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Autore: Dave1994    11/01/2013    6 recensioni
Skyrim, poco prima della resurrezione dei draghi e del ritorno di Alduin.
Una terra immersa nel mistero e nella magia...talvolta così antichi da trascendere persino il tempo stesso.
Due universi che si incontrano,per ridipingere un passato sconosciuto e incredibile.
Genere: Avventura, Fantasy, Mistero | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna | Personaggi: Altri, Nuovo personaggio, Sorpresa
Note: Cross-over | Avvertimenti: nessuno
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Ashlotte socchiuse gli occhi, prendendo la mira con cura. La lama del coltello posta tra l'indice e il medio della sua mano destra scintillò alla fievole luce della torcia, quasi ammiccando come un gatto. Tese i muscoli del braccio, trattenne il respiro ed escluse ogni pensiero dalla sua testa.

- Ssssssscommetto cinquanta ssssssovrane che fa centro di nuovo. - sussurrò flebilmente una voce poco distante, da qualche parte dietro le sue spalle. A giudicare dal timbro sibilante e trascinato, doveva trattarsi di Veezara.

Non sapeva che il lucertolone avesse il vizio del gioco.

- Io ne scommetto sessanta che stavolta lo manca. - rispose Nazir, accennando un risolino – dopotutto, è l'ottavo che lancia. -

Ashlotte non ci fece caso. Mantenendo l'impenetrabile espressione che sempre l'aveva contraddistinta, scaricò tutta la sua forza nel braccio destro facendogli compiere un arco perfetto: il pugnale roteò instancabilmente, rilucendo cinereo agli occhi dei presenti...

...e si conficcò in mezzo agli occhi del manichino di legno posto a otto metri dall'assassina con tale violenza che la lama penetrò quasi fino all'elsa.

Un vociare confuso si sollevò tra il pubblico: chi si lasciava andare in cenni di complimento, chi in un contenuto stupore. Nazir batté le mani quattro volte, con enfasi.

- Eccezionale, come sempre! Mio rettilesco amico, pare che ti debba di nuovo dei soldi. - esclamò l'uomo, scoppiando in una bonaria risata. Fece correre la mano sul borsello appeso al suo fianco destro, vi rovistò dentro e ne estrasse una manciata di pesanti monete d'oro. Dopodiché, le fece cadere nel palmo dell'Argoniano intento ad osservarle con avidità: come potergliene fare una colpa, quando si trattava della minore delle colpe dei presenti in quella sala?

L'assassina dagli occhi azzurri fece scorrere lo sguardo lungo i suoi confratelli, soffermandosi ancora una volta su quelle toghe così nere, quasi simboleggianti la totale assenza di alcuna emozione. Ma sapeva che non era così: erano assassini votati a Sithis, mercenari senza nessuna pietà, ma dietro quegli occhi freddi e calcolatori si nascondevano persone da un passato difficile e tormentato.

E cosa più importante, lei lo sapeva. Sapeva leggere le persone, sin da quando era bambina. Veezara, per esempio, quando era ancora un cucciolo era stato l'unico sopravvissuto della sua famiglia, sterminata per mano di predoni delle lande ghiacciate. Aveva vagato per settimane, poi per mesi, nella più orrenda solitudine e in preda ad un dolore terribile.

Nazir, invece, proveniva dalle terre poste oltre il deserto di Alik'r, esiliato a vita da un rivale d'onore impadronitosi delle sue ricchezze.

Scrutò ognuno di loro, percependo all'istante la fitta trama di emozioni celate dietro la loro invisibile maschera. Sua madre le aveva sempre detto che si trattava di un dono prezioso, un acuto istinto di sopravvivenza.

La capacità di saper distinguere un individuo pericoloso da uno compassionevole a prima vista.

- Ehi, figliola – disse Festus, posandole una mano sulla spalla – è tutto a posto? Sembri pensierosa. -

La ragazza sorrise, ricambiando lo sguardo apprensivo dello stregone. Poi gli indicò il manichino poco distante, rivolta alla mortale ferita che gli aveva appena inflitto.

- La tua magia sarà potente, nonnino, ma questo non lo sai fare. -

L'anziano soppesò attentamente le parole di Ashlotte, come se questa gli avesse rivolto un problema di difficile risoluzione. Poi sollevò il palmo della mano destra all'altezza del suo volto, ne distese le dita e una fiamma di forma sferica guizzò ardente al centro di esso. Con uno scatto del braccio scagliò la palla di fuoco improvvisata nella direzione del manichino e un boato ruggì all'interno della caverna sotterranea: tutti si voltarono per osservare la scena.

Il manichino ora bruciava, emanando un delicato aroma di cedro affumicato. Lingue fiammeggianti lo avvolsero sempre di più, gradualmente, finché non fu ridotto ad una massa annerita e carbonizzata.

