OOOOoK!
Tutta la depressione esami e tutta questa ansia dei maturandi (voi tremate ORA... non sapete cosa vi aspetta dall'altra parte!) mi ha portato a postare il capitolo in modo abbastanza celere (come la richiesta disperata di una collega di disperazione XDD Vero Ria? =P).
La trama si sta definendo in modo più complesso del previsto, nonostante io abbia uno schema ben definito su ciò che dovrà accadere ad ogni capitolo, tra intrighi, paring ecc… aiuto… X°D
Vi lascio al capitolo e ci vediamo giù!
Capitolo 16
Lory e Puddy guardarono l’amica dai buffi codini rossi, e si scambiarono uno sguardo preoccupato.
- Onee-sama è strana- mormorò Puddy.
-Perché Mark parte-, rispose Lory a bassa voce.
-Ma non si sono lasciati?
-Puddy! /// sei troppo piccola per certe cose!
Il locale era ormai chiuso e le ragazze si apprestavano a sistemare i tavoli e le sedie e Pam portò un secchio con l’acqua e due stracci per lavare il pavimento, mentre Tart e Touya si fiondavano fuori dal locale, seguiti a ruota da Puddy che urlava loro di aspettarla –Ehy! Voglio venire pure io!- protestò.
Tart la guardò scocciato –Muoviti, scimmia!
Lory ridacchiò nel vedere quella scena e nel vedere Touya e Tart andare d’accordo, la rendeva serena, stranamente tranquilla. Passavano quasi tutti i pomeriggi a giocare, come era giusto per ragazzini della sua età, e vedere Puddy che si intrometteva con irruenta allegria la sollevava ancora di più. Era giusto in quel modo, checché ne dicesse Pai, per nulla concorde a questo nuovo trio. Con l’alieno non avevano più scambiato alcunché di opinioni riguardo ai metodi della ragazza o quelli dell’alieno, né per altro. Non la accompagnava a casa ed evitavano di stare nella stessa stanza a meno che non fosse strettamente necessario.
Un sospiro la riportò a concentrarsi su Strawberry.
Mancava un giorno alla partenza di Mark e la ragazza spazzolava meccanicamente il pavimento.
Quel giorno era stata particolarmente silenziosa e non aveva neanche avuto la forza, o la voglia, per rispondere alle frecciatine di Mina, respingere con forza gli abbracci di Gish o inveire contro Ryan e il suo schiavismo.
Niente.
-Berry?- la chiamò gentilmente Lory.
La mew gatto alzò lo sguardo verso l’amica –Sì?
-Tutto bene?
Strawberry non rispose subito. Si morse il labbro nervosamente e dopo un po’ disse –Non so cosa fare…
La verde lasciò lo strofinaccio e si avvicinò a lei. Mina, poggiò lo spazzolone insieme a Pam e tutte e quattro le ragazze si sedettero attorno al tavolino.
-A scuola sembra tutto normale- mormorò la rossa, che aveva nascosto la testa tra le braccia, mentre le spuntavano orecchie e coda da gatto –Ma fuori… non ho il coraggio neanche di salutarlo- sentì salirle un singhiozzo e stringere la gola.
Lory le strinse una mano e fissò le altre, non sapendo cosa dire.
-Andrai a salutarlo?- domandò Pam, neutra.
Strawberry la guardò –Forse non è giusto…
Pam aggrottò la fronte –Perché? Infondo gli vuoi bene. Ti è stato vicino per tanto tempo e ora partirà per un altro paese, lontanissimo e non lo vedrai per mesi. E’ il minimo che tu possa fare- il suo tono era perentorio e severo.
Strawberry deglutì, mentre la coda nera si muoveva intono alla sedia –Non so che fare.- ammise. La sua era codardia. Non riusciva ad affrontarlo come avrebbe dovuto e ciò, sentiva, non era da lei. Avrebbe dovuto essere più coraggiosa ma… –Non ce la faccio- sospirò, rossa in viso, cominciando a singhiozzare.
Mina sbuffò –Tutte sciocchezze. Va a salutarlo e finiscila di fare la sciocca. È Mark, non un estraneo. Quando tornerà da Londra avrai già le idee più chiare.
Strawberry annuì.
“Non è un estraneo… eppure, è come se lo fosse”.
Mark partiva alle dodici precise dall’aereo porto di Tokyo.
Strawberry non aveva dovuto chiedere alcun permesso per prendersi il pomeriggio libero, semplicemente Ryan le era andato incontro e le aveva detto – Domani sei libera.
