Ciao, Milly!
Arrivo qui dalla challenge Natale con il Grinch, sono contenta che abbia sviluppato uno dei pacchetti, per giunta in maniera tanto originale. Non avrei mai immagiato un racconto giallo, ma mi è piaciuto molto e l'ho letto tutto d'un fiato, curiosa di scoprire di più sull'antefatto e su come si sarebbe risolta la vicenda.
Mi è piaciuto come hai costruito l'intreccio, sino alla fine non avrei sospettato né di Trent per i crisantemi e i messaggi (per i quali non avevo davvero idee, perché Alistair mi sembrava troppo ovvio e a istinto ho scartato l'ipotesi di un risvolto soprannaturale con il coinvolgimento effettivo del fantasma di Thomas) né di Vivien, che hai abilmente lasciato sullo sfondo sino alla fine, come se non avesse alcun ruolo attivo nella vicenda.
Apro una piccola parentesi sullo sviluppo del pacchetto per dire che l'ho apprezzato molto: sebbene il presente del racconto sia ambientato in un tempo nel quale il contenuto del pacchetto è già accaduto, quel contenuto – quell'input – essendo l'antefatto è motore della trama, l'evento che letteralmente perseguita il tuo protagonista e che è causa di tutto ciò che leggiamo in queste pagine. Anche il tema Grinch è ben rappresentato attraverso Sebastian e mi è piaciuto come il suo essere diventato così tanto ostile al Natale sia profondamente legato a quanto accaduto quel Natale di sette anni prima (molto incisivo il parallelo tra i fiori che lui riceve, notoriamente associati alla morte, e le ghirlande e le candele natalizie che al pari dei crisantemi evocano in Sebastian immagini funeree – un po' come quell'odore di pesce morto che lo perseguita dalla morte di Thomas).
Ritornando all'intreccio, come anticipato, mi è piaciuto come l'hai sviluppato. L'incipit in media res e la ricostruzione di quanto accaduto in occasione del matrimonio di Vivien e Thomas (e delle relazioni stesse che sono intercorse tra i vari personaggi) attraverso i flashback ha creato quella giusta suspense che mi ha spinta a leggere un capitolo dopo l'altro, curiosa di costruire il mosaico (per gusto personale, poi, amo quando i tasselli della trama si compogono poco alla volta) e di svelare l'arcano.
Anche qui, a istinto, ho sempre creduto all'innocenza di Sebastian, malgrado quel buco di memoria potesse far ipotizzare altro; in lui ho visto uno struggimento e un senso di colpa così marcati che mi sembravano davvero pesare sulle spalle di un innocente che non sa più se ritenersi tale – se addirittura non si ritenga tale a prescindere dalle azioni concrete, perché dalla morte del vecchio amico Sebastian ha effettivamente tratto un vantaggio: ha sposato una donna ricca, ha salvato la tenuta e le apparenze, insomma ha assolto al solo compito che ha sentito gravargli addosso lungo l'arco della sua vita.
Il colpo di scena legato al maggiordomo mi ha davvero stupita, e ripensando a ritroso ai fatti raccontati ho apprezzato come tu, attraverso i pettegolezzi dei domestici, avessi suggerito che lui potesse avere un passato da non divulgare e dei segreti importanti da tenere ben chiusi in un cassetto – un po' come i biglietti che lui stesso invia a Sebastian. I suoi punti di domanda sul comportamento di Alistair sono stati anche i miei, peccato che abbia ricostruito il puzzle troppo tardi e che non sia riuscito a salvare Sebastian (ho immaginato che Trent, nel macabro piano di Alistair e Vivien, fosse il “nuovo Sebastian”, destinato ad addossarsi la colpa della morte di Sebastian stesso; dopotutto i due cugini sono a conoscenza del legame presunto tra Trent e Thomas e del fatto che fosse lui a perseguitare Sebastian attraverso il finto fantasma di Thomas per indurlo a pagare le colpe addossategli).
Anche il colpo di scena sui trascorsi di Alistair e Vivien, sul passato di lui e sulla consapevolezza e il cinismo di lei, è stato una sorpresa, perché come accennavo a inizio recensione non avrei mai immaginato un coinvolgimento di lei, seppure il suo ruolo mi sembrasse ambiguo o comunque poco chiaro in tutta la vicenda.
Di questa trama ho apprezzato anche la cornice a livello di contesto; i personaggi, il loro tempo e le loro convinzioni e priorità mi sono parsi ben definiti e figli del tempo nel quale li hai collocati.
Arrivando ai personaggi, mi sono parsi tutti ben sviluppati e anche qui ho apprezzato le caratterizzazioni, che sono tutte “spigolose” e coerenti alla trama in cui agiscono. Sebastian, in particolare, mi ha colpita nella sua debolezza, nel suo essere un protagonista destinato a perdere su tutta la linea. L'unico personaggio che a mio parere resta un pochino in ombra, e del quale non ho pienamente compreso le motivazioni, è Vivien, che forse risente un po' del poco spazio che le viene dedicato anche in conclusione (ma è anche possibile che fosse tua intenzione non risolvere la sua ambiguità!).
La conclusione è amara, e volendo anche sospesa (dobbiamo fidarci di Trent, noi lettori, che in precedenza non è che avesse avuto chissà quale intuito!), ma a mio parere adatta a un racconto come il tuo incentrato su un mistero che per chiunque altro a eccezione dei coinvolti resterà per sempre tale; e allora è giusto che la morte di Sebastian sia presunta, che anche su di essa gravi un punto interrogativo così come per lungo tempo è stato per quella di Thomas, il vecchio amico del quale poi sembra aver veramente seguito le orme cadendo nella tremenda rete di Alistair e Vivien.
Concludendo (mi dilungo sempre troppo!), ti faccio i complimenti per questa trama e anche per averla sviluppata in così poco tempo.
Grazie di aver preso parte alla challenge, ci risentiamo tra poco con l'altro racconto! |