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Autore: Danya    13/07/2014    6 recensioni
Vide Mew Puddy trascinata da un piede. Aveva gli occhi socchiusi e mormorava qualche cosa.
I suoi istinti felini la aiutarono a capire.
“Addio, Strawberry. Ti voglio bene”.
**
La guerra è ormai finita da un paio di settimane ma la pace tarda ad arrivare. Le Mew Mew si ritrovano rapite e portate via, sul pianeta alieno. Ryan, Kyle, Pai, Gish e Tart le stanno cercando per salvarle ma le cose non vanno nel verso giusto. Vecchi amori, nuovi incontri, incontri inattesi e nuovi poteri si affacciano nella vita delle nostre eroine, questa volta in lotta per salvare se stesse e chi amano.
Genere: Azione, Generale, Guerra | Stato: completa
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Ichigo Momomiya/Strawberry, Mint Aizawa/Mina, Pai Ikisatashi, Retasu Midorikawa/Lory, Ryo Shirogane/Ryan
Note: Lime, What if? | Avvertimenti: Contenuti forti, Tematiche delicate
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Bene. Capitolo un po’ pesante e intricato (almeno per la sottoscritta ^^”) e scriverlo è stato un po’ un parto (lo dici sempre ndKisshu).
Voglio precisare che le opinioni religiose di questo capitolo sono utili al fine della storia. Non mi sbilancerò dicendovi con chi o con quale teoria io sia favorevole =D
 
Vi faccio notare fin da subito che i nomi dei nostri eroi sono tornati nella versione giapponese. Non ce la faccio a usare quella italiana ^^” Spero di essere perdonata per questo! Ci vediamo alla fine!

 
Capitolo 17
 
-Narcotici.
-Narcotici?
Le ragazze guardarono lo schermo del computer portatile. Il turno al Caffé, sfiancante dopo la notte precedente, era concluso e ora Ryou le aveva messe davanti alla realtà dei fatti.
- Kisshu ci ha portato un campione di una bevanda che Retasu stava per bere ieri sera- disse Ryou, lanciando un’occhiata alla verde.
Zakuro la guardò in cagnesco –Vi avevo detto di non fare nulla del genere.
La verde incassò la testa tra le spalle –Ero sola e… ecco…
-Lascia stare- Kisshu le batté una mano sulla spalla –La tua stupidaggine ci ha fatto avere un’informazione in più.- le strizzò l’occhio, mentre le passava un braccio intorno alle spalle, facendo diventare bordeaux la ragazza.
Nessuno aggiunse altro, ma Ichigo sbuffò tra i denti, cercando di trattenere una risata.  Retasu era imbarazza e Kisshu continuava a sorridere ebete verso il fratellastro maggiore che cercava in tutti i modi di non guardare dalla loro parte.
“Che cosa mi sto perdendo!” pensò fra sé “Prima o poi dovrò fare due chiacchiere con Retasu!”.
-A quanto pare avrebbero provato a drogarla- Keiichiro interruppe il frivolo pensiero di Ichigo –Mi chiedo se è così che hanno attirato le loro vittime.
Zakuro ci pensò –Probabilmente. C’erano odori alterati lì dentro e molta confusione tra la gente.
Minto storse la bocca –Disgustoso.
-E se fosse un semplice giro di prostituzione?- propose poi Ryou ma Pai schioccò la lingua in segno di dissenso –No. Ascoltando quello che si vociferava sembra che ci siano strane persone che gestiscono la cosa e sono stato scambiato per uno di loro.
Retasu guardò in modo apprensivo Pai.
-Intendi per quello che teneva prigioniera Retasu? Quel Rei?- domandò Purin, appoggiata alla spalla di Taruto.
Pai annuì –Già- guardò di sbieco Retasu –E mi chiedevano se avevo intenzione di portare con me qualche ragazza.
Il silenzio calò sul gruppo. I loro nemici stavano gestendo un locale notturno e loro lo scoprivano solo ora.
-Cosa dobbiamo fare?- domandò Minto, preoccupata.
Pai strinse le spalle –Proverò a infiltrarmi e poi cercherò informazioni.
-Da solo è troppo rischioso.- disse Ichigo –Qualcuno deve accompagnarti. E poi da solo saresti poco credibile.
L’algido alieno la fissò freddamente –E cosa proponi di fare?
 
