I feel something for you.
I can't rest, I can't lie, All I need is y o u and I. - David Guetta
Le settimane erano trascorse rapidamente dal giorno in cui Stefan aveva ritrovato il controllo su sé stesso.
Da allora, gran parte delle sue giornate erano dedicata all'allenamento intensivo imposto da Caroline,
mentre nel tardo pomeriggio si regalavano un pò di sano relax al grill. Proprio una di quelle sere avvenne qualcosa di insolito...
Mentre Caroline era intenta a parlare senza sosta, lo sguardo di Stefan venne attratto da una nuova cameriera
che ripuliva il tavolo adiacente. La osservò attentamente mentre poggiava le lattine ormai vuote sul vassoio
e passava un panno inumidito sul tavolo sporco di ketchup...aveva dei lineamenti davvero sinuosi e un portamento regale,
nonostante il corpo fosse intrappolato in una sudicia divisa e i lucenti capelli castani raccolti in una semplice coda di cavallo.
Improvvisamente qualcosa si posiziono fra il corpo della giovane e il suo sguardo.
Era una mano, la mano di Caroline che oscillava dinanzi a lui per riportarlo alla realtà.
"Tanto per essere chiari, se trovi che i miei discorsi siano noiosi puoi anche dirlo, non mi offendo sai...
Prima di terminare la frase voltò il capo verso il punto in cui, precedentemente,
lo sguardo di Stefan si era soffermato, sgranando gli occhi, aggrottando le sopracciglia
e spalancando la bocca incredula.
"Aspetta, tu stavi fissando quella lì?"
chiese guardandolo nuovamente sconvolta.
Stefan abbassò lo sguardo imbarazzato.
"Puoi abbassare il volume? Non credo che ti abbiano sentito fino all'isolato di fronte..."
aggiunse ironicamente abbozzando un sorriso mentre roteava il
contenuto della sua tazza fra le mani.
Caroline continuò a fissarlo per diversi secondi mantenendo la stessa
espressione facciale che aveva assunto in precedenza.
"Caroline, sono un vampiro non un mutante. Quindi...potresti smetterla
di farmi sentire una specie di depravato solo perché ho soffermato lo sguardo
su una donna? Te ne sarei infinitamente grato..."
La bionda vampira gli sottrasse subito la tazza dalle mani per
annusare la sostanza che stava assumendo.
"Cos'è ti hanno drogato?"
chiese assaggiando la bibita che si rivelò essere una semplice birra.
"Sei ubriaco? Hai l'influenza? Fammi controllare..."
disse allungando una mano per appoggiarla sulla fronte.
Stefan si tirò indietro per evitarla.
"Sto benissimo, Caroline."
"Beh, non si direbbe visto che ti sei arrapato per quella sgualdrina di Tracey!"
Esclamò irritata.
"Cosa? No! Io non mi sono arrapato. Cosa ti salta in mente."
"Buon per te, perchè se così fosse, hai dei gusti davvero pessimi.
Tranne per Elena s'intende..."
Disse con noncuranza infilzando la lattuga dal suo piatto e addendandola.
"Senti, questo discorso è davvero stupido, possiamo
cambiare argomento per favore? Si era detto che i pomeriggi
erano dedicati allo svago, no?"
Caroline continuò a masticare l'insalata rivolgendo lo sguardo altrove,
come offesa per quello che aveva fatto Stefan. Il giovane Salvatore
non riusciva a comprendere il motivo che l'avesse spinta ad
arrabbiarsi così tanto,
infondo non aveva fatto nulla di male...e di certo non provava nulla per quella ragazza.
Il suo cuore palpitava ancora per una sola donna...la stessa che aveva lasciato la città insieme al fratello.
Sospirando, Stefan poggiò le spalle sullo schienale della sedia tirando indietro la testa...
Caroline lo osservò brevemente prima di riprendere a divorare ciò che aveva ordinato.
Pochi secondi dopo il volto della cameriera occupò l'intero campo visivo di Stefan.
Si era fermata proprio dietro di lui, cogliendolo alla sprovvista.
"Scusa, hai ordinato tu un'altra birra poco fà?"
chiese sorridente.
Stefan alzò di scatto la testa..
"emh, si..."
rispose con impaccio.
La cameriera poggiò la birra sul tavolino, poi gli sorrise maliziosamente.
"Non mi ricordo di te, è tanto che risiedi a Mystic Fall's?"
"Oh, più di quanto immagini!"
esclamò caroline sottovoce.
"Da un bel pò direi."
rispose Stefan fingendo di non aver udito l'amica.
"Davvero? che strano, avrei di certo notato un ragazzo come te!"
Caroline tossì interrompendo quella sorta di intimità che si era venuta a creare dopo quella frase.
Tracy si voltò verso di lei con un sorriso forzato:
"Hai bisogno di qualcosa, Car?"
Senza mezzi termini la vampira rispose:
"Si, che tu te ne vada!"
Mentre la ragazza aveva assunto un'espressione alquanto sorpresa per
quella esclamazione, Stefan affrontò con pugno duro l'amica.
