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Autore: Nefer    17/09/2008    10 recensioni
FANFIC CONCLUSA. ANNO IN CUI E' STATA SCRITTA: 2006
RIECCOMI! SONO TORNATA! E così dopo tanto ripubblico French Kiss! La trama: Dopo tante peripezie e avventure riuscirà James a dare il tanto atteso bacio alla francese a Lily e a conquistare il cuore della rossa?
---Lily raggiunse le carrozze giusto in tempo per vedere Angy salire a razzo su quella sulla quale era appena salito Remus e Izzie seguirla perché sulla stessa carrozza vi era anche Sirius.
Lily non poteva credere che le amiche l’avessero abbandonata per seguire i loro idoli.(…)
“Brave, brave! Poi facciamo i conti!” pensò Lily e salì sulla prima carrozza che le capitò. Rimase pietrificata quando vide che su quella c’era anche James Potter…
Lily fece subito per andarsene, ma la carrozza partì in quel momento, costringendola a sedersi per non cadere.
Notò il ghigno soddisfatto di James. Perfetto… ora le toccava anche fare tutto il tragitto fino ad Hogwarts con lui!---
Genere: Commedia, Romantico | Stato: completa
Tipo di coppia: Het | Personaggi: I Malandrini, James Potter, Lily Evans | Coppie: James/Lily
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Malandrini/I guerra magica
Capitoli:
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- Questa storia fa parte della serie 'Raccolta: French Kiss & Nine Months'
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Eccomi di nuovo qui! Sono stata veloce visto che per il capitolo 17 ho fatto passare troppo tempo! Visto che buona? XD
Dunque dunque… ringrazio per aver commentato:
Germana
Kisha Dattebayo
Piccola_puffola
Ninny
Pikkolina88
Vampirellafra
Fra_chan
Lyrapotter
redRon
Akira_chan (non preoccuparti! Sono contenta che hai commentato il chap 17!)
Grazie ragazze! I vostri commenti mi fanno sempre un sacco piacere!
Messaggio per chi aspettava (e sperava in) una rissa tra Sirius e Harvey. Mi dispiace ma… non ci sarà!! Nessuno si è premurato di dire a Sir cosa ha combinato il Battitore della squadra di Quidditch! Però non ci sarà… per adesso! Chissà se in futuro… ihihihih…

CAPITOLO XVIII
Angy si sedette su una panchina e attese la risposta di Sirius. Sospirò. Ci mancava solo quella Jordan, ora. Ma come potevano essere così stupide quelle ragazze?
Be’, che nessuna si avvicinasse al SUO Sirius!!

Una settimana dopo erano tutti in Sala Comune a studiare. Erano diventati inseparabili ormai e a loro molto spesso si univa Dean, con gran gioia di Charlie. Il ragazzo era molto simpatico e piaceva a tutti.
 - Allora… chi mi sa dire le proprietà della Pozione Sdoppiante? - chiese Lily.
Ci fu un attimo di silenzio, poi gli altri risposero tutti insieme, iniziando a litigare su chi avesse dato per primo la risposta.
 - Ma quanto siete chiassosi! - fece una voce che conoscevano benissimo.
Si voltarono.
 - Sirius! - gridò Angy raggiante, correndo da lui.
Sarebbe voluta saltargli addosso, ma si bloccò, invece e lo abbracciò cauta.
 - I miracoli della magia! - fece Sirius – Sono tornato come nuovo. Anche se per un po’ devo camminare con le stampelle! Come i vecchi!
 - Sirius un po’ di rispetto per le persone più anziane! Non si chiamano “vecchi” - lo ammonì Lily. Ma sorrise, felice di vedere che stava bene.
 - Bentornato, Sir! - fece James abbracciando l’amico.    
 - Un altro giorno di più e sarei scoppiato - confessò Sirius sedendosi sul divano.
In quel momento una schiera di ragazzine impazzite entrò nella Sala Comune e lo accerchiò.
