Rifts Chronicles: Morgause's vengeance

di fenris
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Hermione era davanti al palazzo del presidente della Nuova repubblica di Germania, seduta su una fontana a leggersi un bel libro mentre le cuffie che teneva sulle orecchie le fornivano in tempo reale la riunione che il suo sovrano stava avendo coi pezzi grossi dello stato tedesco.


 

La guerra coi Gargoyle era durata circa un anno e mezzo, vedendo innumerevoli caduti da entrambi le parti. I cavalieri di Camelot avevano combattuto gli invasori in tutte le isole, diffondendo ulteriormente la parola del loro signore mentre abbattevano incantesimi e acciaio su demoni e mercenari.


 

Oltre a Lazlo e alla Nuova marina, molti altri erano giunti in loro aiuto. D- Bee, uomini e donne di ogni tipo stufi di vivere sotto il dominio dei Gargoyles e decisi a evitare che le guerre infernali si allargassero ulteriormente.


 

L'ultima battaglia fu nelle lande nebbiose della Scozia, nei pressi di Loch Ness. A contendere la vittoria furono le forze di Camelot con relativi alleati, i Gargoyle accompagnati da centinaia di demoni e un esercito non meno consistente di Devyl affiancati dai Fomori. Hermione e i suoi compagni non avevano mai assistito a tanta distruzione e morte come quel giorno, e forse non sarebbe mai più successo.


 

Lugh stesso scese in battaglia, scatenando la propria furia sulle mostruosità che avevano osato invadere la sua amata terra mentre Arthur guidava le sue ultime creazioni belliche e il re fendeva gli ufficiali nemici a suon di Caliber – x. Balor secondo spazzò via intere truppe col suo terribile occhio laser, mentre Merlino scagliava tutti gli incantesimi a sua disposizione.


 

Fu una carneficina incredibile, durante la quale amici, fratelli, genitori e figli furono persi per sempre. Moody rimase ucciso nel prendere un attacco diretto ad Ar'tuu, più di un cavaliere cadde sotto le armi dei demoni e Nemo vide tanti dei suoi più vicini ufficiali venire disintegrati. Ma i difensori di Camelot non cessarono di combattere e per ogni uomo tagliato in due o incenerito, i suoi compagni combattevano come se la sua forza si fosse aggiunta alla loro.


 

Infine, dopo una lunga notte, la battaglia giunse al termine. Quando quando molti soldati pensavano ormai alla fuga, demoni e Devyl si accorsero finalmente di quante truppe avevano perso a loro volta e volarono via o tornarono nelle rispettive dimensioni mentre le forze alleate esultavano, D-Bee che abbracciavano umani, maghi che si davano il cinque con semplici soldati e Ar'tuu che saliva sul loro più grande mecha rimasto per annunciare la loro vittoria.


 

L'imperatore dei Gargoyle dovette dunque richiamare sul continente tutte le sue truppe, siccome la tregua con la Germania era quasi al termine. E indeboliti com'erano, non riuscirono a resistere ai primi attacchi tedeschi, venendo spazzati via una volta per tutta dalla Terra dei Rifts.


 

Era passato circa un anno dalla fine della guerra, Ar'tuu e Nemo avevano deciso che fosse ora di pensare a liberare il resto dell'Eurasia. Zhen Hi, uno dei compagni di Arthur Weasley, aveva raccontato loro ben prima di Loch ness cosa stava accadendo in Cina. I re Yama avevano comandato il celeste Impero troppo a lungo, e coi Gargoyle fuori dai piedi sarebbe stato possibile organizzare un'attacco per liberare il paese dalla loro presa se le varie forze si fossero messe daccordo.


 

Il re aveva dunque ordinato al Guerriero del fulmine e a Koromi, altra sua compagna proveniente dal Giappone, di tornare nelle loro terre natie e avvertire i capi di stato in modo da preparare una controoffensiva affinchè il continente indoeuropeo potesse tornare nelle mani dell'uomo e dei D-Bee suoi alleati.


 

Il sovrano di Camelot, dal canto suo, aveva selezionato una piccola squadra per dirigersi egli stesso in Europa e discutere con le sue potenze. Lasciata l'amata Ginevra a gestire gli affari di stato, si era quindi recato in Italia dove i Wolfen che ne avevano fatto la propria residenza furono felici di accettare la sua alleanza. La Francia, purtroppo ancora occupata da molte truppe di demoni e devyl, offrì la più completa collaborazione quando sarebbero giunti con le loro forze per liberarli dagli odiati invasori.