Ryan aveva girato sui tacchi e stava per rintanarsi nel suo laboratorio, cosa che faceva spesso oramai, ma Strawberry gli corse dietro, tirandolo per la maglia –Ryan…
L’americano la guardò di sbieco, seccato –Che cosa vuoi? Hai già il pomeriggio libero- la aggredì. Ryan fece per scendere le scale, ma la voce di Strawberry lo gelò, con la frase meno inaspettata –Mi spiace, mi spiace per tutto, Ryan. Se potessi fare qualsiasi cosa per non far soffrire la gente attorno a me… ma mi sento così confusa…
Ryan deglutì e rispose –Strawberry, questi non sono affari che mi riguardano. Fa quello che devi e va via.
Strawberry rimase paralizzata a quella frase così tagliente e glaciale. Rimase ferma sulle scale e solo quando sentì la voce irritata di Mina che la chiamava, tornò in sala, moggia e con un’improvvisa tristezza nel coure.
Non sono affari che mi riguardano
Ryan era così… dannatamente difficile da capire. Neanche una settimana prima la stava per baciare e fino a quel momento si era mostrato dolce e sensibile.
Non parlò più per tutto il pomeriggio e quando uscì dal locale, aveva gli occhi gonfi e Mina se ne accorse e con lei Pam.
-Dannato Ryan!- urlò, in preda alla rabbia –Ora mi sente…!
La mano di Lory la prese per le spalle –Aspetta, non sappiamo cosa si sono detti…!- Mina se la scrollò di dosso –No, Lory, lo sappiamo bene- indicò il portone d’ingresso –Lo sappiamo tutti che Strawberry non è più la stessa e da quando ha rotto con Mark…
-La volete finire con questa confusione?- si lamentò Gish, comparendo nella stanza, annoiato –Che hai da starnazzare?
- Gish!- Mina lo fulminò con lo sguardo –Non è il momento. SHIROGANE!- urlò, fiondandosi di sotto. Spalancò la porta del laboratorio, trovando Ryan, Kyle e Pai davanti a dei dati al computer e pieni di fogli. I tre alzarono lo sguardo sulla moretta.
- Shirogane!- sbraitò Mina –Tu ed io dobbiamo fare…
Pam la spinse fuori, tirandola verso di sé –Lascia parlare me- le disse.
Mina arrossì –No, Pam, Strawberry…
Pam entrò nella stanza e Kyle sorrise nervoso –Pai, scusa, potresti venire di là con me?
L’alieno non si oppose, ma guardò in tralice Pam, che fissava Ryan, imperturbabile.
Chiusero la porta dietro di loro e Kyle sospirò, poggiandosi allo stipite.
Mina era furente e Lory dovette trascinarla con la forza di sopra –Lascia fare a Pam. In queste cose ci sa fare, lo sai!- tentò di quietarla.
Gish era appoggiato ad una colonna, e quando le vide, sghignazzò –Già ritirata?
Lory lo implorò con lo sguardo per non provocare l’amica ma Mina era già abbastanza nervosa –Tu!- lo puntò, pronta ad avventarsi su di lui con quale epiteto poco carino, ma la voce perentoria di Pai la bloccò –Non vedo perché prendersela con Gish.
Mina lo guardò torva, ma si fermò.
Lory sospirò di sollievo –Io vado a casa. Mina, ci vediamo domani?
La moretta annuì –Sì- si tolse la cuffietta con rabbia e si diresse verso lo spogliatoio con passo pesante, tanto per far capire bene il suo umore.
- Ryan, dobbiamo parlare- disse Pam, sedendosi di fronte l’americano.
Quello posò le carte con un gesto brusco e seccato –Sto per essere rimproverato?
Pam sorrise impercettibilmente –No- si mise una ciocca dietro le orecchie –Ma Mina vorrebbe strozzarti. Ha sentito quello che hai detto a Strawberry prima. Non sei stato molto gentile, sai?
Ryan si appoggiò alla sedia, scomposto –Pam, cosa vuoi?
-Solo darti un consiglio- Pam si chinò verso di lui –Quando una ragazza è così confusa, allontanarla è la cosa peggiore.
-Ma tu da che parte stai?- domandò Ryan, esausto. I giochetti mentali di Pam gli davano fastidio.
Pam strinse le spalle –Da nessuna. Vorrei solo non vedere le ragazze disperarsi. Siamo in guerra, ogni distrazione potrebbe essere fatale.
-Quindi sono una distrazione-, finì Ryan ma Pam scosse la testa
–Non so, questo tu devi dirlo.
Le narici di Pam si riempirono di un odore strano, pungente. Aggrottò la fronte e arricciò il naso.
Fastidio.
Ecco, era fastidioso quell’odore e assomigliava … “Frustrazione”.
