Capitolo sedici: Risvegli
<< …dale! >> aveva risposto baby Spike, con sguardo serio.
<< Eh!!!! >> chiesero in coro tutti, non avendo capito cosa volesse dire.
<< Forse intendeva dire che dovremmo tornare a Sunnydale… >> provò a proporre Andrew, cercando di dare una spiegazione.
<< No…per me intende che dovremmo andare all’ospedale…>> disse invece Anya, sorprendendo tutti, che non avevano pensato a quella possibilità.
<< Spike? >> chiese invece Buffy, rivolgendosi al piccolo, per poi spostare lo sguardo su Willow, la quale afferrò al volo cosa doveva fare.
“Spike…che intendevi dire?” chiese telepaticamente al piccolo.
Oh beh tanto per cominciare, direi di andare all’ospedale. Non ci vedo chiaro nella situazione di Cordelia, non so perché ma sento che devo andare lì, vederla…e poi si…voglio anche tornare a Sunnydale, c’è qualcosa che devo fare laggiù, anche se ancora non ricordo cosa.
Rispose mentalmente Spike, mentre cercava lui stesso di mettere ordine nei suoi pensieri. Quando Angel gli aveva chiesto che cosa dovevano fare, aveva risposto d’istinto, senza neanche rendersene conto. Solo quando gli altri avevano iniziato a lanciare ipotesi, aveva sentito dentro di sé quello che doveva fare.
<< Dice che per prima cosa, sente che deve andare all’ospedale da Cordy…>> stava rispondendo Willow, riportando le sue parole, ma Anya la interruppe. << Visto? Avevo ragione io! >> disse tutta gongolante. Willow sospirò e poi continuò a parlare come se non fosse stata interrotta. << …e poi vuole anche tornare a Sunnydale, dice che ha qualcosa da fare laggiù, ma che ancora non ricorda cosa. >> e fu la volta di Andrew di gongolare.
<< OK, nano. Forza che si torna all’ospedale. >> disse Angel, che intanto si era rialzato da terra, ed ora si stava piegando per prendere baby Spike dal seggiolotto.
<< No! Butto! >> strillò invece il frugoletto, mentre con le manine batteva sui bracci del vampiro.
<< Ehi, ed ora che ti prende? Sei stato tu a dire che volevi andare all’ospedale. >> esclamò Angel confuso da quella reazione.
<< No…dale, gnetto, nanna. >> rispose baby Spike riuscendo a creare una frase che venne compresa da quasi tutti. Andrew naturalmente non aveva capito niente.
<< Credo che per stasera sia troppo stanco, forse intendeva dire che all’ospedale ci andremo domani. >> disse Buffy sorridendo al bambino, mentre nascondeva una risata interiore.
Come a convalidare le sue parole, baby Spike fece uno sbadiglione e assunse un aria tutta assonnata. Ma un veloce lampo nei suoi occhi, fece capire a Buffy che Spike non sarebbe mai cambiato, quando si metteva un idea in mente non c’era modo di togliergliela, ed in questo caso, era fare il bagno con lei.
Me lo hai promesso honey! Voglio fare di nuovo il bagno con te.
Pensava intanto Spike, mentre ripercorreva le immagini del bagno della sera prima, peccato che il grosso brutto e cattivo, li avesse interrotti.
Intanto baby Spike, aveva preso a strusciarsi gli occhi con i pugnetti, come a far vedere che non riusciva a tenerli aperti, se fosse esistito un oscar per gli attori neonati, lo avrebbe vinto lui. Tutti quanti infatti si intenerirono a quel musetto, che sembrava arrossato dal sonno.
Persino Angel, ci cascò e fece una carezza su quella testolina, scompigliando i riccioli biondi. << OK, campione! Forza su, vai pure a fare nanna. Noi intanto ci daremo da fare su quello che abbiamo, la profezia e il medaglione. >> disse tendendo il bambino a Buffy in modo che potesse portarlo in camera.
<< Ci! >> esclamò baby Spike, come ad approvare quella soluzione, mentre si fiondava con la testa dentro al collo di Buffy, e sospirava soddisfatto.
