"Però poi devi correre, rimetterti la maschera e correre, perché non c’è tempo neanche per soffrire."
Molto incisivo ciò che sei riuscita a trasmettere con questo breve flusso di pensieri che ti serve sicuramente da sfogo e da medicina per la tua anima. Il brano che mi sono permesso di riprendere è, secondo me, il fulcro della tua narrazione: noi viviamo in un mondo che va troppo veloce e davvero anche a me è sembrato un sacco di volte che non ci lascino il tempo per metabolizzare, il tempo che naturalmente ci serve, tempo di cui abbiamo bisogno. Per esperienza personale capisco quando scrivi che non hai voluto dare l'ultimo saluto presenziando a quelle cerimonie o in ospedale ma la realtà è che non eri pronta per lasciare andare una persona a cui tenevi così tanto. Il senso di colpa che probabilmente senti ancora è in realtà un non voler lasciare andare quella persona perché non è ancora il momento. La stessa cosa è successa quando se ne sono andati i miei nonni. Ho impiegato anni per accettarlo e forse ancora non l'ho accettato del tutto. Col passare del tempo ti sarà più chiaro e meno doloroso. Ognuno è fatto a modo suo.
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