 

Restavano dunque la Germania e la Russia, che avevano però politiche ben più ferree rispetto alle nazioni già visitate riguardo il trattamento dei D-Bee e riguardo la seconda, anche nel caso della magia. Le trattative con loro riguardo la formazione dell'esercito e gli strumenti che sarebbero stati usati nella prossima guerra sarebbero stati ben più difficili.


 

Era dunque necessario cominciare presto, pertanto il giovane re di Camelot era andato a discutere col presidente tedesco mentre Hermione faceva incetta di libri sulle terre che avrebbero attraversato e Ron andava a prendere l'uomo che avrebbe fatto loro da guida.


 

“ Ehi, Hermione, come sta procedendo l'incontro?”, domandò una voce maschile familiare, strappando la ragazza dal suo percorso mentale degli ultimi eventi. Voltandosi, la ragazza vide arrivare proprio il suo compagno di squadra, Ron Weasley, assieme a un ragazzo di poco più vecchio e pesantemente armato, con radi capelli neri e un viso spigoloso che fece intuire ne aveva passate di cotte e di crude nel corso degli anni.


 

“ Ben tornato, Ron. Di per sé bene, il presidente e il suo vice sono d'accordo che è ormai ora di prendere il resto dell'Eurasia, specie considerando tutti i nostri nuovi contatti. Ma vogliono solo ufficiali umani. I D-bee saranno dei soldati semplici al meglio, carne da cannone al peggio.”, disse Hermione con un tono di disgusto, e anche l'amico emise un ringhio seccato. Come se i cavalieri di Camelot avrebbero permesso di essere trattati in quel modo solo perchè appartenevano ad altre specie.


 

“ Che cretinata. Ma conoscendo il re riuscirà a convincerli, non possono farsi sfuggire quest'occasione solo per dello stupido orgoglio. Intanto ti presento la nostra guida, lo Sterminatore Viktor Krum dalla Bulgaria.”, disse dunque il giovane Weasley indicando il guerriero accanto a lui.


 

“ Lietissimo di conoscerla, signorina.”, disse cortesemente questi facendole un baciamano.


 

“ Altrettanto. Alcuni dei suoi colleghi ci hanno aiutato durante la battaglia di Loch Ness. Combattevano con una ferocia che mai ho visto in degli incantatori.”, disse sinceramente ammirata Hermione, ricordando l'operato dei guerrieri venuti dal nord Europa in loro aiuto.


 

Gli Sterminatori erano la risposta russa ai Maghi da battaglia, abili combattenti con discrete abilità magiche dedicati allo sterminio degli invasori di Ade e Dyval e che seguivano un loro codice d'onore. Erano meno potenti delle sovramenzionate controparti, ma compensavano con una grandissima conoscenza del territorio.


 

“ Sì, alcuni dei miei compatrioti hanno sentito parlare della vostra guerra e pensavano aiutarvi fosse il modo migliore per eradicare l'impero dei Gargoyle. Non sono stati delusi, sembra.”, sorrise il giovane guerriero bulgaro, la cui patria era attualmente contesa tra i vari signori della guerra del nord europa.


 

“ Se combatterai bene almeno la metà di loro, anche solo con te saremo al sicuro.”, disse Ron dandogli una pacca sulla spalla. In quel momento le porte del palazzo si aprirono, lasciando uscire il loro signore e compagno, re Ar'tuu.


 

“ Amici, perdonate l'attesa. La discussione si è dilungata ben più di quanto avrei voluto.”, disse il re di Camelot dirigendosi dai tre, che gli rivolsero un inchino cortese. Il Guerriero psionico era un uomo sulla trentina dal robusto fisico e lo sguardo gentile eppur carismatico, con corti capelli biondi e una barba a decorare il fiero viso assieme a una piccola corona dorata che gli cingeva il capo.


 

A proteggerlo c'era una corazza mega- danno color platino, mentre ai fianchi si trovavano una coppia di pistole e una spada corta che una volta percorsa dalle energia psichiche dell'uomo diventava una lama di luce capace di tagliare praticamente qualsiasi cosa.


 

Uno psionico o un incatatori dotati di abilità extra sensoriali avrebbero notato l'incredibile energia psionica che emanava.