- Hai ragione, piccola mia – sussurrò, con un sorriso – ma questo è molto meglio. -

 

 

- Ottima dimostrazione quella di oggi, Ashlotte. Stai migliorando a vista d'occhio. - disse una voce calda e vellutata. Tuttavia, l'acuita percezione di Ashlotte le rivelò il tono falsamente cortese celato dietro le buone maniere e la diffidenza che Astrid oramai le riservava sin da quando era entrata a far parte della Confraternita Oscura.

La ragazza distolse lo sguardo dal caminetto davanti a lei e si voltò verso la sua superiore, scorgendo immediatamente la freddezza negli occhi dell'assassina. Non erano mai arrivate a odiarsi, questo no: tuttavia Astrid non aveva preso di buon grado la sua Iniziazione. Lo sguardo di Ashlotte di fece più penetrante e...

...ne scorse il timore, la paura di essere scavalcata con il tempo...

...accennò un sorriso.

- Ti ringrazio, Astrid: spero tu abbia scommesso su di me, a quanto pare Nazir ci è andato già pesante oggi. - rispose, lisciandosi i lunghi capelli biondi. In quel momento la persona alla testa della Confraternita si rese conto che quella ragazza era di una bellezza mozzafiato, quasi glaciale: era l'espressione perfetta della loro terra, l'incarnazione della bellezza selvaggia e immensamente variegata della stessa Skyrim. Scacciò tuttavia questi pensieri con facilità e si concesse una mezza risata, senza tuttavia abbassare la guardia.

- Non ho avuto questo piacere, purtroppo. Tuttavia non sono qui per una visita di cortesia: sto per affidarti il tuo secondo incarico. -

L'attenzione di Ashlotte fu subito ben desta: con un movimento rapido e aggraziato balzò in avanti e afferrò la busta sigillata in mano ad Astrid. Con l'unghia dell'indice ne fece saltare la ceralacca ed un diamante grosso quanto un occhio ne scivolò fuori, tra le dita dell'assassina.

- Pagamento anticipato? -

- Così pare. -

Ashlotte srotolò l'usuale foglio di pergamena utilizzato per contratti di questo genere e lo lesse con attenzione, senza tradire alcuna emozione.

- Sebastian Orion, di età venticinque anni. Viaggia in compagnia di un uomo nell'Hjaalmarch, molto probabilmente diretto verso Morthal. Di stirpe Nord, robusto e -

- “Molto probabilmente”? E' un territorio decisamente vasto. Come faccio a trovarlo? - domandò seccata l'assassina. Poi, l'occhio gli cadde sul nome del committente.

Gregorius.

L'attenzione di Ashlotte si focalizzò subito sullo stile di scrittura impiegato dall'uomo. Ne valutò il carattere sinistrogiro, con particolare attenzione agli occhielli delle g e delle d: la pressione esercitata sulla carta era leggera, quasi ricercata. Uno sconfinato egocentrismo pervadeva il soggetto autore di quella lettera, la consapevolezza di un'indubbia importanza per sé e per gli altri, forse una carica prestigiosa.

Poteva forse essere quel Gregorius...?

- Hai visto l'uomo che ha consegnato questa mandata? - chiese Ashlotte, dubbiosa. Si domandò se si potesse essere sbagliata, ma questo difficilmente era mai successo.

- No. Hanno eseguito il Rituale Oscuro e all'arrivo Gabrielle ha trovato solo questo. -

- Astrid...è mai successo che un membro dell'Impero commissionasse un omicidio per mano nostra? -

La donna corrugò le sopracciglia in un'espressione confusa. Raramente questo accadeva mai.

- Non...che io sappia, perché dici questo? -

Poi prese la missiva e socchiuse gli occhi, al pari di un gatto.

- Perché credi che si tratti del Gregorius tirapiedi dell'Imperatore? -

- I tratti delle consonanti e gli occhielli arricciati mostrano arroganza, sicurezza di sé fin quasi all'estremo. Potere? Forse una carica politica. - rispose Ashlotte e mentre parlava non si accorse dello stupore dipinto sul volto di Astrid.

Quella ragazza era davvero formidabile, ammise.

- La politica non ci riguarda – sentenziò la donna, con tono tagliente – le faccende dell'Impero e i Manto della Tempesta non ci riguardano. Sempre che la tua osservazione sia giusta. -

Ashlotte rimase assorta per qualche secondo ancora, poi ripiegò con cura la lettera in pergamena.

- Comunque sia, partirò tra un'ora, il tempo di rifocillarmi un po'. -

Le fiamme scoppiettavano nel camino, riscaldando la stanza dalle pareti di pietra. Mentre la luce del fuoco illuminava il volto di Astrid, questa posò una mano sulla spalla dell'assassina di fronte a lei, i capelli di un oro scintillante.

- Buona fortuna, consorella. -

  
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