*…La festa delle
stelle…*
"Da tempi
antichissimi, in Giappone, si narra di una leggenda legata alle stelle.
Si
racconta che due innamorati, divisi dalla via lattea, si possano
incontrare
soltanto una volta all’anno, quando una via cristallina viene
a formarsi nel
cielo, e a congiungere le loro due stelle. Così, ogni anno,
la notte del sette
Luglio, i due amanti percorrono quella via e si riabbracciano per
alcune ore.
Quando la via svanisce, entrambi sono costretti a tornare alle loro
stelle. Ma
i due innamorati continuano ad amarsi, e a sperare che un altro anno
passi
veloce, per ritrovarsi nuovamente insieme nel cielo
stellato…".
Capitolo
1: Vacanza in montagna
I
fuochi
d’artificio brillavano colorati in cielo. Ce
n’erano di ogni colore e di ogni
forma, e ogni persona, grande o piccola, era affascinata dagli
spettacoli di
luce che essi andavano a creare. Era la festa delle stelle.
Tra loro
c’erano anche due ragazzi. Erano vestiti con il tradizionale
kimono, e
guardavano entusiasti la scena. Era ormai un anno che quei due ragazzi
viaggiavano per le città della regione di Johto. Erano due
grandi coordinatori
che partecipavano ad innumerevoli tornei per affermarsi tra i migliori.
La ragazza
aveva viaggiato per la regione di Kanto, vincendo molti fiocchi.
Il ragazzo
aveva fatto lo stesso, ma per conto suo, anche se lui era
già molto conosciuto.
Il loro era stato un incontro davvero particolare. Ne era nato un
rapporto di
odio/amore, ed era cresciuta una forte amicizia, che, entrambi
sapevano, in
realtà era molto di più.
Fatto sta
che adesso, i due erano uniti davvero, e guardavano insieme quello
spettacolo
unico. Entrambi sorridevano, e in fondo si sentivano sereni.
La ragazza
voltò lo sguardo verso una bancarella, e le si illuminarono
gli occhi. Tirò
timidamente il kimono dell’amico per ricevere la sua
attenzione. Il ragazzo si
voltò e la guardò curioso.
-Drew…-
cominciò la ragazza –guarda quella bancarella!-.
Gli occhi
del ragazzo cercavano ciò che lei gli aveva indicato. Poi,
si posarono su un
cartello.
-Primo
premio- lesse Drew –una vacanza in montagna per
l’anno prossimo… vitto e
alloggio gratis per sette persone. Da trascorrere nel periodo della
festa delle
stelle-. Appena finito di leggere, gli occhi del ragazzo indugiarono
sullo
sguardo dolce di lei, che lo guardava con i suoi occhi da cucciola.
-Hem…
Vera…- cercò di dire il ragazzo
–possiamo anche provare. Ma credi davvero di
poter vincere il primo premio?-.
Vera annuì
sicura.
-Dai
Drew…- disse –fammi provare! Però
prometti di venire se vincerò la vacanza-
-D’accordo…-
mormorò il ragazzo –ma sono sette
persone… chi ci portiamo?-.
Vera lo
guardò sorridente.
-Allora
anche tu credi che possa vincere!- urlò entusiasta
–vedrai Drew, lo vincerò
questo primo premio!-.
La ragazza
si diresse alla bancarella a mò di Cowboy, borbottando
chissà quali
incoraggiamenti.
Drew rise
divertito. Vera era davvero speciale. Era anche per questo che se ne
era
innamorato.
La vide
sbattere una mano sul bancone in tutta sicurezza, e decise di
raggiungerla,
curioso di sapere se davvero ce l’avrebbe fatta.
-Vuole
provare, signorina?- chiese cordiale il venditore.
-Certo!-
esclamò convinta la ragazza, ornata da un alone di fuoco.
-Prego-
continuò un po’ impaurito l’anziano
signore.
Vera prese
in mano una pallina e guardò torva la pila di lattine a
debita distanza dalla
sua mano.
-A noi due,
lattine- disse secca lei. Fece una piroetta graziosa e cercò
di colpire tutte
le lattine. Ma la pallina andò da tutt’altra
strada, colpendo una persona.
-Ahia!-
urlò una voce familiare da dietro la bancarella.