Zakuro passò un po’ di lucidalabbra rosa chiaro e sistemò i capelli castani lunghi, chiudendoli in una treccia elaborata e morbida.
-Sicuro di saperli portare?- disse, alzando i tacchi neri.
Il compagno sorrise, schiacciando l’occhio curato e truccato di azzurro –Sono un uomo pieno di sorprese.
Keiichiro si era offerto come volontario, contrastando ogni protesta delle sue dolci principesse che non avevano intenzione di metterlo in pericolo.
-Sei quello senza poteri! Ti potrebbero far del male!- aveva detto Purin, guardando l’uomo –E poi, dovresti vestirti da…
Keiichiro aveva sorriso –Se per caso stessimo prendendo un abbaglio, vi mettereste in brutte situazioni. Voi starete fuori e aspetterete il segnale di Pai.
L’alieno non aveva battuto ciglio e aveva accettato di buon grado il travestimento di Keiichiro, mentre Ryou era scioccato e Kisshu rideva come un pazzo.
Zakuro porse uno dei suoi abiti neri a Keiichiro. Era lungo e poteva nascondere le gambe mascoline e soprattutto aveva delle coppe sul seno, così da simulare un po’ di forme femminili. Sulle spalle aveva una stola nera chiusa in un fiocco e Keiichiro si era rasato ben il volto e il risultato finale non era male.
-Sono proprio uno schianto!- scherzò quello, ammiccando allo specchio.
Zakuro ridacchiò –Ci vorrebbe una foto.
Keiichiro le prese una mano, baciandola piano –Vorrei osare di più, ma temo di far tardi. Il mio accompagnatore non sembra un tipo paziente.
Zakuro annuì, grave –Vero.- non trattenne il sorriso –Sta attento.
-Ci sarà il mio cavaliere a proteggermi.- rise quello.
 
Ichigo, Minto, Retasu, Purin, Taruto, Kisshu e Zakuro erano alle spalle del locale.
Kisshu squadrò il moro da capo a piedi –Se ti vestissi così tutti i giorni, credimi, potrei anche…ahi!
Minto gli aveva assestato un pugno in testa –Smettila, razza di idiota!- sibilò –Non prendere in giro Kei!
L’uomo sorrise e parlò con una voce più alta del normale –Non sono fantastica?
Ichigo non seppe se ridere o meno del travestimento dell’amico ma decise di rimanere seria e trattenere le risate e l’ansia che aveva in corpo. A breve sarebbero entrati in azione e dentro di sé sentiva la molla pronta a scattare.
Keiichiro fece un sorriso smagliante, con le sue labbra rosso mattone e s’incamminò verso il locale.
 