 - Sirius!! - gridarono – Come stai?!
 - Che bello! Sei tornato!
 - Sirius ti amo!
Tutti li fissarono allibite. Angy incrociò le braccia e alzò un sopracciglio. Quelle… quelle oche…
Sirius nel frattempo cercava di rispondere a tutte le domande contemporaneamente e Angy cercò di essere paziente. Ma passavano i minuti e quelle non se ne andavano.
 - Ora basta! - sbottò Angy – Sparite! Andatevene! - si mise tra Sirius e le ragazze che la guardarono offese. – Sirius Black è occupato, mi dispiace!
 - Sirius, ma è vero? - chiesero le ragazze.
 - Sì - rispose Sirius – Angy è la mia ragazza.
Il suo fan club se ne andò. Erano tutte afflitte. Angy si voltò a guardare il ragazzo – La tua ragazza? - fece – Cioè… siamo fidanzati?!
 - Evidentemente sì, se ho detto così - disse Sirius.
Angy sorrise soddisfatta. Si lasciò cadere accanto a Sirius e si strinse a lui.
Anche gli altri abbandonarono i compiti e si misero tutti a chiacchierare allegramente.

 - Non mi sembra vero! - fece Sirius osservando la tavola con gli occhi che brillavano – Cibo vero! Non potete capire quali schifezze sono stato costretto a mangiare al San Mungo! - si mise nel piatto una generosa quantità di pollo e di patate al forno. Il suo cibo preferito.
Gli altri risero.
 - Per fortuna c’erano i dolci che ti abbiamo mandato a salvarti, eh? - fece Remus.
 - Si, ma sarò ingrassato di una tonnellata! - disse Sirius scatenando altre risate.
Finalmente erano di nuovo tutti insieme…
Ma quella felicità durò poco.
Il giorno dopo si venne a sapere che alcune persone della comunità magica, imparentate con dei Babbani erano morte. Una schiera di uomini incappucciati li avevano attaccati.
Stava cominciando il periodo di terrore che sarebbe entrato nella storia. Lord Voldemort aveva deciso di eliminare i mezzosangue…
James apprese qualcosa di più dai suoi genitori, entrambi Auror e così quella sera raccontò ogni cosa agli altri. Non ci sarebbero più state uscite ad Hogsmeade. Troppo pericolose e i figli di Babbani erano continuamente sorvegliati.
James era molto preoccupato per Lily. La teneva continuamente d’occhio. Poi un giorno arrivò quella lettera al ragazzo.
Mentre erano a colazione, un gufo planò davanti a lui. La lettera era da parte di sua madre. Forse c’erano novità. Il ragazzo la prese e lesse curioso. Ma più andava avanti e più si sentiva mancare il respiro. Suo padre era morto. C’era stato uno scontro durante la notte. I seguaci di Voldemort, i Mangiamorte, lo avevano ucciso.
James si sentì mancare e per un attimo credette che sarebbe svenuto proprio lì, davanti a tutti. Ma si fece forza. Cercò di respirare, anche se al momento gli sembrava così difficile.
Si alzò da tavola con una scusa e corse via.
Entrò nel bagno di Mirtilla Malcontenta. Si appoggiò ad un muro e scivolò a terra. Lesse e rilesse la lettera più volte. Morto… era morto cazzo…
Poggiò la fronte sulle proprie ginocchia e lasciò scivolare la lettera a terra. Stava tremando.
 - James - fece la voce di Lily.
James posò gli occhi pieni di lacrime su di lei.
 - Mio padre è morto, Lily… - riuscì a mormorare prima che la voce gli morisse in gola.
Lily si inginocchiò davanti a lui e aprì le braccia. Lui lasciò che lo abbracciasse. Non voleva farsi vedere piangere da lei, ma era impossibile fermare le lacrime.
 - Mi dispiace, James - disse Lily, anche lei piangendo.
