Doco

di Shojoranko
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Lista capitoli:
Capitolo 1: *** La domenica delle scarpe rosse ***
Capitolo 2: *** D'ora in avanti ***



Capitolo 1
*** La domenica delle scarpe rosse ***


Tutti i personaggi appartengono a Rumiko Takahashi e Pony Canyon.-
Scrittura senza scopo di lucro.


Doco


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DOCO FIRST

“ La domenica delle scarpe rosse”

-DoCo? - chiese Ranma alzando un sopracciglio, mentre si stirava per prendere dalle mani di uno
dei suoi più vecchi amici un disco musicale.
Ryoga roteò gli occhi.
-Oh Dio, tu vivi davvero sotto una roccia.
Ranma ringhiò, mentre buttava uno sguardo superficiale alla copertina dell'album, subito dopo averlo lasciato
sulla scrivania con la massima indifferenza.
Ryoga inarcò le sopracciglia.
- Non hai intenzione di dargli un'occhiata?
- Per cosa? Sono tutte uguali, tutte quelle ragazze sembrano dei cloni.
Ryoga rise piano.
-Beh, scusami, ma questo è il mio lavoro.
Ranma digrignò i denti. Sapeva perfettamente di cosa si occupava Ryoga.
Non c’era da stupirsi che fossero stati amici per così tanti anni, da quando entrambi avevano
quattordici anni, anche se per una ridicola rissa per alcune pagnotte all'ora di pranzo, erano stati in
disaccordo per qualche tempo. La verità è che ora nessuno dei due ricordava bene che cosa
riguardasse la famosa rissa dei panini. Ma il loro gusto per le arti marziali li aveva uniti e la
loro natura competitiva, che li faceva desiderare di superare l'altro in ogni momento, creava
una curiosa chimica in entrambi i ragazzi e alla fine erano diventati inseparabili.
C’erano stati dei momenti in cui la loro stessa competitività li aveva separati, perché Ranma era
sempre stato migliore di Ryoga nelle arti marziali e lui non avrebbe mai potuto batterlo in
battaglia. Ryoga si risentiva spesso del fatto che per il suo migliore amico fosse più facile batterlo, a
differenza sua. Ranma era sempre stato molto più bravo di lui nell'arte del combattimento e le
ragazze sembravano cadere ai suoi piedi. Viveva sempre nella sua ombra, ma Ranma era
anche onesto, leale, un po' beffardo, litigioso e arrogante, sì, ma comunque, la persona
migliore che Ryoga avesse mai incontrato. Ecco perché erano sempre insieme sia nei tempi belli
che in quelli cattivi.
Solo negli ultimi anni si erano persi di vista a causa delle loro differenti carriere professionali.
Ranma non aveva mai lasciato le arti marziali ed era un campione consacrato, totalmente imbattuto.
Ryoga aveva partecipato a tornei nei primi anni insieme a Ranma, ottenendo sempre il secondo posto.
Ma all’età di diciannove anni, per casualità del destino, a Ryoga era stata offerta una posizione come guardia
del corpo di un cantante in un'importantissima casa discografica del paese. Da quel momento in poi aveva smesso di partecipare gradualmente e l’aveva fatto solo nelle competizioni più importanti.
Ranma invece aveva iniziato a partecipare a tornei internazionali, poiché non c'era combattente nel suo paese paragonabile a lui.
E così, una cosa aveva portato all'altra e astutamente Ryoga aveva scalato la gerarchia aziendale
fino a diventare, a soli ventiquattro anni, un importante produttore esecutivo.
Da parte sua, Ranma era ancora immerso nel mondo delle arti marziali. Ora aveva una catena di
Dojo emergenti, che nel mondo specializzato sarebbero diventati i più importanti del paese entro alcuni anni.
Tuttavia, adesso stava attraversando una brutta situazione economica che aveva momentaneamente fermato i suoi piani.
Sua madre era molto malata e le spese mediche lo stavano lasciando sul lastrico. Suo padre era una
nullità e non poteva contare sul suo aiuto. Ecco perché in quel momento si trovava con Ryoga.
Lui gli aveva proposto un lavoro con un lauto compenso, molto alto, ma non aveva fornito
dettagli su cosa riguardasse. Se conosceva bene Ryoga e così era, il lavoro era legato al fatto di
essere guardie del corpo di qualcuno nel settore. Non bisognava essere un genio per arrivarci.
Sospirò e decise di abboccare all'amo che Ryoga gli aveva lanciato, il suo amico lo guardò con
quegli occhi attenti e maliziosi che conosceva bene.
- D'accordo Ryoga, dimmi una dannata volta che hai tra le mani.
Ryoga non rispose immediatamente. Raramente aveva avuto l'opportunità di avere il grande Ranma
Saotome in quella posizione e lo voleva tenere cosi il più a lungo possibile. Pensò, divertito.
Si concesse il lusso di alzarsi molto lentamente, troppo lentamente secondo Ranma e si sedette con
leggerezza, nella parte anteriore della sua scrivania, con la vista mozzafiato di Tokyo alle sue spalle.
Ranma cominciò a tamburellare con le dita sulla sua sedia.
- Allora? - Lo esortò stringendo i denti.
- Non farti divorare dall'ansia, Ranma! - disse con il più grande sorriso che potesse sfoggiare.
- Ho bisogno che tu veda questo - aggiunse prendendo un telecomando e puntandolo verso un
enorme schermo televisivo. Una melodia orecchiabile, senza dubbio destinata agli adolescenti,
cominciò ad uscire dagli altoparlanti. Ranma lanciò un'occhiataccia al suo amico, ma questo semplicemente
indicando lo schermo, lo esortò a vedere quel video. Ranma si accigliò e si
rannicchiò sulla sedia sentendosi molto sciocco a guardare un video per ragazze.
In esso c'erano alcune ragazze tra i 20 e 23 anni al massimo, in un paesaggio marino. C'era una
barca, il mare, un cerca-persone ed un ragazzo con un abito scuro e occhiali che guardava una
delle ragazze. La canzone parlava di un appuntamento che era quasi andato storto.
Dopo un minuto tornò a guardare Ryoga che fissava la televisione con un sorriso sciocco sul viso.
Ora era il turno di Ranma di alzare gli occhi al cielo e non aveva altra scelta che continuare a
guardare lo schermo.
C'erano quattro ragazze, ovviamente tutte bellissime, una ragazza con lunghi capelli castani e una
voce dolce che indossava un vestito viola. Un'altra con i capelli corti con una voce energica ed
efficace. Un'altra ragazza troppo esuberante, capelli viola esotici e vestiti cinesi e l'ultima,
quella che attirò maggiormente la sua attenzione, era una bella ragazza con i capelli corti che
mostravano riflessi blu al sole. Aveva occhi marroni enormi, eccessivamente espressivi, un
naso appuntito e una bocca graziosa a forma di cuore. Il suo viso era rotondo ma con zigomi
alti e la sua pelle era bianca e sembrava morbida e setosa.
Il suo corpo non era così esuberante come quello della ragazza dai capelli viola, ma proprio per
questo era più armonioso. Indossava un vestito bianco elegante e fresco che svolazzava nella
brezza, mostrando solo un po' di belle gambe tornite e lavorate. Questo lo sorprese. Di solito
quel tipo di ragazze erano solo magre, alcune anche estremamente esili quasi al limite della
malattia. Invece, lei aveva un fisico sportivo, snello, tornito, duro, dannatamente sexy e
femminile. Un nastro dello stesso colore del vestito si restringeva in una piccola vita. Il vestito che
si stava attaccando come una seconda pelle in alcune parti grazie alla brezza marina, era in
realtà una blusa a balze anche un po’ fanciullesca. Ne dedusse che era la cantante principale
del gruppo o almeno la più popolare, era stata quella apparsa maggiormente sullo schermo
anche se nella canzone avevano tutti parti uguali. Tutto era perfettamente progettato per far si che il
pubblico maschile volesse saperne di più su di lei e che nel pubblico femminile si risvegliasse
una sensazione di invidia che facesse desiderare di assomigliare a lei.
E infatti, per un momento, Ranma volle saperne di più su di lei, ma allo stesso tempo ebbe una
