Capitolo 36
Quel lunedì mattina era iniziato in modo fantastico. Mia madre mi aveva fatto trovare le frittelle per colazione mentre mio padre aveva conversato con me molto naturalmente.
Da quando gli avevo detto che avevamo vinto il campionato e che il gol della vittoria l'avevo segnato io, mi trattava come non aveva mai fatto. Quando glielo dissi mi abbracciò pure dichiarando "Mio figlio è un campione!" ed io mi commossi perchè lui non mi aveva mai detto qualcosa di positivo mi aveva sempre e solo criticato ma, stavolta era fiero di me glielo leggevo negli occhi. Ieri mi aveva portato pure a vedere la partita di basket dei Chicago Bulls dove per la prima volta avevo sentito, col cuore, di avere un padre. Mi spiegava le azioni, parlava dei giocatori e di chi erano i suoi preferiti, avevamo condiviso anche la vaschetta di patatine e quando tornammo a casa prima di andare a letto, disse "Buonanotte tesoro" schioccandomi un bacio in fronte e abbracciandomi per la seconda volta. E Dio solo sa quanto quella notte ero felice ed emozionato da non poter riuscire neanche a dormire. Per diciassette lunghi anni non avevo avuto un padre e le uniche attenzioni che ricevetti furono da parte di mia madre ma, adesso sembrava che entrambi volessimo recuperare il tempo perduto e lo facessimo in ogni modo possibile: battute, complimenti, sorrisi, abbracci. Quell'uomo era finalmente mio padre.
Mi accompagnò anche in garage perchè voleva vedere la mia moto.
-Wow è fantastica, come ho fatto a non accorgermi di questa bellezza?-domandò sarcastico.
-Eri più occupato a guardare aragoste e filetti alla Wellington-risposi sorridente.
-Un giorno devo comprarmene una così posso andarci in giro quando voglio-dichiarò osservando la carena.
-Secondo me la moto è più bella ed emozionante quando si è giovani, sai...il vento sulla pelle, l'adrenalina nelle vene, curvare con il peso del tuo corpo, la tua ragazza completamente spiaccicata su di te-raccontai prendendo il casco.
Feci un sorriso triste quando pensai che era da un po' che Roxy non saliva su quella moto.
-E' carina-affermò.
Lo guardai confuso non capendo a chi si riferisse.
-La tua ragazza dico, è carina-precisò.
-Ah sì, lei è bellissima già-tornai a guardare il casco leggermente a disagio.
-Qualcosa non va? Avete litigato?-chiese premuroso.
-Non...non proprio cioè...ora lei mi ha perdonato ehm...le cose sono un po' complicate in realtà. Lei mi ama ma non sa se può fidarsi ancora di me quindi...la sto aspettando ecco-provai a spiegare rimanendo sul vago.
-Non so quello che è successo tra voi due ma, se dici che lei ti ama allora tutto si risolverà. Prova a parlarle normalmente come due normali amici, falle capire che tu ci sarai sempre a prescindere dalla sua scelta-disse poggiando la mano sulla mia spalla.
Quella era la prima volta che mio padre mi dava un consiglio.
-Vorrei tanto farlo, il problema è che quando la guardo e vedo i suoi occhi e le sue labbra io vorrei solo stringerla a me e baciarla giorno e notte. Io la amo troppo per poter essere un semplice amico-confessai a cuore aperto.
-Louis ti voglio raccontare una storia che tu sicuramente conoscerai-poggiò anche l'altra mano sull'altra spalla.
Annuii flebile in attesa che parlasse.
-Quando io stavo passando il peggior periodo della mia vita, ovvero quando io e tua madre litigavamo ogni giorno, non facevo altro che pensare per quale motivo rimanevo ancora in questa città e mi rispondevo sempre che rimanevo perchè amavo, e amo ancora, tua madre. Quando i litigi aumentarono tua madre fu vicina a chiedere il divorzio ed io mi sentii morire dentro perchè non solo avevo fallito come padre, avevo fallito anche come marito. Per questo feci di tutto per far capire a Jay quanto la amassi e quanto la volevo accanto. Feci di tutto sul serio e a quanto pare funzionò perchè lei restò con me. Quello che ti voglio dire è che se ami veramente qualcuno non la lasci andare ed è per questo che lei tornerà da te perchè ti ama e ti vorrà accanto. Come tu vuoi lei del resto-concluse smuovendomi appena.