James nascose il viso nell’incavo del suo collo. Non poteva credere che suo padre fosse morto. Era sempre stato una specie di eroe per lui. Lo ammirava così tanto era il suo punto di riferimento, il suo appoggio stabile quando non sapeva che fare. Una delle persone che amava di più… ed ora non lo avrebbe più rivisto. Non avrebbe più giocato nel giardino con lui, a Quidditch, improvvisando partite improbabili dove James vinceva sempre.
Perché? Perché proprio suo padre?
A poco a poco si calmò. Si asciugò le lacrime, un po’ vergognandosi di aver pianto così davanti a Lily. Ma d’altronde anche lei aveva pianto a dirotto. Le asciugò le lacrime, le prese il volto tra le mani e le baciò delicatamente la fronte.
 - Grazie, Lily - mormorò.
Lily gli carezzò il viso – Ti amo, James… - disse.
E stettero ancora abbracciati, a lungo, fino a che non si decisero a tornare in Sala Comune. Il resto della combriccola li stava aspettando.
James fissò tutti, con gli occhi arrossati, mentre Lily gli stringeva la mano. James si fece forza e:
 - Mio padre è morto… - riuscì a dire in poco più di un sussurro.
Silenzio totale. Tutti lo guardarono con gli occhi sbarrati. Poi Sirius riuscì a parlare.
 - James… mi dispiace…
Abbracciò l’amico, che fece uno sforzo immane per non piangere lì, davanti a tutti.
 - Parto, dopo pranzo - disse James – Torno a casa per qualche giorno. Sirius, prepara anche tu la valigia…
 - Io? - fece Sirius sorpreso.
 - Certo… - disse James – Fai parte della famiglia… - e salì nel suo dormitorio a preparare le cose da portare per quei giorni.
Lily lo guardò addolorata.

Una carrozza aspettava i due ragazzi per portarli alla stazione.
Angy abbracciò Sirius – Scrivimi - gli disse.
 - Certo - disse lui.
 - Promesso?
 - Promesso.
I due si baciarono. Nel frattempo anche Lily stava salutando James.
 - Non posso tollerare di starti lontana mentre… soffri - disse la ragazza.
James le carezzò il viso – Tu non sarai mai lontana. Ti porto sempre con me. Sei qui… - disse toccandosi il petto, all’altezza del cuore.
Lily sorrise con le lacrime agli occhi e lo abbracciò.
I due salirono poi sulla carrozza, dando un ultimo saluto agli amici, e quella partì.
Angy prese la mano di Lily. – Dai, torniamo dentro - disse.
Le due si avviarono verso il castello, seguite dagli amici. Nessuno parlava. Non c’era niente da dire in quel momento.

James era silenzioso mentre guardava fuori dal finestrino del treno e vedeva scorrere veloce il paesaggio. Sirius lo fissava in silenzio. Stava male, ma il suo dolore forse non era neanche lontanamente uguale a quello di James. E si sentì impotente per non poter far nulla per aiutare l’amico. Non bastava un semplice “mi dispiace” a sistemare le cose.
James poggiò la fronte contro il finestrino e chiuse gli occhi. Poi sentì Sirius sedersi accanto a lui e cingergli le spalle con un braccio. Lo guardò e Sirius cercò di sorridere.
Stettero così in silenzio, poi James disse:
 - Sembriamo due checche…
E riuscirono a ridere appena.
 - Hai ragione - disse Sirius togliendo il braccio – Volevo solo farti sapere che ti sono vicino.
 - Sì, lo so… grazie… fratello…

Lily si aggirava silenziosa per i corridoi di Hogwarts. Quante volte si era scontrata con James in quei corridoi. In sette anni ne avevano combinate di tutti i colori lui e i Malandrini. E lei li inseguiva continuamente, cercando di appioppargli punizioni, ma desiderando sotto sotto di poter essere come loro. Liberi di fare tutto quello che volevano senza inibizioni. Invece era il Prefetto. Quanto li aveva invidiati! In un certo senso loro erano liberi, a differenza di lei. E poi… alla fine, si era innamorata di James. Non sapeva come ci fosse riuscito, ma aveva fatto breccia nel suo cuore.