Pam doveva aver fatto una faccia strana, perché Ryan la studiò attentamente –Cosa c’è?
-Credo… di aver scoperto il mio nuovo potere.
Strawberry era davanti all’aereo porto. Stringeva i pugni lungo i fianchi e fece per entrare, quando voci familiari la fecero voltare.
- Strawberry!
Puddy, Mina, Lory e Pam erano dietro di lei.
-Ragazze, cosa ci fate qui?
Mina alzò gli occhi, scocciata –Siamo qui per salutare un amico.
Lory annuì –Mark mancherà a tutte.
Puddy saltellò accanto a Strawberry, prendendola per mano –Andiamo?
La rossa le guardò confuse –Voi non siete qui solo per Mark, vero?- si sentì improvvisamente commossa. Erano lì per lei, per sostenerla –Siete incredibili!
Mina la superò –Non farti strane idee, popolana. Andiamo su. Abbiamo abbandonato Ryan al Caffè da solo.
- Eeeeh?
Lory annuì, con lo sguardo colpevole –Già… siamo uscite senza permesso…!
Strawberry annuì e pensò a Ryan che doveva fare avanti e indietro tra un tavolo e l’altro –Gli sta bene- disse ridendo –Avanti, prima di perdere i saluti!
Mark era circondato da qualche amico del kendo e dai genitori adottivi che lo guardavano con orgoglio –Sta attento!
-Mi raccomando, chiama!- disse la madre, aggiustandogli la maglietta.
Mark sembrava imbarazzato e gli amici lo canzonarono, prendendoselo in giro.
Strawberry sentì il cuore mancare un battito ma la mano delicata di Pam le fece fare qualche passo verso la sua direzione e tossicchiò nervosa.
Si voltarono verso di lei e qualche amico diede una gomitata a Mark, che portò la sua attenzione sulla ragazza. E le sorrise: il sorriso più bello del mondo.
- Maaaak!- Puddy gli saltò al braccio –Siamo venute tutte a salutarti!
Quello ridacchiò e puntò nuovamente lo sguardo su Strawberry –Lo vedo.
Strawberry si trattenne quanto poté dal piangere ma quando l’aereo partì, calde lacrime inzupparono gli occhi e le ciglia. Pam le mise una mano sulla spalla –Avanti, su. Lo potrai rivedere.
La rossa annuì. Mark le aveva dato un contatto per parlare via internet, se lei avesse voluto, ma aveva accartocciato il biglietto e buttato nella borsa. Non lo avrebbe mai chiamato perché non sarebbe stato giusto.
-Oh…! Ragazze, abbiamo un problema!- Lory mostrò imbarazzata il suo cellulare –Ryan ci sta cercando!
Mina ridacchiò, malefica –Che si occupi lui delle comande, oggi!
Ryan sbottò, imprecando in cucina –Dannate ragazze!- guardò con stizza Gish e Pai, comodamente seduti in cucina a gustarsi la scena.
Ryan aveva indossato un grembiule, probabilmente di Pam visto i bordi viola, e faceva avanti e indietro tra i tavoli, sorridendo forzatamente alle clienti che lo guardavano in un misto di pietà e schifo.
-Potreste aiutarmi!-sbottò.
Gish sorrise –E perché mai? E poi, come la mettiamo con il nostro aspetto?
Pai sorrise lievemente –Ha ragione- annuì -Strano ma vero.
Ryan sentì la bile salirgli lungo l’esofago –Voi vi state prendendo gioco di ….!
Kyle si affacciò alla cucina –Ryan, il tavolo due aspetta!- lo richiamò, non senza ridere sotto i baffi.
-Dannate...!
-Siamo quiiii!- la voce di Puddy perforò le sue orecchie e quando si voltò a vedere le cinque ragazze già vestite di tutto punto con le loro uniformi da cameriera, mancò poco che lanciasse contro di loro il vassoio che stringeva tra le dita.
Strawberry era presente, e gli occhioni rossi della ragazza lo fecero, però, desistere. La ragazza era provata, si vedeva, ma era lì per chissà quale strana ragione. Aveva avuto il pomeriggio libero, avrebbe potuto andare ovunque, ma era lì e si sentì dannatamente sollevato e felice. Incrociò lo sguardo color cioccolato di Strawberry e quella parve sorrider.
Ryan si tolse il grembiule con un gesto di stizza e Pam lo prese al volo, indossandolo ridendo –Oggi rimarrete tutte fino a tardi a recuperare le ore perse!- sbottò.
Nessuno rispose, ma risero in compenso, persino Pai e Gish, e quest’ultimo si teneva la pancia dal ridere.
