Ta daaaan!
Ecco a voi il capitolo nuovo nuovo
^^
A breve vorrò postare la “foto” che Lory
conserva, quella si Saku. Devo solo capire come =D
Grazie tanto a chi ha commentato ^^ Mi
fa veramente piacere!
È stato un periodo un po’ così, al
solito, e piano piano che si avvicina il mio
compleanno (il 16, sigh) mi
viene lo sconforto. Detesto il mio compleanno xD Inviterei il mondo, ma io mi lascerei a casa xD
Che dire? Fatemi un bel regalo e ditemi
cosa ne pensate ^^ Un bacio ^^
Capitolo otto.
Nessuno
venne a salutarli alla partenza, se non Saku.
La
navicella partì sola e Strawberry si chiese se era giusto così ed espose il suo
pensiero a Pai.
L’algido
alieno la guardò con freddezza e poi disse –Quando siamo
partiti la prima volta, non c’era neanche nostra madre. Sono le regole ed è un
po’… una superstizione.
-In
che senso?- chiese la rossa.
La
sua voce prese un’intonazione quasi disgustata -Si cerca di mantenere l’ultima
immagine delle persone partite, quella in casa, il giorno prima, pregando che
essi tornano solo più forti di prima.
Strawberry
aggrottò la fronte -E se non tornano vivi?
Pai
la guardò diritto negli occhi.
Cosa
ci trovava Gish in lei? Era carina, graziosa, ma finiva tutto là. Non vedeva in
lei quelle caratteristiche così… belle da aver portato suo fratello al
tradimento e alla morte.
Forse
Gish aveva pessimi gusti in fatto di donne? Probabile.
-Se
non tornano vivi, i loro corpi non sono accettati dalla famiglia perché se sono
morti, non erano abbastanza forti.
Strawberry
si mise una mano al cuore –E’ una cosa triste.
-Già.
Gli
occhi di Strawberry s’inumidirono di tristezza e Pai provò una strana morsa
allo stomaco. Odiava vedere le donne piangere perché gli ricordavano sua madre
quando erano stati scelti per la guerra. Poi, veder piangere una ragazzina…
-Non
c’è bisogno di fare così, sai?- le disse, un po’ più dolce –Oggi non è venuto
nessuno perché abbiamo tenuto il tutto segreto.
Strawberry
sembrò rasserenarsi e sorrise, asciugandosi gli angoli degli occhi -Capisco.
Senti, mi parli un po’ di me? E delle Mew Mew?-
domandò a bruciapelo.
Strawberry,
fino a quel momento, aveva parlato con tutti, tranne che con Pai che sembrava
molto distante e difficile da raggiungere. Quelle poche volte che lo aveva visto era sempre concentrato su Lory o molto
silenzioso e concentrato, lontano dal suo corpo con la mente persa nello spazio.
Pai
aggrottò la fronte – Che cosa vuoi sapere?
Strawberry
si strinse le spalle -Quello che sai tu…
Pai
si lasciò andare sulla sedia dei comandi e mise il pilota automatico con un
tasto –Sei molto forte. E testona. La tua potenza, le volte che la usi tutta, è
del 110%. Sei la più forte delle Mew Mew.
Rimase
in silenzio, non sapendo che altro dire, ma gli occhi di Strawberry, colmi di
curiosità lo misero a disagio e cercò di aggiungere altro, scavando nella
memoria –Sembri essere molto legata alle tue compagne e…- si bloccò di nuovo
–Mi spiace, non so che altro dirti. Sei coraggiosa e forte. Per me basta.
Strawberry
rimase delusa –Beh… almeno parlami un po’ delle mie compagne, no?