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Questa volta, durante il bagnetto non vi furono interruzioni, e Spike si godette fino in fondo la meravigliosa sensazione di pace che gli dava quella situazione. Con Buffy che lo lavava piano, con la morbida spugna, mentre canterellava a bassa voce.
Tutto passò come in un sogno, vi era una sensazione di totale appagamento, che si posava su entrambi, non contaminata da desideri carnali, ma solo amore, tenerezza, senso di appartenenza, di completezza.
E da un sogno, pian piano passò ad un altro. Buffy lo stava cambiando per la notte, quando baby Spike cadde lentamente e profondamente nel sonno. Un sorriso felice sulle sue labbra, che gli donava ancora di più un espressione angelica.
Buffy, vedendo che si era addormentato, lo sollevò piano e lo distese nel centro del letto come la sera precedente, per poi mettersi distesa accanto a lui, che istintivamente le si rannicchiò addosso. Lei rimase per diverso tempo sveglia a fissare quel visetto, che dormiva serenamente con la boccuccia semi-aperta.
Inconsciamente si carezzava la pancia, per la prima volta si rendeva conto di come doveva essere bello poter avere dei figli. Voleva un bambino, bello come Spike, dolce e birbante come lui. Ma soprattutto lo voleva con lui.
<< Ricorda presto amore mio…sai credo proprio di essere pronta per quella cripta con lo steccato di legno bianco. >> gli sussurrò piano, mentre gli carezzava la manina che teneva stretta al suo pigiama. Lui sembrò capire e sorrise nel sonno.
Poco a poco anche lei scivolò nel sonno. Non sentì nemmeno Dawn rientrare silenziosamente, che rimase un attimo a fissare quella dolce scena. I due se ne stavano rannicchiati l’uno contro l’altra.
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Il mattino seguente, fu proprio baby Spike, a svegliare le due, dando un bacetto un po’ molliccio sulle loro guance.
<< Bu! …iciola! >> trillò tutto contento, mentre cercava di mettersi ritto sul letto, ma ricadendo subito dopo.
<< Buon giorno Spiky! >> gli risposero entrambe, dando un bacetto ciascuna sulle sue guanciotte, mentre ridacchiavano divertite. A quanto sembrava Spike, doveva essersi svegliato proprio di buon umore.
<< …cotti! >> esclamò con un sorrisone e facendole ridere di gusto.
<< Ottima idea Spike! Forza andiamo a fare colazione. >> gli rispose Dawn, scompigliandogli i riccioli mentre si alzava. A quanto sembrava, non era la sola che si svegliava sempre affamata.
<< Prima però ci vestiamo! >> gli disse invece Buffy tirando fuori i vestitini che Anya e Xander avevano voluto comprare per il piccolo, e Spike fece il broncio.
Io quella roba non me la metto!
Sembrava che volesse dire, ed era chiaro che lo pensava. Buffy ridacchiò. Quei due si erano dati a spese pazze e avevano comprato per Spike, un nuovo guardaroba, teso a renderlo più teneroso.
Cinque minuti dopo indossava un morbido golfino di lana bianco, sopra dei pantaloni di velluto marroni a costine. Sembrava tanto un piccolo lord inglese, gli mancava solo la giacchetta ed era perfetto, persino le scarpine erano in tinta. Ma lui non sembrava vederla così, visto il broncio che ancora aveva.
<< Su, via, non vorrai deludere Xander ed Anya! >> gli fece Buffy, cercando di tirarlo su. Era così carino vestito a quel modo, anche se doveva ammettere che era carino in ogni modo.
Quando scesero in sala da pranzo, sembrò ripetersi la scena del giorno precedente. Tutti lì in adorazione del frugoletto. Solo che questa volta c’erano proprio tutti, Faith, Andrew e Angel compreso.
E di nuovo si radunarono attorno alla tavola, dove baby Spike, troneggiava dal suo seggiolone.
<< Allora campione, hai dormito bene? >> gli chiese Angel, ridacchiando sotto i baffi nel vedere il suo baby childe vestito a quel modo, con un bel bavaglino, mentre attaccava affamato il biberon.
<< Ci. >> gli rispose Spiky, mentre rivolgeva uno sguardo adorante verso la sua cacciatrice e la sua briciola.
