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Autore: horjzons    13/09/2014    5 recensioni
E il sapere è la più grande arroganza, la più grande pecca di ogni uomo. Ci sono persone che uccidono perché sanno e altre che vengono uccise perché anche loro, sanno. Ci sono persone che vengono pagate perché sanno e persone che vivono nell’anonimato pur sapendo. Non importa se sei vecchio o giovane, non importa se sei un fallito o un grande, non importa se sei vivo per miracolo o se stai per morire, agisci perché sai, o credi di sapere. Ogni cosa che facciamo è influenzata dal sapere.
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-Siamo tutti deboli, chi più chi meno. E ognuno di noi ha un metodo per mascherare la propria sofferenza-
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TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=2PL9SDi9myY&list=UU875_BDGjrIt2J7pYUjzl0Q
Genere: Romantico, Song-fic, Thriller | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Nuovo personaggio
Note: AU | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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RUNNING AWAY



POV SAM
22 GIUGNO 2014
00:03 DI NOTTE
Sto scappando. Ma non sto scappando da dei semplici poliziotti che hanno fatto irruzione in una gara clandestina, sto scappando da lei: mia sorella. Sto scappando da quel certo Zayn che a volte vedo, la mattina, “gironzolare” per casa mezzo nudo. Sto scappando da quelle facce che a volte mi trovo a casa al rientro da scuola. Sto scappando, ma mi sento libera. Come se stessi lasciando la mia orrenda vita, come se stessi lasciando tutto e tutti. E sono felice. Felice perché potrei non vedere mai più mia sorella. Potrei essere me stessa senza nascondermi dietro una maschera. Potrei avere finalmente la mia libertà.
Senza accorgermene, un sorriso si apre sulla mia bocca. E accellero. Accellero come per far capire a tutti che finalmente posso fare quello che mi pare. Posso essere libera delle mie azioni. Il rombo del motore risuona nelle mie orecchie, e mi sembra come musica. Mi sento libera e, per la prima volta della mia vita, felice.
Lo so che può sembrare strano. Lo so che Bella ha visto la mia moto scappare e, anche se non sa della mia passione,  so che, in un qualche modo, riusciranno a rintracciarmi, a trovarmi. Ma, ora, in questo preciso momento, io sono felice.

 
“E più veloce così che tu non mi possa seguire da questo posto solitario. 
E più lontano così che tu non mi possa trovare. Partirò. 
Già, partirò oggi. 
E io non permetterò che tu mi trovi. 
Ti lascerò dietro con il passato 
No, non guarderò indietro.”