sensazione di rifiuto istantaneo. Sapeva esattamente come erano le ragazze: vanitose, egoiste,
solo preoccupate per se stesse.
Il video finì, Ranma sospirò di noia.
- Allora? - chiese Ryoga in attesa.
- Allora, cosa? - fece il finto tonto. Non voleva dare soddisfazione al suo amico.
- Ranma, sei morto dentro? Sei gay e non mi hai detto niente?
- Che diavolo stai dicendo!
- Quelle ragazze sono le più belle che puoi trovare in questo momento nel settore! - urlò Ryoga
cominciando a perdere la pazienza.
- Bah, ho incontrato di meglio. - Ranma girò la testa sprezzante. Ma le gambe della ragazza in abito
bianco si rifiutarono di lasciare la sua mente.
- Sei sempre il solito.
Ryoga tornò al suo lato della scrivania, aprì un cassetto e vi rovistò dentro finché non estrasse una
grossa cartella e se la gettò in grembo.
Ranma fu sorpreso di vedere la stessa ragazza con il vestito bianco sulla copertina, la fotografia era
fissata con una clip. Era una foto professionale in bianco e nero, solo la sua faccia e parte delle
sue spalle erano visibili; indossava quella che sembrava una semplice camicia nera a collo
alto. Anche in questo tipo di foto era spettacolare, il fotografo aveva catturato il sorriso della
ragazza, tutto sembrava tenero, docile, quel sorriso sembrava dire che avrebbe esaudito i tuoi
desideri più intimi. Per un momento Ranma rimase interdetto da quel sorriso. Fu solo una
frazione di secondo e si ricompose, lo sguardo penetrante di Ryoga non perdette i dettagli.
- Cosa?
- Lei è Akane Tendo.
Akane, pensò Ranma, guardando di nuovo la foto. Lo colpiva il nome.
- E allora?
- Lei, in questo momento, è la cantante più popolare del Giappone.
- Beh, non l'ho mai vista. - disse Ranma sincero e un po’ 'sorpreso.
Era sicuro che l'avrebbe ricordata.
- Si, beh, non mi sorprende. Vivi in montagna allenandoti.
- Lo dici come se fosse qualcosa di brutto.
- A volte può essere qualcosa di brutto. - Ryoga scrollò le spalle. - Comunque, non importa. È la
cantante protagonista del gruppo DoCo, infatti è la più recente e la più giovane, ha 20 anni.
Ed è stata la scoperta più importante della mia carriera.
- L'hai scoperta tu? - Ranma mostrò interesse per la conversazione per la prima volta.
- Sì. - dichiarò Ryoga, con orgoglio. - Ascolta questo, lo amerai. - disse seduto sulla sedia con un
enorme sorriso sul viso. - C'è uno stagista che era l'assistente del mio assistente, di nome
Hikaru Gosunkugi, un ragazzo
magro, quasi cadaverico e che sembrava non aver dormito per più di tre ore al giorno.
La verità è che non so come facesse a reggersi in piedi. Il mio assistente ha detto che questo ragazzo non era
popolare qui, hanno detto che aveva gusti e manie strane, ma non è qualcosa che mi interessa
molto, perché finché fa bene il suo lavoro, non mi importa di quello che fa nel suo tempo
libero. Capito? Sono un capo davvero comprensibile.
Ryoga iniziò a divagare, era qualcosa di molto normale in lui quando cominciava a raccontare
qualcosa che lo interessava, come se avesse un brutto senso dell'orientamento per recuperare il
filo originale della storia. Ranma sapeva che doveva fermarlo, altrimenti potevano stare lì
tutto il giorno e Ryoga si sarebbe perso nel suo stesso discorso.
Così fece quello che sapeva fare meglio: prendere in giro il suo amico.
- Ti piace quel ragazzo? Dai, come hai potuto tenermelo nascosto.?
- Cosa?
Ranma si sistemò sulla sedia incrociando le gambe e sfoggiò il suo miglior sorriso beffardo.
- Hai parlato per cinque minuti e solo di quello strano ragazzo. Quando è il matrimonio? Attendo il
mio invito, lo sai.
- Vuoi aspettare? È importante per la storia. - Ryoga fece uno sforzo per non arrossire.
- Se lo dici tu, sai che non dovresti avere segreti con me, approvo la tua scelta, vedi che è un
ragazzo molto particolare. Proprio come te. Sarete una bella coppia.
- Questo ragazzo, un giorno era circondato da almeno dieci dipendenti dell'azienda. - Ryoga
continuò senza prestare attenzione alla sua ultima frecciatina. Ranma dovette coprirsi
la bocca per non ridere, la faccia di Ryoga che cercava di mantenere l'immagine di direttore rispettato era
tutta una poesia. - E tu ti sei ingelosito?
- VUOI SMETTERLA DI INTERROMPERMI, CAZZO!
Ryoga si era alzato dalla sedia, arrotolando il braccio destro del vestito costoso.
- Calmati, Ryoga, calmati. - disse l'artista marziale, alzando le mani in segno di pace, ma senza
smettere di sorridere neanche per un momento.
- Volevo solo contribuire al discorso, ma non ti interromperò più. Puoi continuare. -
Ryoga si prese il suo tempo per sistemare i documenti che erano volati durante il suo sfogo.
Ranma continuava a fare enormi sforzi per non ridere.
- Questo ragazzo aveva delle foto di Akane sulla sua scrivania e tutti volevano sapere chi lei fosse. -
disse Ryoga rapidamente.
- Quando vidi il trambusto, mi avvicinai, disposto a richiamare la loro attenzione, ma in quel
momento inquadrai una bella fotografia di Akane, lei era in una calzamaglia rosa e stava
facendo un esercizio di ginnastica. A quel tempo aveva circa diciotto anni e stava per lasciare
la scuola superiore. Corsi da tutti quelli intorno a me e portai all'ufficio Gosunkugi.
Prima che tu dica qualcosa, volevo solo sapere chi fosse quella ragazza.
Ranma si limitò a fare un gesto affermativo e lo incitò a continuare.
- Si scoprì che Akane e Gosunkugi erano compagni di classe. Lui mi disse che Akane era una specie
di celebrità nella sua scuola. Tutti volevano uscire con lei. Ma a quanto pare non aveva
intenzione di uscire con nessuno. E tra i ragazzi di quella scuola c’era una sorta di
competizione. Ogni mattina combattevano contro Akane, chiunque la battesse in
combattimento avrebbe potuto uscire con lei.
- Cosa?
- È così, hanno combattuto con lei.
- Stai scherzando. Che tipo di scuola permette questo?
- Beh, a quanto pare la Scuola Furinkan è una normale scuola superiore a Nerima. Anche se, inoltre,
ho imparato che il preside è una persona piuttosto particolare e...
In quel momento suonò l'interfono di Ryoga.
- Signor Hibiki, le ricordo che il suo prossimo incontro è tra dieci minuti.
- Grazie Mio, sarò lì fra poco.
Ryoga sospirò.
- Bene Ranma, come puoi vedere sono un uomo estremamente impegnato. Quindi, se sei interessato
al lavoro, devi metterti al passo. - Indicò la cartella che Ranma aveva rimesso sulla scrivania.
Si alzò dalla sedia e cominciò a prendere alcuni fogli dal tavolo.
- Aspetta, aspetta, non mi hai ancora detto esattamente quale sia questo fortunato lavoro.
- Beh, cos'altro può essere. Vogliamo che ti prendi cura di Akane Tendo.
- Non sto scherzando. - Rispose velocemente il ragazzo.
- Bene, bene, fatti un favore e leggi l'intero foglio e pensaci durante il fine settimana. Se lunedì
ancora non vuoi sapere nulla del lavoro, capirò. Anche se puoi immaginare che ad una ragazza,
nostra risorsa più importante al momento e ricercata per tutto il paese, vogliamo e dobbiamo
fornire la migliore protezione che possiamo offrire.
- Posso facilmente darti un paio di nomi che sono molto meglio di me in protezione. - Disse Ranma
aggrottando le sopracciglia.
- Da quando sei diventato così umile? Non ti riconosco. No. Sai che sei il migliore, Ranma e
vogliamo il meglio per Akane. Il denaro non è un problema, se ciò che ti abbiamo offerto non è
abbastanza, dammi delle cifre e vedremo cosa possiamo fare. Quindi pensaci, ok?
Detto questo, Ryoga salutò il suo amico e andò all'incontro.
Ranma rimase nell'ufficio di Ryoga qualche minuto in più immerso nei suoi pensieri.
- Akane Tendo. - disse a voce alta. Prese la foto e la ragazza gli restituì lo sguardo sognante.
Ranma si accigliò e ringhiò piano. Mise il foglio sotto il braccio e lasciò l'ufficio.