Si era aperto con me e per tutto il tempo non aveva fatto altro che guardarmi negli occhi.
-Grazie-lo abbracciai di slancio.
-E di cosa? Sei mio figlio-ricambiò la stretta.
E sarei potuto morire in quell'abbraccio se la voglia di vedere Roxy non esplose dentro me.
Ci staccammo ed io in fretta salì sulla moto.
-Ciao Lou, buona fortuna-mi salutò con una pacca sulla spalla ed un sorriso.
Misi in moto e partii. Quel giorno niente avrebbe potuto farmi perdere il sorriso. O quasi niente.
Arrivai a scuola e appena entrai nell'edificio tutti si buttarono su di me.
-Grande Tomlinson! Sei un mito!-gridò uno a me sconosciuto abbracciandomi.
-Tommo sei il nostro idolo!-urlò un altro muovendomi a destra e a sinistra dalle spalle.
-Louis! Louis! Louis! Louis!-in meno di dieci secondi c'era una folla di gente attorno a me che mi acclamava.
Non avevo mai vissuto una cosa del genere ed ero su di giri in un modo indescrivibile.
-Io lo conosco dal primo anno!-Zayn saltò letteralmente addosso a me.
-Zay non respiro, ti prego-cercai di allontanarlo visto che stavo soffocando.
-Ragazzi! Per l'amor del cielo va bene che abbiamo vinto ma non potete urlare in questo modo! Siamo dentro un edificio scolastico, un po' di controllo-sbraitò la preside mentre scendeva le scale.
Tutti si ammutolirono subito ma non perchè la temevamo bensì perchè un rapporto messo gli ultimi giorni rischia di farti buttare via un anno.
-Adesso andate tutti in silenzio ai vostri armadietti e prendete i libri visto che sta per suonare la campanella, chi invece li ha già presi aspetta fuori dall'aula l'inizio della lezione. E vi ricordo che è vietato urlare o altri tipi di manifestazioni rumorose, se volete parlare lo fate educatamente e a bassa voce-detto questo salì di nuovo le scale e se ne andò.
In poco tempo la folla si disperse in silenzio se non per qualche chiacchiericcio di sottofondo.
Io e Zayn facemmo come ci era stato detto e andammo ai nostri armadietti.
-Comunque caro mio fattelo dire-il moro si girò verso di me e poggiò una mano sulla mia spalla.
Mi voltai anch'io.
-Gran bel gol-dichiarò poi sorridendo.
-Gran bel tifo-dissi allora alludendo al fatto che lui durante la partita non fece altro che urlare.
Rise e tolse la mano dalla mia spalla.
-Gran bella ragazza-aggiunse dopo attimi di silenzio focalizzando il suo sguardo alle mie spalle.
Lo seguii e vidi Roxy che camminava verso l'aula di latino. Sapevo il suo orario a memoria, già.
-Và da lei-mosse la testa in sua direzione.
Annuii e subito mi diressi da lei.
-Ehi-la salutai spuntando alle sue spalle.
-Ciao piccolo Ronaldo-scherzò lei.
-Ti devo raccontare una cosa stupenda-la fermai.
-Cosa?-domandò curiosa.
-Mio padre-dissi tutto sorridente.
-Tuo padre?-chiese non capendo.
-Sì oh dovevi vederlo. Appena gli ho detto che avevamo vinto e che io, suo figlio, avevo segnato il goal della vittoria mi ha abbracciato dicendo "Mio figlio è un campione" ceh ti rendi conto? Poi domenica mi ha portato alla partita dei Chicago Bulls e abbiamo parlato tanto abbiamo anche riso e scherzato poi mi ha detto "Buonanotte tesoro" mi ha dato un bacio in fronte e poi mi ha abbracciato. Stamattina mi ha anche dato dei consigli e poi io l'ho abbracciato e lui mi ha stretto...oddio Roxy non puoi capire quanto io sia felice-la abbracciai di getto perchè ero davvero troppo contento.