 
Volto la testa per vedere se la distanza tra me e la polizia è abbastanza  per non essere raggiunta. Ma qualcos’altro attrae la mia attenzione. Sono moto. Sono due. Sono Payne e Tomlinson.
Li riconosco dalle targhette inchiodate alle due Honda.
Payne lo conosco fin troppo bene. Il nemico per eccellenza, ovviamente dopo FURIOUS. È sempre  lui a competersela con me. È sempre  lui che mi soffia il primo posto come niente. È sempre  lui che si fa figo. È sempre  lui a opprimermi di togliermi il casco. È sempre  lui a provocarmi. Ma io non sono mai caduta ai suoi piedi. Rispondo sempre a tono. Ma se c’è un motivo per cui odio profondamente Payne è solo per la “race of the world”. La gara in cui, ogni anno, ci combattiamo io, lui e FURIOUS i posti sul podio, ma che, purtroppo, non sono mai riuscita a vincere. Mi ha sempre superato all’ultima curva. Mi ha sempre soffiato il premio con una mossa inaspettata. Come fa?!? Me lo sono sempre chiesta. E forse quello che provo per lui è anche un po’ di invidia. Invidia per tutte le sue tecniche segrete. Invidia per essere così dannatamente figo. E invidia per la sua moto, ogni volta con una modifica in più.
Tomlinson è il nuovo arrivato nel circolo. È il ragazzo che mi aveva chiesto le indicazioni sulla pista prima dell’inizio della gara. Si vede che è ancora inesperto sul campo. Si vede che non è pratico con la moto. Ma, per quel poco che lo conosco, mi sembra molto ansioso e pronto ad imparare. Diciamo, uno di quei ragazzi che si pone molti obbiettivi da raggiungere.
Ora, se prima dicevo che ero felice, adesso posso dire, decisamente, che la fortuna non è dalla mia parte. Avevo creduto per un momento che la mia vita potesse cambiare, prendere una nuova strada, ricominciare tutto da capo.
Ma, ogni mia fottuta speranza, se ne è andata come niente. Se n’è andata col mio voltare la testa e il mio accorgermi della presenza di quei due ragazzi.
Decido di non darci peso. Decido di fregarmene. Come d’altronde sono abituata a fare nella vita. Scartare tutto. Lasciare che la vita vada avanti, senza oppormi, senza controbbattere. Accettando solamente quello che gli altri scelgono o quello che il destino ha scritto per me.
E anche questa volta, penso che sia giusto così, che io sia destinata ad avere sfortuna nella vita.
Svolto, improvvisamente, in una vietta sterrata con la vana speranza che Payne e Tomlinson proseguano dritto. Svolto e mi imbatto in una strada di sassolini. Rallento vedendo che il fumo creato dalla mia moto è davvero troppo per vedere.  E di nuovo il rombo arriva alle mie orecchie. Niente da fare, sono incollati a me.
Intorno a me è tutto nero. Il cielo è totalmente blu. Non una stella. Non una nuvola. Solo un blu infinito. La strada non è illuminata e, l’unica cosa che riesco a vedere, è la luce delle tre moto. Inizio ad avere paura. In tutti gli anni della mia vita non ho mai avuto paura. Ma forse saranno le circostanze. Sarà il timore di essere totalmente spacciata, di essere arrivata veramente al limite.
E rallento. Rallento fino ad arrivare al livello dei due ragazzi.
-Ehehehe…non ti facevo così caga sotto STRONGER…- mi urla Payne.
-Non hai ancora capito con chi hai a che fare PAYNE!- gli urlo di rimando cercando di mascherare la mia sottile voce da donna.
-OH ragazzi fermiamoci qui…c’è un albergo da due soldi…- urla Tomlinson indicando l’insegna di un hotel.
Spegniamo i motori davanti all’entrata e scendiamo dalla moto.
E ora, il momento in cui tutti scopriranno chi sono realmente. Il momento in cui tutti sapranno il mio vero sesso. Il momento in cui STRONGER non esisterà più. Il momento in cui la mia maschera sparirà, per lasciare spazio alla vera me. Quell’indifesa ragazzina di 17 anni, quella che tutti pensano sia forte, ma che in realtà è a un centimetro dallo sgretolarsi.
Slaccio il gancio e con tutta la forza che mi è rimasta in corpo sfilo il casco. L’aria al contatto con la pelle sudata mi sembra gelida e quasi rabbrividisco. Slego i capelli prima di sentire:
-OH CAZZO…-
-Ma sei…cioè sei…una…una femmina- sento balbettare Payne per poi scoppiare in una sonora risata.- Oh mio dio…io ho…ahahahaha…gareggiato….ahahaha... con una ragazzetta…ahahah-
