Di brace e di vento

di GladiaDelmarre
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Cammino lento sui carboni ardenti,

Sul sentiero che tu hai tracciato, incurante, 

Benedetto dal tuo passaggio e dalla tua purezza.

Basterebbe solo riposare un attimo. Uscire dal tracciato, rinfrescarmi in una polla, poggiare i miei piedi martoriati sull’erba fresca. 

Eppure non posso, per timore che il sentiero sparisca.

Se fosse questa l’unica possibilità che ho?

Se una volta persa di vista la strada anche solo per una frazione di tempo, questa svanisse?

 

Non sei sempre a vista. A volte ti seguo, da lontano.

A volte è solo il tuo odore. 

Altre ancora non è nulla, solo un barlume di brace sotto la cenere.

Mi riposo un poco in quei momenti. Rari attimi di quiete, in cui quasi non sento più calore. 

O forse è soltanto l’abitudine al dolore che lo rende più sopportabile.

 

Quando mi avvicino mi bruci dentro. 

Quando sono così vicino da poterti toccare

È come andare a fuoco. 

Ed io ostinato, un passo dopo l’altro, caparbiamente brucio.

 

I demoni conoscono il fuoco dell’inferno.

Rosso cupo, violaceo.

Nulla vale contro il calore bianco e dorato che emani.

Tu, fatto di miele e spezie pregiate, splendido e crudele, ignaro del tuo potere.

 

Così continuo, inghiottendo parole di dolore e di accusa

Perchè mi fai questo

Perchè mi lasci ad ardere a fuoco lento

Perchè non mi tieni tra le braccia.

 

Gli umani hanno scelta.

Il libero arbitrio, il dono dato dall’aver scelto la mela che gli offrii.

Ironico che io senta di non averne. 

Mi hai legato

Corde di capelli intrecciati, che rifulgono come i tuoi capelli

tagliano la carne a fondo, lasciando segni indelebili ai miei occhi

Forse

Invisibili ai tuoi.





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