<< Allora che ne dici se dopo mangiato andiamo subito all’ospedale? >> gli chiese speranzoso. Non era riuscito a chiudere occhio, tanta era stata la tensione. Chissà cosa poteva fare Spike per Cordelia.
<< Ci. >> rispose ancora il piccolo, mentre afferrava un biscotto che Xander gli porgeva e se lo portava alla bocca. Che bello era, mettere qualcosa sotto i denti.
<< Ok…allora io vado avanti, passando dai tunnel. Vi aspetto lì. >> disse Angel alzandosi, non ce la faceva più ad aspettare.
<< No! >> gli fece invece baby Spike, fermandolo.
<< Spike io non posso venire con voi, lo sai…allergia al sole. >> disse Angel con tono mesto.
<< No! >> ripetè Spiky, per poi guardare verso Willow. << …occia? >>
Dopo un secondo Willow comprese che la stava chiamando. “Dimmi Spike!”
Senti vorresti dire al musone qui, che prima di andare deve prendere l’amuleto? Vorrei che fosse lui a portarlo all’ospedale, penso che ci servirà…a cosa ancora non lo so…ma ci servirà!
Willow annuì e riferì il messaggio.
<< Oh, è ancora su in camera, vado a prenderlo. >> disse Buffy facendo segno di alzarsi, ma Angel la fece risedere, appoggiandole una mano sulla spalla.
<< Non preoccuparti, vado io…tu intanto finisci di mangiare. >> disse con calma, mentre si avviava su per le scale.
Quando scese, aveva l’amuleto fra le mani, lo teneva con cautela come se avesse paura che potesse fare qualcosa all’improvviso. Dopotutto aveva distrutto una intera città c’era da andarci cauti.
<< Beh, io vado se non ci sono altre obbiezioni. >> disse mettendoselo in tasca con cura.
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Circa venti minuti dopo, erano tutti all’ospedale. Il gruppo si divise però poco dopo, alcuni andarono a trovare le cacciatrici ricoverate, mentre Angel, Willow, Buffy e baby Spike, abilmente nascosto sotto lo spolverino di Angel, erano diretti al reparto di terapia intensiva. Willow doveva essere presente in quanto era l’unica che poteva capire cosa volesse fare Spike.
Durante il percorso, ogni tanto Angel scoppiava in risatine, non poteva farne a meno, quel fetente del suo baby childe gli stava facendo il solletico sotto i bracci. Il problema era che così attirava l’attenzione delle persone, che vedendolo ridacchiare in quel contesto, lo guardavano storto.
<< Forse era meglio se lo portavo io. >> disse Buffy, non riuscendo a nascondere lei stessa la risata che le saliva sulle labbra. Angel era troppo buffo, mentre cercava di controllarsi e si dimenava per evitare le manine, che evidentemente Spike stava agitando.
Povero piccolo, forse si sentiva soffocare sotto quell’indumento, ma era più probabile che lo facesse apposta, pensò Angel. Quando ci si metteva Spike era proprio una peste sia da bambino che da adulto.
Se dio volle, arrivarono finalmente alla camera di Cordelia, lei era ancora là, distesa, immobile, persa chissà dove. Scostando lo spolverino per tirare fuori il piccolo, Angel gli fece un occhiataccia ed in cambio ricevette un sorrisone impertinente. Lo aveva fatto apposta.
Angel avrebbe voluto dirgliele quattro, ma stranamente si sentì sciogliere davanti a quel musetto. Ma che diavolo gli stava prendendo? Perché non riusciva a provare niente, che non fosse tenerezza, per quel fagottino? Scosse la testa per schiarirsela.
<< Ok, ora che si fa? >> gli chiese cercando di assumere un tono duro.
Gli occhi di baby Spike, corsero alla donna nel letto. Non la conosceva bene, l’aveva vista si e no un paio di volte, e sempre in situazioni non particolarmente felici, eppure sentiva che venire qui, da lei, lo avrebbe portato più avanti nel percorso per tornare normale.
<< …occia? >> disse piano, cercando di contattare la strega.
Willow, si mise subito in sintonia. “Dimmi Spike.”