Ecco è esattamente quello che temevo. Quello che non avrei mai voluto vedere, mai voluto ascoltare.
Vorrei sparire. Vorrei vaporizzarmi con l’aria fredda e pungente. Ma rimango lì, ad assorbirmi le risate di quel deficiente.
-Sai che ti dico Payne…sarà anche una ragazzetta…ma cosa cambia? Fino a 2 minuti fa, la temevi. Dicevi che era imbattibile, che miracolosamente le soffi il primo posto sempre alla “race of the world”. Pensavi che lei fosse un uomo con le palle…che si allenava ogni giorno…che era invincibile. E invece guardala…è una ragazza. Come tutte le altre, normale. Se la incontrassi per strada penseresti a lei come studentessa che va a scuola, fa i compiti, si prende le cotte e le sgridate dai genitori. Ma lei è diversa, avresti mai immaginato che STRONGER fosse una ragazza? Che STRONGER, l’imbattibile STRONGER è una diciasettenne?- urla Tomlinson.
-Appunto è proprio questo che mi sconvolge…è una stupida diciassettene che si vuole far figa facendo le gare clandestine…- controbatte.
-Ma cosa cazzo stai dicendo Payne…se si vorrebbe far figa a quest’ora il casco se lo sarebbe già tolto migliaia di volte. Si sarebbe già fatta riconoscere, sarebbe apparsa per quello che realmente è. Invece, invece …ha continuato a nascondersi. E io non so per quale motivo, non so perché ha continuato, ma quello che so è che se STRONGER ha deciso di fare gare clandestine è perché avrà i suoi motivi…-
-Tomlinson, ma chi ti credi di essere?! Il capo che arriva in difesa delle ragazzette…guarda che sei appena arrivato e hai avuto solo la fortuna che sono arrivati gli sbirri perché se no, adesso, saresti a piangere come un bambino. Vai a fare lo psicologo va…che ti vedo bene…visto che sei così comprensivo…- gli risponde a tono Payne.
Io resto lì. A guardare. A guardare la discussione tra due ragazzi. Due ragazzi che hanno idee diverse su di me. Due ragazzi che quasi non conosco, ma che per poco non si fanno a botte per me.
Non capisco perché stiano litigando per me. Una ragazza insignificante, perché una volta tolto il casco io sono la diciasettenne debole e indifesa. Non sono STRONGER, sono Sam Norregst. Una ragazza senza cuore.
Ma la cosa che più non riesco a comprendere è il motivo per cui Tomlinson stia prendendo le mie difese. Perché continua a provocare Payne? Perché non si è messo a ridere come “l’amico”? Alla fine chiunque l’avrebbe fatto del circolo, no?
-Vaffanculo Payne. Vaffanculo…- risuona la sottile voce di Tomlinson nell’aria.
-Oh ma che paura! O forse dovrei chiamarti…Tomlinson il nerd…ahahahahah- Payne si avvicina al ragazzo dagli occhi chiari per poi ridergli in faccia.
–STRONGER… oh no … com’è che ti chiami …principessa Sissi? Ahahaha- questa volta si rivolge a me per poi entrare nell’Hotel.
Io rimango immobile. Immobile a fissare il ragazzo che mi ha difeso. Lo vedo. Lo vedo abbattutto. Quello che ha detto lo “stronzo” mi sa che non deve essere un bel ricordo.
Resto qui, nel buio totale. A vedere Tomlinson dare uno spintone alla sua moto facendola cadere per terra e a urlare come un matto. Non faccio niente. Non vado ad aiutarlo, non vado a calmarlo, non vado a dirgli grazie per quello che ha fatto per me. Rimango qui, ferma.
Quando ho incominciato a fare gare clandestine, ero convinta che riuscissi a sfogarmi. A diventare più forte. A creare una nuova me. Non per altro avevo scelto il nome STRONGER. Credevo che con un nome così,  con le capicità che avevo potessi riuscire a vivere meglio. Ma evidentemente mi ero solo illusa. Perché, ora, mi ritrovo a scappare. A rifugiarmi in un hotel da quatto soldi. Ad assorbirmi le critiche di un uomo prepotente e le ire di un ragazzo che cerca di proteggermi.
Mi sento come con mia sorella. Mi sento come se fossi a casa. Perché nessuno è in grado di capirmi. Nessuno è in grado di capire quello che provo. Nessuno è in grado di capire come mi sento. Nessuno è in grado di difendermi. Perché, forse, io non merito di esistere. Perché forse io sono solo uno sbaglio. Forse sono solo destinata a perdere nella vita. A rimanere sola. Lo diceva anche papà.
Inizio a vedere tutto grigio. Tutto intorno a me gira. E mi sento morire. Forse è meglio così. Forse è meglio che la finisco qua. Mi lascio cadere sulla ghiaia fredda e pungente.
E poi…il vuoto.
 
