Se il racconto di prima mi ha fatto sorridere questo molto meno. Realtà molto molto dura quella della tossicodipendenza e della droga.. Povera Erika, chissà che periodaccio brutto che passava per arrivare a drogarsi, purtroppo si può iniziare per gioco, curiosità, sfida o per essere accettati ma anche per motivi come depressione, traumi etc. Una nostra amica è agente della PS e ne vede ogni giorno sfatti dalla droga (Eroina in particolar modo) Anche Bologna è una delle città peggiori sotto questo lato, tra zona universitaria, stazione centrale e altre zone poco belle è un casino e spacciano in pieno giorno anche davanti alle forze dell'ordine. Spero che possa salvarsi Erika, si deduce alla fine che ha una overdose bella grave... Povera ragazza davvero, anche qui sarebbe interessante leggere un sequel, si è salvata? E' morta? E' in ospedale? Sarebbe un ottimo incipit per un romanzo, magari nel sequel lei potrebbe cambiare vita e avvertire i giovani degli effetti della droga. |
Ciao! |
Ciao Hiroshi. Sono lieta in questa storia di aver trovato altre sfumature del tuo essere. Questa volta non è presente nessun tono humour, affrontando il genere drammatico. Con questo dimostri ancora la tua versatilità e che riesci a tratteggiare con poche parole una storia rendendola viva. Hai ben mostrato quel che accade per esempio attraverso il tintinnio delle monetine. Nelle frasi finali:"Erika si adagiò al muro della stazione ferroviaria e al contempo ondeggiava. Le sembrava di fluttuare per poi sentirsi risucchiata come in un vortice intriso di luci psichedeliche e cacofonici suoni. La testa, il corpo e la mente incontrarono il marciapiede ed infine l'oblio", mi sono ben immersa nell'atmosfera attraverso parole ben scelte. Una triste storia, dove tutto viene dissolto nell'oblio. Un caro saluto. |
Finalmente ti ho ritrovato! Non c'era modo di ricordarmi il tuo nick, per fortuna ho l'abitudine di scrivere le cose sui quaderni (che perdo, ma che poi ritrovo). |
L'oblio ? In che senso??? Non è che è morta, giusto? Penso invece di sì, anzi ne sono sicura (faccina incazzata) perché? Non potevi farle incontrare il suo angelo custode? Qualcuno pronto a salvarla e a riportarla sulla retta via....sai cosa possiamo fare? Un finale alternativo, un finale tipo sliding doors ( non so come si scrive, sorry) comunque hai capito quello che intendevo, dico bene? Sarebbe bello, così uno può scegliere il finale che più lo aggrada....non è perché non ho apprezzato il tuo finale eh, però sai com'è, il lieto fine è meglio per me ahahah Comunque mi ha colpita una frase, quella del padre , quando le dice che non si può aiutare chi non vuole essere aiutato, purtroppo è una dannata verità, brutale se vogliamo ma ahimé vera.....bellissimo racconto introspettivo amore.....ti amo infinitamente |