La selva di Saron

di _feelings
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Breve testo recuperato dai quaderni di quarta superiore.



Intricata nella selva di Saron, scorsi in lontananza colui che avrei riconosciuto anche senza la facoltà della vista.
Mi osservava con occhi languidi e spenti.
Aveva il volto pallido, danneggiato dalla sofferenza fisica. I nostri sguardi erano legati da un filo rosso, ma allora perché esitava a fare un passo verso di me?
 I rami erano modellati per impedirmi di muovermi. Avevo le braccia trattenute dalla morsa della natura crudele. Le gambe erano immobili, affondate nel terreno umido. Sentivo di star sprofondando nel cuore dell’oscurità, mentre lui, il mio amato sofferente, ripudiava la mia richiesta di salvezza. Si avviò verso i chiostri della morte lasciando tracce vermiglie. Stava fuggendo dall’ultimo raggio di Luna che illuminava le nostre iridi amareggiate. Cercai di allungare le esili braccia verso di lui, ma era troppo tardi. Gli occhi iniziavano a perdere lucidità, vedevo tutto offuscato.
Di colpo persi la voglia di slegarmi dalla selva.
Una forza opprimente stava condizionando il corpo e la mente contro la mia volontà.
Sentii una voce femminile e la riconobbi immediatamente: era l’Amore.
Sentivo il suo respiro solleticarmi la pelle.
Ad un tratto iniziò a pronunciare parole laceranti. Mi mise in guardia dicendomi che il suo compito era terminato. Anche lei, ora, doveva abbandonarmi perché la luce non illuminava più i cuori con la stessa determinazione. Mi disse di aver raccolto il sorriso di una persona migliore.
Ebbene, ora ero totalmente sola, ad un passo dal baratro.
Mi abbandonai all’oscurità, per sempre.




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