- Non ti aspettavo prima di domani, figliolo.
- Ciao mamma. - Ranma salutò, Nodoka Saotome, dandole un bacio sulla fronte.
La donna giaceva nel suo letto d'ospedale.
Il ragazzo si sedette sulla sedia posta al fianco della branda. Suo padre, sdraiato in qualche modo sul
piccolo divano vicino alla finestrella, russava rumorosamente. Ranma, a vederlo, attorcigliò il viso.
- Devi svegliarlo. Il suo russare si sente due piani più sotto.
- Lascia perdere - disse senza dargli molta importanza.
- Cosa ti porta qui? Pensavo che a quest'ora avessi una lezione.
- Ho spostato i miei corsi dalla mattina al pomeriggio. Ryoga voleva parlarmi di un lavoro.
- Oh, Ryoga! Come sta quel ragazzo? La scorsa settimana mi ha mandato dei bellissimi fiori.
- Davvero? Non lo sapevo, lo avrei ringraziato.
- Te lo avevo detto, ma ultimamente sei sempre con la testa fra le nuvole, suppongo che tu l'abbia dimenticato.
- Scusa mamma. - Il ragazzo le prende la mano in modo diretto e preciso.
- Non preoccuparti Ranma, so bene perché sei così tutto il tempo. Mi sento male per essere la causa dei tuoi problemi. - disse la donna abbassando gli occhi, imbarazzata.
Ranma sobbalzò dalla sedia e prese gentilmente la madre per le spalle.
- Non dirlo mai più mamma, per favore. Faccio tutto questo per te, perché posso e voglio farlo. Da
quando ci siamo incontrati di nuovo, non c'è nulla che non farei per te. Non temere.-
Gli occhi di Nodoka si riempirono di lacrime, prese una delle mani di Ranma e la posò sulla sua
guancia, chiuse gli occhi e si godette il suo tocco.
- Grazie tante, figlio. Ti amo.
- Anch'io mamma.
La storia della famiglia Saotome era tutt'altro che comune. A causa del rigoroso addestramento che
Genma aveva impartito a Ranma, lo aveva allontanato da sua madre da quando aveva
praticamente imparato a camminare e comunicare correttamente. Erano stati lontani più di
dieci anni e solo al suo diciassettesimo anno aveva finalmente potuto incontrare sua madre.
Stavano parlando di altre cose senza importanza. A un certo punto, Genma si svegliò e annunciò
che aveva fame e uscì per mangiare qualcosa. Madre e figlio lo guardarono male, ma a lui
sembrava non importare. - È uno sfacciato, mi dispiace dire che sono suo figlio! - disse Ranma
molto accigliato.
Nodoka sorrise e in quel momento notò una foto che era sfuggita dalla giacca di Ranma quando si
alzò per chiudere la porta dietro a suo padre. La prese e si portò una mano sulla guancia
quando vide quella bella ragazza.
- Ranma, non mi hai detto che hai già una ragazza! È bella e molto femminile!
- Cosa?
- Che gioia finalmente potrò incontrare i miei nipoti!
Ranma si rese conto che sua madre teneva in mano l'immagine di Akane. Stupidamente si
vergognò. - No mamma. Lei non è la mia ragazza. - disse calmo. - È solo il lavoro che Ryoga vuole che accetti.
- Lavoro? - Nodoka si rabbuiò .
- Sì, lavoro. - Le Tolse la foto dalle mani e la conservò nella cartella.
- In che cosa consiste questo “lavoro”?
Ranma sospirò, non aveva intenzione di dire niente a sua madre della proposta di Ryoga, perché
l’avrebbe fatta sentire ancora più in colpa per la sua situazione finanziaria. Era riluttante, ma
sua madre poteva essere la persona più ostinata del mondo quando se lo proponeva; non
poteva più tacere e alla fine le raccontò tutto.
- E tu l'accetterai?
- No, certo che no.
- Mm-mm.
- Cosa?
- Beh, è una ragazza carina.
- Vuoi smetterla? Non starò mai più con una persona del genere e tu lo sai.
- Figlio, il fatto di Ukyo è successo quando avevi venti anni, eri giovane e influenzabile. Ora sei un
uomo tra gli uomini, mascolino e virile come chiunque altro e sono sicura che qualsiasi
ragazza sarebbe orgogliosa di stare al tuo fianco.
- Mamma, caricare il mio ego non cambierà le cose. - disse Ranma improvvisamente stanco,
crollando pesantemente sulla sedia accanto al letto. - Non sono più un adolescente.
- Beh, questa è la mia opinione. È un'opportunità che Ryoga ti sta dando gentilmente e sarebbe
scortese dire di no. Inoltre quella ragazza è molto bella, non sarebbe affatto una seccatura
prendersi cura di qualcuno così.
Ranma non rispose, si limitò a guardarla, rannicchiato sulla sedia. A volte sua madre poteva avere
una visione molto semplice della vita. Era sicuro che accettando la proposta di Ryoga, quella
ragazza non sarebbe stata facile da sopportare.
- Devo andare mamma. Devo preparare le lezioni pomeridiane e non ho ancora mangiato nulla.
Nodoka sembrava delusa e affondò visibilmente nel suo letto. Il cuore di Ranma si spezzò.
- Ho parlato con il dottore per un po' e lui dice che se continui così potrai tornare presto a casa. –
disse Ranma, mentendo, odiava farlo ma non poteva sopportare di vedere sua madre così.
- Potremmo assumere un'infermiera in modo che non ti manchi nulla e prima o poi sarai in grado di
essere dimessa per sempre. Andremo nella casa in montagna, così l'aria fresca ti farà bene.
Cosa ne pensi?
- Oh Ranma, sarebbe molto bello! Sono impaziente di uscire da questo dannato ospedale. Prometto
che farò tutto quanto in mio potere per recuperare molto presto, farò del mio meglio!
- Certo che sì. Me ne vado, domani verrò a trovarti dopo aver finito tutte le mie lezioni. Porterò
uno di quei film che ti piacciono tanto e forse riuscirò a contrabbandare un pane cotto al vapore.
Cosa ne pensi?
- Mi dai troppo. - disse Nodoka appoggiandosi all'ampio petto di suo figlio.
- Niente affatto. - Le baciò la fronte per l'ultima volta. - Presto entrambi lasceremo finalmente
questa camera mamma. Te lo prometto.
Nodoka lo congedò con il suo più grande sorriso.