Pai
sospirò, a disagio –Non so cosa dirti… beh… Mew Mina è
agile, forte anche lei ma più.. aggraziata, credo sia questo il termine. È
incrociata con il Lorichetto Blu. Sembra molto presuntuosa ed è una potenza
quando combina i suoi attacchi con i vostri, specialmente con Mew Pam. Anche
lei è forte, la seconda in classifica, secondo me. È un po’ un vero lupo come
carattere. Quando mi confrontavo con lei, dovevo usare tutte le mie abilità per
non finire schiacciato dal suo potere- la sua fonte si corrucciò –Poi c’è Mew
Puddy. Poco da dire. È una mocciosa pestifera e s’intratteneva sempre con Tart,
il che mi faceva stare più tranquillo poiché più che lotte sembravano
scaramucce. Infine c’è Mew Lory. Credo che abbia un forte potenziale
ma non lo usa. È molto riluttante a combattere. Va bene, così?
Strawberry
si grattò la testa –Sei stato poco utile.
Gocciolone
–Scusami, eh…- fece ironico.
Strawberry
si strinse le spalle –Fra quanto arriveremo sulla Terra?
-
Una settimana circa.
-Uh…
Ryan
si ritrovò faccia a faccia con Strawberry a un paio di ore dalla partenza.
La
ragazza, nel vederlo, assunse tante espressioni: prima arrossì, con quel dolce
rosso che le coloriva le guance, poi invece, assunse un’aria confusa e infine,
quella che preferiva nelle giornate noiose: quella furiosa.
-Ancora
tu!- fece la giovane e Ryan sorrise, quasi rise davanti alla ragazza.
-
Eh… siamo nello spazio dentro una navicella… credo di non poterti evitare, cara
la mia Strawberry - e le diede un buffetto sulla testa e la ragazza chiuse gli
occhi.
Un
altro flash.
Lei,
con indosso uno strano vestito color amarena da cameriera che minacciava il
biondo con una scopa.
Si
toccò la parte toccata e disse, con voce piccola –Perché nei miei frammenti di
ricordi siamo amici e qui invece… litighiamo?- chiese, quasi rattristandosi.
Ryan
mise le braccia dietro la testa –Noi… litighiamo sempre… è il nostro modo per
dirci che… emh…- arrossì, guardando di lato –Che ci
vogliamo bene.
Strawberry
lo guardò, corrucciata –E allora perché ti sei comportato così, con noi? Ci hai
rimproverato ingiustamente.
Ryan
era a disagio –Sono solo preoccupato per voi. Da quando siete scomparse…- si
fermò, notando Gish dietro Strawberry, che li guardava con occhi dorati pieni
di diffidenza.
Fece
cadere le braccia sui fianchi, sentendo il suo corpo reagire con violenza alla
vista dell’alieno, che fece altrettanto, avvicinandosi a grandi passi,
prendendo Strawberry da una mano –Ehilà, micina-
disse cercando di fingersi amichevole ma il suo sguardo era come fuoco contro
Ryan.
Iniziò
una lotta con lo sguardo e Strawberry era al centro, come se fosse stata nell’occhio
del ciclone. Si sentì a disagio e abbassò lo sguardo, mangiucchiandosi un’unghia.
Ryan
osservò Strawberry e strinse la mascella –Vi lascio soli- disse, cercando di
fare retro marcia, ma la mano di Strawberry, calda e vellutata lo fermò per il
braccio.
Lo
sguardo della ragazza era confuso ma tenace. Incrociarono lo sguardo e per un
attimo, la ragazza si pese in quegli occhi color del cielo.
–Aspetta, non…
Strawberry
si sentì tirare da Gish e si voltò a guardarlo un po’ adirata.
Sentiva
troppe… cose…
Il
fuoco di Gish, il ghiaccio di Ryan… la voglia di abbracciarne uno e di
stringersi all’altro.
“Cosa
mi succede?” pensò, sconfortata, mollando entrambi.
I
ragazzi erano confusi dalla reazione di Strawberry e non fecero niente quando
questa li lasciò soli, quasi scappando da quella stanza piena di sentimenti
contrastanti.