Il locale era sempre pieno di gente e di luci colorate.
Keiichiro cercò di essere saldo sui tacchi e nonostante avesse fatto lo spavaldo con le ragazze, aveva un po’ di timori. In un orecchio aveva nascosto un auricolare che lo teneva in contatto con Ryou, più agitato degli altri e ogni tanto lo sentiva mormorare cose come “Ti tengo d’occhio” e “Lascia fare tutto a Pai”.
Già. Pai.
Si guardò intorno, cercando l’alieno ma quello lo aveva rassicurato che lo avrebbe avvicinato lui, quindi, ancheggiando nel modo più sensuale possibile, andò verso il bancone, dove intravide subito il barman descritto da Retasu e Kisshu. Fece un respiro profondo e si sedette, cercando di sembrare a proprio agio in quel vestito e conciato a festa.
Il barman lo squadrò un attimo. Non sembrava sorpreso di vedere un travestito al bancone e non mostrò alcuna emozione –Da bere, bella?
Sorrise, mostrando i denti bianchi e cercando di alterare la voce nel modo più naturale possibile –Sì, grazie.
Il barman trafficò un attimo sotto il bancone –Sei sola?
Keiichiro scosse la testa acconciata –No, ho un appuntamento.
-Kei, fai il nome di Rei!- sentì gracchiare Ryou dentro la testa e Keiichiro ubbidì –Sto aspettando Rei-sama.
Il barman annuì piano gli versò il cicchetto e lo osservò un attimo, afferrandolo con dita smaltate di rosso.
“Se lo bevi” le aveva detto Ryou “Cadrai in uno stato confusionale”.
-Potrei avere degli stuzzichini?- disse, ammiccando.
Il barman annuì e le diede le spalle e subito versò il contenuto a terra. Portò il bicchiere alle labbra e fece finta di bere. Poggiò il bicchierino –Wow. Buono- disse, portando una mano alla testa –Ma c’è del wishy?- ringraziò la sua occupazione di cuoco che gli aveva dato un fiuto infallibile e gli ingredienti elencati da Ryou e Pai mentre esaminavano il campione prelevato da Kisshu.
Il barman le mise davanti delle noccioline, strizzandole l’occhio truccato –Sì. Buono, eh?
Un colpo di tosse attirò l’attenzione di Kei e quando vide Pai dietro di sé, una mano dentro la tasca dei pantaloni e vestito elegante, capì del perché Retasu si agitasse tanto quando l’alieno era nei paraggi.
Pai si era pettinato i capelli all’indietro, sciogliendo il codino e liberando la fronte da ciocche ribelli. Indossava abiti simili a quelli di Rei, scuri, ma più eleganti, tirati fuori dall’armadio di Keiichiro. Lo sguardo era freddo ma le labbra erano tirate in un sorrisetto sghembo.
“Povera Retasu”.
Il barman sorrise, freddo – Rei-sama, è un piacere vederla oggi. Posso offrire…?
Pai scosse la testa e prese Keiichiro per un gomito –Abbiamo da …fare.
Kei ammiccò verso il barman e si alzò e vide Pai stringere la mascella. Era in imbarazzo.
-C’era bisogno di tacchi tanto alti?- domandò in un soffio Pai.
-Colpa di Zakuro.- scherzò quello, ricordando come la fidanzata lo aveva agghindando bene.
-Rei-sama è un gentleman con le ragazze- il barman schiacciò l’occhiolino a Keiichiro e quello ridacchiò come se fosse colpito dal complimento.
Pai lo strinse a sé, cingendole la vita con un bracco forte e sorrise al barman. Un sorriso così da… Kisshu.
Pai sorrideva in modo malizioso, ammiccando all’uomo scuro e portando il cuoco dentro la pista –Sembri a tuo agio- cercò di dire Pai, mentre camminava. Quell’umano gli faceva uno strano effetto, sempre pacato e tranquillo e stranamente sfacciato.
Keiichiro rise piano -Forza. A quanto pare ti aspetta una serata movimentata-, ironizzò quello, puntando alle tende scure.
L’omaccione che era davanti al tendone si scostò subito quando vide arrivare Pai insieme a Kei. L’uomo fece un mezzo inchino, borbottando un saluto a mezza voce, non udibile bene per via della musica a palla.
Scostò la tenda e Keiichiro incrociò lo sguardo dell’uomo. Sembrò per un attimo impietosito.
Pai lo spinse delicatamente dentro e si trovarono davanti ad un lungo corridoio piastrellato di nero.
-Andiamo su-, disse Pai, mollando la presa su Keiichiro.
Quello si portò una mano all’orecchio –Siamo dentro, Ryou.
-Lo so. Attenti.
I due camminarono per pochi minuti e infine trovarono varie porte scure alla loro destra e sinistra. Pai e Keiichiro accostarono l’orecchio alla prima e non sentirono nessun rumore.
-Io apro al tre- disse Pai –Sta dietro di me. Uno, due…tre!
Spalancò la porta e si trovarono davanti alla scena più imbarazzante della loro vita. La stanza era piccola, giusto per un letto e un divanetto e sopra quest’ultimo c’erano un uomo sulla cinquantina e una ragazza molto giovane e truccata sopra di lui, a cavalcioni. Mezzi nudi.
-Occupato!- ringhiò l’uomo e Pai chiuse la porta velocemente quanto l’aveva aperta.
-Va bene, la prima è andata- borbottò, mentre le guance diventavano rosa.
Keiichiro annuì e prese respiri profondi –Va bene- tossicchiò un attimo –Ma se vedo altre persone nude, io mollo tutto.
Pai fece uno strano verso, simile a una risata e si diresse a un’altra porta –Avanti, o fuori moriranno di crepacuore.
 
