Recensioni per
Uno e un terzo
di Capo Rouge
Allora, il Tempo aveva un odore, un sapore, un suono. |
Hanno il sapore della nostalgia, della gelosia, della consapevolezza questi momenti rubati ad un passato vissuto e mai raccontato. |
Ciao Capo Rouge, questi piccoli tasselli vengono da lontano e mostrano per intero uno spaccato della infanzia dei nostri beniamini, sono piccoli tasselli che illuminano due giornate di fine estate in cui Oscar e André vivono una infanzia serena ma già carica di responsabilità. |
Carissima Capo Rouge, ho lasciato Oscar e André alle prese con il dolore della mancanza reciproca, con il dolore di un amore che sembra non avere possibilità di vivere. |
Gentile autrice, ti ringrazio per questo dono che arriva per celebrare uno dei personaggi maschili più amati di sempre. Ho sempre amato le storie che cercano di ricostruire l’infanzia dei nostri personaggi preferiti, mostrando in nuce le caratteristiche che avrebbero poi definito la loro personalità di adulti. Nella tua one shot mi ha colpito l’idea dell’ eternità del loro sentimento, che Oscar e André iniziano a percepire maturando sin da piccoli l’idea di esclusiva appartenenza. Sono convinta che l’anime lasciasse intendere che Oscar fosse sempre fuggita dai propri sentimenti reali per rifugiarsi in un’illusione di comodo che le garantisse di non dovere affrontare la verità e le sue conseguenze. Le parole di André nell’originale giapponese in cui rivela di avere sempre saputo del loro amore da prima che egli nascesse non possono certo essere casuali. E l’attesa sarebbe stata la parola chiave del loro destino. Un anno e un terzo André ha dovuto attendere la nascita di Oscar per poi aspettarla per tutta la vita prima di poterla amare. Solo una manciata di ore avrebbe dovuto attendere Oscar, dopo aver conosciuto la gioia dell’amore più grande e il dolore insopportabile della separazione più crudele, per riunirsi definitivamente a André nella dimensione dell’eternità. Personaggi indimenticabili di cui riesci a cogliere aspetti che li rendono ancora più epici nel dramma della loro umana realtà. |
Cara Capo Rouge, sono contenta di ritrovarti a raccontare di questi due in questa nuova tessera della loro giovinezza, uniti da poco ma nell’eternità di una storia senza eguali. |
Che dire un pezzo di vita che ha poco a che fare con dolori, mezze cecità, amori tormentati, malattie, rivoluzioni e drammi vari. |
Bellissima questa storia, mai scontata o sdolcinata, mi è sembrato di vedere il cipiglio irritato della giovane servetta mentre descrive la piccola ‘arpia’ che tiranneggia il tempo del piccolo André che a soli nove anni già ha rubato il cuore della servetta. |
Cara Annalisa, grazie mille per questo nuovo tassello di una Storia di per sè affascinante, ma che tu sai sempre arricchire con garbo e sensibilità. |
Carissima Caporouge, |
More e rose. Pungente dolcezza e tagliente bellezza. Piantina selvatica di more trasportata accanto ad un piccolo ma disciplinato virgulto di rose così da crescere insieme, l’uno sostegno dell’altro, in un intricato intreccio dove non si scorge confine. |
Bella e spensierata come loro due bambini. Io però aspetto ancora la conclusione di Pur. Sei bravissima e mi tieni ancora col fiato sospeso |
Una festa di compleanno movimentata, decisamente! Povera Iris, che delusione! |