 

“ Nessun problema, sire, anche noi siamo appena arrivati. Che novità ci portate dunque?”, domandò Ron, che sperava davvero di ricevere il prima possibile gli aiuti necessari ad andare in Francia e poi in Asia.

“ Come ci aspettavamo il presidente è restio ad adottare più di una misura del nostro esercito, ma ha cominciato a cedere. Gli ho riferito che presto ci dirigeremo anche a Sovietski e ci ha dato i suoi migliori auguri. Dormite bene, domattina ci metteremo in marcia. Tu sei la nostra guida, ragazzo?”.


 

“ Sì, sire. Conoscere il vincitore della battaglia di Loch Ness è un grande onore.”, disse rispettosamente il giovane Sterminatore, ma Ar'tuu fece un'espressione ilare.


 

“ L'alleanza di Camelot ha vinto, non io. Ma sono grato di sapere che la pensi così. Sai già che strada prendere? A proposito, chiamami semplicemente Ar'tuu, l'etichetta preferisco lasciarlo a corte.”, disse stringendo con forza la mano di Viktor.


 

“ Ho stilato un percorso, ma non escludo che dovremmo fare molte deviazioni. Le foreste del nord Europa si fanno molto pericolose, specie di notte, e i suoi abitanti sanno essere infidi come poche altre creature. Dovremo fare la massima attenzione.”.

*****


 

La guerra coi Gargoyle e l'alleanza con Lazlo e la Nuova Marina aveva portato non pochi cambiamenti a Camelot. Tante altre razze di D-Bee erano venute in Inghilterra, portando con loro tecnologia e nuove conoscenze occulte per poi imparare le loro vie.


 

Persino i Cernun, i magici rettili umanoidi che comandavano i giganti, avevano deciso di far pare con i loro vecchi nemici umani e aiutare contro gli invasori infernali. Lo stesso Ar'tuu aveva firmato una tregua che sembrava perdurare ancora e uno dei loro capi era stato nominato cavaliere, soddisfacendo egregiamente i propri doveri verso la corona.


 

Una delle più grandi innovazioni era stato sicuramente il Ministero dello sviluppo, dedicato al progresso nella tecnologia tradizionale così come nella tecnomagia, che aveva aiutato a rovesciare il risultato di non poche battaglie e che stava rapidamente portando Camelot ai livelli della perduta Tolkeen.


 

Arthur Weasley, che si era unito ai difensori di Camelot dopo quasi vent'anni in nord America, era stato nominato capo del nuovo istituto dopo una grande battaglia. La sua famiglia, i compagni di tanti viaggi e addirittura Merlino avevano visto con occhi stupiti Ar'tuu posare Caliber- x sulle spalle dell'uomo, nominandolo Capo marchingegnere del regno, responsabile dunque del loro futuro sviluppo tecnologico.


 

Il capofamiglia di casa Weasley, pur avendo dimostrato buone dosi di stratega durante le varie battaglie, non si sentiva esattamente un leader, ma aveva ottemperato ai desideri del suo signore guidando i propri sottoposti facendo da esempio per tutti loro col proprio lavoro e coi consigli che dispensava. Effettivamente avrebbe potuto amministrare meglio lo stabile, ma in quello era stato aiutato non poco dai figli Fred e George, che avevano un senso pratico decisamente migliore del suo.


 

Dopo tanti anni di ansia e disperazione, la fortuna sembrava aver baciato il Tecnomago, che aveva ora l'affetto della sua famiglia, la considerazione di tutto il popolo, il potere di proteggerli, nonostante non mancasse di essere preoccupato quando andavano in missione, e tanto tempo da dedicare ai propri studi. Ma sapeva che era solo una questione di tempo prima che guai ben peggiori di una guerra per liberare il territorio euroasiatico sarebbero venuti a cercarlo.


 

Quella sera si stava dirigendo all'istituto che dirigeva, situato poco fuori Camelot, per controllare l'evolversi di un suo esperimento a bordo del suo hoverboard. Morrigan, l'amato furgone corazzato che aveva protetto lui e la sua squadra nel continente americano, era stato dato in prestito al re affinchè facesse lo stesso con lui nel nord Europa. Fermò la tavola tecnomagica e passò davanti al controllore del passeggio, intento a leggersi una rivista.