-Sono molto felice per te-dichiarò ricambiando la mia stretta.
-Tu non puoi capire la gioia che ho provato è stato davvero fantastico. Ho un padre Roxy, ho un padre-saltai dalla felicità.
-Ok ho capito non c'è bisogno che fai così-rise divertita.
Mi fermai per osservarla. Era così bella. Le carezzai una guancia.
-Ha detto anche che sei carina-la informai.
Sorrise imbarazzata e si morse il labbro inferiore.
Mi avvicinai cautamente a lei per poggiare le labbra sulle sue ma prima che potessi farlo lei si scansò.
-Ehm...devo andare in classe. Ciao-si dileguò in fretta senza darmi il tempo di parlare.
Lo sapevo che sarebbe andata a finire così. Ma è mai possibile che non riesco a controllarmi?
Che ci puoi fare, siamo uomini. E tutti sanno che quando gli uomini vedono la loro donna vogliono saltarle addosso
Ma io non dovrei farlo perchè lei ancora non è pronta
Allora calma gli ormoni amico
Cosa? Non è questione di ormoni è solo che...
Solo che...
Quando vedo le sue labbra così morbide e soffici, così rosee e belle e...ok è una questione di ormoni
Te l'ho detto io, ricorda che io ho sempre ragione
Ovvio
La campanella suonò segno che dovevo andare in classe. La Storia mi aspettava.
-Buona giornata ragazzi, ricordate di finire la tesina e farmela controllare così in caso ci fosse qualcosa che non va, avrete il tempo di aggiustarla-disse la prof di Storia per sovrastare i rumori dei banchi e delle sedie.
Miss. Devin era in assoluto l'insegnante più gentile di tutto il mondo. Si offriva sempre per portarci in gita, se vedeva che eravamo stanchi ci dava cinque minuti per riposarci e quando facevamo un compito se le chiedevamo qualcosa era più che felice di aiutarci. Mi mancherà quando sarò all'università, vorrei tanto poterla portare con me ma purtroppo la sua licenza le consente solo di insegnare alle superiori o in caso alle medie. Aveva cinquantotto anni e insegnava in quella scuola da ormai trent'anni. Era tra gli insegnanti più vecchi ma, non per questo si faceva sfuggire qualcosa.
Ecco perchè quando stavo uscendo dalla classe mi richiamò per parlarmi.
-Louis volevo dirti...non è che hai bisogno di aiuto per caso? Non so vuoi che ti aiuti con la tesina o con le ultime interrogazioni-spiegò premurosa.
-No grazie non c'è bisogno-rifiutai educatamente.
-Sei sicuro? Non mi pare che questo sia un bel periodo per te-la sua voce era dolce.
E gli studenti che dicevano che a causa dell'età non sapeva neanche più dove fosse la sua classe, la stessa da vent'anni.
-Beh certo, non me la passo tanto bene ma c'è di peggio-le sorrisi rassicurante.
-Sai te l'ho chiesto perchè vedo tu e Roxy molto distanti ultimamente e poi quando io spiego non fai altro che scrivere il suo nome e dei cuori attorno che dopo con una linea seghettata fai spezzare. Se c'è qualcosa che ti turba a me puoi dirlo, lo sai questo vero?-come diavolo aveva fatto a vedermi se io ero al terzo banco nella fila vicino alla finestra?
L'unica cosa che mi ci voleva in quel momento era la prof che si preoccupava per la storia tra me e Roxy. Già lo ero io, ci mancava solo lei a peggiorare la situazione.
-Ecco...non è un buon periodo per noi stiamo affrontando...una crisi, però va tutto bene probabilmente tra poco risolveremo tutto e torneremo quelli di un tempo-feci incerto muovendo la testa per dare enfasi al mio discorso.
-Lo spero per voi-incrociò le mani e se le portò al grembo.
-Comunque devo dirti una cosa anche se, non so se è il caso. Si tratta di Roxy-aggiunse un secondo dopo.
-Cosa mi deve dire?-le chiesi serio.
-Tu sai che Roxy è al primo banco davanti la cattedra perchè le piace molto la storia, giusto? Bene, io posso osservare tutto ciò che fa quindi...-iniziò inumidendosi le labbra.