Ranma si asciugò il sudore mentre congedava l'ultimo dei suoi studenti. Era esausto. Dopo aver
spostato i suoi corsi del mattino, aveva saturato il programma del pomeriggio e si era ritrovato
con quattro lezioni di fila. Inoltre doveva dare l'esempio di sensei e mostrare la massima forza
ed efficienza nello svolgimento degli esercizi. Quindi era letteralmente sull'orlo del collasso
. La palestra in cui Ranma insegnava due volte alla settimana era una delle più grandi del mondo.
Un franchising di successo, molto rinomato. Solo gli istruttori migliori e più qualificati erano stati
assunti per insegnare in quel luogo. Era un'enorme costruzione piena dei più moderni
dispositivi dedicati al mondo del fitness. Ma Ranma la rinnegava un po’ nonostante il prestigio
che procurava lavorare in un posto del genere. Per lui era un disonore come artista marziale,
ma doveva pagare le bollette. Inoltre, aveva il vantaggio di poter usare le apparecchiature e le
macchine dell'area dei pesi. Sebbene per lui non ci fosse allenamento migliore che in natura.
Nient’altro avrebbe potuto temprare lo spirito quanto una montagna ripida o un fiume
selvaggio.
Quando lasciò la palestra, trovò Yumiko, l'istruttrice di aerobica, e rimase attaccato al suo corpo.
Di tanto in tanto Yumiko era la sua partner sessuale. I due avevano un comune accordo sul sesso
senza compromessi, tuttavia la giornata tanto estenuante appena trascorsa aveva portato la sua
libido di ragazzo sano di ventiquattro anni, in fondo alle sue priorità immediate.
Con rammarico salutò il corpo scultoreo dell'istruttrice. La ragazza si dondolò sui fianchi per
fargli vedere cosa si era perso e Ranma sospirò per la millesima volta quel giorno. Quando arrivò a
casa sua, mangiò come quattro uomini e mentre divorava l'ultimo piatto di riso, il suo sguardo
era fisso sul foglio che Ryoga gli aveva dato con le informazioni di Akane Tendo.
Ancora masticando l'ultimo morso, prese la busta e la aprì sulla prima pagina.
Il sorriso di Akane lo accolse. Ranma deglutì a fatica.
Mise da parte la fotografia della ragazza e cominciò a leggere:
Tendo Akane è nata a Nerima, Tokyo, 20 anni fa. Figlia di Tendo Soun e Tendo Naoko (deceduta).
Figlia unica, era stata cresciuta da suo padre, quando sua madre morì molto giovane. Soun Tendo,
essendo un artista marziale, aveva educato sua figlia come combattente, con l'ambizione che un
giorno avrebbe preso il controllo del Dojo. Era fidanzata fin dalla tenera età con Shinnosuke
Furamoto, un altro artista marziale. Tuttavia, il fidanzamento si era rotto per ragioni
sconosciute quando aveva diciannove anni.
Ranma si voltò per vedere la fotografia di Akane, sorpreso che qualcuno avesse rotto il suo
fidanzamento con tanta bellezza. Ma poi ci pensò su, questo riaffermava solo la sua ipotesi che
la ragazza fosse un peso insopportabile. La rottura concise proprio quando Akane entrò nelle
DoCo. Era solo un'altra bambina viziata e frivola che pretendeva di avere uomini al suo
servizio.
Continuò a leggere ed a grandi linee conteneva il suo curriculum accademico, il suo strano
passaggio al liceo con tutti i ragazzi che volevano sconfiggerla per uscire con lei. Ciò spiegava
perché Ranma si era interessato immediatamente al suo corpo lavorato. Lo aveva sorpreso molto
che fosse un’artista marziale. Non se lo sarebbe mai immaginato. Cercò di fare mente
locale e ricordare il nome della Scuola di Tendo ma non ne aveva mai sentito parlare. Avrebbe
chiesto informazioni a suo padre più tardi. Il nome di Shinnosuke gli suonava vagamente
familiare, se era un artista marziale, la cosa più sicura è che l'avesse affrontato in un torneo a cui
aveva partecipato. In quel periodo aveva combattuto tanto e contro così tanti avverari che i nomi
erano confusi e anche alcuni di loro non se li ricordava più. Molto probabilmente l'ex fidanzato di quella ragazza
era una delle tante meteore la cui breve fama come artista marziale sarebbe svanita nel giro di un anno.
Finì di leggere la piccola biografia che forniva solo le date in cui lei era entrata nel gruppo
e in sostituzione di qualcuno: uno dei membri fondatori, Kodachi, che era chiamata la rosa nera, si era
dimessa dal gruppo per continuare come solista. Akane era entrata al suo posto. Lui, con la
sua inesistente conoscenza dei gruppi giovanili, IDOLS o cose del genere, non poteva
affrontare tutti i nomi trattati nel testo, quindi diede loro solo una rapida occhiata.
Il resto del voluminoso pacchetto erano le foto di Akane, da sola o con i suoi compagni di gruppo,
in tour, promozioni, conferenze stampa e fotografie in studio. Non poteva negare che la
ragazza fosse una gioia per gli occhi. Tuttavia, in tutte quelle fotografie qualcosa catturò la sua
attenzione, la giovane donna sembrava arrabbiata. Lui, come artista marziale, si vantava di poter
leggere molto bene le persone e i suoi avversari, secondo lui era uno dei segreti che lo
rendevano tanto bravo com’era. Era molto utile sapere quando un avversario si demoralizzava o, al
contrario, quando attaccava con furia, cosa che non era positiva o quando era troppo
arrogante, il che era molto peggio. Non poteva dire quante volte aveva vinto uno scontro solo per aver
letto la mente del suo avversario, indovinando il movimento o intuendo la finta che avrebbe
fatto. E ora con la ragazza Tendo questo era ovvio, per lui Akane era un libro aperto. I suoi occhi erano
troppo grandi e lasciavano trasmettere troppe emozioni. Era sicuro che la ragazza non fosse a
conoscenza di questo, perché spesso le persone non lo sono. Altrimenti, molto probabilmente,
si sarebbe controllata. Ma a poco a poco nelle fotografie passava quell'espressione feroce, che
balzava come un faro nella notte. Anche nelle foto in studio, dove posava suggestivamente in
bikini, mostrando quelle gambe da infarto e con un sorriso angelico sul viso. In fondo ai suoi
occhi c'era rabbia. Una grande rabbia.
Le fotografie erano organizzate cronologicamente, dalla più recente alla più vecchia. Si rese conto,
poco dopo averle iniziate a scorrere, che in ogni immagine che andava sfogliando l'indice di
rabbia in quegli occhi via via andava diminuendo. Finalmente arrivò a quelle che riconobbe
come le fotografie di cui Ryoga aveva parlato, quelle che erano finite nelle mani del ragazzo feticista.
Il cambiamento era stato travolgente, nelle foto recenti Akane era una visione per ogni uomo, tutta
sensualità e innocenza. Era la donna che ogni uomo voleva per se stesso ed il simbolo di ciò
che le donne volevano essere. Tuttavia, nelle foto più vecchie Akane era completamente
un’altra persona. Evidentemente erano state scattate da un occhio inesperto e prese palesemente
senza il consenso della protagonista, per gli angoli forzati della macchina da presa, i rami e le
foglie che si affacciavano o per il fatto che alcune si vedevano sfocate. L'attuale Akane, quella
che Ranma aveva visto nelle fotografie in studio e in quel video, era la donna più bella che
avesse mai visto, ma solo quello. Aveva riconosciuto la sua bellezza e nient'altro.
Mentre l’altra Akane, quella delle foto scattate da un disgustoso spione, la mostravano com'era.
Indubbiamente questa ragazza, con la sua selvaggia bellezza, era molto
più preziosa della sua attuale controparte.
Di molto.
Ora capiva l'ossessione che aveva visto negli occhi di Ryoga mentre parlava di lei quella mattina.
Arrivò a una serie di fotografie in cui Akane indossava una calzamaglia rosa, come se fosse
un'animazione, la mostravano eseguire una complicata piroetta sul cavallo da ginnastica. Ranma
ammirò la sua forza fisica. In una delle immagini, Akane, si era resa conto che la stavano
fotografando e poteva vedere quello sguardo di rabbia che c’era nelle sue vecchie fotografie.
L'immagine successiva la mostrava cadere, indubbiamente le avevano fatto perdere la
concentrazione. Quella fu l'ultima istantanea.
All'improvviso Ranma non si sentì meglio della spia che aveva scattato quelle istantanee, sentiva di mancarle di rispetto
guardandole senza il suo consenso. Si chiese cosa fosse successo dopo l'ultima foto.
La sua esperienza gli diceva che Akane aveva avuto un
grave incidente. Rifiutandosi di continuare a vedere quelle fotografie (poiché una parte di lui lo
desiderava) si costrinse a chiudere il foglio.
Si stirò e si rese conto che era l’una del mattino, era stato circa due ore immerso nella vita di Akane
Tendo quasi senza accorgersene. Si lavò i denti e con un sospiro di compiacimento andò a letto.
Sebbene avesse una lezione mattutina e doveva alzarsi alle sei, non era in grado di dormire.
Il suo cervello continuava a ricapitolare quello che era successo durante il giorno.
Sapeva che c'era qualcosa che Ryoga non gli aveva detto, si era comportato in modo più nervoso
del solito. Quella fretta e la disponibilità a pagargli qualunque somma lo facevano sospettare.
Gli davano una brutta sensazione. Ma d'altra parte la promessa che aveva fatto a sua madre
quel pomeriggio senza pensare, l'illusione e il sollievo che vedeva nei suoi occhi, lo stavano
distruggendo da quando aveva lasciato l'ospedale. Non poteva tirarsi indietro. Non voleva più
vederla in ospedale, non voleva che sua madre passasse altro tempo lì. Stava notando, ogni
volta, che era più magra e debole. Sapeva che doveva fare qualcosa velocemente prima che
fosse troppo tardi. Ma se avesse accettato il lavoro di Ryoga sapeva, molto in fondo, che non
sarebbe finita affatto bene per lui. C’era qualcosa in quella ragazza, anche se spiacevole, che
lo attraeva; se ne era accorto ma non era in grado di resistergli.
Due ore dopo, Ranma finalmente si addormentò con la decisione già presa.