-Oh! Mi
dispiace…- si scusò Vera facendo dei piccoli
inchini verso quella persona. La
figura uscì dall’ombra con una mano sulla testa,
dove si stava venendo a
formare un bernoccolo di notevoli dimensioni.
-Ma Vera
sei una piaga!- urlò stizzita la voce –devo
incontrarti dovunque vado? Non
bastano i tornei…?!-.
Vera
cominciò a spaventarsi.
-Ti prego,
fa che non sia lui…- mormorò impaurita prima di
alzare lo sguardo.
Ma la
persona che vide fu proprio quella che temeva d’incontrare.
Perché
quella persona era proprio lui: l’odioso e antipatico Harley.
-Oh no!-
esclamò Vera –perché devo incontrarti
dovunque? Perché?!?!-
-Senti
cara non è colpa mia! Oh, ma guarda- continuò lui
imperterrito –il caro Drew…
serata romantica?-.
Drew lo
guardò male.
-Che cosa
vuoi?- chiese freddo.
-Niente…-
mormorò l’altro –ma visto che la
mocciosa mi ha colpito… che stavi facendo?-
-Cercavo
di colpire tutte quelle lattine- spiegò Vera, indicando la
pila di lattine
vuote –il primo premio è una vacanza in montagna-
-Che
cosa?!- esclamò Harley –ma se non riesci a mirare
a un palmo dal tuo naso! Come
pensi di fare?-.
Vera
gonfiò le guance arrabbiata. Possibile che se lo dovesse
sempre trovare tra i
piedi?
-Faccia
provare me- disse calmo Drew al negoziante. L’uomo gli porse
una pallina
gialla. Drew la fece rimbalzare su e giù nella sua mano,
poi, guardò fermo le
lattine e lanciò un colpo secco.
SBANG!
Tutte le
lattine erano cadute a terra.
Il
venditore, Vera e Harley guardarono il ragazzo a bocca spalancata.
-Congratulazioni
giovanotto- disse il signore –hai vinto la vacanza in
montagna per l’anno
prossimo-
-Grazie
signore- rispose Drew cordiale prendendo i biglietti.
Poi, il
suo sguardo ricadde su Vera e Harley, che lo guardavano ancora a bocca
spalancata. Cominciò ad arrossire.
-Allora
andiamo?- chiese a Vera, cominciando ad incamminarsi.
Vera si
risvegliò dallo stato di trance nel quale era caduta.
Guardò il ragazzo e lo
seguì cominciando a correre.
Ma non
prima di essersi vendicata.
Si voltò
verso Harley e gli fece una linguaccia. Dopo di che si voltò
nuovamente e si
diresse felice verso Drew.
Harley si
sentì ribollire di rabbia e cominciò a
gesticolare da solo, borbottando chissà
che.
Vera
affiancò Drew sorridendo.
-Perché
non me l’hai detto?- gli chiese.
Drew si
voltò curioso verso di lei.
-Cosa?-
chiese.
-Che sei
un asso in certe cose- rispose lei sorridendo –insomma, un
colpo e… sbang!
Tutti a terra! Ma come fai?-.
Drew la
fissò e sorrise.
-Non sono
un asso in certe cose, figurati- rispose –ma sai
com’è… quando Harley mi fa innervosire
sarei capace di tutto…-.
Vera
sorrise a quel pensiero.
Forse
l’aveva fatto anche per lei.
Gli
strinse timidamente il braccio per sentirlo più vicino. Lui
non staccò il
contatto, anzi, si sentì fremere al suo tocco. Ma anche a
lui piaceva starle accanto,
magari qualche volta sfiorarle la mano, o averla accanto semplicemente.
Sembravano
davvero due fidanzati che si godevano la festa delle stelle.
E
questo
pensiero non poté far altro che farli sorridere.
1
anno dopo
-Vera
vince questo torneo e si aggiudica un nuovo fiocco!- urlò
Lilian, annunciando
l’imminente vittoria di Vera.
La ragazza
prese il suo fiocco e si diresse dietro le quinte, dove
trovò lui ad
aspettarla.
-Drew!-
esclamò felice –hai visto? Ti ho raggiunto!-. Drew
fece una smorfia d’assenso.
-Non ti
illudere cara- rispose –la prossima volta vincerò
io. Ma comunque ti faccio
tanti complimenti!- esclamò.
Vera fu
felice di sentire quelle parole. Da un po’ di tempo era
diventato per lei di
vitale importanza sentirle.
