Recensioni per
Frammenti di uno specchio
di hikebana

Questa storia ha ottenuto 71 recensioni.
Positive : 71
Neutre o critiche: 0


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Recensore Junior
29/04/25, ore 15:37

Hai uno stile molto suggestivo, sai creare immagini molto potenti (André che crolla esausto in ginocchio mi sembra di vederlo e non me lo levo più dalla testa).

Recensore Junior
29/04/25, ore 15:20
Cap. 9:

"Lo studiava chiedendosi come fosse possibile che quell'uomo fosse contemporaneamente la persona che meglio conosceva e un estraneo di cui voleva assorbire ogni dettaglio". È questo l'amore: ti amo perché ti conosco ma ti desidero perché sei altro da me. Ci voleva proprio alla nostra Oscar quello "strappo" per smettere di vederlo come una propria estensione!

Recensore Veterano
08/01/25, ore 21:49

Cara Hikebana, 
Manco da molti anni dal  sito e ho letto questa tua storia. Non sono solita lasciare recensioni, ma di fronte a un talento come il tuo mi pare egoistico non farti sapere quanto abbia apprezzato la tua scrittura,  che non può che suscitare ammirazione. Inutile dire che il finale mi ha sconvolta. (L’unico appunto é la mancanza di formattazione che rende la lettura  meno scorrevole) ma per la tua abilità di scrittrice non posso che farti i miei complimenti. Di solito mi bastano poche righe per capire se continuare la lettura, per quanto mi riguarda la bravura sta nell’utilizzo delle parole, che devono ammaliare il lettore, non tanto nella tessitura della trama, e nel tuo caso c’é un connubio perfetto di capacità. 
Mi hai emozionato e non capita spesso. 
Mina 7Z



 

Recensore Veterano
11/10/24, ore 18:50

Ci tenevo solo a ringraziarti e a farti i complimenti per questa tua ff
Grazie

Recensore Veterano
23/09/24, ore 15:41

Una storia molto molto bella; scritta molto bene. Hai una scrittura raffinata e coinvolgente. Estremamente efficace nella narrazione dell’introspezione. Nei vari capitoli ci sono immagini meravigliose, la descrizione e’ così precisa da “vedere” quello che viene narrato e i protagonisti totalmente coerenti con quelli che conosciamo. Solo, mi dispiace il finale così… avrei tanto desiderato il lieto fine. Comunque complimenti, spero continuerai a scrivere altre ff, perché sei davvero molto molto brava.
(Recensione modificata il 23/09/2024 - 03:42 pm)

Recensore Master
22/09/24, ore 15:33

Epilogo migliore non poteva esserci per questa storia così intensa e tagliente. Loro sono diventati frammenti che hanno illuminato la vita di chi gli ha vissuto accanto.
Un grande amore soprattutto se abbatte le differenze di status non può essere ammesso ed ecco che una bugia cerca di infrangere il sogno.
Amore ha leggi tutte sue e protegge sempre chi ama concedendo una morte insieme per ricordare a tutti la sua forza.
Ti aspetto con un'altra storia