NDA:
* Chiarimenti *
* Nel caso vi fosse ancora qualche dubbio, il video che guardano Ranma e Ryoga è quello che dà il
titolo al capitolo.
* Il nome della mamma di Akane l'ho preso dal nome che il fandom ha dato alla donna dimenticata.
* Il cognome di Shinnosuke l'ho preso dal Seiyu con lo stesso nome che dà voce a Pantimedia
Collant( Taro), ovviamente in giapponese. * Non so se c'è un'altra fic a tema simile, volevo fare un salto
nel web per cercarla ma poi ho
pensato che fosse meglio di no. La trama potrebbe essere la stessa, ma lo sviluppo è diverso.
Grazie e buon anno!
SR

NDT: Ciao a tutti è la prima volta che mi dedico alla traduzione di una storia, ma questa per il mio
modesto parere ne vale davvero la pena, perché è davvero bella, avvincente, appassionante e
anche una cosa nuova, un tema che non ho mai letto nel fandom di Ranma, quindi spero che
possa entusiasmare anche voi come ha fatto con me.
Se qualcuno vuole lasciare una recensione per l’autrice di questa bellissima storia, il cui nome è
Gabriela (alias Shojoranko), ne sarà sicuramente felice, dato che era entusiasta nel sapere che
la sua storia sarà conosciuta anche in Italia ed anche io così almeno posso sapere se anche a
voi piace.
Ringrazio il mio beta Claudio (alias Kuno) per il suo prezioso e fondamentale aiuto, ringrazio anche
la mie care amiche Tonia e Cinzia, il vostro aiuto è stato anche utile ed importante.
Ringrazio infinitamente la carissima Tiger Eyes che ha corretto i refusi,
il tuo aiuto è preziosissimo per me, ti stimo molto come scrittrice e per questo la tua
è come una mano divina, sei straordinaria.
Chiedo venia per eventuali errori o sviste , nonostante sia betata, quindi nel caso ditemi pure che li correggerò.
A presto.
LadyChiara93

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Capitolo 2
*** D'ora in avanti ***


-Tutti i personaggi e le canzoni appartengono a Rumiko Takahashi e Pony Canyon-
- Scrittura senza scopo di lucro-