Fuori dal locale attesero per una ventina di minuti.
Le ragazze saltellavano sul posto, nervosissime e Taruto non era da meno mentre Kisshu era l’unico quasi afflitto.
-Ma si può sapere che hai da borbottare?- sbottò Minto, infastidita dal continuo mormorio di Kisshu.
Quello la guardò triste –Pai è lì dentro.
Ichigo gli batté una mano sulla spalla –Sta tranquillo. Sono sicura che non corrano pericoli e poi siamo in diretta comunicazione!
Quello scosse la testa –Sì, ma… Pai è dentro, con tante femmine pronte a darla e io… io inchiodato qui!
Ichigo e Minto lo colpirono contemporaneamente su ambedue le guance –Idiota!- sibilarono minacciose.
Zakuro scoccò loro un’occhiata severa –Mi sembra il caso?- ringhiò. Era nervosissima, e non solo a causa di Keiichiro, ma anche perché sentiva una miriade di odori diversi che la confondevano. Aveva provato a seguire le tracce di Keiichiro ma l’uomo le era sembrato così sicuro e deciso da perdersi immediatamente, mimetizzandosi.
“Dannato te e i tuo sangue freddo” lo maledisse mentalmente.
-Ci siamo. Abbiamo trovato quello che cercavamo- la voce di Pai arrivò piatta dai loro ciondoli –Arrivo.
Detto fatto, Pai apparve davanti a loro. Per un attimo le ragazze rimasero sorprese nel vederlo agghindato ed elegante, ma si riscossero subito quando notarono lo sguardo cinereo e serio, quasi turbato.
- Taruto, Purin, portate questo a Ryou, adesso.- allungò un braccio e porse una pendrive.
Taruto lo guardò, confuso –Ma noi…
-E’ urgente, Taruto- la voce di Pai era stranamente atona e qualche cosa fece capire alle ragazze che lui stesse volontariamente allontanando i due ragazzini, che ubbidirono mesti, scomparendo in uno schiocco.
- Dov’è Kei?- domandò Ichigo.
Pai sospirò –Sta raccogliendo ultimi dati. Spero non siate deboli di stomaco- fissò un attimo Retasu e si teletrasportò con loro dentro il locale.
I due uomini erano stati formidabili, arrivando a quello che sembrava la base operativa del nemico.
Era un luogo in penombra, con grandi teche di vetro sparse qua e là e una fila di computer che si perdeva a vista d’occhio. Alle ragazze sembrò enorme, quasi si estendesse per tutta la superficie del locale sopra di loro e oltre.
Keiichiro aveva sciolto i capelli e aveva inforcato gli occhiali, mentre digitava dei tasti su un computer.
-Ho avvisato la polizia- disse Keiichiro –Ma non credo ci sia niente da fare, oramai. Possiamo solo rallentarli.
Ichigo non capì cosa intendesse ma un odore aspro attirò la sua attenzione. Si chinò su una delle vasche e si trovò faccia a faccia con una donna pallida immersa in una strana sostanza. Sembrava… prosciugata, letteralmente. la teca era colpa di una strana gelatina trasparente e i corpi erano nudi e scheletrici.