Ryan gli lanciò un’occhiataccia –Non riderei se fossi in te- disse, in tono minaccioso, scomparendo.
Kyle sfiorò la tempia di Pam con le labbra –E’ bello rivedervi. Ryan è intrattabile, non sa proprio relazionarsi coi clienti.
Pam sorrise al cuoco e le altre risero di gusto nel vedere la ragazza sciogliersi come neve al sole sotto gli occhi scuri del fidanzato. Pam afferrò un vassoio, scappando in sala, seguita a ruota da Mina e Puddy. Strawberry afferrò il vassoio lanciato da Ryan –Tavolo due, eh?- lesse la comanda –Lory, qui dice succo alla pesca e la torta del giorno! Riempi tu, io vado a vedere altri ordini, oggi è pieno!
Lory annuì, afferrando la domanda e dirigendosi verso l’enorme frigo.
Gish si grattò il mento –Certo che ne avete di lavoro. C’è sempre tanta gente?
Lory annuì, passandogli accanto e sollevando uno dei coperchi sulla penisola –Già, specialmente quando si avvicinano le vacanze o ci sono particolari eventi- tagliò una fetta di torta e la posizionò in un piatto, versò il succo in un bel bicchiere.
Gish sentì improvvisamente sete –Me ne versi un po’? Che cosa è?
Lory lo fissò un attimo, sorridendo –Pesca. È molto dolce.
Riempì un secondo bicchiere e glielo porse. A Gish non sfuggì il leggero rossore della ragazza quando la ringraziò sorridendo, né lo sguardo nervoso lanciato a Pai. Lory si cacciò una ciocca dietro le orecchie –Pai, ne vuoi un po’?
Il fratellastro era stato zitto tutto il tempo e si era improvvisamente incupito, serrando i pugni e mascella, quasi se si imponesse l’immobilità. Quando Lory gli aveva fatto la domanda, Gish si chiese del perché di tanta formalità. Li aveva visti più volte scambiarsi qualche frase e Pai era sempre sembrato a suo agio con la verde, mai così nervoso, anzi, più volte gli era sembrato che la cercasse con lo sguardo. Era da un paio di giorni che sembravano evitarsi.
Pai deglutì –No, grazie.
Lory arrossì un po’, poi prese il vassoio e quasi corse fuori, rischiando di far rovesciare tutto il contenuto del vassoio così diligentemente preparato.
Gish provò il suo succo e lo trovò buono e dolce –Allora, che succede?
Pai lo guardò in tralice –Divergenza di opinioni- rispose.
Gish non si sentì soddisfatto della risposta –Sembravate andare d’accordo.- disse solo, e Pai non rispose più.
“Qui puzza qualche cosa.”.
Procedette tutto il pomeriggio con tranquillità, e Strawberry sembrò improvvisamente più leggera, quasi tranquilla.
Kyle si presentò alla fine della serata con una torta piena di more e bicchieri colmi di te fresco –Per le mie ragazze!- disse.
Puddy si fiondò su un pezzo di torta –Uuuuaaaao! Kyle, sei il migliore!
Il cuoco sorrise al complimento.
Ryan fece la sua comparsa in quel momento. La sua espressione era diabolica e maligna. Cercò Pai e Gish e vide il primo appoggiato ad un muro, con sguardo cinereo, l’altro con la bocca piena di torta.
-Eccovi qua.- disse solo.
Aprì i palmi delle mani –Giacché siete ufficialmente le scorte delle ragazze e comincia a far caldo per i cappelli, ho pensato questa cosuccia per voi.
Tra le dita teneva due polsini neri. Gish ne prese uno, pulendosi la faccia con il palmo della mano –Che sono?
Pai sembrò animarsi di colpo –Ma io questo lo conosco.- disse e il suo tono sembrava quasi scherzoso.
Ryan ridacchiò e Gish li fissò spazientiti –Ma che sono?
Pai mise il polsino al polso e cliccò su un piccolo pulsante al centro. Improvvisamente la sua immagine sembro distorcersi e infine quello che ebbero davanti era un Pai versione umana, con orecchie normali, normali pupille, pelle più scura.
-Ma che figata!- trillò Puddy –Siete umani così!
Ryan le scompigliò i capelli –Solo apparentemente. Per il resto sono sempre gli stessi.
Gish premette il suo pulsante e si guardò attraverso un vetro. Storse il naso –Kami-sama, umano sono meno figo!- si lamentò.
Mina rise –Certo!- lo schernì.
Gish la guardò –Che cosa hai da dire, eh Mina?
-Credo che il tuo ego sia smisurato- lo schernì Mina e Gish fece per risponderle, ma la voce timida di Lory li separò –Avanti su, non litigate- disse la verde.