Ora, vederlo stare così male, la faceva soffrire troppo. E stare lontana da lui… la faceva stare peggio!
Improvvisamente delle voci concitate attirarono la sua attenzione.
 - Lasciami, stupida mezzosangue! - fece una voce adirata.
Lily vide Piton strattonare la propria divisa, per strapparla dalle mani di una ragazza del quinto anno che a quanto pareva si era appena dichiarata a lui ed era stata respinta.
 - Finiscila di seccarmi! Non fai altro che seguirmi ovunque! - sbottò Piton. Poi guardò la piccola folla attorno a loro – Tanto il Signore Oscuro ucciderà anche voi, stupidi mezzosangue! - sibilò maligno.
Lily si sentì punta come da una miriade di spilli a quelle parole.
Non poteva credere a come fosse… cambiato…
 - Smettila, ora stai esagerando…
Angy si fece largo tra la folla e lo guardò con rabbia – Il padre di un mio amico è morto… per colpa di quel bastardo che tu chiami Signore Oscuro! Lui e i suoi seguaci sono soltanto feccia! Si credono potenti, ma non riescono ad ottenere niente se non con la forza!
 - Sta’ attenta a come parli! La prossima sarai tu… schifosa ibrido… - disse Piton assottigliando lo sguardo. E con quella semplice frase intaccò la sicurezza e la rabbia di Angy.
La ragazza sbiancò, e già sentiva gli altri bisbigliare.  “Ma come? Carpenter non era una Purosangue?” “Perché ibrido e non mezzosangue?”.
Lily intervenne e si mise tra i due – Sparisci, Piton, o toglierò punti ai Serpeverde.
 -Stai zitta, Evans!- disse il ragazzo, prima di allontanarsi sotto lo sguardo allibito della folla. Lily rimase in silenzio, sconvolta. Angy non si muoveva. Lily le mise una mano sulla spalla.
 - Angy?
Angy si voltò e corse via, seguita dagli sguardi curiosi dei compagni. Lily la seguì.
L’amica si era rifugiata in camera. Seduta sul proprio letto, abbracciava il cuscino e piangeva silenziosamente.
Lily si sedette accanto a lei.
 Angy sbottò: - Ma lui come accidenti fa a saperlo? Come lo ha scoperto? L’unica che lo sapeva eri tu, Lily e so che non hai detto niente…
Era vero. Non era una purosangue… era una mezzosangue, anzi, una ibrido. Suo padre era un mago, ma sua madre non lo era, e non era nemmeno umana… era una… sirena…
Sì, proprio un essere magico.
Aveva conosciuto suo padre un giorno, mentre lei si trovava sulla terra ferma e se ne era innamorata. Si erano sposati e avevano avuto dei figli: Angy e i suoi fratelli. Ma il richiamo dell’acqua era troppo forte per una sirena e la madre di Angy se ne era andata, tornando alla sua vera natura.
Angy la odiava per questo. E odiava essere in parte quella creatura anche lei. Per questo non aveva voluto che si sapesse in giro. Lo aveva confessato solo a Lily.
Ora, invece, presto lo avrebbero saputo tutti…
Lily l’abbracciò – Mi dispiace, Angy… - le disse.

James scese dal treno e si guardò attorno. Sua madre gli corse incontro. Lui lasciò cadere la valigia e l’abbracciò. E improvvisamente si rese conto di quanto fosse fragile sua madre, così esile e più bassa di lui di almeno una spanna, mentre lo teneva stretto, piangendo.
 - James… oh James…
James le carezzò i capelli e vi affondò il volto. Stettero così a lungo, poi la signora Potter abbracciò anche Sirius.
E tutti e tre si diressero a casa Potter.