Zakuro si tappò in naso, diventando pallidissima e si dovette aggrappare a Retasu per non cadere a terra in preda alla nausea.
Ichigo capì che la donna era morta e si ritrasse immediatamente.
-Sono tutte piene di… di…- Retasu non riuscì a dire altro e le sue parole furono sovrastate da una risata forte che riecheggiò nella sala.
-Ma brave!
Da dietro una colonna grigia apparve Rei, vestito in abiti umani e sorridente –Ci siete arrivati prima del previsto, sono sorpreso!
-Tu!- Ichigo fece un balzo verso di lui, la mano aperta che puntava a graffiare ma Rei si spostò semplicemente, lasciando che la rossa cadesse a terra.
-Cosa fate con questa gente?- disse Zakuro, cercando di chiudere la mente agli odori impestanti.
Rei sorrise e Zakuro percepì una strana nota, non identificabile, amarognola.
-Cadaveri… che ve ne fate?- ripeté ancora.
Rei scosse il capo –A noi piace il riciclo!- rise della sua battuta - Ci serviamo dei loro corpi e delle loro energia vitali fino alla fine- sorrise –Ma ora che avete chiamato la polizia, avete bloccato la nostra rete. Gli umani lassù avranno grossi problemi.
Puntò lo sguardo su Kisshu e l’alieno dagli occhi dorati richiamò immediatamente i suoi sai., digrignando i denti. Rei piegò la testa di lato, socchiudendo gli occhi violacei. Kisshu era identico a sua madre. Ancora se la ricordava, bella, morbida e calda, con quei capelli verdi e gli occhi sempre allegri. La donna che aveva preferito salvare il moccioso anziché lui.
-Che hai da fissare, eh?- Kisshu gli apparve davanti, mentre Pai lo chiuse di lato.
Rei sembrò aspettarselo, smaterializzandosi in alto a Kisshu e colpendolo con forza alla bocca dello stomaco. Kisshu volò di sotto, schiantandosi addosso a un macchinario, ammaccandolo pesantemente e Pai provò ad afferrare Rei, ma quello alzò una mano scagliando un getto d’acqua fredda e Pai fu anche lui sbalzato via. Rei fissò divertito Retasu –Ah, non lo sa? Pesciolina, mi sorprendi!
-Cosa…?- Kisshu seguì lo sguardo di Rei e vide Retasu diventare pallida.
Voci e urla li riportarono alla realtà.
-Vengono da sopra- disse Minto, guardando il tetto.
Rei sorrise sghembo –Addio, ragazze. Ci rivedremo- e sparì.
Pai si alzò, bagnato fradicio e si avvicinò a Kisshu, controllando che stesse bene.
 –Andiamo via di qui. Dobbiamo teletrasportarle prima che le veda qualcuno.
Kisshu fissava ancora Retasu.
Ah, non lo sa?” Kisshu aveva la sensazione che quella frase fosse riferita a lui.
–Kisshu!- Pai  richiamò il fratellastro con una punta di stizza e il verde si riscosse.
–Sì, andiamo.- mormorò solo.
 