Doco Second
D'ora in avanti

Quella ragazza lo rendeva molto nervoso, più di quanto fosse disposto ad ammettere.
Ryoga pensò di mantenere la massima indifferenza. Una volta era stato accusato di
favoritismo, quindi non poteva permettere agli altri di far notare il suo imbarazzo
per lei. Fece schioccare la lingua, infastidito da se stesso, peggio di uno
stupido adolescente! Il video che stava girando era ambientato in una scuola,
parlava di una storia d'amore. Le ragazze erano vestite da studentesse. Akane
indossava un vestito blu con una camicetta bianca e teneva al petto una valigetta con i suoi utensili,
guardava la macchina da presa con un sorriso radioso, facendo alcune piroette su se stessa.
Era felice quando registrava qualcosa che richiedeva uno sforzo fisico.
Le altre ragazze entrarono in scena e Ryoga smise di prestare così tanta attenzione.
Bevve un sorso del suo caffè che si stava raffreddando. Il caffè freddo gli faceva schifo.
Fece cenno ad un ragazzo che stava passando e gli disse di portargli un caffè
caldo, il ragazzo con la faccia spaventata corse fuori per eseguire l'ordine. Ryoga si era
già abituato al fatto che i suoi piccoli capricci venissero soddisfatti immediatamente.
Sorrise grato alla vita e fiero di se stesso.
Lui che si era sempre considerato l'eterno
secondo e che a detta di molti non sarebbe mai stato bravo quanto il suo migliore amico,
a cui tutti avevano predetto il futuro più promettente, stava invece dimostrando
che Ryoga Hibiki non era un signor nessuno. Ovviamente non era contento della
sfortuna che stava attraversando Ranma, però molto, molto in fondo, gli dava una
certa soddisfazione constatare che al suo amico le cose non andassero bene come
prima, quando tutto sembrava venirgli servito su un piatto d’argento.
Sentì un pizzico di senso di colpa, non avrebbe dovuto fare pensieri del genere.
Non stava bene.
Era lunedì e sapeva che Ranma lo avrebbe presto informato della sua decisione.
I dirigenti della compagnia gli erano stati addosso per parecchio, facendogli pressione
affinché convincesse Ranma ad accettare il posto di guardia del corpo di Akane,
ma Ryoga si era preso del tempo e aveva dato loro nomi di altre compagnie di
sicurezza personale, aveva cercato delle scuse, ad esempio dicendo che Ranma si
stava allenando per un torneo, che non era in città, che non gli piaceva essere
rintracciato mentre spariva per settimane in montagna... o cose del genere.
Tutte genuine verità, ma non in quel momento. Ranma non si allenava fuori Tokyo e
non partecipava ad un torneo da quasi un anno. La malattia improvvisa di sua
madre lo aveva bloccato in zona, e anzi Ryoga sapeva che il suo amico aveva
disperatamente bisogno di quei soldi. Le lezioni che faceva in quella prestigiosa palestra,
nella quale andavano solo i più ricchi di Tokyo, non erano bastate a coprire le
terribili spese dell'ospedale.
Così Ryoga aveva continuato con bugie e pretesti fino a quando il presidente della
società in persona gli aveva dato un ultimatum: o assumeva Ranma o loro avrebbero
assunto un nuovo produttore esecutivo per le DoCo.
Le DoCo erano la sua gallina dalle uova d'oro. Perdere quell'accordo solo per stupidità
era una follia. Anche se, onestamente, a volte voleva solo gettare la spugna, perché
trattare con quattro ego femminili non era affatto facile.
Ricordava quella volta che Nabiki, Kasumi e Shampoo lo avevano messo all'angolo del suo ufficio.
Per qualsiasi uomo sarebbe stato come l’avverarsi di un sogno, ma in quel momento avrebbe preferito
trovarsi in un vicolo buio, circondato da una banda di teppisti pieni di steroidi, invece che con quelle donne.
Le ragazze, arrabbiatissime, gli avevano rinfacciato il chiaro favoritismo che lui
manifestava per Akane Tendo, il nuovo e più giovane membro. Avrebbe potuto esibire
loro documenti pieni di numeri, sondaggi ed indici d’ascolto, solo per dimostrare
che Akane si era conquistata da sola il suo posto nel gruppo; ma Ryoga, in quel
momento, era stato soverchiato dalle tre donne. La verità era che Akane stava
diventando rapidamente la più popolare e tra di loro Shampoo era quella particolarmente
gelosa, tanto da risentirsene. Quel posto privilegiato, prima dell'ingresso di Akane,
le spettava di diritto; infatti non poteva concepire che la gente preferisse un
maschiaccio violento a lei, una ragazza tutta dolcezza, sensualità e bellezza.
Shampoo sapeva di avere una personalità migliore.
- Shampoo essere molto arrabbiata, quello che produttore fare a Shampoo non essere giusto! – la
ragazza urlò in faccia a Ryoga. Piccole gocce di sudore caddero sulle sue guance. Non osò asciugarsi.
Quando Shampoo si era alterata, l'accento cinese che
cercava sempre di nascondere era uscito fuori.
- Se continua così, Shampoo va a parlare con i manager e chiede di abbandonare il gruppo!
Ryoga cominciò a sudare freddo, molte volte gli avevano detto che non possedeva il carattere
necessario ad essere un produttore esecutivo per gestire ego e conflitti come questo.
Ma, in un modo o nell'altro, aveva finito sempre per risolvere i problemi. Così cercò di far ragionare le ragazze,
appoggiandole se necessario.
- Ragazze, ragazze, per favore! Non è necessario arrivare a tanto - disse sorridendo conciliante,
cercando di occupare lo stesso posto della pianta
che si trovava nell'angolo del suo ufficio.
- A me Akane Tendo non interessa molto: finché non incide con i miei interessi e contratti, per me non
c'è nessun problema, Hibiki, ma chiaramente stai mostrando un favoritismo nei suoi confronti e
questo compromette tutte noi. - gli disse con serietà Nabiki, la più fredda e concentrata del gruppo.
Aveva molte attività al di fuori delle DoCo e sembrava più una donna d'affari che una cantante.
Era sicuramente una ragazza estremamente intelligente, che sapeva cosa voleva e quando lo voleva.
Ryoga aveva più timore di lei, rispetto alle esplosioni di rabbia e minacce di lasciare il gruppo di
Shampoo. A ventidue anni Nabiki stava costruendo il suo impero con successo.
- La verità è che Ryoga volere entrare nel letto di Akane, per questo trattare meglio di Shampoo e dare
le migliori apparizioni pubbliche a lei! - lo accusò la giovane, fumante di rabbia.
- Andiamo, Shampoo. Non penso che il signor Hibiki sia così meschino da fare queste cose, vero? - disse
Kasumi guardandolo dritto negli occhi senza battere ciglio. Era la più grande delle ragazze, aveva
ventitré anni. Ryoga si rese conto che le cose gli stavano sfuggendo di mano. Di norma Kasumi era
una ragazza pacata e gentile, ma il suo commento era stato proferito in modo che Ryoga potesse
avvertire tutto il suo disprezzo, mascherato di gentilezza.
- Se mi lasciate parlare, a tutto questo c'è una spiegazione! - disse il ragazzo pensando velocemente.
- Hibiki, parla e cerca di fare in fretta. Tra due ore presento la mia nuova linea di lingerie e devo andare
a sistemarla. - disse Nabiki incrociando le braccia, con un'espressione accigliata.
- Certo, certo. Ascoltate, ragazze. Sapete perfettamente che Akane è il nostro membro più giovane e ...
- Ha solo due anni meno di Shampoo, non così giovane! - La voce della cinese aveva raggiunto i duecento
decibel. Il rumore che fa una bomba, quando esplode.
“Oh mio dio”, pensò Ryoga. “La regola numero uno per affrontare le donne arrabbiate è: mai, mai e poi
mai fare riferimento, neanche per scherzo, al tema dell'età.” Deglutì a fatica, vedendo le ragazze
che lo fissavano con sguardo omicida.
- Non intendevo questo, Shampoo, quello a cui mi riferivo è l'inesperienza di Akane.
Voi siete nel gruppo da due anni e lei, invece, ha appena registrato la sua prima canzone e il suo
primo video. Abbiamo bisogno che la gente la conosca e sappia che le DoCo sono più forti di prima!
Il ragazzo notò come la furia delle cantanti si fosse un poco placata.
Questo gli diede il coraggio di continuare.
- Sapete che passammo un momento molto critico, quando Kodachi decise di lasciare il gruppo.
I livelli di vendita diminuirono e tutti credettero che il gruppo avesse le ore contate. Molte riviste