-Cosa ha fatto?-il mio tono diventò preoccupato.
-In quest'ultima settimana è molto distratta e scribacchia sul suo quaderno degli appunti frasi come "Non so che fare", "Ne vale la pena?", "E' amore o altro?" e altre cose simili oppure scrive il tuo nome per poi cancellarlo con la penna e, quasi come se si fosse pentita, riscriverlo di nuovo. Non solo, ho visto che porta una collana con una F e...Freddy Johnson, che è il suo migliore amico, porta una collana con la R. Ora non so se loro le tengono per amicizia ma, mi pare che anche loro si sono allontanati e non vorrei che fosse successo qualcosa di grave tra voi tre. C'è per caso un triangolo amoroso in corso?-ok, o si era fatta trapiantare gli occhi di un falco o aveva la super vista.
Quelle parole mi scombussolarono un po'.
-E' una situazione complicata ma, non si preoccupi. Tutto andrà bene-lo dissi più per convincere me che lei.
-D'accordo, mi fido di te-accarezzò la mia spalla con la mano e mi sorrise.
Ricambiai il sorriso e poi la salutai uscendo dall'aula.
Non sapevo se essere più agitato per il fatto che Roxy non sapeva veramente se tornare con me oppure perchè lei e Freddy portavano ancora le loro collane. Adesso che ci penso però, io e Roxy non abbiamo mai rotto. Sì abbiamo litigato ma lei non mi ha mai detto "Tra noi due è finita" il che vuol dire che...mi ama ancora! Ovvio non ci sono altre ipotesi lei mi ama io amo lei e vivremmo felici e contenti come marito e moglie in una bella casa con i nostri cinque figli.
Louis tu sei pazzo
Lo so!
Mi coprii il viso con le mani in preda ad una crisi di nervi.
-Tomlinson finalmente sei uscito-esclamò qualcuno alle mie spalle.
-Oddio ti prego, lui no-sospirai disperato.
Mi voltai e vidi Freddy avvicinarsi a me.
-Che vuoi?-chiesi già spazientito.
-Noi due non avevamo fatto una tregua?-domandò accigliato.
-Sì, perchè?-forse non ero l'unico strano in quella scuola.
-Non fare il finto tonto. Ti ho visto stamattina come eri felice quando parlavi con Roxy e come l'hai abbracciata, e ho visto anche come hai cercato di baciarla-disse gesticolando nervosamente.
-E allora?-continuavo a non capire.
-Come e allora? La tregua diceva che non ci avremmo provato con Roxy così lei avrebbe fatto la sua scelta senza essere stata influenzata dall'altro-spiegò.
-Cosa? Non ci siamo mai detti una cosa del genere-replicai alzando la voce.
-Era sottinteso-fece ovvio.
-Non è vero non era sottinteso un bel niente-lo colpii al petto con il dito per non prenderlo a schiaffi.
-Ehi ehi non mi toccare-mise le mani avanti e mi spintonò indietro.
-E tu non mi spingere-lo spinsi a mia volta.
Eravamo nel corridoio e stavamo attirando l'attenzione dei ragazzi che passavano di lì il che voleva dire che anche i prof avrebbero potuto vederci.
-Devi smetterla mister imbecille-mi puntò un dito contro a pochi centimetri dal mio viso.
-Mister imbecille a chi? Eh?-scostai aggressivamente il suo dito.
-Ti ho detto di non mi toccare-mi spintonò con una mano dalla spalla.
- E io di non mi spingere-lo imitai solo in maniera più scontrosa.
In pochi secondi ci ritrovammo uno addosso all'altro aggredendoci a vicenda.
Lo spinsi contro gli armadietti e gli feci sbattere forte la testa contro di essi per poi rifilargli uno schiaffo sulla guancia destra. Lui in risposta mi spedì contro il muretto delle enormi finestre e mi fece strisciare la faccia sul vetro per poi sbattermi contro di essa e dopo contro il muretto.
-Ne hai abbastanza?-mi provocò urlando.
Mi alzai e lo feci cadere a terra. Presi la mia tracolla abbandonata per terra e gliela buttai sullo stomaco mentre lui mi faceva lo sgambetto facendomi cadere a terra.
