Con
gioia metto questo nuovo capitolo =DDD Spero di non andare troppo a rilento e
v’informo che probabilmente, computer permettendo, posterò dei disegni
riguardanti la storia (e poi, devo capire come si fa,
anzi, se qualcuno mi spiega…. XD).
Vi
ringrazio tanto per le vostre recensioni ^^ Mi danno carica quando mi sento
stanca e non ho voglia di fare niente.
Capitolo sette
Ryan
e Kyle parlavano in modo sommesso.
Il
primo era adirato e il secondo cercava di calmarlo con parole dolci.
- Ryan,
non puoi fare così.
Il
biondo americano guardò l’amico, una volta tutore, con astio- Non si rendono
conto del pericolo! Non vi rendete
conto del pericolo.
-Tu
non ti fidi abbastanza.- fece Kyle, con la voce dura
-E
tu ti fidi troppo- ribatté acido Ryan.
Kyle
strinse gli occhi. Conosceva Ryan Shirogane da quando era un bambino e sapeva
bene cosa c’era nel suo cuore: gelosia.
Ma una
cosa la poteva capire, la gelosia nei confronti di Gish che stava attorno a
Strawberry, la quale non sembrava disdegnare la sua presenza, ma il
comportamento che aveva nei confronti delle altre ragazze, soprattutto nei
confronti di Lory, non sembrava avere molto senso.
“Forse
è solo perché non si sfoga con Strawberry da un po’ di tempo” pensò,
amareggiato.
-Ha
mortificato Lory. Ryan, se ci rifletti, sai che…
-Emh emh…
Una
voce sconosciuta li distrasse. Era quella di un soldato di quella città
–Scusate… il Generale Supremo, Ierol Ikisatashi, chiede un colloquio con voi.
Saku
entrò nella stanza delle ragazze, ma non le trovò.
Inarcò
un bel sopraciglio. Era tutto in ordine, a parte il letto di Puddy, ma delle
cinque terrestri, neanche l’ombra.
-Attenta,
Puddy!
Questa
sembrava la voce di Mina…
-Ehy!
Strawberry, cosa fai?
Lory…
-Ragazze,
Ryan s’infurierà e probabilmente tutti i medici di questo posto.
Pam,
senza dubbio.
-YEEEEAH!
Ecco
Puddy.
Seguì
le voci e ben presto si trovò nel giardino della struttura.
Era
piccolo e molto verde, con piccoli impianti di strani alberi terrestri che i
suoi figli avevano portato. Si chiamavano meli
e il frutto, a detta di Gish, era molto buono.
Le
ragazze erano sedute sotto uno di questi alberelli e sembravano rilassate e
tranquille.
Pam,
la più grande, si accorse di lei e la salutò con un cenno del capo e l’altra
ragazza più minuta, Mina, sorrise, gentile.
Allora
si voltarono Puddy, Strawberry e Lory. La prima e la seconda si sbracciavano,
la terza arrossì un po’.
Saku
si avvicinò, elegantemente, con una grazia degna di una modella, secondo le
ragazze.
Era
molto bella, questo lo avevano constatato e Pai le
assomigliava in modo incredibile. Non sembrava nemmeno molto grande, anzi, le
avrebbero dato una ventina di anni ma visto e poiché aveva tre figli e il
maggiore sembrava avere sulla ventina…
-Cosa
state combinando?- chiese curiosa.
-
Prendevamo solo un po’ d’aria- disse Mina –Spero che ciò non sia contro le regole- aggiunse, con un tono un po’ seccato.
Saku
annuì –Assolutamente no, vorrei solo che non vi stancaste. I miei figli mi
ucciderebbero, se per caso vi capitasse qualche cosa, di nuovo.
Saku
guardò Strawberry –Ricordi niente, tu?
Strawberry
scosse il capo, facendo ondeggiare i bei capelli rossi –No, ma loro- e indicò
le Mew Mew –Mi piacciono un sacco- rise di gusto.