Gish fissò la ragazza per qualche secondo di troppo e poi soggiunse – Credo sia il caso che tu ti faccia gli affari tuoi.
Lory avvampò di colpo e questo fece inferocire di più Mina, ma le mani di Kyle batterono per tre volte, riportandoli alla calma – Ragazze, per piacere.
Ryan tossicchiò, prendendo da bere –Abbiamo purtroppo delle brutte notizie.
Pam sospirò –Lo sapevo- guardarono tutti la Mew lupo, e questa aggiunse –Ultimamente quando avete qualche cosa, lo sento dal vostro odore.
Silenzio.
- Pam… senti odori di quello che pensiamo?- chiese Strawberry, scioccata. Pam si strinse le spalle –No. Sento gli odori di… sensazioni, a quanto pare… ma Ryan non ha ancora confermato la cosa.
Tutti gli sguardi su puntarono sul biondo, che si grattò una guancia –Vero. Pam ha un olfatto molto… acuto. Riesce a sentire degli odori creati dalle reazioni chimiche del nostro corpo, che provocano cose come la paura, amore, tristezza.- fece laconico.
Strawberry ci pensò. Pam era sempre stata un tipo deciso e soprattutto molto intuitivo… probabilmente questa sua peculiarità si era manifestata in questo modo proprio per quello.
Pai interruppe il silenzio, tornando al discorso iniziale –Quale sarebbero le brutte notizie?
-Abbiamo seguito i notiziari e notizie varie… a quanto pare ci sono strane attività in giro- disse Kyle, cauto.
-Di che tipo?- Pam annusò l’aria. Preoccupazione.
-Stanno scomparendo tante persone nel quartiere di Shinjuku.
Pam aggrottò la fronte –Perché la cosa ci interessa?
Kyle poggiò il computer portatile su un tavolino –Scompaiono più che altro stranieri, immigrati, prostitute o comunque gente che difficilmente si va a cercare e ogni volta ci sono trace di colluttazione e strani avvistamenti.
-Strani avvistamenti? Prostitute?- Puddy aveva posato il suo dolce e stava attentamente ascoltando. Lory la guardò con apprensione “Non è bene che una bambina senta queste cose”. Si sentì osservata e incrociò un attimo lo sguardo di Pai, che la guardava con un cipiglio severo, probabilmente cogliendo il motivo di apprensione della ragazza. Lory si rabbuiò: non era giusto che Pai la leggesse tanto bene.
-Gente con strane orecchie, gente che vola- disse Ryan –Speriamo che siano solo voci di corridoio ma credo che il nostro nemico stia accelerando i tempi, qualunque sia il suo piano.
Mina arricciò il naso –Non vorrete farci girare per quel posto, vero?
Gish la guardò, ghignando –Che c’è, paura di camminare?
Mina lo guardò, seria –Quello non è posto per gente per bene.
Ryan annuì –Mina ha ragione. Quello è denominato il quartiere a luci rosse e ha una legge tutta sua, specialmente quando cala la notte.
Lory rabbrividì –E cosa dovremo fare noi?
-Girare. Setacciarlo.
Questa volta Pam distinse bene l’odore. Paura.
Lory fece un passo avanti –Puddy e Tart saranno fuori da questa ricerca.- era un’imposizione più che una richiesta.
Kyle e Ryan si guardarono –Va bene. Ma resteranno in contatto nel caso succeda qualche cosa- asserì il biondo.
Nessuno trovò da obbiettare –Quando cominceremo?- chiese Strawberry, sentendo una strana energia dentro: aveva bisogno di fare qualsiasi cosa.
-Questa sera stessa- disse Ryan –Siamo già in ritardo.
-Va bene- fu la risposta corale.
Puddy aveva protestato fino alla nausea, asserendo di esser capace di badare a se stessa, ma erano stato irremovibili. Tart tornò poco dopo, sudato e sporco di terra.
-Dove sei stato?- Pai lo squadrò con severità e Tart arrossì –Touya ed io abbiamo giocato con alcuni suoi compagni a calcio.
Aveva le ginocchia sbucciate ed i palmi delle mani scorticate.
Pai sbuffò, seccato –Datti una sistemata e poi resta con Kyle e Puddy. Se ti muovi da qui, te ne faccio pentire.
Tart annuì –Ci sono novità?
Quello annuì –Ho bisogno che tu rimanga qui.
Nella sua mano comparve una sfera colorata –E’ più sensibile dei computer degli umani e potrai vedere dove siamo ogni secondo e avvertire strani movimenti.
Tart annuì –Va bene. Conta su di me- rispose, inorgoglito per la fiducia.