Si alzò e mi tirò dal colletto della maglia costringendomi ad alzarmi per poi sbattere la mia testa contro gli armadietti che fecero un forte rumore. A quel punto non ci vidi più e cancellai l'idea di mantenere lo scontro "pacifico" e gli diedi un pugno in piena faccia facendolo barcollare. Si guardò il sangue nella sua mano, in precedenza premuta contro il naso, e poi sferrò un gancio destro contro il mio zigomo sinistro. Barcollai e mi poggiai agli armadietti.
-Non ti è bastato quello che ti ho dato l'altra volta?-domandò retoricamente respirando a fatica.
Cominciai a vedere tutto a rallentatore. I ragazzi attorno a noi che gridavano "Rissa! Rissa!" e battevano le mani incitandoci, Freddy che respirava con la bocca e cercava di tamponarsi il naso con la maglietta nera adesso sporca di sangue, le piccole gocce di sangue che cadevano dal mio zigomo e si schiantavano contro il bianco della mia maglietta. E poi all'improvviso tutto ritornò a scorrere normalmente e in meno di un secondo gli fui di nuovo addosso buttandolo sul muretto. Lo presi per il colletto e gli assestai un pugno in faccia, lo tenni fermo stringendo la maglietta e gliene diedi un altro facendolo crollare al suolo.
Lo guardai cercare di rialzarsi e mi scostai ma lui prese la mia caviglia e mi fece cadere a terra sbattendo la schiena. Fu sopra di me e sferrò due pugni potenti, prima uno sulla guancia destra e poi sulla guancia sinistra.
-Ehi! Fermi!-qualcuno gridò.
Il professore di educazione fisica, Mr. Newman ci divise e poi ci tirò su.
-Ma dico siete impazziti?! Una rissa in mezzo al corridoio?-ci sgridò guardandoci severo.
-Ha cominciato lui-ci accusammo a vicenda.
-Non mi importa di chi ha iniziato o di chi ha finito. Ma che diavolo vi è preso, si può sapere?-urlò ancora fuori di sé.
Io e Freddy continuammo a guardarci in cagnesco.
-E poi ai miei tempi le risse si risolvevano su un ring-aggiunse dopo.
E in quel preciso istante io e Freddy ci guardammo come colpiti tutti e due dalla stessa idea.
Roxy's POV
Il giorno dopo...
-Attenzione attenzione notizia dell'ultimo minuto. Attenzione, per la prima volta nella storia della Roncksfield High School ci sarà un incontro tra due studenti-un ragazzo con dei volantini in mano stava gridando per tutto il corridoio distribuendoli.
-Ma che sta succedendo?-chiesi ad Emma.
-Non lo so-rispose avvicinandosi al ragazzo.
-Louis Tomlinson contro Freddy Johnson, incontro del secolo: il popolare contro lo sfigato, il castano contro il biondo. Incontro all'ultimo pugno per decidere a chi appartiene il cuore di Roxy Recherse. Attenzione, Louis Tomlinson e Freddy Johnson combatteranno per l'amore di Roxy Recherse-continuò alzando, se possibile, il tono di voce.
Io ed Emma ci guardammo sconvolte.
-Cosa?-feci scioccata raggiungendo il ragazzo in cinque secondi.
-Fa vedere-gli strappai il volantino dalle mani.
-Che c'è scritto?-chiese Emma forse più agitata di me.
-Incontro tra Louis Tomlinson e Freddy Johnson alle 19:00 stasera in palestra, qualunque studente o insegnante o chiunque faccia parte della scuola è libero di venire. Chi vincerà non solo si aggiudicherà il cuore di Roxy Recherse ma otterà anche onore e gloria. Sarà meglio di Rocky Balboa contro Apollo Creed. Venite in numerosi, si accettano scommesse. Si accettano scommesse?!-lessi incredula.
-Ma come ti è venuto in mente di fare un volantino del genere?-chiese Emma accusando il ragazzo.
-Ehi io non so niente mi hanno detto solo di distribuirli e di attirare l'attenzione così che l'incontro possa essere visto da molti studenti-si giustificò.
-Io li uccido, li uccido a tutti e due-dichiarai seria.