Sembrava
serena e non più confusa come poco prima e di questo, Saku era contenta.
Il
suo sguardo materno si spostò a Lory –Scusami, cara… posso parlarti un attimo?
In privato?
Puddy
e Mina ridacchiarono e Strawberry sussurrò la parola “suocera” e Lory arrossì
mentre la rossa si beccò una gomitata nelle costole da parte di Pam, che
tratteneva una risata.
Lory
si alzò, titubante –Va… va bene…
“Perché
vogliono tutti parlare con me… sigh…”
Ierol
guardò i tre figli e i due umani. Mostrò loro il
foglio e disse senza tante cerimonie –Ho la netta sensazione che siano andati
sulla Terra.
-Chi?-
domandò Tart, come caduto dalle nuvole.
Il
padre guardò duramente il figlio minore e disse –Chi ha rapito quelle ragazze.
Kyle
esaminò il foglio e disse –Cosa c’è scritto?
Gish
glielo sfilò delicatamente dalle mani e lesse ad alta voce
“Progetto Mew”
“Prelievo di
campioni di Dna.
Inserirlo in
esseri compatibili”.
Ryan
si mise una mano sotto il mento –Non può essere.
-Che
cosa vuol dire?- domandò ancora Tart e Ierol pensò che fosse stato uno sbaglio
inserirlo in quella conversazione. Era ancora troppo piccolo, nonostante i suoi
incredibili poteri.
Intervenne
Pai, acuto come sempre –Vuol dire che stanno cercando
altre persone in cui inserire il Dna delle Mew Mew.
Tart
ci pensò –Altri umani? E’ possibile?
-No-
asserì Ryan –Strawberry, Mina, Lory, Puddy e Pam sono le uniche. Le abbiamo
cercate per mesi e sono state compatibili al 70% al Dna degli animali Codice Rosso.
Gish
sgranò gli occhi -70%? Pensavo fossero… completamente fuse con il Dna inserito
nel loro corpo.
Kyle
scosse la testa –No. Non sono neanche stabili. Ad esempio a Strawberry se si
emoziona troppo si trasforma in gatto oppure Mina è molto elastica rispetto a
molte ragazze e deve stare attenta perché è diventata… così leggiadra da
prendere il volo… Lory appena tocca l’acqua diventa per metà pesce mentre Puddy
è diventata esageratamente ginnica senza il minimo sforzo e Pam ha aumentato la
sua forza in modo sproporzionato. Tutti questi fattori sono instabili e
reagiscono secondo gli stati d’animo.
-Abbiamo
pure temuto- aggiunse Ryan, pensoso –Che la loro mutazione fosse.. irreversibile, ovvero che si trasformassero
nei loro animali.
Pai
ripensò a quello che aveva detto Lory e gli venne un brivido lungo la schiena.
-Cioè,
le avete trasformate senza nessuna certezza?- chiese Tart, scandalizzato.
Ryan
lo guardò, acido –Ci stavate attaccando, dovevamo difenderci in qualche modo e
non pensare che non mi dispiaccia per quelle ragazze.
Ierol
batté una mano sul tavolo, spazientito –Non è il luogo per certi dibattiti.
Dobbiamo intervenire poiché non credo siano solo quelle ragazze in pericolo ma
anche il nostro pianeta.
Gish
strinse i pugni –Noi andremo sulla Terra. Proteggeremo tutti, puoi starne
certo.
Ierol
sospirò –Non credo bastiate.
-Non
dimenticarti delle Mew Mew. Loro hanno sconfitto Profondo Blu- fece Pai, sostenendo Gish.
Ierol
annuì. Rimandare i suoi figli in guerra non gli piaceva ma sapeva che era
necessario.
Guardò Tart –Tu resti qua.
Il
minore sgranò gli occhi –No. Vado con loro!
-Sei
solo un bambino. Non ero d’accordo a mandarti un anno fa, non lo sono ora.
-Io
vado, che ti piaccia o no. Sono forte quasi quanto Pai e Gish e sicuramente più
forte di molti soldati! Io andrò!