"Si può sapere qual'è il tuo problema?"
"Il mio problema è che questa sgualdrina ci sta provando senza ritegno,
e non sono venuta quì con te per assistere a queste scene, quindi..."
Si alzò infuriata
"Visto che sono io quella di troppo, me ne vado. Buonaserata!"
Senza lasciare a Stefan il tempo materiale di risponderle, uscì dal locale adirata.
"Che caratterino!"
"Ti chiedo scusa per il suo comportamento, non sò davvero cosa le sia preso..."
"Mi sembra chiaro...è gelosa!"
"Gel.."
Stefan esplose a ridere scuotendo la testa..
"No, è impossibile! Noi siamo solo amici."
"Beh, che siate amici o meno, sono una donna...e sò per certo che quella
non era un sfuriata da semplice sindrome premestruale...tu le piaci, è evidente!"
Il sorriso sulle labbra di Stefan si spense lasciando posto all'incredulità.
La ragazza lo osservò prima di riprendere in mano il vassoio.
"Se vuoi scusarmi, devo tornare a lavoro.
Se sei ancora libero, spero di rivederti uno di questi giorni."
Sorridendo maliziosamente, si allontanò raggiungendo il tavolino successivo.
Stefan ancora turbato da quanto accaduto, si alzò pagando il conto e cercando
di raggiungere Caroline per chiarire la situazione. Fortunatamente la sua auto non
voleva saperne di ripartire, e Stefan riuscì benissimo a sentire le sue imprecazioni mentre
colpiva ripetutamente lo sterzo con le mani. Aprì la portiera dal lato del passeggero e
si sedette semplicemente sul sedile.
"Andiamo, stupido ammasso di rottame, parti!!"
La mano destra della vampira continuava insistentemente a girare la chiave nel quadro,
sperando ardentemente che l'auto riprendesse la sua corsa per allontanarsi immediatamente da lì.
"È sicuramente un problema al motore. Non peggiorare
ulteriormente la situazione continuando a surriscardarlo."
Caroline decise di seguire il consiglio.
"Bene. Andrò a piedi."
Così dicendo si volto verso la portiera ma Stefan la bloccò poggiandole una mano sul braccio.
"Aspetta. Dai....adesso che siamo in un luogo tranquillo, possiamo parlare per favore?"
La vampira si voltò verso di lui mantenendo basso lo sguardo.
"Non c'è niente da dire."
"No? Mi spieghi perché te la sei presa in quel modo, dimmi cos'ho fatto di male?
Ti sei sentita offesa dal mio comportamento, per qualcosa che ho detto..."
Caroline continuava a scuotere la testa.
"No....io...è solo...è solo che ci tengo a te. E non voglio perderti.
Ho perso così tante persone Stefan...mio padre, Tyler, la mia migliore amica....
non voglio perdere anche te. Sei.....importante per me."
Lo guardò negli occhi cercando di trattenere le lacrime. Stefan le strinse una mano e,
con un caldo e affettuoso sorriso, le accarezzò un guancia cercando di infonderle sicurezza.
"Ehi, sono quì. Non me ne andrò. Non ti lascerei mai.
Tu sei l'unica cosa positiva nella mia vita adesso.
Come puoi anche solo pensareche io possa abbandonarti?"
"Mi dispiace." disse Caroline in lacrime.
"Mi sono comportata come una bambina, scusami."
Stefan l'attirò a sé abbracciandola dolcemente.
"E' tutto ok, sta tranquilla."
Le calde lacrime di Caroline si riverarono inesorabili sulla camicia di Stefan
che continuava ad accarezzarle i lunghi capelli dorati soffermandosi sulle punte e
arrotolandole fra le dita. Rimasero così diversi minuti, poi Caroline sollevò
leggermente la testa e i loro sguardi si incontrarono. Inspiegabilmente Stefan
si ritrovò a soffermare lo sguardo sulle labbra di Caroline, attratto dalla
visione angelica che si trovava davanti. Caroline avvicinò lentamente il suo viso,
poggiando delicatamente le labbra su quelle di Stefan, ma si tirò quasi immediatamente
indietro, preoccupata della possibile reazione di Stefan, ma nello stesso tempo
terrorizzata dai sentimenti che stava provando. Stefan chiuse gli occhi e la baciò
nuovamente, lasciandosi trasportare da quei sentimenti che si erano insinuati dentro
di lui e che prepotentemente avevano avuto la meglio. Le labbra di Caroline tremarono
non apprena si allontanarono leggermente dalle sue, ma poi cercarono di nuovo
avidamente quel contatto che le provocava un'emozione indescrivibile.
Il bacio divenne più caldo e travolgente, le loro lingue si intrecciarono desideriose l'una
dell'altra, i loro corpi erano pervasi dall'enfasi del momento. Nessuno dei due aveva
la voglia o la forza di fermarsi, almeno non prima che una mano bussò contro il vetro dell'auto.
Caroline si tirò improvvisamente indietro coprendosi le labbra con le mani.
Matt li aveva colti sul fatto.