 

“ Ciao, Ross. Tutto tranquillo?”, domandò allegro il mago alla sua più vecchia e cara amica nella Terra dei Rifts. Quando lui era stato nominato infatti capo dell'istituto, aveva chiesto a Ross di esserne la custode, lavoro che svolgeva con estrema dedizione e abilità.


 

“ Buona sera, Arthur. Mhh, non possiamo lamentarci. L'edificio è vuoto al momento.”, disse la donna cactus unendo i loro pugni prima che Arthur entrasse nelll'immenso laboratorio. Il luogo era pieno di macchinari costruiti da lui e i suoi colleghi, tra macchine da guerra e strumenti di uso più civile che non vedeva l'ora di usare per risanare quel pianeta devastato.


 

Quelli sarebbero stati l'eredità che assieme agli altri uomini che lavoravano con lui avrebbero lasciato ai propri figli e ai figli dei loro figli, ben più importanti di qualsiasi sanguinosa vittoria il cui ricordo a volte lo svegliava nel cuore della notte. Ma per il momento era libero da tali cupi pensieri e pensava solo alle promesse del futuro.


 

Arrivato a una porta con scritto 'pericolo radioattivo', si mise una tuta antiradiazioni e una maschera antigas per poi entrare in una stanza a tenuta stagna, contenente un giardino in miniatura, al cui centro si trovava una strana postazione a forma di palo, contenente liquidi di vario tipo e con una lampada rossa in cima, che scintillava a intermittenza.


 

“ Mhh, sembra procedere bene.”, disse osservando i dati posti su un piccolo schermo. Quel palo era un dispositivo volto a purificare acqua e aria da radiazioni e altre impurità di vario tipo, anche quelle magiche.


 

Sarebbe stato indispensabile quando finalmente le loro guerre sarebbero finite, siccome interi acri di terreno sarebbero stati contaminate da bombe ed esplosioni magiche. Aveva cominciato a lavorarci praticamente da quand'era arrivato nella Terra dei Rifts, una volta che i suoi studi tecnomagici avevano raggiunto un livello decente.

Lui e il resto del team di sviluppo aveva preso alcune zolle di terreno contaminato, e avevano trovato un buon margine di successo sulle tossine normali, ma le radiazioni magiche dannose erano ancora un problema. E considerando che le Ley Lines erano presenti praticamente ovunque, avrebbero dovuto lavorarci ancora molto.


 

A grandi linee soddisfatto del risultato raggiunto in quei primi mesi di lavoro, accese un registratore per fornire i suoi pensieri e poi uscì dalla stanza, sostituendo la tuta col suo solito cappotto da pilota.


 

Fece per aprire la porta per uscire e tornare a casa, quando fermò la mano e si guardò attorno.


 

“ Non sei il primo mandato a uccidermi, e non sarai l'ultimo.”, disse il rosso tirando la sua elettrobacchetta fuori dalla tasca e sparando un fulmine che si scontrò a mezz'aria con un raggio di pura oscurità.


 

Ad averlo lanciato era una figura nera, con una maschera simile a uno strano cinghiale che ne copriva il volto e un'armatura color notte a difenderlo, con diverse armi attaccate alla cintura. Il modo in cui si muoveva era inquietante e indicava un grande addestramento nell'arte di uccidere.


 

Arthur aveva incontrato in un'altra occasione dei guerrieri come quello, si trattava di un Sunaji, un membro di una potente setta di assassini al servizio degli attuali padroni di Atlantide.


 

“ Un Sunaji. Che ci fai qui? Gli Splugorth hanno forse preso interesse nel distruggere Camelot?”, domandò il Tecnomago prima di avvolgersi con una piccola barriera dorata e unire alla Tecnobacchetta anche la spada sega che aveva preso anni prima ai Gargoyle, potenziata per resistere a scontri con armi ben più potenti e uccidere anche demoni d'alto rango. L'assassino in tutta risposta evocò un pugnale nero avvolto da un'aura rossa.


 

Dopo un singolo momento di reciproca analisi, i due combattenti incrociarono le loro armi in una tempesta di scintille, attaccandosi più volte e muovendosi nel poco spazio che era loro concesso, il che giocava a favore dell'intruso.


 

Un tentacolo nero naque dall'ombra di Arthur per farlo scivolare. Il Tecnomago si ritrovò a terra senza neanche accorgerne e mandò al massimo la rotazione della sua arma per parare l'affondo del suo avversario, che avvolse la mano con una potente energia oscura con chiari intenti.