Ierol
lesse negli occhi del figlio la determinazione.
E
nella sua testa, partì una strana riflessione: Pai era la fotocopia fisica
della madre ma il carattere, i modi calcolatori, la forza, l’intelligenza,
erano di Ierol, grande Comandante e Generale, impeccabile e temuto, orgoglioso
e spietato in battaglia. Gish, invece, nonostante non fosse suo figlio ma, suo nipote, aveva ereditato da lui l’astuzia, e
dalla moglie i modi eleganti e l’acume brillante. Tart,
era un caso a parte. Era testone, irascibile e ostinatamente orgoglioso anche
se molto forte. Di certo, non prendeva da lui anche se a moglie, ridendo e
scherzando, diceva che su Tart poteva essere sicuro al 100% che fosse suo
figlio.
Sospirò
–Pai, occupati di lui.
Il
maggiore annuì, serio –Va bene.
Tart
fece per rispondere ma Gish gli diede un pizzicotto e si morse la lingua. Aveva
vinto, e doveva starsi zitto.
-Quando
partiamo?- chiese Kyle, con un tono impaziente nella voce.
-Quando
volete- disse Pai, senza far parlare Ierol.
Ryan
guardò freddamente l’alieno -Ottimo. Domani stesso, allora.
Voleva
allontanarsi da quel pianeta. Avrebbe preferito, però, allontanare le ragazze
da quei tre alieni ma sembrava impossibile. Erano come calamite per i guai.
Pai
e Ryan si guardarono un paio di secondi e per un attimo, l’alieno giurò che lo
stesse sfidando. Era lo stesso sguardo di poco fa quando era con Lory.
Ryan
distolse lo sguardo a causa di Kyle, che li richiamò all’attenzione –Sarà il
caso di avvisare le ragazze. Dobbiamo preparare Strawberry perché lei, della
Terra, non ricorda niente.
Altro
problema: Strawberry e quell’odioso Gish.
Ryan
si sentì investire dalla gelosia. Possibile che su tre alieni che avevano avuto
modo di conoscere da vicino, sembravano aver catturato l’interesse di tre componenti delle Mew Mew.
Uscirono
dalla stanza e Ryan sembrava sbuffare fumo.
-Vorrei
affidarti un incarico.
La
ragazza e la donna si erano allontanate dalle Mew Mew
ed erano andate in una stanzetta piccola ma accogliente che assomigliava tanto
a uno studio.
Saku
chiuse la porta, a chiave e Lory si chiese del perché di tanta segretezza.
La
donna la fece sedere e le porse, poi, una foto.
Lory
capì che era un po’ vecchia a causa delle pieghe che aveva e quindi fece
attenzione a come lo toccava.
Era
una foto di famiglia, senza dubbio.
E
poté riconoscere tutti e tre gli ex nemici piccoli ma…
C’erano
due donne adulte, e una era Saku, senza dubbio. L’altra aveva dei lunghi
capelli verdi e occhi del medesimo colore scuro e assomigliava incredibilmente
a Gish, che teneva in braccio. Il piccolo Gish indicava l’obbiettivo
e rideva con i grandi occhi dorati. Poi c’erano Ierol e… un Pai grande o una
Saku femmina, non lo sapeva dire.
Era
la fotocopia di Pai adulto, con solo i capelli più corti e ordinati e un viso
dolce e affettuoso mentre gli occhi erano vispi, come quelli di Gish. Teneva
per mano braccio un altro bambino. Strabuzzò gli occhi. Era un
Pai piccolo… un gemello? Ma la cosa non quadrava perché vicino a questa
famiglia, c’erano Ierol che teneva in braccio un Tart
in fasce e Saku aveva le mani appoggiate con fare protettivo su Pai
Poi
notò un’altra cosa… il braccio del Pai grande erano
intorno alla vita di Saku, come se fossero molto intimi.
Lory
decise di parlare –Chi sono, queste persone?