Il quartiere di Shinjuko era enorme ed erano state tutte costrette a separarsi, ma continuando a comunicare con il loro ciondolo e battevano vie parallele, in modo da non essere lontani gli uni dagli altri.
Lory stringeva la sua borsa in modo nervoso. C’era pochissima gente intorno e dentro pregava che nessuno cercasse di avvicinarla. Su quel quartiere sua mamma l’aveva sempre messa in guardia, perché non solo era un posto malfamato, ma si poteva incorrere in pessime compagnie.
Aveva più volte inciampato sui marciapiedi e cercava di guardarsi intorno, disperata, pregando in cuor suo che Ryan le richiamasse a casa.
-Signorina?
Una mano sottile e calda la bloccò per un gomito, facendola voltare.
Lory si trovò faccia a faccia con un uomo perfettamente rasato, dal viso sottile e occhi piccoli e, dentro la sua testa quel volto si accavallò con un’altra immagine: un serpente. L’uomo aveva i capelli corti, un taglio alla moda e vestiva bene –Ti sei persa, bimba?
Lory aprì la bocca, ma non riuscì a formulare una risposta, sentendo le orecchie andare in fiamme. La stretta dell’uomo era salda su di lei.
-Sei straniera?
Lory scosse la testa –Scusi, devo andare- disse, cercando di divincolarsi e camminare.
Quello mollò la presa, un attimo sorpreso e Lory allungò il passo velocemente, cercando di seminarlo. Afferrò la spilla, pronta a chiamare qualcuno, ma l’uomo le era nuovamente accanto –Sei una studentessa delle medie o delle superiori? Abiti qui vicino?
Lory camminò a testa bassa, cercando di perdesi nella folla, ma l’uomo era sicuro e riuscì nuovamente a tagliarle la strada –Sto parando con te, ragazzina!- disse, scontroso e spinse Lory contro un muro più riparato. La spilla le scivolò di mano e Lory ebbe paura dell’uomo davanti a sé.
- La ragazza è con me.
La voce bassa e fredda di Pai la rincuorò, mentre il cuore faceva un salto nel petto.
Pai aveva preso la spilla da terra e si era avvicinato all’uomo, che aveva bloccato Lory contro il muro. Era in versione umana, con le orecchie ridotte e i capelli leggermente più scuri e vestito con abiti comodi. Avrebbe fatto fatica a riconoscerlo nella folla anche lei.
Lo sguardo dell’alieno era freddo privo di espressione e qualche cosa in quello sguardo fece desistere l’uomo. Quello mollò Lory e la guardò di sbieco –Potevi dirmi di essere impegnata, carina.- spostò lo sguardo su Pai –Non le stavo facendo niente, eh- ridacchiò –Credevo fosse…
Pai socchiuse lo sguardo e fece un passo verso i due e l’uomo sentì morire le parole bocca –Non mi sono spiegato, forse- Pai lo fissò truce –Sparisci.
Quello deglutì ancora e si defilò, imprecando a bassa voce.
Lory si appoggiò al muro, alla ricerca di sostegno e scivolò a terra, sentendo le gambe tremare. Se Pai non fosse apparso, chissà in che guaio si sarebbe cacciata…
Pai si avvicinò, tendendole la mano –Andiamo.
Lory fissò la mano, inebetita.
“Sei senza cuore”.
Le accuse di giorni fa le tornarono in mente e si vergognò ancora di più. I loro confronti in quel periodo erano stati scontrosi e freddi ma l’alieno era comunque intervento in suo aiuto.
Afferrò la mano, sentendola fredda –Come… come sei arrivato qui? Non dovevi essere più in là?- domandò, dandosi subito della stupida. Avrebbe dovuto ringraziarlo!
Pai sembrò un attimo a disagio –Sono capitato su questa via per sbaglio- disse e qualche cosa nel suo tono suggerì a Lory che mentisse e una vocina maligna suggerì “Ti stava seguendo!”.
Questo non seppe se le diede fastidio o le fece piacere.
Pai le diede le spalle –Sta più attenta e continuiamo a cercare. Ci vediamo.
Lei annuì ma la sua spilla e il polsino di Pai emisero un attimo un suono e poi la voce di Kyle dall’altra parte parlò.
-Ragazzi, Tart ha trovato qualche cosa. Ci sono strane interferenze in un locale vicino a dove si trova ora Lory e… Pai.- un attimo di pausa –Si chiama “Mars”. Recatevi tutti lì.
Fine trasmissione.
Lory guardò a sottecchi Pai. Prese un respiro profondo e lo superò –Andiamo.