POV BELLA
22 GIUGNO 2014
8.30 DI MATTINA
Mi alzo dal letto stiracchiandomi appena. Smuovo leggermente il braccio di Zayn per svegliarlo. Lui borbotta qualcosa di incomprensibile per poi rigirarsi dall’altra parte.
-Amore, svegliati. Dobbiamo andare in commissariato-
Non ricevendo nessuna risposta, me ne vado di sotto a fare colazione. Prendo tranquillamente la mia tazza nel cassetto quando mi accorgo che quella di Sam è ancora lì, intatta, pulita. Strano che mia sorella sia andata a scuola senza bere il suo latte. E ancora più strano è che tutto sia perfettamente in ordine. Vado nel suo bagno. È tutto asciutto. Sembra che sta mattina non sia uscita neanche una goccia d’acqua dal rubinetto. Mi dirigo nella sua camera.
-Cazzo- sussurro. Il letto è fatto.
-Zayn! Zayn! Sam non ha dormito qua!-
Il mio ragazzo arriva a torso nudo, ancora mezzo addormentato. Poi si ferma sull’uscio della porta. Mi prende per la vita e mi fa:
-Tranquilla Bella! Tua sorella si sarà solo divertita questa notte, come noi! Non ti preoccupare!-
Inizia a sbaciucchiarmi il collo, ma in quel momento la mia pelle non ne vuole sapere della lingua viscida di Zayn.
-Lasciami! Piuttosto vatti a lavare, che dobbiamo andare!-
Lui piuttosto scocciato si dirige in bagno. Quando chiude la porta e io resto da sola, mi sento decisamente meglio. È come se qualcuno mi avesse tolto un grande peso dalle spalle. Un grande peso di nome Zayn.
Mi fermo ad osservare la camera di Sam. Le pareti tappezzate da poster di band rock, i vestiti sparsi per terra, la tv accesa su mtv senza volume. Tutto come al solito, se non fosse per quel letto troppo perfetto. Dove ho sbagliato con te, Sam? Ti prego, dimmelo e io proverò a migliorarmi.
“E non voglio sentire le tue ragioni. 
Non voglio sentire che mi dici perchè dovrei rimanere. 
E prova, prova a capirmi” 