Saku
sorrise, dolce e Lory capì che li doveva amare molto,
quei soggetti nella foto.
-Questa-
indicò la donna con i capelli verdi –E’ mia cognata. Si chiamava Layla ed era la mamma naturale di Gish, il bambino che
tiene in braccio. Carino, vero? Crescendo è diventato ancora più vivace,
proprio come sua madre. Una donna eccezionale. Quella accanto a lei è suo
marito, mio fratello. Si chiamava Tori. Non siamo gemelli, se è quello che pensi,
ma non è bellissimo? Un po’ come il mio Pai ma più
maturo. In braccio c’è il loro primogenito, Rei. Un
testone bambino. Non assomiglia tanto a Pai? Strano, eh?
Poi
ci siamo io, Ierol, mio marito, Pai e il piccolo Tart.
-Non
capisco cosa vuole da me…- fece Lory, confusa da tutti quei nomi e intrecci
familiari.
-
Lui- indicò Tori –Lei- ora indicò Layla –Sono morti
in n crollo di una galleria, tempo fa. È successo
circa una settimana dopo questa foto- gli occhi di Saku si intristirono
–Abbiamo trovato i loro corpi sepolti. Gish si è salvato perché la madre ha
fatto da scudo con il suo corpo ed è uscito illeso.
Lory
fece la domanda che le premeva –E Rei?
-Non
si è mai trovato il corpo. Tutti lo davano per morto, ma mi sembrava molto
strano. Anche dopo anni, i corpi si ritrovavano, nelle gallerie.
Si
accese una lampadina nella testa della verde –Lei pensa che Rei sia….
- Il
tuo carceriere, esatto.- Saku la guardò con i suoi occhi violacei con il
contorno dorato -Hai detto della stranezza degli occhi, simili ai miei. Erano
gli stessi di Tori e di Rei. Sono sicura che sia lui.
Lory
si sentì sempre più confusa -Ma allora perché…
-Non
è mai venuto da noi? Non lo so. A breve tornerete sulla Terra e sono sicura che
li incontrerete e ti prego, ti scongiuro: riportalo indietro.
Lory
si sentì carica di emozioni e guardò Saku. Era meravigliosa, anche ora che i
suoi occhi erano pieni di lacrime.
-Cosa
le fa credere che io ce la posso fare?- si portò una mano alla testa,
scuotendola forte.
Lei
non era tanto… capace. Era la più debole sia fisicamente che
psicologicamente e convertire una persona del genere…
“Con
Pai, ad esempio, ho fallito clamorosamente”.
Saku
la distolse dai suoi pensieri -Perché lo so. Tart mi ha raccontato tante cose
su di voi. Lo farai, per me?
Lory
sospirò. Non sapeva dire di no –Gish lo sa di avere un
fratello?
-Sì-
disse Saku –Ma non ha mai visto questa foto ed è l’unica con suo fratello. Non
ha idea del suo volto.
-Glielo
posso dire?
-Fa
quello che ritieni necessario anche se preferirei che
rimanesse segreto... non sappiamo con certezza che sia lui, ma tu devi
scoprirlo e riportarlo dalla parte giusta.
Lory
annuì e seppe, in quel medesimo istante, di essersi cacciata in un grosso,
grossissimo guaio.
Meno
di ventiquattro ore.
Meno
di ventiquattro ore e sarebbero tornati sulla Terra.
Strawberry
e le altre avevano ricevuto una visita di, Kyle, nel pomeriggio e gli era stato
detto dell’imminente partenza e delle cose scoperte.
Avrebbe
rivisto Mark, la sua famiglia… forse avrebbe scoperto qualche cosa in più su di
sé…
Ripensò
allo sguardo di Ryan, così carico di emozioni che non riusciva a trattenere.
Accanto
a lei sentiva Puddy russare.
Si
rigirò nel letto e sospirò.
Dentro
di sé avvertiva una strana sensazione di disagio ripensando a quei bei occhi color del ghiaccio.