-Lory…- a ragazza si voltò a stento a guardarlo, nervosa. Pai si grattava il mento con due dita e aveva una ruga in mezzo alla fronte. Gli occhi erano pensosi e per un attimo le parvero turbati.
-… no, niente.
Lei lo fissò per interminabili secondi e infine il ragazzo la superò, dandole nuovamente le spalle. Sospirò. Con Pai era così. Un passo avanti, dieci indietro.
Il locale era in realtà una chiassosa discoteca dove la gente ballava, bevendo cocktail e ridendo.
C’era una leggera cortina di fumo e Pam storse il naso, riconoscendo l’odore dolce della cannabis.
Si voltò a guardare le sue amiche –La prima, dico, la prima che accetta da bere o da fumare, la sbrano.
- Pam, non abbiamo nessuna intenzione- disse Strawberry, ridendo nervosamente.
-Dove dobbiamo cercare?- chiese Lory, già intimorita. Il locale era pieno di luci colorate e si divideva in vari spazi e da dove erano loro si poteva vedere la pista da ballo e il bar.
Gish storse la bocca in una smorfia –Questo è ballare, per voi?- guardò la pista dove vedeva solo un groviglio di gente che si attorcigliava su se stessa, alla ricerca quasi patetica di un contatto fisico.
-Non confondere un’arte con questo- rimbeccò Mina.
La musica cambiò di colpo, diventando da house-tecno a un motivo più latino, quasi coinvolgente e la pista fu percorsa da un brivido.
-Volete fare due salti?- una ragazza truccata di nero e blu, dal vestito attillato nero, si era avvicinata a Gish e Pai, tirandoli dal braccio. Ambedue fissarono la ragazza –Scusa, con chi?- domandò Gish, cercando di capire le intenzioni dell’umana. Non era brutta ma troppo truccata per i suoi gusti.
Lei ammiccò –Con entrambi, se lo volete.
Mina buttò un colpo di tosse molto forte, cercando di sovrastare la musica –Smamma, bella.
La donna guardò Mina e sorrise in modo sbieco –Non lo sai che i bambini a quest’ora devono essere a dormire?
Mina avvampò di vergogna e aprì la bocca per rispondere ma Pam fu più veloce di lei –Stanno con noi.- disse solo, sorridendo lievemente.
Quella scrutò Pam per qualche secondo e si allontanò.
Strawberry guardò Pam –Perché mi sembra che tu abbia detto una cosa brutta?
Pam fece un cenno alla sala –Guarda lì. Che cosa vedi?
Strawberry guardò le persone e solo con una seconda occhiata capì cosa intendesse Pam e del perché della sua occhiata.
La sala era piena di uomini abbastanza avanti con l’età o comunque vestiti bene, eleganti, accompagnati da ragazze giovani e ben vestite, provocanti e seducenti.
-Escort- mormorò Mina, disgustata –Cioè, sono stata paragonata ad una…?
Pam le fece cenno di zittire –Quindi qui c’è molto movimento… guardiamoci in giro, facciamo domande. Restate in vista.
Pam si disperse nella folla, e la persero di vista.
Strawberry fece un lungo respiro –Va bene. Pai, Gish, andate vicino alle uscite di emergenze. Lory, tu vai al bancone. Mina, con me.
Strawberry e Mina si gettarono anch’esse nella folla e più volte rischiarono di inciampare e finire malamente addosso alle persone.
Mina era più aggraziata della rossa, e riusciva ad aggirare tutti gli ostacoli ma per Strawberry era un’altra cosa.
Come quella donna le avesse potute scambiare per hostess (*) visto anche come erano vestite (Mina il suo classico vestito da bambolina, scuro con un fiocco sul davanti e lei con una gonna a pieghe rossa e una maglia bianca, per non parlare poi di Lory, con la gonna lunga e la maglia accollata), non le era chiaro ma poco importava. Nessuno le degnava di uno sguardo e sicuramente era un bene, anche perché temeva veramente di finire in qualche guaio.
-Lì!- Mina indicò un punto della stanza, sotto una colonna, dove c’erano dei divanetti e uno era vuoto. Si fiondarono su di esso, affondando nella morbida imbottitura scura.
-Cosa dobbiamo cercare?- chiese Strawberry, guardandosi attorno.
-Cose strane.- rispose l’altra, poco convita.
Strawberry alzò gli occhi al cielo. Lì di cose strane ce ne erano già abbastanza.
Lory si avvicinò incespicando al bancone, chiedendo timidamente scusa e facendosi forza per non correre fuori dal locale.