Senti dì al carciofo qui, che mi metta sul letto, vicino a Cordelia.
Detto fatto, neanche trenta secondi dopo, il piccolo era seduto sul letto a fianco dell’ammalata. Mettendosi a gattoni, si arrampicò piano su di lei, cercando di non muovere tanto tutti i fili a cui era collegata. Sentiva provenire una forte energia malefica da lei, la permeava fin nell’intimo.
Willow, fatti dare l’amuleto da Angel.
Disse Spike, telepaticamente con voce decisamente seria. E Willow annuì, riferendo la richiesta. Anche lei aveva sentito cattive emanazioni, nel momento in cui era entrata nella stanza. Lei e Cordelia non erano mai state veramente amiche, ma vederla in quello stato non le aveva fatto piacere.
Quando Willow prese l’amuleto dalle mani di Angel, le sue tremavano leggermente.
Dammelo.
Disse Spike, allungando la manina. Afferrandolo per la catenina, lo posò piano sul petto di Cordelia e poi vi pose sopra le sue mani. Alcuni istanti dopo, una forte luce scaturì dall’amuleto, avvolgendo sia Cordelia che il piccolo.
State indietro!
Urlò Spike, mentalmente verso gli altri. Buffy che si era istintivamente lanciata verso baby Spike, venne trattenuta da Willow, che le fece cenno con la testa di non intervenire.
Angel, avendo paura che quella luce potesse attirare l’attenzione di qualche infermiera o medico, si affrettò a tirare le tende attorno al letto, per cercare di nasconderla. Intanto non distoglieva un attimo gli occhi da quanto stava avvenendo sul letto.
Cordelia, si stava dimenando come se volesse liberarsi, ma per quanto piccolo, Spike riusciva a non cadere e continuava a premere l’amuleto sul suo petto. Se ne stava ad occhi chiusi, tutto teso. Le sue labbra sembravano mormorare qualcosa, pur non emettendo suoni, sembrava che stessero recitando una litania o un canto.
La luce si era fatta intanto così intensa, che nessuno riusciva a tenere gli occhi aperti, ma continuavano a percepirla anche sotto le palpebre. La sentivano addosso a sé, entrare dentro ciascuno di loro, donando una sensazione di pace divina.
Angel sentiva il suo demone gridare e ritrarsi sempre di più nell’angolo più oscuro del suo essere, lanciando maledizioni contro quella luce che minacciava di distruggerlo. La sua anima invece cantava, felice di sentire quel calore tanto simile a quello del sole.
Era questo che Spike aveva provato indossando quell’amuleto? Si chiese Buffy, non sapendo che era la stessa cosa che si stavano chiedendo anche gli altri due.
Poco a poco, la luce si attenuò, diventando sempre più tenue, fino a quando non si spense del tutto. Per un paio di secondi, il silenzio fu totale, ma all’improvviso, Cordelia iniziò ad ansimare e gli allarmi delle macchine attorno a lei presero a suonare con forza.
Con presenza di spirito, Angel, si lanciò verso il letto e prese il piccolo, che ora sembrava esausto, e se lo nascose di nuovo sotto lo spolverino, un attimo prima che la camera fosse invasa da medici e infermiere.
Loro vennero immediatamente allontanati, con metodi non esattamente gentili, mentre i sanitari si occupavano della malata nel letto. Costretti a lasciare il reparto, si diressero verso la vicina sala d’aspetto, dove poco dopo vennero raggiunti dagli altri.
Baby Spike intanto si era addormentato sfinito, fra le braccia di Angel, ancora tenendo stretta nella manina la catenina dell’amuleto. Con delicatezza, Angel gliela tolse, per poi posarlo sopra il passeggino, dove avrebbe potuto dormire più comodamente.
I minuti che passarono, prima che qualcuno venisse ad informarli delle condizioni della paziente, furono massacranti. Angel non riusciva a capire cosa fosse successo. Ma una cosa era certa, per un attimo aveva visto gli occhi di Cordelia aprirsi.
Quando finalmente videro arrivare un medico, gli si affollarono tutti attorno.
<< Si è svegliata! >> esclamò questi.