-Zayn! Io vado in commissariato. Dobbiamo intervistare FURIOUS. Tu fai come vuoi! Cerca di farti vivo almeno per le 10.00-
Mi preparo ed esco senza salutare il mio fidanzato.
Sulla metropolitana c’è il classico odore di sudore, il classico tizio che canta per ricevere qualche moneta e la classica atmosfera da metropolitana di New York. Odio prenderla, ma, allo stesso tempo, provo un certo retrogusto dolce nell’andare sempre a lavoro con la metro. Zayn mi propone ogni volta di accompagnarmi in moto, ma io scelgo sempre questo insulso treno sotterraneo. Mi fa sentire più newyorkese. O forse questa è solo la scusa che do’ a me stessa per non ammettere che farei di tutto pur di non andare a lavoro con Zayn. Condividere il luogo di lavoro con il mio fidanzato all’inizio mi era sembrata una figata, ma ora comprendo che vuol dire evitare a tutti costi una relazione tra colleghi. Ogni santo giorno della mia vita mi becco le frecciatine degli altri poliziotti. In questo caso non c’entra che sono il loro capo, si permettono lo stesso di sparlare alle mie spalle. E poi si tratta di Zayn Malik, una specie di sex simbol che tutte le mie colleghe vorrebbero farsi. E, perciò, sono costretta a collaborare e ad impartire ordine a delle tizie che pensano 24 ore al giorno ai muscoli del mio fidanzato o alle sue carnose labbra.
Scendo dalla metro e mi dirigo al commissariato.
-Hey bellezza!- mi saluta Niall appena supero l’uscio della porta –FURIOUS è già pronto per l’interrogatorio-
-È già nella stanza?-
-Sì, il cretino aspetta solo te … Zayn?-
Faccio cenno di no con la testa e lui sembra capire.
-Bella, lo so che è il tuo fidanzato, ma se non gli fai capire tu che qui alle 9.00 si inizia a lavorare, glielo faccio capire io. Non si può presentare qui due ore dopo ogni santo giorno senza nessuna conseguenza. Se mi comportassi io così, ormai sarei a vivere sotto i ponti dopo aver perso il lavoro!-
-Sì, lo so. Prometto che gli parlerò. Ora andiamo. Voglio che partecipi all’interrogatorio con me-
Lo prendo per mano e ci dirigiamo nella stanza dove ci aspetta FURIOUS. Prima di entrare, ci fermiamo ad osservarlo dal vetro. Non è il classico criminale, come quello nei film, con tanto di piercing e faccia cattiva. No, direi di no. I capelli lunghi gli scendono sul viso scarno lasciando spazio a un collo decisamente troppo rugoso. Le vene gli sporgono forse a causa degli esercizi coi pesi, mentre i suoi possenti muscoli spuntano dalla maglietta arancione. Alza la testa e osserva me, Niall e gli altri poliziotti. Sorride appena, quasi come se gli facessimo pena.
-Andiamo-
Io e Niall entriamo, mentre tre o quattro nostri colleghi si postano fuori dalla stanza pronti per ascoltare l’interrogatorio.
-Allora … Da dove iniziamo???-
Alza le mani al cielo e con un ghigno sulla faccia risponde:
-Sei te la poliziotta-
-Va bene. Allora se io sono la poliziotta, io comando e tu obbedisci. Hai messo tu la bomba nella Casa Bianca?-
-Non so di cosa stia parlando-
-Non mentire … ne abbiamo le prove. Ma se tu ci dici la verità, forse ti farai qualche anno in meno di carcere … Ti immagini quante bombe potresti mettere se fossi libero qualche anno in più??- lo stuzzico io.
-E va bene. Collaborerò …  Sono stato incastrato. Mi hanno costretto a mettere la bomba-
Io e Niall ci guardiamo perplessi. Poi è il biondino a parlare:
-Chi?-
-Non so come si chiami … è uno delle corse clandestine … Si fa chiamare STRONGER-
-STRONGER?-
-Sì, STRONGER-
Questa parola mi risuona nel cervello. C’è qualcosa che non va in queste sillabe. Il loro suono mi rimbomba nelle orecchie come una chiamata lontana.
Faccio cenno agli altri poliziotti fuori dalla stanza di cercare questo STRONGER, ma FURIOUS mi interrompe.
-Tanto è inutile. Non lo troverete tra quelli che avete preso ieri notte. Era su una di quelle tre moto che sono riuscite a scappare-
-VAFFANCULO- si fa scappare Niall, improvvisamente nervoso.
-Perché dovremmo crederti?-
-Perché forse non vi è ancora arrivata la notizia, ma la bomba è stata azionata-
Mi volto velocemente verso gli altri fuori dalla stanza. Sto sbagliando e lo so. Mi sto mostrando debole davanti agli occhi di FURIOUS. Ma non riesco a non farlo, a non aver paura. Non ho paura da molto tempo. Da quando ho scoperto che la felicità non esiste, è che esiste solo paura. Non ho paura da molto tempo, perché adesso la paura è la mia vita. Eppure quando FURIOUS pronuncia quelle parole, mi sale qualcosa dentro. È paura, non vita.
Perrie, una nostra collega, ci fa segno di uscire velocemente dalla stanza. Io e Niall obbediamo lasciando solo FURIOUS.
-Bella, Niall, abbiamo brutte notizie … Ci è appena arrivato un avviso importante dalla Casa Bianca. La bomba è stata attivata questa notte, intorno a 00.15-