 

“ Oh, non ci provare.”, affermò il Capo ingegnere, prendendo rapidissimo la sua tecnobacchetta e colpendo l'assassino con una lunga serie di scariche elettriche che permisero ad Arthur di fargli lo sgambetto e rialzarsi per rovesciare la situazione.


 

Però il suo avversario era già sparito, riapparendo su una colonna dal quale cominciò a sparare altri raggi di pura tenebra, che impattarono sulla barriera d'energia che proteggeva il corpo di Arthur.


 

Il Tecnomago avrebbe volentieri usato uno dei suoi incantesimi per uccidere rapidamente il Sunaji, ma avrebbe rischiato di mettere a rischio il lavoro dell'intero ministero. Rinchiuse quindi l'avversario in una stretta telecinetica attirandolo a sé, solo però per trovarsi intrappolato in una cupola di tenebra.


 

Arthur venne atterrato a terra, con una mano sul collo a precedere una lama ed era certo che la sua ora sarebbe finalmente giunta se un laser non avesse bucato le tenebre assieme alla testa del suo avversario. Il ministro vide il corpo del Sunaji cadergli addosso e lo scostò via per poi ricevere la mano di Ross come aiuto per rialzarsi.


 

“ Sei ferito?”, domandò la Pistolera psionica col suo dispositivo audio.


 

“ Solo nell'orgoglio. Tu?”, chiese di rimando Arthur, notando qualche ammaccatura nell'armatura Mega-danno della compagna.


 

“ C'era un altro Sunaji che ha tentato di prendermi di prendermi di sorpresa. Sottolineo provato, anche se si è fatto esplodere per non rivelare niente. Vediamo se questo è ancora integro.”, disse Ross alzando l'elmo della sua ultima vittima... per non rivelare niente. L'intera armatura era totalmente vuota a parte dei rimasugli di polvere. Evidentemente il suo proprietario doveva aver usato qualche impianto o incantesimo per distruggere il suo corpo in caso di morte.


 

Arthur ringhiò seccato. Era ansioso di scoprire finalmente qualcosa su quegli assassini spietati, per insignificante che fosse l'informazione.


“ Dobbiamo avvertire lady Ginevra e i cavalieri. Ma intanto grazie, ti devo un favore.”, disse a Ross, che alzò un braccio come a dire ' di nulla'.


 

“ Il teatro delle nostre avventure può cambiare, ma non il nostro legame.”, ridacchiò a sua volta la donna cactus prima di aiutare Arthur a rialzarsi. Andarono dunque a prendere i filmati delle telecamere, unica prova dello scontro appena avvenuto.


 


 

Sapevano che quello sarebbe stato solo il primo di molti eventi inquietanti.


 

*****

Harry guardò la larga finestra dell'ufficio in rovina di Lucius Malfoy, occhi torvi a osservare la cupa brughiera inglese. L'ultimo membro della famiglia Potter era stato forgiato duramente dalla guerra in Inghilterra, uscendone con alcune cicatrici ben più vistose di quella che ricevette a un anno di vita da Voldemort.

 

Sull'indice destro teneva l'anello preso al suddetto mago. Analizzandolo, grazie anche all'aiuto di Hermione, aveva scoperto che canalizzandovi dentro la propria forza magica era capace di usare diversi incantesimi necromantici e nonostante il suo disgusto per quella branca occulta vi aveva ricorso più volte, scatenando la furia dei morti contro i nemici di Camelot.

 

E siccome la loro crisi era finita, prima che partisse la campagna di liberazione del continente, Harry aveva domandato al re di poter tornare nel suo mondo d'origine per trovare l'ultimo Horcrux per distruggerlo.

 

Assieme a Ginny, Neville, Luna, Dobby e Sir Silvermane, aveva raggiunto l'altra versione dell'Inghilterra mediante un Rift creato dalla professoressa McGranitt. Non era stato un viaggio facile, le brughiere dell'isola erano piene di nuove creature Mega- Danno e maghi tutt'altro che altruisti che sperava di prendere le loro attrezzature.

 

Finalmente però erano arrivati a Diagon Alley, uno degli ultimi sprazzi di civiltà di quel pianeta devastato. Guidati da Rufus Scrimgeour, gli incantatori avevano fatto del loro meglio per sopravvivere assieme alle sparute creature loro alleate, ma erano stati felicissimi di rivedere Harry Potter tra loro e soprattutto di sapere che i loro cari spariti nel Cataclisima erano riusciti a cavarsela nonostante le varie perdite.