Incominciai a camminare verso l'armadietto di Freddy visto che era quello più vicino.
Non potevo credere che quei due stavano facendo una sciocchezze simile. Ma dico io cos'hanno in testa? Segatura?
Vidi Freddy armeggiare con il suo armadietto ma non gli diedi il tempo per aprirlo perchè lo feci girare e lo feci sbattere contro di esso.
-Che cazzo vi è saltato in mente?-urlai sventolando il volantino.
-Vedo che hai saputo-disse sorridente.
-Perchè diavolo sei felice, si può sapere?-gli domandai allora sull'orlo di una crisi isterica.
-Non sono felice è solo che è meglio che tu lo sapevi subito invece che scoprirlo quando poi ci sarebbe stato-rispose tranquillo.
Lo guardai a bocca aperta senza sapere cosa dire. Quell'esemplare di maschio davanti a me era un idiota.
-Ma tipo consultarmi prima no, eh?-feci retorica.
Per puro caso mi girai a sinistra ed incrociai lo sguardo di Louis che appena mi vide si bloccò e fece per cambiare strada ma io lo fermai.
-Tomlinson dove credi di andare? Vieni subito qui se non vuoi essere ridotto in poltiglia-gli ordinai e lui subito obbedii.
Quando ci raggiunse li guardai tutti e due.
-Mi spiegate perchè avete fatto una cosa simile?-chiesi cercando di calmarmi.
-Beh ieri abbiamo avuto una rissa e Mr. Newman dopo averci separato ha detto che ai suoi tempi le risse si risolvevano su un ring e quindi ci è venuta questa idea. Così possiamo picchiarci ma senza essere sospesi visto che abbiamo il permesso-raccontò Louis.
-Aspetta aspetta, quale rissa?-domandai.
-Ieri ci siamo presi a pugni ma il prof ci ha fermato-rispose il biondo.
Solo in quel momento notai i lividi e i tagli sui loro visi.
Erano deficienti perchè normali non lo erano sicuro.
-Louis tu non sai contro chi ti stai mettendo. Freddy fa boxe da quattro anni-lo avvisai.
-Penso che l'abbia capito quando gli ho dato quel pugno qualche mese fa-affermò Freddy.
-Quale pugno?-ma possibile che non sapevo niente?
-Quando ti ho detto che ero inciampato ed avevo sbattuto sul banco. Ecco quel giorno lui mi aveva dato un pugno-spiegò Louis sempre con quell'espressione senera che avrei tanto voluto prendere io a pugni.
-Ma siete matti? No seriamente ragazzi voi non siete normali, avete di sicuro qualche malattia-parlai così velocemente che feci fatica anch'io a capirmi.
-Roxy ti dovresti calmare un po'-mi consigliò Freddy.
-Io non mi calmo affatto! Voi oggi pomeriggio fate un incontro per decidere chi avrà "il mio cuore", ed io dovrei stare calma?-adesso oltre ad essere nervosa ero anche arrabbiata.
In quel momento la campanella suonò.
-Beh Roxy mi piacerebbe restare qui a parlare con te ma devo andare in classe, ciao-mi salutò Freddy dandomi poi una pacca sulla spalla e andandosene.
-Non ti preoccupare amore, lo distruggerò-disse Louis schioccandomi un bacio sulla guancia e andando nella direzione opposta a quella di Freddy.
Io rimasi lì con quel volantino in mano, la bocca mezza spalancata, gli occhi sgranati e l'espressione tra l'incredulità e la pazzia. Ma cosa avevo fatto di male per capitarmi questi due?
Nel pomeriggio...
Arrivai in palestra ed era già piena di studenti tutti sulle tribune; alcuni avevano anche degli striscioni. Ma dico siamo matti? Mi avviai verso gli spalti quando qualcuno mi bloccò dal braccio e mi fece voltare.
-Ciao, tu devi essere Roxy. Io sono Eleanor molto piacere, sono felice di conoscerti-mi porse la mano sorridendo.
La mia mente capii solo dopo che la ragazza che avevo davanti era la famosa Eleanor, era stata così veloce nel presentarsi che mi ci volle un po' per inquadrarla.
-Piacere-risposi guardando la sua mano senza stringerla.
La ritrasse subito.