Recensore Master
21/09/24, ore 16:02

Cara Hikebana,
siamo giunti insieme a te alla fine di questa storia, con la quale hai tratteggiato splendidamente alcuni dei frammenti importanti della vita di questi due giovani, i quali alla fine hanno capito di appartenersi e di essersi sempre appartenuti. Nemmeno la morte avrebbe potuto sottrarre loro quello che, con tanta fatica e altrettanto dolore, erano stati in grado di ritagliarsi: una speranza di vita da condurre insieme negli ideali nei quali avevano sempre creduto.
Molto intenso questo ultimo passaggio che ci mostra i nostri due eroi in controluce, filtrati dallo sguardo, dalla memoria e dal cuore di Alain. Un Alain che ormai ha perduto tutto e si è messo in cerca di una serenità di animo difficile da trovare nella sua Parigi, che non è più tale dopo che la follia rivoluzionaria ha distrutto tutto ciò in cui credeva e aspirava.
Impattante il ricordo degli ultimi istanti vissuti ancora accanto ad Oscar e André: la battaglia stava per infuriare, tutti, nel giornale di Bernard, si stavano preparando per essere pronti ad agire. Poi la follia di Saint Just ha scatenato un inferno personale sia in André quanto in Alain, alla notizia che una donna bionda in uniforme stava attaccando la Bastiglia e, avendo saputo che il suo amore era stata ucciso, si era volontariamente esposta al fuoco nemico per raggiungere l’altra metà della sua anima, senza la quale non sarebbe riuscita a sopravvivere. Mi è parso di vedere quella loro corsa disperata, con Alain che riesce a scorgere le dita di Oscar e André intrecciarsi in quei minuti fatali e poi il nulla. Loro due scomparsi e soltanto un mare di dolore e solitudine in mezzo a tanta distruzione.
E così Alain ha iniziato il suo peregrinaggio, rincorrendo un sogno, un ricordo, la speranza di incontrare ancora i suoi due amici, la sua famiglia.
Tante voci si sono susseguite su di loro, narrando il bene fatto e l’aiuto incondizionato donato, voci che gli hanno permesso di continuare la sua ricerca, fino a quando, ormai stremato e stanco, è giunto in prossimità di una spiaggia dove gli è parso di vedere due ombre approssimarsi all’orizzonte, due giovani vestiti in maniera uguale che si tenevano per mano con le dita intrecciate.
Forse era giunto Alain al termine della sua ricerca: forse li aveva trovati o forse erano soltanto l’abbaglio di un cuore che voleva credere che fossero davvero vivi. La consolazione è che ha visto loro due insieme, bellissimi e felici, a sostenersi e a non essere l’ombra l’uno dell’altra, bensì ognuno la casa dell’altro.
Ora anche Alain può fermarsi a riposare e, magari, in quel luogo, ricominciare a vivere.
E’ stata una lettura appassionante in ogni suo capitolo: è, a mio parere, una tra le più belle storie lette, narrata con una notevole padronanza delle parole unita ad una grande sensibilità.
Non posso che complimentarmi per lo splendido lavoro di intensa, ma delicata al contempo, introspezione fatta dei caratteri di questi due giovani e che, attraverso la tua penna, hanno avuto l’opportunità di aprirsi e comprendersi, regalando a noi lettori un concerto di forti emozioni e di sensazioni che, sicuramente, rileggendo il racconto potremo rivivere.
Sento già un po’ di nostalgia ma auspico tu possa ancora donarci, in futuro, altre perle di questo calibro.
Un affettuoso e riconoscente saluto.
(Recensione modificata il 21/09/2024 - 04:03 pm)

Recensore Master
21/09/24, ore 12:44

Bellissimo! Dunque André ed Oscar sono sopravvissuti.. oppure quelli che vediamo alla fine sulla spiaggia sono due spettri che continuano ad amarsi oltre la vita? Alain deve ricominciare, in questo luogo incantato! Ottima prova come inizio!

Recensore Veterano
21/09/24, ore 09:49

Ciao ho letto l'epilogo della tua storia, mi piace come è finita, questo peregrinare di Alain alla ricerca anche di un luogo dove poter ricominciare...
Spero di poter leggere altre tue storie. A presto

Nuovo recensore
10/09/24, ore 14:08
Cap. 18:

Bellissima. È  il dolore che trasuda da questo storia che la rende commovente e appassionante

Recensore Master
10/09/24, ore 10:49
Cap. 18:

Ben ritrovata Ikebana con un altro splendido passaggio che mette in luce tutto il sentire di André, il quale ripercorre con la mente e il cuore la sua vita trascorsa accanto ad Oscar, scoprendo quanto sia sempre stata importante per lui; già da bambini avevano un rapporto del tutto speciale che diveniva vita solo quando erano insieme. Molto bello il frammento del ricordo di cui André, tramite le tue parole, ci ha reso partecipi: una scena che già ci parla di un affetto senza confini, della volontà di compiacere l’altro anche con i piccoli mezzi che, al tempo, avevano a disposizione, come andare a recuperare un cestino di more per la torta del compleanno di André in piena notte, mettendo in allarme tutto il palazzo fino al ritrovamento, ad opera proprio di André, e a quel primo intrecciarsi di dita che conteneva tutto il sentimento reciproco provato.
Dita che si sono intrecciate più volte nel corso della loro esistenza insieme, segnando alcuni punti salienti della reciproca crescita, quando i giochi hanno dovuto lasciare il passo ai doveri di cui entrambi sono stati investiti.
Dita rivestite da guanti bianchi; dita che scivolavano via perché segnavano la lontananza; dita che scorrevano veloci e passionali, tanto da togliere il respiro e imprigionarlo in un ricordo indelebile, sui tasti del pianoforte.
Mani che si sono strette in un intreccio forte e indissolubile quando, insieme, hanno lasciato palazzo Jarjayes, dopo aver comunicato al generale la volontà di Oscar di seguire il suo cuore e di amare l’uomo da lei scelto e non quello imposto dal genitore, il quale l’ha vista andare via, mentre, non contrastandola, il suo cuore andava in mille pezzi.
Profonda e quanto mai vera la riflessione che André ha fatto cercando di dare un nome a ciò che insieme loro due sono: quel “noi”, che li ha accomunati fin da giovanissimi, era perché, in un certo qual modo, ambedue sono esseri “sbagliati” per il mondo che li circonda e che, forse, non li ha mai compresi nella personale profondità di esseri umani, troppo impegnati, gli altri, a dirigere le loro vite secondo la loro ristretta mentalità.
E mentre la rispettiva diversità diveniva evidente, loro si sono aggrappati sempre più l’una all’altro, poiché solo assieme avrebbero potuto combattere le loro personali battaglie, al fine di poter vivere veramente, poiché mai si sarebbero accontentati semplicemente di sopravvivere. Hanno pertanto sempre tratto forza l’una dall’altro, fino ad arrivare ad appartenersi totalmente e rafforzandosi in questa loro diversità che ha permesso di sentirsi liberi da qualsiasi condizionamento.
Libertà che, però, fa anche paura, una paura che entrambi riescono a leggere l’una negli occhi dell’altro, paura di essere pericolosamente sull’orlo di un abisso, ma se dovessero caderci dentro vorrebbero sicuramente venire inghiottiti insieme, poiché ognuno senza l’altro non saprebbe più vivere, dato il rapporto simbiotico che hanno instaurato nel tempo e che ultimamente li aveva coesi come non mai.
Davvero sentita questa disamina che André ha avuto il coraggio di fare guardando all’intensità di quanto hanno vissuto e hanno conquistato con tanto dolore. Ombra e luce devono continuare a stare insieme poiché l’una non può esistere senza l’altra.
Storia sempre più coinvolgente con questi quadri che dipingi portando alla luce il loro “io” più profondo.
Bravissima e ancora complimenti. Un caro saluto.

Recensore Master
09/09/24, ore 23:43
Cap. 18:

Molto bella la disamina delle dita intrecciate che fa André. Il loro amore è forte e consapevole, Oscar e André si scelgono ogni giorno e decidono di appartenersi e di intrecciare le loro mani come si sono intrecciate le loro vite. La scena del Generale che li vede andare via tenendosi per mano è meravigliosa e fa una degna concorrenza a quella in cui Oscar estrae la spada dal fodero di Fersen e lo minaccia affinché la lasci andare dal suo André. Così come Fersen, anche il Generale capisce di aver perso Oscar, capisce che lei ha scelto la sua vita con l'uomo che ama e che l'ha sempre rispettata, capita e supportata anche quando non era d'accordo con lei.
Molto bella e ben scritta questa storia

Recensore Junior
09/09/24, ore 22:56
Cap. 18:

la storia più bella in assoluto che ho letto qui. essenziale, cruda, poetica, potentissima...