 

In cambio di quel piccolo raggio di speranza e della promessa di mandare qualche Tecnomago per insegnar loro come creare armi e armature Mega- Danno, Scrimegour li aveva indirizzati a Villa Malfoy, dove il gruppo aveva messo tutto sottosopra nella speranza di trovare il misterioso diario affidato a Lucius nei ricordi che Snape aveva lasciato loro.

 

Ma dopo un'intero pomeriggio di ricerca la cosa più interessante che avevano trovato erano alcuni quadri e dei passaggi che dovevano però essere stati trovati da altri avventurieri.

 

" Harry- lo chiamò la voce di Neville all'auricolare- abbiamo cercato dappertutto. Il libro che Voldemort affidò ai Malfoy non è da nessuna parte.”.

 

Harry sospirò. Non avrebbe dovuto ignorare la sensazione che l'anello gli aveva dato quando erano entrati sulla totale mancanza del loro obbiettivo, ma doveva comunque vederlo coi loro occhi.

 

“ Allora può solo significare che qualcuno è arrivato prima di noi, siccome dubito Lucius l'avrebbe portato con sé nel caso venisse scoperto. Qualcuno che sapeva cosa cercare. Riunitevi nell'atrio.”.

 

Meno di un minuto dopo Harry stava confrontando la sua squadra, con occhi delusi come i suoi.

 

“ Intendi seguire chi ha preso il diario, Harry?”, domandò Ginny, ma il Mago da battaglia scosse la testa.

 

“ No, potrebbe essere già lontanissimo e rischieremo di perdere tempo inutilmente. E se fosse troppo forte, non ho intenzione di rischiare le vostre vite. Andremo a discutere con Scrimgeour, col permesso di sir Silvermane, dell'arrivo dei nostri scienziati, e poi torneremo a casa.”.

 

“ Mi sembra un buon piano - concordò il Wolfen, girando uno dei suoi occhi sintetici sul volto del mago- e non abbatterti così, figliolo, tu e i tuoi compagni vi siete comportati in maniera egregia nelle ultime settimane. Il fatto che la comunità di Diagon Alley sia stata tanto felice di vederti ne è la prova.”.

 

“ Grazie, sir. Devo ammettere che in effetti è stato bello vederli tanto felici dopo ciò che hanno passato- commentò il giovane incantatore- spero che il nostro aiuto possa dare loro un po' di respiro. Ma intanto, torniamo a casa, amici miei.”, concluse aprendo la porta con una spinta cinetica.

 

I sei avventurieri dunque imbracciarono le armi e si inoltrarono ancora una volta nelle brughiere inglesi, preoccupati riguardo chi e per quale motivo avesse preso il diario, ma pronti a fronteggiarlo quando sarebbe arrivato il momento.

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Sterminatori: Abili cacciatori di mostri e demoni del nord Europa, ligi a un loro codice d'onore e dotati di modeste abilità magiche.

Guerrieri psionici( come Ar'tuu): Similmente ai Cyber Cavalieri sono combattenti dotati di varie abilità psioniche, ma più estese rispetto ai loro lontani cugini.

Sunaji: Una setta di assassini apparentemente al servizio degli Splugorth e animati da un profondo odio per gli originali Atlantidei. I loro membri si dividono tra psionici, uomini tatuati e utilizzatori della magia dell'oscurità.

Cernun: Rettili cornuti dotati di abilità simili a quelli dei Mistici( quindi sia psionici che incanatori), oltre della capacità di comandare una razza deforme di giganti. Erano nemici di Camelot finchè la  guerra con Gargoyle, demoni e dyval non li ha costretti a un trattato di pace per resistere agli invasori.

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Salve a tutti, sono lieto di poter dire d'essere tornato con questa saga prima di quanto mi aspettassi. Mi sono molto divertito a scrivere la prima storia e ringrazio chiunque l'abbia recensito, spero che questo sequel vi appassioni ancora di più siccome risponderà a molte delle domande lasciate in sospeso, tentando anche di dare una direzione generale alla trama di Rifts( si spera in meglio). Fatemi sapere cosa ne pensate e cosa vorreste vedere( i triangoli amorosi sono fuori discussione ovviamente), ogni critica è ben accetta.

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