La fermata al Caffè fu d’obbligo. Nonostante fosse veramente non poterono non condividere subito le informazioni avute da Keiichiro.
Ryou li aspettava con Taruto e Purin, mezzi addormentati sul tavolo del laboratorio. Ryou aveva esposto i dati di Pai sul grande schermo e digitava i tasti della sottile tastiera con calma e quando li vide comparire al centro della stanza, chiese semplicemente: -Allora?
Keiichiro sospirò pesantemente, sedendosi su una sedia. Si tolse la stola e grattò le tempie –E’ una cosa stranissima. Credevo facessero esperimenti e in parte è così… poi ho trovato questo.- mise un dischetto dentro un altro computer e comparvero subito delle scannerizzazioni di vecchie pergamene malconce e quasi del tutto indecifrabili ma alcune scritte erano evidenziate e Pai lesse ad alta voce, senza che le ragazze riuscissero a capire una sola parola.
-E’ la mia lingua- disse subito –O almeno, una vecchia versione.
-Cosa dice?- chiese Retasu, col cuore in gola.
Kisshu aggrottò la fronte, avvicinandosi al monitor –Parla d’innata malvagità.
-Innata malvagità?- biascicò Purin, accoccolandosi alla spalla di Taruto –Che vuol dire “innata”?
-Che nasce con l’uomo stesso- spiegò laconico Ryou –Continua, Kisshu.
-Dice che…- continuò a leggere, facendo scorrere gli occhi ambrati sullo schermo –Che le cose malvagie nascono perché create. “Gli dei buoni nascono dalla bontà e dalle azioni dei giusti mentre gli dei malvagi da uomini e donne che nell’animo hanno malizia e cattive intenzioni” .- guardò Pai –Ma che roba è?
Quello si strinse le spalle –Saranno vecchi scritti dei nostri Avi, forse a giustificare la nascita degli dei come entità superiori.
Zakuro si portò una mano al mento –Non è una concezione estranea ai terrestri. Basta pensare alle divinità greche.
Ichigo guardò l’amica –Divinità greche?
-Sì. Zeus, Era, Apollo eccetera era tutti specchi dell’animo dei popoli antichi. Erano con fattezze umane ma erano l’amplificazione dei vizi umani. Ad esempio, Zeus rappresentava la lussuria giacché aveva molte amanti nonostante fosse sposato. Ares, il dio della guerra era la bellicosità dell’uomo e così via.
Ichigo la guardò confusa, sbattendo più volte le palpebre.
Retasu annuì –E’ vero. Anche le divinità celtiche. Una volta ho letto che Loki era stato concepito dagli uomini perché, con un pantheon di buoni dei ci voleva il giusto equilibrio e Loki rappresentava il caos… più o meno- balbettò timidamente.
-Mi state dicendo che le divinità sono create dagli uomini?- Minto guardò scettica le due e il computer –Mi sembra una favoletta creata da agnostici e atei.
Pai scrollò le spalle –Nulla di tutto ciò. Ognuno crede in ciò che vuole o che pensa sia giusto. Stiamo semplicemente riportando quello che c’è scritto.
-Ma la cosa non ha senso- continuò Ichigo –Che cosa c’entrano dei e gli alieni che vogliono il Mew Power e la Mew Aqua? E da gente morta?- si strofinò la testa con entrambe le mani, come a cercare di scrollare via i brutti pensieri –Non ha un senso.
Kisshu e Pai rimasero in silenzio e i loro occhi continuavano a sfiorare le parole antiche. Videro Kisshu aggrottare la fronte e Pai trattenere un attimo il respiro
 –Sempre che non…- il verde guardò Pai, mordendosi il labbro -… ma sarebbe quasi del tutto impossibile soprattutto… pazzesco.
-Può essere però. Il Mew Power e la Mew Aqua sono due fonti di energia potentissime e pure da un punto di vista di contaminazione. Ma completamente neutri, né buoni né malvagi.
Zakuro schioccò la lingua, infastidita –Di cosa state parlando?
Pai sbuffò dal naso –Seguendo queste scritture sembra che utilizzando persone in cui è intrinseco il male e unendolo a un’energia potentissima, si possa creare una specie di divinità, che però sottostà a un’entità di controllo.
-Loro avrebbero ucciso… persone cattive?- mormorò Purin, stropicciandosi gli occhi.
Kisshu strinse le spalle –Non ha senso.
 