insinuarono che si sarebbe sciolto! Non è vero? Voi stesse avevate pensato che non saremmo
sopravvissuti alla partenza di Kodachi. Però sapete anche che la mia idea di reclutare una nuova DoCo
tra i fan ci ha fatto tornare nelle classifiche di popolarità. La risposta della gente è stata enorme.
Ma abbiamo bisogno che quest'attenzione non si dissolva, dobbiamo canalizzarla e ridirigerla.
Quello che dobbiamo fare ora è presentare Akane al meglio. Abbiamo bisogno che il pubblico ci
percepisca come una grande famiglia, che voi siate come sorelle. Quindi, come tali, dovete mostrare
il vostro sostegno alla ragazza che ne ha più bisogno. E in questo momento è Akane Tendo che
ha più bisogno del nostro supporto: se la lasciamo cadere, non credo che saremo capaci
di poter mantenere in piedi il gruppo neanche per un anno.
Ryoga terminò il suo discorso con tutta l'intensità che fu in grado di proiettare. Le osservò attentamente.
Shampoo lo guardò stupita ma con un pizzico di dubbio nei suoi bellissimi occhi cremisi.
Il volto di Kasumi era indecifrabile; se Ryoga avesse spiegato la risposta sul significato della vita,
era sicuro che Kasumi avrebbe avuto la stessa espressione.
Alla fine notò Nabiki, colei che lo preoccupava di più: la ragazza gli sorrise astutamente e con un
po’ di compiacimento. Non poteva ingannarla. Ryoga sapeva che quello che aveva detto costituiva
una spiegazione del tutto plausibile e, dal punto di vista del marketing, suonava coerente
e intelligente. Ma a sua volta, per Nabiki, fu chiaro che Ryoga aveva le sue ragioni per trattare
come trattava la giovane Tendo.
Ryoga attese pazientemente che qualcuno parlasse.
- D’accordo, va bene! - disse Shampoo già più calma. Ryoga respirò di nuovo, notando che il suo
accento era scomparso. - Cercherò di essere un po’ più gentile con la ragazza violenta.
Ma faresti meglio a non farmi arrabbiare di nuovo, Ryoga.
Shampoo salutò Ryoga accarezzandosi i capelli con disprezzo e voltando la faccia con orgoglio.
Le lunghe ciocce della ragazza arrivarono in faccia a Ryoga, mentre lei scomparve oscillando i fianchi.
Kasumi lo guardò per qualche secondo in più, dei secondi abbastanza intensi a suo parere.
Alla fine sorrise e dopo un leggero inchino lasciò l'ufficio di Ryoga.
Nabiki continuava a fissarlo con lo stesso ghigno sul viso.
- Sai, Ryoga, sei fortunato che io veda in Akane lo stesso potenziale che ci vedi tu. Ma ovviamente,
lo userò a mio vantaggio. - gli disse a bruciapelo. - La semplice mente di Shampoo, che percepisce tutto
in termini di sesso, questa volta ha fatto centro e tu lo sai. Ho notato come guardi la Tendo
e cosa trama quella tua testolina tonta. Non mi importa cosa fai della tua vita, ma ti avverto
che ti osserverò da vicino e se, per conquistare Akane, continuerai a trattarla con più cortesia rispetto
a noi, ti avviso che la pagherai molto cara. Ciao, tesoro. - Nabiki gli ammiccò, salutandolo con
un bacio volante che congelò la schiena di Ryoga.
Lo stesso brivido gli corse lungo la colonna vertebrale mentre ricordava quell'episodio,
appena tre mesi dopo che Akane si era aggiunta al gruppo. Ora era passato quasi
un anno. Diede una bevuta troppo affrettata al caffè, che il ragazzo aveva
depositato solo pochi secondi prima nella sua mano, e la sua lingua
ne subì le conseguenze.
Maledetto moccioso! Chi gli aveva detto di portargli un caffè così caldo? Cercò il giovane
per dargli la lezione della sua vita, quando notò una comitiva che si stava
avvicinando. Ryoga posò il bicchiere sulla prima superficie che trovò e si sfregò le mani
bagnate nel suo vestito immacolato, fece il sorriso più accattivante che
avesse e uscì incontro a quelle persone.
A capo del gruppo, che sembrava una formazione a V come se fosse un gregge,
stava nientemeno che Hondo Watsuki, il presidente della Sakura Canyon. Era una
vera rarità che Watsuki si degnasse di apparire nel mezzo di una registrazione video.
Lo faceva solo quando il prodotto era davvero importante.
- Sig. Watsuki - disse Ryoga, esibendosi nell’inchino migliore che avesse mai fatto
in vita sua. Lo mantenne per alcuni secondi e si raddrizzò a poco a poco.
Watsuki lo ignorò guardandosi intorno, una persona sussurrò velocemente al suo
orecchio e il presidente fece dei leggeri movimenti affermativi con la testa. Alla fine,
la persona che gli aveva sussurrato fece un passo indietro con un atteggiamento
sottomesso e il presidente finalmente volse lo sguardo su Ryoga.
- Non ci sono stati problemi con le registrazioni? - La sua voce era leggera e modulata,
qualcosa di roco dovuto all’eccesso di tabacco.
- No, signore. Le ragazze stanno registrando il primo singolo del nuovo album, il cui
titolo è:D’ora in avanti, il nostro pubblico l'ha accolto meglio di quanto ci
aspettassimo. Ho inviato oggi nel suo ufficio tutti i risultati degli studi che abbiamo
effettuato e siamo molto fiduciosi che questo album sarà anche un incredibile
successo, come il precedente. Abbiamo già proposto la data ufficiale di lancio
e programmato i concerti e le esibizioni delle ragazze per il prossimo semestre.
Il presidente annuì soddisfatto.
- Non ci sono state più lettere? - chiese all’improvviso, cambiando radicalmente
argomento. Ryoga si aspettava che glielo domandasse fin dall'inizio della conversazione.
- L'ultima è arrivata un paio di giorni fa. Abbiamo divulgato la posta di tutte le ragazze,
specialmente quella di Miss Akane.
- La lettera parla sempre della stessa cosa?
- Sembra che lo stalker stia diventando impaziente, sta chiedendo una risposta sempre
più insistente. Le lettere stanno arrivando ogni due o tre giorni.
Fino a poco tempo fa ce n'era solo una al mese.
La stessa persona di prima sussurrò, di nuovo, qualcosa molto velocemente
all'orecchio del presidente.
- Sono venuto a sapere che il signor Saotome è stato nel suo ufficio venerdì.
- Oh, sì, è così, signor Presidente. Ho provato a convincerlo. Come sa, conosco Ranma
Saotome da molto tempo, e mi dispiace informarla che molto probabilmente
non accetterà di essere la guardia del corpo di Miss Akane.
- Se è per i soldi, non è un problema. Gli offra di più.
- Gli ho offerto una somma più che generosa, signor Presidente, ma dobbiamo essere
preparati ed avere una seconda opzione, se Saotome non accetta la proposta.
Watsuki lo fissò a lungo, la sua espressione gli ricordava quella di cui Nabiki Tendo
l’aveva omaggiato più di sei mesi prima. Quel tipo di sguardo che sembrava leggere
i suoi pensieri più reconditi.
- Spero si ricordi delle persone che, in un secondo, sono disposte ad occupare
la sua posizione, signor Hibiki.
Ryoga deglutì.
- Ne sono perfettamente consapevole, signor presidente. Farò tutto il possibile affinché
Ranma mi dia una risposta affermativa. - fece un piccolo inchino con la testa,
come se fosse un giuramento.
- Molto bene. - disse Watsuki, come se gli avessero riferito le previsioni del tempo.
– Mi tenga aggiornato. Buon lavoro, Hibiki.
Ryoga si inchinò verso l'uomo mentre se ne andava con il suo entourage.
Rimase fermo a guardare le spalle degli uomini e delle donne che andavano
dietro al presidente, quando una voce lo destò dai suoi pensieri.
- Che strano che il presidente in persona venga a vedere una registrazione. –
Nabiki lo guardò di sbieco, sorridendogli gentilmente. Una cosa strana, per lei.
- Eh? Ah, se lo dici tu.
- Beh?
- Beh, cosa?
- Cosa voleva? Di cosa avete parlato? E perché eri così nervoso? Sembravi sul punto
di esplodere. La tua mano ha ancora un tic nervoso, vedi? - Nabiki indicò la sua
mano sinistra che sobbalzava ogni secondo e Ryoga non ci aveva nemmeno
fatto caso. La prese con forza con l’altra e distolse lo sguardo dalla ragazza.
- Gli affari interni dell'azienda non ti riguardano, Nabiki. Il tuo dovere è cantare,
ballare ed essere adorabile di fronte alla telecamera.
- Ryoga baby, non parlarmi così. Non è cortese. - gli disse Nabiki, regalandogli
un sorriso spettacolare.
Ryoga sentì che i suoi nervi stavano per esplodere e decise di andarsene senza
nemmeno inchinarsi alla ragazza. Nabiki lo guardò allontanarsi come una furia.
Qui c'era qualcosa di strano ed era decisa a scoprire cosa fosse, pensò la ragazza