Recensore Master
09/09/24, ore 22:44
Cap. 18:

André vede bene, anche con un occhio solo: lui ed Oscar sono fatti l'una per l'altro perché "sbagliati" agli occhi della società del tempo.

Recensore Master
03/09/24, ore 15:14
Cap. 17:

Ciao Ikebana,
che splendido frammento ci hai regalato con le sensazioni quasi tangibili di Oscar, che rivive con gli occhi della mente, il soggiorno ad Arras con André, durante il quale, finalmente, si sono sentiti vivi come non mai in quell’angolo di mondo che li rammentava felici e spensierati e che tanti ricordi portava racchiusi nelle stanze e nei luoghi che li avevano visti crescere e andare incontro alla vita.
Un frangente nel quale nessuno è andato ad intromettersi, mentre loro due cercavano di ritrovare se stessi l’una tramite l’altro. Giorni e notti trascorsi ad amarsi con baci, carezze, silenzi e comprensione, tanto da riempire il cuore e la mente per i giorni che sarebbero venuti. Libertà assoluta di appartenersi mentre ognuno dei due si perdeva e si ritrovava all’infinito nell’altro. Nessuno dei due voleva perdere quanto aveva conquistato: nessuno sarebbe arretrato da ciò che stringevano saldamente tra le mani.
Questi sono i pensieri molto intimi di Oscar mentre osserva il suo André da una delle finestre della caserma e comprende quanto quell’uomo le riempia, e le abbia sempre riempito, la vita con ogni suo gesto, ogni sua parola, ogni suo sguardo, ogni suo silenzio. Lui la comprendeva in tutte le sue fragilità ed ora lei sente di aver bisogno di quella sua forza che l’ha sempre sostenuta e accompagnata.
Il ritorno a Parigi è stato difficile e drammatico per ciò che avrebbero scoperto andando alla ricerca di Alain, il quale non si presentava in caserma da parecchi giorni.
Molto d’impatto il racconto che hai fatto della scena che entrambi si trovano di fronte quando arrivano alla casa che Alain divideva con la madre malata e la sua adorata sorellina Diane.
Le emozioni fluite dalle parole di Oscar sono passate al lettore che ne ha percepito tutto il carico di dolore.
Una scena che racchiude una sofferenza immane in quella stanza dove giace un corpo senza vita e senza più il calore che lo animava e che Alain ha tentato di preservare affinché non si sentisse avvolgere da un mantello fatto di gelo oscuro e tremendo.
Nessuna parola avrebbe potuto sanare la ferita che si era aperta in Alain, ma Oscar e André sono tornati più volte in quel luogo per fargli comprendere che non era solo ad affrontare quell’immensa perdita e che loro lo avrebbero aspettato fino a quando il tempo non avesse iniziato a fare il suo lavoro portando un po’ di quiete al suo cuore dilaniato.
Ciò a cui avevano assistito li aveva lasciati sconvolti, travolgendoli tanto da volersi ottenebrare la mente per un po’ di tempo, bevendo in una locanda qualsiasi, per cercare di ritrovare in loro quello stesso calore che aveva abbandonato il corpo di Diane affinché si sostituisse al tormento del buio ghiacciato che la visione dei suoi resti inanimati rimandava.
In quella notte si sono amati con disperazione poiché volevano sentire la vita pulsare dentro di loro, in profondità, mentre tutto intorno sembrava aleggiasse la morte.
Anche questo capitolo è stato stupendamente narrato con l’estrema delicatezza che sta caratterizzando ogni passaggio di questi tuoi frammenti. Veramente notevole!

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