Una scommessa d'odio

di LadyPalma
(/viewuser.php?uid=50748)

Disclaimer: questo testo è proprietà del suo autore e degli aventi diritto. La stampa o il salvataggio del testo dà diritto ad un usufrutto personale a scopo di lettura ed esclude ogni forma di sfruttamento commerciale o altri usi improri.


#Febbre

 

 

"Emmeline, sei in anticipo per l'incontro con Remus, lui non è ancora tornato". Non appena le parole uscirono dalle labbra di Sirius, un'idea gli balenò nella testa e la sua espressione apatica (e anche un po' assonnata, visto che si era appena svegliato) si tramutò in una maliziosa. "Ma ne sono lieto, naturalmente, è sempre un piacere vederti e trascorrere del tempo con una donna meravigliosa come te".

"S-sì" balbettò la donna, chiaramente confusa. "Posso entrare, quindi?"

Il mago si accorse solo in quel momento di essere rimasto fermo davanti alla porta, impedendole di fatto il passaggio, per cui si scostò di scatto. "Ma certo, entra pure e fai davvero come fossi a casa tua, posso offrirti un calice di vino, intanto? Puoi dare pure a me il tuo scialle, per stare più comoda…"

Per tutta risposta Emmeline si strinse lo scialle ancora di più a sé. "Ho smesso di bere alcolici ormai da anni".

"Ah sì, è vero, ora sei astemia, una saggia decisione tra l'altro" disse lui, annuendo vigorosamente, sebbene si fosse tracannato due shots di Whisky Incendiario proprio qualche ora prima per conciliarsi il sonnellino pomeridiano. "E lo scialle? Lo tieni tu… va bene. Del resto, è un indumento che trovo perfetto addosso a te, non so se ho avuto modo di dirtelo mai. Tanto per cominciare si intona con i tuoi brillanti occhi verdi".

"Sirius, i miei occhi sono marroni" lo interruppe lei senza mezzi termini. E a quel punto la sua diffidenza, che ben si accordava al suo naturale carattere riservato, aveva ceduto il posto alla preoccupazione. Non la stupiva tanto il fare galante di Sirius Black – era stato un ragazzo che faceva girare la testa a tutte, ai tempi – quanto più che altro che quei tempi fossero ormai passati e quel tentativo di corteggiamento era davvero imbarazzante e goffo. "Ma sei sicuro di stare bene? Hai la febbre?"

L'uomo sgranò gli occhi sorpreso, e forse anche un po' offeso, per poi sforzarsi di tirare fuori una specie di risata. "Mai stato meglio, Emmeline cara, mai stato meglio". Anche se, per tutta la serata, non si arrischiò più ad aprire bocca, e addirittura la salutò quasi a mezza bocca al momento del congedo.

Aveva la febbre, forse, sì, una strana febbre che si manifestava con brividi di eccitazione e un unico pensiero nella testa: vincere quella scommessa. Pazienza se il primo tentativo era stato deludente – non si era preparato in anticipo, era trascorso del tempo dall'ultimo approccio, e comunque Emmeline Vance non era stata mai una donna collaborativa in fatto di tecniche di abbordaggio –, la prossima volta sarebbe andata meglio. Del resto, aveva tutto il tempo del mondo, era impossibile che il suo rivale stesse ottenendo più successo di lui... o perlomeno questa era la convinzione di Sirius.

 




Questa storia è archiviata su: EFP

/viewstory.php?sid=4034864