Syrio urlò la sua frustrazione contro Rei e Natsu –Dovevate sorvegliare quel dannato posto! Ci serviva!
Rei non sembrò curarsi delle urla del proprio superiore e Natsu fissava incessantemente un punto imprecisato del pavimento.
Nadia, Loren e Koda erano in silenzio, pietrificati dalle urla di Syrio che sembrava aver perso il controllo. La blu osservava l’uomo che tanto ammirava distruggere una colonna con un’onda di energia blu che era scaturita dal palmo aperto.
Gli occhi erano glaciali e il volto era una maschera di odio.
-Ci mancava veramente poco!- urlò –Adesso quegli stupidi terrestri hanno preso i miei corpi e li stanno seppellendo, mandando a fanculo tutto il mio lavoro! Per non parlare dei dati di ricerca!
-Il nostro, vorrai dire- corresse impunemente Rei –E poi, quando sono arrivato era troppo tardi. Avevano preso quasi tutto.
Syrio lo guardò intensamente negli occhi e dopo pochi secondi, Rei si accasciò a terra, con la testa pulsante –Bastardo. Tu sei contaminato, non dovresti stare qui. Non so neanche perché ti abbia affidato questo incarico.
-Perché a quanto pare, sono molto carino e bravo- ironizzò, contorcendosi dal dolore. Syrio strinse gli occhi ancora di più e Rei urlò di dolore.
Nadia non ce la fece più –Syrio, basta! Troveremo un altro modo!
Syrio fermò il suo potere e Rei riprese a respirare a tratti, con il corpo che si alzava e abbassava dagli spasmi del dolore.
-Tzk. Voi.- li guardò tutti –Voi dovreste essere le nuove Colonne Portanti, eppure siete un branco di inutili…- non terminò la frase, teletrasportandosi via.
Natsu si chinò su Rei –Ti ha conciato per le feste- constatò.
Quello si mise a sedere puntellandosi su un gomito –Se avessi il potere di rigenerazione della mermaid, non avrei più problemi.- si asciugò un rivolo di bava che usciva dalla bocca e strizzò gli occhi dal dolore pulsante.
Quello era il potere di Syrio. Ti entrava dentro e il corpo non era più tuo e questo Rei non lo tollerò.
-Siamo stati scelti per un motivo- borbottò a mezza voce –Quello non è neanche depositario del Potere Mew. Perché seguiamo i suoi ordini?
Il vecchio Loren gli si accostò, porgendogli una mano –Sopra di lui c’è una divinità.
Rei fissò il vecchio cieco. Quell’uomo celava un mistero dietro la sua figura. Era stato il primo a essere convocato e con lui il bambino dai capelli bianchi. Li trovava insopportabili. Al contrario di lui e Nadia, sembravano sapere quasi tutto ed erano chiusi nel loro mondo che, ne era sicuro, parlassero tra loro in un modo del tutto segreto ed inaccessibile, utilizzando quale strano legame di comunicazione.
Nastu era un’altra storia.
Era stato spesso Rei ad adescare le prede, uomini o donne che fossero e a portarli nel laboratori e Syrio provvedeva ad ucciderli. Natsu aveva più che altro elaborato dati e utilizzato l’energia vitale degli esseri umani secondo le istruzioni dategli. Non si fidava di lui, peggio che degli altri.
Rei si mise in piedi, ignorando l’aiuto di Loren.
-Siamo Colonne Portanti- ripeté tra i denti –Eppure chi ci ha convocati non si è mai mostrato. Solo una voce che detta ordine.
-Ma è così che deve andare- disse Koda, con voce neutra –Altrimenti sarebbe tutto più facile.
Rei lo fissò di sbieco ma non aggiunse altro.
 
