta fra braccia e gambe. Non ero bravo a gestire i drammi fatalosi (già sapete che predilisco le streghe) ma ero bravo con le parole e quindi tentai un approccio.
<< Flora... >>
<< Vai via! >>
<< Cosa...Perchè sei ancora... >>
<< Voglio stare da sola. >>
<< Non possiamo...? >> - "Grande, Helia. Ottima scelta lessicale. Convinceresti qualsiasi fata a invischiarti nei suoi problemi": mi rimproverai.
Nemmeno Flora sembrò apprezzare: << No. >>
Io però sapevo e speravo che avrei potuto fare qualcosa per qualcuno per una volta, quindi volli insistere: << Vorrei solo... >>
<< Perfavore >>
<< Qualcuno oggi ha dimenticato di mettere tre cucchiaini di zucchero nel caffè! >> mi sedetti sulla panca. Non sarei andato via per alcun motivo. A testimonianza del fatto che la perseveranza paga: Flora alzò la testa e mi guardò. I suoi occhi erano gonfi e passò qualche minuto prima che mi rispondesse: << Oggi neanche un intero pacchetto potrebbe bilanciare l'amaro >> 
Cambiai posizione per poterla guardare meglio: << Bilanciarlo è possibile quando capiamo cosa c'è di sbagliato nella ricetta >>
<< Sono io l'ingrediente sbagliato  >> parve rigettarsi nel malessere. Nessuno sapeva fare a patti con l'infelicità come me che ci convivevo insieme e sapevo come prenderla. << Hai sbagliato a bilanciare solo questa volta: la prossima sarai la torta più buona. Te lo assicuro. >>
<< Ma potrei non essere all'altezza delle altre... >>
<< Già la sei >>  mi avvicinai a lei e le allungai un braccio perchè si alzasse da terra. << Davvero ti preoccupa questo? >>
Si lasciò aiutare e una volta in piedi, si lasciò tenere la mano. Addolcii la presa e cercai i suoi occhi.
<< Mi preoccupa che questo mi condizioni. Mi sono stancata delle loro richieste: aiutami qui, sposta la pianta da qua, non uscire con lei, non parlare con lui... Se questo significa stare in un gruppo e avere delle amiche, allora non mi va giù. Brillerò da sola, a modo mio. Non ho bisogno di loro. Per di più, sembra facciano così solo con me...>>
Lasciai che si sfogasse prima di mollare la sua manina e dirle: << La solitudine non è male per bilanciare l'amarezza, però l'esperto in materia consiglia di tenere sott'occhio l'acidità: stonerebbe proprio con la tua dolcezza >>. Presi il mio fazzoletto, mi avvicinai e l'asciugai con premura: << Adesso basta sciupare questi occhietti belli con le lacrime: non fare l'indifferente, ribellati e fatti sentire! >>
Flora stava già per replicare con qualche scusa: << Ma... >>
Avevo la testa impegnata con una certa macchinazione, quindi la zittii prontamente con un abbraccio: << Ho un piano >>.
 

Nota di Annaira

Ciao canagliette, come ve la passate? Mi sono presa qualche giorno in più per pubblicare perchè sono impegnata con la tesi. Spero vi piaccia e spero di riuscire a mantenere il ritmo a cui vi avevo abituati. Stay home and stay safe <3
Un bacio fatoso, Ari







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