con un lampo di malizia e astuzia che brillava nei suoi occhi.
Ryoga aveva cancellato tutto il suo programma pomeridiano, alludendo ad un
piccolo disagio, ed era tornato a casa presto. Era sdraiato nel suo letto,
una pila di fazzoletti bianchi usa e getta si trovava bagnata e arrotolata intorno a lui.
Circa mezz'ora prima aveva ricevuto la chiamata di Ranma, che gli diceva di aver
accettato il lavoro. Ryoga aveva risposto con monosillabi e Ranma gli aveva chiesto
se stava bene, ma lui era riuscito solo a dire che aveva mal di pancia. Il suo amico
si era offerto di andare nel suo appartamento a portargli delle medicine per il dolore,
ma lui gli aveva rapidamente replicato di non preoccuparsi, che stava già
molto meglio. Ranma era rimasto soddisfatto della spiegazione e Ryoga aveva
aggiunto che la sua segretaria lo avrebbe chiamato domattina per fissare
un appuntamento con gli altri dirigenti della Sakura Canyon e presentarlo ad Akane.
Nel dire ciò, Ryoga aveva sentito un crampo allo stomaco.
Ancora qualche frase e avevano riattaccato il telefono. Ryoga si coprì gli occhi,
come se cercasse di bloccare una luce fastidiosa, ma la stanza era buia.
Una luce attraversò la porta della sua stanza, il che rendeva l’interno
chiaramente visibile, una volta abituato all'oscurità.
Ryoga sentì che tutto gli stava sfuggendo di mano. L’ultima cosa che voleva
era l’incontro tra Ranma Saotome e Akane Tendo. Maledisse lo stupido presidente
e la sua stupida ossessione con Ranma come guardia del corpo di Akane.
Il presidente era un grande fan delle arti marziali, in particolare della scuola
Musabetsu Kakutō Ryū. Quando Ryoga lo aveva scoperto, non aveva esitato
a sottolineare di essere il migliore amico di Ranma Saotome, ad un party aziendale
di un parente del regista. Il dipendente, desideroso di andare d'accordo con il regista,
gliel'aveva accennato. Poco dopo Ryoga fu portato al suo cospetto quando verificò
che tutto fosse vero, il suo volto sempre serio si era acceso per una
frazione di secondo.
Da lì in poi, tutto era andato liscio per Ryoga: aveva ottenuto così il favore del presidente
che lo aveva portato a salire i gradini del successo fino a raggiungere il luogo
in cui si trovava ora.
In mezzo a tutto questo, i fan ossessionati erano qualcosa di molto comune.
Fan che si erano operati per assomigliare al loro artista preferito, che lo perseguitavano
e molestavano, fino ad entrargli anche in casa. C'era di tutto. E con una ragazza
bella come Akane ovviamente succedeva qualcosa del genere. Ma quello che
non sospettavano era che, secondo l'opinione dello psicologo della compagnia
che valutava la sua corrispondenza, questo particolare fan era estremamente strano,
imprevedibile e terribilmente violento.
L'avevano verificato quando, in un'intervista, Akane aveva dichiarato che i suoi
animali preferiti erano i maialini. Un paio di giorni dopo, all'indirizzo dove le arrivava
la posta, aveva trovato un pacco con la testa di un porcellino morto che era stata
tagliata quasi a strisce. Tutti erano andati nel panico e il presidente fu
avvertito immediatamente. Fu allora che gli venne in mente la grandiosa idea
di assumere il miglior maestro di arti marziali, affinché si prendesse cura della
più preziosa acquisizione della Sakura Canyon e quale insegnante migliore
di Ranma Saotome.
In preda alla disperazione, Ryoga si era persino offerto lui stesso come guardia
del corpo, ricordando loro che era entrato nella società proprio in quella veste,
dato che a quei tempi era un degno rappresentante della scuola Musabetsu Kakutō
Ryū. L'idea era stata accolta come uno scherzo, il presidente infatti gli aveva
chiesto quanti tornei avesse vinto. A quel punto Ryoga si era limitato a ridere
per la battuta. Ma con una rabbia che cresceva violentemente in lui.
- Dannato, dannato, dannato! - colpì il materasso con frustrazione.
Ryoga amava immergersi nella disperazione e nell’infelicità, ricordando le ingiustizie
e gli insulti che la gente gli dava. Era convinto che la sua forza derivasse da
queste brutte esperienze. Forza che gli dava la capacità per poter uscire imbattuto
da qualsiasi avversità. Quindi più lo insultavano e lo prendevano in giro,
più vittorioso e terribile sarebbe diventato, come un leone che ruggisce.
E questa volta non avrebbe fatto eccezione.
Fin da quando l’aveva vista nelle fotografie di Gosunkugi, Ryoga aveva pensato
che la ragazza avrebbe facilmente ceduto ad un uomo con la sua posizione economica
e di bell’aspetto. Ma non si aspettava che Akane sarebbe stata così difficile da decifrare,
era una strana donna con un carattere inafferrabile. Era passato quasi un anno
e non aveva ancora ottenuto nulla con lei, nemmeno un semplice bacio.
E questo lo stava facendo impazzire.
Pensò a quel corpo spettacolare sprecato, era un vero peccato, perché Akane
non solo respingeva lui, ma rifiutava qualsiasi uomo che volesse qualcos'altro con
lei al di là di un'amicizia.
Questo calmò i suoi nervi alterati: se Ranma avesse provato a pretendere qualcosa da lei,
Akane lo avrebbe mandato direttamente al diavolo. Anche se conosceva Ranma
e per qualche motivo quest’inquietudine non lo aveva abbandonato. In quel momento,
Ryoga fece a se stesso un giuramento: nessuno tranne lui avrebbe avuto
Akane Tendo.
Non era disposto a lasciare che quel cretino stesse con Akane. Questo no.
Lei era sua. Sua. Stavolta non sarebbe andata come con Ukyo. Avrebbe ucciso lo
stesso Ranma Saotome, se necessario. Lui l’aveva vista per prima, lui
l'aveva scoperta. Era sua.
Prese il suo cellulare, improvvisamente risoluto. Digitò il numero di Akane, lo sapeva
a memoria. Aspettò e aspettò, ma dopo diversi squilli rispose la segreteria. Ryoga
ci provò altre tre volte e la ragazza non rispose mai. Decise di lasciare un messaggio
in segreteria.
- Ciao Akane, sono Ryoga. Senti, non ti ho potuto informare che domani ti aspetta
un grande giorno. Come già sapevi dalla nota che circolava la settimana scorsa,
stiamo ristrutturando gli affari interni e uno di questi è la protezione personale. So
che non sei d'accordo con questo punto e ti appoggio completamente, se vuoi
posso intercedere per te con i responsabili e sono sicuro che capiranno che è
inutile... In ogni caso la persona che ti stanno assegnando è un combattente
di arti marziali non così importante... Si chiama... si chiama Saotome... Ranma,
domani lo conoscerai. - Silenzio.
- Beeene, penso sia tutto. Io sono a casa mia, se vuoi rispondere alla chiamata
per sapere di più o se hai bisogno di qualcosa. Ci sono... ehm… bene.
Ci vediamo domani.
Aspettò tre ore prima che Akane rispondesse alla chiamata, ma lei non lo fece.
Gettò il cellulare contro il muro e il dispositivo si spaccò a causa della furia con cui
lo aveva lanciato. Si premette un pezzo di carta tra le mani e si fece delle piccole
ferite sulle dita. Tornò a lisciarlo lasciando una piccola macchia di sangue e Akane
gli rivolse un sorriso, vestita con un costume da bagno sexy, in piedi su una spiaggia
incontaminata. Sapeva che il sorriso era solo per lui. Ryoga sorrise di rimando
e abbassò la mano in direzione del suo membro gonfio, pronto a soddisfare ancora
una volta in questo modo la sua ossessione per Akane Tendo poiché lei gli aveva
detto il suo primo no.

* Chiarimenti *
* Questa fic avrà un tono più scuro, come già vi sarete accorti,
gestendo le personalità originali dei personaggi, ma portati al limite
e nella misura più realistica possibile. Ryoga in questo caso è
piuttosto ossessivo, facilmente manipolabile e lussurioso. Mi dispiace
per i fan di Ryoga, ma questo è solo l'inizio e vedremo che c'è molto di più.
* Sakura Canyon. Ovviamente ho preso come base il nome originale della
casa produttrice della colonna sonora di Ranma per dare un nome
alla casa discografica. Spero di non infrangere nessuna legge.
* Il gruppo originale, DoCo, ha avuto un membro che ha lasciato il gruppo.
E hanno pensato di sostituirlo ascoltando i loro fan come nella fic,
ma non l'hanno mai fatto.

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