James si guardò attorno. Per un attimo si illuse che avrebbe visto uscire il padre dal salotto, con il suo solito sorriso divertito, dicendo qualche battuta alla moglie, facendola arrabbiare, e poi cercando di far pace.
Invece quella casa era così terribilmente vuota senza di lui.
Il suo cappotto era ancora appeso all’appendiabiti. Il giornale sulla sua poltrona.
 - Andate a sistemare le vostre cose, ragazzi - disse la signora Potter. – Intanto io preparo la cena.
Sirius salì, senza una parola, in camera. James invece rimase in salotto, ad osservare la sua poltrona vuota.
Si chinò davanti ad essa, sfiorando il bracciolo. Poi vi affondò il viso. C’era ancora il suo odore. Un po’ di dopobarba. Quanto risollevò il volto, vide che aveva bagnato il bracciolo con le lacrime. Si asciugò in fretta e si alzò per raggiungere Sirius.
Nessuno a cena parlò. E non mangiarono molto. La signora Potter ebbe un attacco di pianto a metà cena e Sirius dovette consolarla al posto di James, perché anche il ragazzo stava per cedere, alla vista della madre in quello stato.
Poi la signora Potter lavò i piatti e annunciò che andava a dormire, se ci riusciva. Abbracciò i due ragazzi, augurando loro la buonanotte e li lasciò soli.
James andò in salotto e prese da una credenza alcune bottiglie. Quando tornò, Sirius vide che erano bottiglie di Whisky e altri alcolici.
 - James… non credo sia una buona idea… - mormorò Sirius.
James non rispose. E perché no? La gente affondava i propri problemi nell’alcol. Ti rincoglioniva al punto che non ci capivi più niente e lui voleva arrivare a quel punto.
Al punto da non capire che suo padre era morto davvero… da dimenticarsi di tutto per un po’.
E poi non accettava suggerimenti da chi si era ubriacato tante di quelle volte da non tenere più il conto!
Ignorò Sirius e si attaccò alla prima bottiglia. E nemmeno era arrivato al fondo che già era brillo. E così ne attaccò una seconda e ne avrebbe bevuta una terza se Sirius non gliel’avesse strappata dalle mani.
Ora sedevano in silenzio ai lati opposti della tavola. Sirius scrutava James.
Il ragazzo non parlava, chiaramente cotto per via dell’alcol.
Poi con sorpresa di Sirius iniziò a dire con veemenza –Lo odio! Lo odio perché è morto! Non doveva morire, cazzo! Non doveva! Come ha potuto lasciare sola la mamma? Sapeva che era pericoloso! Ma ha combattuto ugualmente- le lacrime gli rigavano il volto. Era in condizioni pietose…
Sirius lo fissò attonito. Non sapeva che fare, James era un fiume in piena. Continuava a dire cose di quel tipo.
Forse era il caso di accompagnarlo a letto. Lo afferrò e quasi dovette trascinarlo.
Cercò di togliergli almeno i jeans e la maglietta, ma James si agitava e si liberò dalla sua stretta. Spalancò la finestra e si sporse.
 - TI ODIO!!!! - gridò – CAPITO!? TI ODIO!
 - James, falla finita! - esclamò Sirius allarmato.
James si era arrampicato sul davanzale, continuando a gridare.
 - James! Scendi giù, cazzo! Rischi di cadere! - Sirius lo afferrò per la vita, ma James si aggrappò alla finestra.
 - E chi se ne frega! Lasciami cadere! - sbottò infuriato – Così magari se crepo lo rivedo e posso prenderlo a calci! Perché lo odio!
Con un violento strattone Sirius riuscì a tirarlo dentro. Caddero a terra. Sirius si mise seduto.
 - James, ti sei fatto male? - chiese all’amico caduto a faccia avanti.
 - No… - disse James mettendosi seduto. Poi guardò Sirius – Non è vero che lo odio… - gli disse.
 - Lo so… - disse Sirius – Lo so…
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