La ragazza
voltò lo sguardo verso il calendario accanto al ragazzo.
-Drew…-
mormorò ad un tratto.
-…Cosa?-
chiese lui preoccupato.
-E' passato
un anno- disse sognante –DREW! Ci dobbiamo muovere!-
esclamò ad un tratto.
Drew
continuava a guardarla confusa. Poi, quando si voltò verso
il calendario, si
ricordò.
-La
vacanza- rispose spaventato.
-Ma certo!
Muoviti, controlla i giorni!- rispose lei presa dal panico.
Drew
ispezionò le sue tasche e riuscì a trovare il
biglietto d’ingresso per sette
persone.
Quando
lesse prese un sospiro di sollievo.
-Siamo in
orario- disse sollevato –la festa è il sette
luglio. La vacanza è dal cinque
all’otto. Oggi è quattro-.
Vera
sospirò.
-Meno male…-
disse –però… adesso chi invitiamo?-.
Drew e
Vera si scambiarono uno sguardo complice. Sapevano chi
invitare….
-Tu chiama
Ash. È a Pallet, si è fermato per qualche giorno,
mi ha chiamata ieri. Con lui
verranno anche Brock, e quella nuova ragazza di nome Lucinda-
-E siamo a
cinque- rispose Drew.
-Esatto-
continuò Vera –io chiamo mio fratello…-
-Sei-
precisò il ragazzo.
-E poi…
poi… ma certo! Misty! io chiamo a Cerulean e a casa!-
esclamò lei correndo al
telefono.
Drew rise
sinceramente quando la vide intenta a correre per i corridoi.
Già, si
era dimenticato di quella vacanza. Fissò sorridente il
biglietto, e si sbrigò
anche lui a correre al telefono.
Intanto,
a
Pallet, Ash Ketchum non si aspettava alcuna telefonata. Era con Pikachu
ad
allenarsi, mentre Lucinda dava da mangiare a Piplup e Brock aiutava
Delia a
preparare il pranzo.
Il
telefono squillò, e Delia corse a rispondere.
-Pronto?-
chiese la donna.
-Pronto
signora Ketchum?- rispose la voce di Drew –sono Drew, un
amico di Ash. Me lo
può passare?-
-Subito-
rispose cordialmente la donna. Si affacciò alla finestra e
chiamò il figlio,
dicendogli che al telefono lo voleva un certo Drew.
Ash guardò
la madre confuso, ma poi corse al telefono, preoccupato che fosse
accaduto
qualcosa.
-Drew?-
chiese il moro sorpreso –va tutto bene?-
-Certo
Ash- rispose il ragazzo sollevato –ma vedi, io e Vera abbiamo
vinto una vacanza
in montagna. Tu, Brock e… Lucinda, giusto? Potreste venire
con noi. Vi va?-.
Ash si
mise a saltare avanti e indietro con la cornetta in mano, urlando:
-Si va in
vacanza!!- tutto contento.
-Certo che
verremo, Drew!- esclamò poi al telefono –quando si
parte?-
-Hem…
veramente dovete venire il più presto possibile. Anche
adesso. La vacanza
comincia domani. Certo, da qui ci vuole soltanto qualche ora ad
arrivare. Ma
per voi almeno un giorno occorre- disse lui.
-Hai
ragione- convenne Ash –ma… perché vi
siete ridotti all’ultimo minuto?-
-Hem… te
lo spiegherò dopo… raggiungici a Garden Town. A
presto!- e così detto, chiuse
la chiamata.
Lucinda
aprì la porta con il pinguino azzurro in braccio.
-Qualcosa
non va?- chiese preoccupata, mentre Brock annuiva curioso.
-Al contrario-
esclamò contento Ash, mentre Pikachu gli saliva in spalla
–andiamo in vacanza!
Si parte per Johto!-.
A
Cerulean
City, invece, Misty si era appena seduta un attimo su una sedia. Era
stanca
morta, dopo aver sistemato la piscina per lo spettacolo della sera che
avrebbero tenuto le sue sorelle. Purtroppo combattere contro gli
allenatori la
riduceva in condizioni pietose alle volte. E, naturalmente, era lei che
doveva
pulire.