-Quanto tempo abbiamo? Quanto segna la bomba?-
-Abbiamo solo 10 giorni-
10 fottuti giorni. Se non facciamo qualcosa entro il 2 luglio, l’intera Washington e gran parte di New York sarà rasa al suolo. Cerco di pensare a quante persone morirebbero. A quante persone a me care morirebbero. Forse morirei anch’io, forse anche Sam. Pensando a noi due in delle bare mi sale una certa nausea. Nessuno ci rimpiangerà, perché nessuno sarà sopravvissuto abbastanza per farlo. Al massimo tra qualche anno costruiranno un monumento in onore dei caduti di questo attentato. Ma sarà solo un monumento, per milioni di morti.
-Ci sono delle coordinate? Degli indizi su chi o dove sia stata azionata?-
Perrie fa cenno di no con la testa.
-In realtà sappiamo che è stata azionata da un dispositivo esterno alla Casa Bianca, vicino alla zona del Bronx. Ma cinque secondi dopo l’avvio, il dispositivo si è disintegrato-
Inizio a collegare i pezzi. Mi rigiro verso FURIOUS. Lui mi osserva con la bocca aperta.
-Allora, dimmi se è giusto- faccio io dirigendomi verso il motociclista –Tu metti la bomba nella Casa Bianca. Una bomba praticamente impossibile da eliminare o prelevare perché se noi provassimo a toglierla faremmo esplodere in aria tutto. Non fai azionare subito la bomba perché il dispositivo che serve per farla partire ti si disintegrerebbe in mano provocandoti anche un certo dolorino. E allora entra in scena il tuo complice segreto. Riesce a scappare da noi e aziona la bomba. Ma anche a lui sarebbe scoppiato in mano il dispositivo … come ha fatto?-
FURIOUS fa un ghigno sulla faccia. Poi col suo fiato che puzza di fumo mi risponde:
-Giusto. Ma c’è un particolare: non ho progettato io il piano. È stato STRONGER. Potete mettermi in prigione, ma io sono solo un complice, anzi uno schiavo. STRONGER mi ricatta. Dice di avere la mia famiglia e mi ha costretto a mettere quella bomba … Io non volevo … lo giuro … non volevo met … -
Sbatto un pugno sul tavolo.
-Non me ne fotte un cazzo delle tue lacrime, ok?!?! Dimmi come l’ha azionata!!- ordino piuttosto nervosa. FURIOUS si passa una mano tra i capelli. L’attesa mi snerva, voglio sapere tutto e subito.
-La moto. Il dispositivo era attaccato alla moto. Si azionava se superava i 480 km all’ora. Poi si è disintegrato, ma non del tutto. È rimasto un piccolo sistema di controllo. L’unico modo per disattivare la bomba è quel dispositivo. Ma comunque l’unico modo per salvarci e trovare quel bastardo di STRONGER!-
Fisso i suoi occhi. Non riesco a capire se stia dicendo la verità, ma ci credo. Ci credo perché  ne ho bisogno. Questa è una lotta contro il buio. Il nostro nemico non sappiamo neanche come è fatto, sappiamo solo un suo nome di fantasia. Ma ho bisogno di sapere che quello è il mio obiettivo. Ho bisogno di sapere che se morirò l’avrò fatto cercando di salvare tutti.
Stringo i pugni.
-Bella, c’è una chiamata per te- mi dice Perrie da fuori la stanza dell’interrogatorio.
Io esco lasciando FURIOUS da solo. Lo osservo ancora una volta, prima di andarmene. Nei suoi occhi intravedo per un attimo la soddisfazione, ma poi ritornano subito tristi e sconsolati. Spero di non starmi sbagliando.
Prendo il telefono, mentre Niall mi posa una mano sulla spalla. È un piccolo gesto che gli fa onore. Gli sono grata per starmi vicino sempre anche in momenti molto critici come questi. Prima che rispondi al telefono, entra Zayn con tanto di occhiali da sole in commissariato. Non lo saluto nemmeno, alzo gli occhi al cielo.
-Pronto?-
-Eh ciao Bella, sono Harry, Harry Styles. Sono il fidanzato di Sam. Volevo chiederti se oggi lei viene a casa mia. Perché oggi pomeriggio doveva venire da me per studiare, ma oggi non c’era a scuola e … -
-Aspetta!- lo interrompo io –Sam non è venuta a scuola?!?!-   


 
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WELAAAA!
Eccoci, di nuovo, qui con il secondo capitolo di STRONGER. Si vede l’entrata in scena di Liam e Louis che, in realtà, aveva fatto già una piccola parte nel primo capitolo. Abbiamo creato un Payne diverso dalla realtà, piuttosto antipatico e rude. L’interrogatorio con FURIOUS svela, invece, parecchie notizie negative ai poliziotti e il capitolo si conclude con una Bella agitata per la sorella.
Cosa accadrà? E cosa ne pensate di questi due pov?
Diteci se sono stati di vostro gradimento e come pensate si evolverà la storia.
Inoltre ringraziamo tutti coloro che hanno lasciato una recensione allo scorso capitolo (5 recensioni…woow…non ci potevamo credere <3 Grazie mille) e tutte le lettrici silenziose.
Vi lasciamo sotto alcune foto dei personaggi e vi invitamo a guardare il trailer!
Alla prossima <3
Baci.
1D_we_love_4ever 


 








 



 

 

 
  
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