Gish
guardò Ryan –Guarda cosa hai fatto!- lo accusò Gish.
Ryan
si voltò nuovamente, dandogli le spalle –Non è giusto quello che stai facendo.
La stai confondendo ma quando torneremo sulla Terra, lei tornerà da Mark. Sono
fatti per stare insieme, ti sei dimenticato l’ultima battaglia? Non importa che
non si ricordi di lui. Basteranno un paio di settimane- e uscì dalla stanza,
lasciando Gish frustrato “No, non sarà così”.
Quando
avevano deciso di lasciare la terra, Nadia non pensava che si sarebbe annoiata
tanto.
I
suoi capelli blu come il cielo notturno erano acconciati in una morbida treccia
che era appoggiata sulla spalla e gli occhi del medesimo colore erano lucidi
dalla noia.
Vestiva
leggero. Era scesa sulla Terra e aveva fatto un po’ di shopping e indossava
un’adorabile camicia verde scuro su dei jeans attillati e neri e ai piedi
portava stivali con la zeppa. Era bellissima.
Aveva
dovuto nascondere le sue orecchie aliene per far spese e aveva chiesto a Rei e
poi a Natsu di accompagnarla ma i due non avevano
voluto sentire ragione.
Poi
c’erano il bambino e il vecchio, Koda e Loren, ma
erano così… inquietanti… silenziosi e con lo sguardo perso.
Si
stiracchiò. Avevano creato
una nuova dimensione simile a quella di Pai, Gish e Tart ma era più piccola e
doveva accontentarsi di una stanza veramente piccola, di tinte azzurre molto
delicate.
-Fra
quanto arriveranno le Mew Mew?- chiese Natsu, un alieno con i capelli neri e lo sguardo castano.
Rei
alzò lo sguardo dalla sua rivista umana -Chiedi al Capo.
Già.
Il
Capo.
Un
uomo bellissimo. Giovane, bello e temibile. I capelli erano neri come la pece e
dello stesso colore erano gli occhi erano ancora più scuri. Aveva detto di
chiamarsi Syrio e Nadia se ne sentiva già innamorata.
Era carismatico, intelligente… non sembrava aver niente in comune con quella
marmaglia che aveva per compagni. Era stato lui a trovarli, lui aveva ideato il
piano… ma qual era il suo scopo?
Lo
avevano seguito incondizionatamente. Non trovavano giusto vivere in un pianeta
di seconda mano, né che gli umani vivessero felici.
Syrio era
comparso così, dal nulla, per loro.
“Per me” sorrise Nadia.
-
Dov’è adesso?-
chiese, dolce.
Koda la
guardò –Credo sia sulla Terra ma oggi era di cattivo umore. Lascialo stare.
Loren
alzò la sua testa canuta –Le Mew Mew saranno qua a giorni. Lasciamo che tutto si riordini un po’.
Nadia
si scaldò –Ma noi non dovevamo conquistare
Rei
la guardò, acido –Taci, femmina. Syrio sa cosa deve
fare. E noi lo seguiremo.
-Non
metto in dubbio il suo volere, ma…
Natsu la
guardò, dolcemente con i grandi occhi castani –Cara Nadia, compagna mia, tutto
a suo tempo. Nessuno comprende i piani di Syrio ma
non siamo costretti a stare qua. Possiamo andarcene quando vogliamo.
Nadia
si arrese, sedendosi scomposta –Che noia…- ripetè,
non vedendo l’ora di rivedere l’urtante faccino di Mew Mina.
Note:
Per
non confondervi le idee, poiché mi rendo conto di non
essere mai stata molto chiara:
Natsu:
carceriere di Strawberry.
Nadia:
carceriera di Mina
Rei:
carceriere di Lory
Koda:
carceriere di Pam
Loren:
carceriere di Puddy
Syrio:
l’alieno misterioso che ha fatto saltare tutto in aria xD