Quando la
ragazza sentì il telefono squillare sospirò,
convinta che quella fosse una
congiura per non farla riposare. Ma poi, chi vide dall’altra
parte della
cornetta, la tirò su di morale.
-Ciao
Misty!- esclamò Vera pimpante.
-Vera!-
rispose la ragazza –da quanto tempo! Che mi dici?
Novità?-
-Diciamo
di sì- rispose Vera –senti, io e Drew abbiamo
vinto una
vacanza in montagna.
Avevamo pensato d’invitarti. Che dici?-
-Hem…-
rispose lei –avete invitato qualcun altro?-
-Certo!
Anche Ash, Brock, la loro nuova amica Lucinda e mio fratello Max!-
rispose
Vera.
-Bene-
disse Misty sollevata –allora verrò
anch’io. Grazie, mi ci voleva proprio una
vacanza… non immagini qui cosa sono costretta a
subire…-
-Bene,
allora prepara lo zaino e parti-
-Cosa?
Adesso?- chiese la rossa preoccupata.
-Sì… c’è
stato qualche problemino e quindi ho potuto avvisarti solo
ora… ti aspetto a
Garden Town. Ciao Misty!-.
Misty
guardò sorpresa la cornetta. Chissà
perché si erano ridotti all’ultimo
minuto….
Poi, il suo sguardo ricadde sul sole che splendeva alto nel cielo.
Così,
sorridente, la ragazza si diresse in camera sua per prepararsi a
partire.
Max era
tornato a casa per qualche giorno, dopo essere partito anche lui per un
viaggio
individuale. Infatti, era giunto anche per lui il momento di diventare
un
allenatore di pokemon. Il bambino era seduto sul divano a parlare con i
suoi
genitori delle sue prime medaglie, quando squillò il
telefono.
Max decise
di rispondere egli stesso.
-Pronto?-
-Max!
Muoviti! Fai lo zaino e vieni a Johto!-.
Max guardò
la figura della sorella confuso.
-Sorellina!-
esclamò contento –ma che diamine è
successo?-
-E'
successo che io e Drew abbiamo vinto una vacanza per sette persone,
valida
soltanto per i giorni del Tanabata Matsuri! Muoviti devi venire anche
tu! si va
in montagna a vedere le stelle-
-SIII!!-
urlò Max cominciando a saltellare per tutta la casa.
-E sei
ancora là?- chiese la sorella cominciando ad arrabbiarsi
–muoviti! Domani devi
essere qui!-
-CHE
COSA?!-
-Mi hai
sentito! Ci vediamo, devo scappare. Raggiungici a Garden Town-.
Vera
chiuse la chiamata. Max rimase interdetto a fissare il telefono, ma poi
sorrise
felice. Avrebbe trascorso la festa delle stelle con sua sorella e i
suoi amici.
Non vedeva l’ora!
Preparò lo
zaino frettoloso, spiegò velocemente ai suoi la situazione e
s’incamminò per la
regione di Johto.
***
Note di ValHerm: Ciao a tutti! ^-^ questa nuova fanfic è l'insieme dei pensieri di ValHerm e Bulma93, una nuova avventura per i nostri personaggi preferiti, che si ritroveranno in una vacanza coi fiocchi XD Durante una delle feste giapponesi più romantiche che esista... il Tanabata, ovvero la festa delle stelle! ^-^ Spero che questo primo capitolo vi sia piaciuto... questa ficcy era pronta da un pò, ma visto il mio essere "ritardataria 4ever" abbiamo voluto aspettare per qualche capitolo XD
Che dire... speriamo vi piaccia! Ora passo il testimone alla mia socia! ^-^ Commentate in tanti, mi raccomando!
Kisses
*Val*
Note di Bulma93: Ciao!! Come ha già detto Val, questa fic l'abbiamo creata (e la stiamo tutt'ora creando!) in due, anche se l'idea della trama è soprattutto sua xD
Avevamo in progetto questa fic da settembre, più o meno, e visto il mio disastroso ritardo nell'aggiornarla, compiti, scuola, ecc... siamo riuscite a pubblicarla soltanto ora!
Ah, non ho detto che questo capitolo è di Val, mentre il prossimo sarà il mio, cominciate a scappare xD
Ci saranno un sacco di colpi di scena, personaggi che non vi sareste mai aspettati *sghignazza* e mille altre peripezie! Spero continuerete a seguirci!
Bacioni!
Bulma93