Retasu si gettò sul letto di casa, esausta. Aveva solo voglia di dormire per un giorno intero. Le dolevano le gambe dalla tensione e ancora non era riuscita a mandar giù un boccone, tanto il suo stomaco era chiuso.
Erano le tre del mattino e da lì a poche si sarebbe dovuta alzare per andare a scuola. Il solo pensiero la fece imbronciare ancora di più, pensando alla faticosa giornata che si presentava davanti ai suoi occhi.
-Retasu.
La verde saltò a sedere nel letto, sentendo chiamare e il cuore salì fin alla gola dallo spavento. Sulla finestra della sua camera c’era Kisshu appollaiato.
Si portò una mano alla bocca, trattenendo un urlo –Kisshu-san!- borbottò a mezza voce –Cosa c’è? E’ successo…?
Il verde la guardava con occhi freddi e indagatori –Parliamo, pesciolina- cominciò, senza temere di parlare a voce alta –Cosa non so, io?
Retasu sentì il cuore galoppare nel petto e si sentì il sangue fluire alla testa. Doveva dirlo a Kisshu? Doveva parlare di Rei?
“Fingi, cretina!”
-Io… non so… Ecco…- deglutì a fatica.
Kisshu entrò nella stanza con un agile salto atterrando senza far rumore –Detesto chi cerca di fregarmi.
- Kisshu-san, ascolta, io…
- Kisshu.
I due si voltarono insieme. Una mano lunga e pallida aveva bloccato Kisshu per una spalla mentre lo scrutava con stanchezza –Pai, che vuoi? Sempre intorno alla pesciolina- stuzzicò maligno.
Pai non rispose alla provocazione, ma tirò via il fratello –Andiamo. È tardi.
Kisshu si liberò dalla presa del fratellastro –Ah no, Pai. La ragazza ed io stavamo scambiando due chiacchiere.
Retasu non potè pensare all’assurdità della cosa. Era notte fonda e Kisshu le chiedeva spiegazioni.
Si stropicciò gli occhi da sotto le lenti –Kisshu, non credo di potertene parlare- disse solo, mesta.
Kisshu digrignò i denti –Cosa diamine vuol dire?
-Che Retasu è troppo tenera e teme di darti uno shock.- il tono di Pai sembrò quasi derisorio e divertito, nella penombra della stanza –Kisshu, Rei è tuo fratello.
Il verde squadrò Pai da capo a piedi –Eh?
Retasu era impallidita. Perché Pai stava dicendo a Kisshu la verità?
-Pensavano fosse morto durante il crollo della galleria- spiegò Pai –Ma a quanto pare è sopravvissuto.
Kisshu era diventato, se possibile, ancora più pallido –Come… chi…?
-Mamma.- disse solo Pai, e nella mano comparve la foto di famiglia vecchia che Saku aveva dato a Retasu.
Kisshu sbirciò appena e puntò subito lo sguardo sulla verde –E tu cosa diamine centri in tutto ciò?
Retasu abbassò il capo, mortificata e imbarazzata –Saku-sama mi ha chiesto di… parlare con Rei. Di farlo ragionare.
Kisshu scrutò la ragazza e la prese per una spalla, scuotendola forte –Tu non hai alcun diritto…
-Kisshu, sveglierai tutti- Pai si mise in mezzo, separando i due –Retasu non centra niente. Nostra madre pensava solo di fare una cosa per te e lui- Pai puntò gli occhi ametista dentro quelli dorati di Kisshu –Dimmi solo cosa dobbiamo fare ora.
-Pai…!- Retasu provò a protestare debolmente, ma Pai, senza guardarla, le rispose freddamente –Non sono più affari tuoi. Ora è Kisshu che se ne deve occupare.
Il verde era rimasto di sale, immobile. Cosa doveva fare?
-Io… meglio che vada.- e si smaterializzò via.
 
**
 
Nyaaaah! Non uccidetemi! XD Questo capitolo è stato un trauma e lo trovo un po’ pensante, ma spero di avervi incuriosito un po’. Le bozze per il prossimo capitolo sono pronte e prometto un po’ di azione e, forse, un po’ di pippe mentali per qualcuno *risata malefica*.
Ringrazio chi ha recensito! Mi fa sempre piacere leggere i vostri commenti, consigli e/o critiche! Spero di aggiornare presto e di dedicarvi un nuovo capitolo a breve ^^
A presto!

 
 
   
 
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