Il bancone era una tavolata lunghissima, ma quasi vuota. C’era qualche uomo o qualche donna che bevevano e qualche coppietta che tubava tranquillamente, incurante degli occhi indiscreti. Lory si sedette su uno sgabello e si guardò attorno.
Ok. Bene. Che cosa doveva cercare?
-Vuoi qualche cosa?
Lory si voltò di colpo, incrociando uno sguardo nero e profondo del barman dietro il bancone. Era un uomo molto sottile, rasato ma truccatissimo negli occhi. Aveva un sorriso accattivante e la squadrava divertito –Sei nuova?
-Io… beh…
Le mise davanti un cicchetto con del liquido ambrato –Su, festeggia! Si è giovani una volta sola!
Lory guardò con attenzione il bicchierino e l’uomo la guardò aggrottando la fronte –Verginella, eh?
Lory avvampò e quello rise di gusto –Bevi, su!
Afferrò il bicchierino e annusò il contenuto. Era forte, tanto da farle lacrimare gli occhi.
Una mano pallida le tappò la bocca –La mia amica non beve… chi mi porta a casa altrimenti?
- Gish!
L’alieno le schiacciò l’occhio e poi si rivolse al barman –Certa gente non approva l’alcool per una così tenera ragazza! - indicò con la testa un punto su una balconata sopra loro, e Lory avvampò quando incrociò lo sguardo serio di Pai. Tornò a mostrare attenzione per il barman e Gish che si erano scambiati qualche battuta. Sentiva ancora lo sguardo di disapprovazione di Pai, ma cercò di ignorarlo.
-Ultimamente questo è un posto che sarebbe meglio evitare- buttò lì Gish.
Il barman sorrise –Lo è da sempre.
Lory vide Gish giocare con il bicchierino che teneva fra le dita. Intinse le dita, giocando con il liquido ambrato –Ma ora scompaiono persone.
Il barman sorrise ancora, tirando il sorriso –Qui la gente appare e riappare come meglio crede.
L’alieno prese un fazzoletto e si pulì le dita e ripiegandolo lo posò in tasca –Bene. Chérie, andiamo, va o qualcuno potrebbe essere geloso- e le strizzò l’occhio.
Pam seguiva il suo olfatto, alla disperata ricerca di qualche traccia. Era tutto troppo confuso. Sentiva eccitazione, ansia ma niente di simile alla paura o terrore.
Un odore intenso la fece voltare di scatto. Vide una donna, la stessa che ci aveva provato con Gish e Pai essere avvicinata da un uomo alto, sottile e dannatamente affascinante. Vestiva di nero il viso era mezzo coperto dall’oscurità.
Annusò l’aria. Sudore. Eccitazione e poi lo trovò.
Un odore esotico, che non era di nessun umano.
“Alieno” suonò nella sua testa.
A grandi falciate camminò tra la folla, ma l’uomo misterioso e la donna erano spariti dietro ad alcune tende pesanti e scure.
Fece per attraversarne una, ma una enorme figura di un uomo di colore la bloccò.
-Qui non puoi passare.
Pam sorrise, cercando di essere cordiale –La mia amica è entrata lì e vorrei raggiungerla.
L’uomo non sembrò interessato –Qui entra solo chi ci lavora. E la tua amica ci lavora.
Pam provò ad analizzare la situazione.
Atterrare il bestione? Possibile, ma avrebbe creato confusione.
Aggirarlo? Impossibile.
Sorrise, glaciale –Vorrà dire che l’aspetterò fuori.
L’appostamento di Pam durò un po’, ma da dietro quella tenda vide entrare molte coppie ma la donna e l’uomo non uscirono mai.
La spilla vibrò nella tasca e stanca, rispose.
-Si torna indietro.- disse la voce di Ryan –Forse abbiamo una pista.
**
Note:
(*) Allora, Escort ed Hostess… non so bene se ci sia una vera distinzione tra le due occupazioni oppure no. Datemela per buona =P
Uhuhuuh! Bene. In che cosa sono incappate le ragazze? Cosa succede dietro quelle tende? Strawberry farà pace col cervello, insieme a Ryan? Per il biondo ho in mente il PEGGIO del PEGGIO (Hypnotic, non avercela con me XD).
E Lory e Paiuccio? Vi informo che si creerà un’alleanza ambigua e strana più in avanti (forse già dal prossimo capitolo!) e spero di non essere linciata e di non perdere lettori ^^”” Il mio cuore non reggerebbe =P
Ringrazio tutti coloro che hanno commentato: Ria, Hypnotic Poison, mobo, AnegloBiondo99, Scorpio 17 *_* grazie mielle <3
Il prossimo capitolo è in fase di elaborazione… spero di poter postare il più presto possibile!
Un bacio… ^3^