-Senti io non voglio discutere con te, ok? Io sono un tipo pacifico quindi ti dirò le cose come stanno senza giri di parole-mi informò seria.
Annuii aspettando che parlasse.
-Allora, prima di tutto Louis non fa per te. Lui è di un altro rango sociale rispetto a te e sinceramente mi chiedo come lui possa uscire con una plebea come te, va bene che i tuoi stanno costruendo un grattacielo di Chicago, che vivi nella villa più grande della città ma, guarda come ti vesti e poi i tuoi toni sono sempre sbagliati; a volte parli in modo aggressivo, a volte sbagli a coniugare i verbi, usi dei vocaboli molto dialettali, non sei posata nel parlare e molte volte ti confondi con le parole, com'è che dici? Ti "impappini" con le parole? Beh passiamo oltre. Punto secondo: tu non lo meriti, questa è una conseguenza del fatto che siete di classi sociali diverse. Terzo: lui non ti ama e non ti ha mai amato e tantomeno ti amerà mai, insomma quante probabilità ci sono che Louis Tomlinson sia innamorato di una come te? Quarto: appena Louis capirà che io sono il suo destino torneremo insieme e tu finirai nel dimenticatoio. Quello che sto cercando di dirti è che tu e Louis vi lascerete per sempre perchè siete incompatibili, la vostra storia è stata un semplice errore una...deviazione in una stradina di campagna se possiamo chiamarla così che ha portato Louis lontano dalla sua strada principale quindi...dimenticati in fretta di lui così soffrirai meno quando lui ti lascerà-concluse il suo discorso in un modo che sembrava le facessi pena.
La guardai confusa non capendo se stesse scherzando o parlando sul serio.
-Che c'è? Ho detto qualcosa che ti ha turbato?-chiese preoccupata.
Perchè in questi giorni mi ritrovavo a parlare con degli idioti?
-Roxy non ascoltarla-Louis arrivò come un fulmine e la allontanò da me.
-Non ascoltare quello che ti dice, ok? Sono tutte sciocchezze lei è pazza-disse subito.
-Ehi a chi hai dato della pazza?-ribattè lei agitando un dito.
-Roxy invece devi ascoltarla, ha ragione lei su tutto-intervenne Freddy.
-Ma tu che centri? Devi starti zitto-lo aggredì Louis.
-Io non mi sto zitto anzi, parlo quanto voglio-replicò il biondo.
-Tu la devi smettere di essere così prepotente-continuò il castano.
-Io? Ma ti sei visto tu? Tu sei il re della presunzione-la situazione stava degenerando.
-Non è vero io non sono prepotente-negò Louis.
Incominciarono a darsi piccoli schiaffetti a vicenda con le mani. Mi ricordavano tanto i litigi che io avevo con mio cugina quando avevo quattro anni.
-Ragazzi l'incontro non è ancora iniziato per favore-fortunatamente arrivò il prof di educazione fisica a salvare la situazione.
Li trascinò dal braccio fino al ring dove si dovevano preparare.
Guardai Eleanor ancora ferma lì che poi alzò le spalle e mi sorrise andandosi a sedere in prima fila.
Feci un respiro profondo per calmarmi e raggiunsi Emma che si trovava in ultima fila.
-Roxy vuoi una camomilla?-chiese appena mi vide.
-No a me non piace e poi non funzionerebbe perchè sono fin troppo nervosa-risposi sedendomi.
-Brutta giornata eh?-fece lei passando una mano sul mio braccio.
-Considerando che il mio migliore amico e il mio ragazzo stanno per fare a botte a causa mia e che si comportano come dei bambini di cinque anni...sì è una brutta giornata-dichiarai con un sorriso falso.
-Attenzione gente l'incontro sta per cominciare!-ci informò lo stesso ragazzo che distribuiva i volantini che per farsi sentire usava un megafono. Eravamo veramente tanti ad assistere a quell'incontro, probabilmente perchè tutti hanno sperato di vedere un giorno Louis Tomlinson e Freddy Johnson prendersi a pugni.
-Ma tu per chi tifi?-domandò Emma curiosa.
-Per il buon senso che è andato perduto. Spero solo che non si facciano male-risposi sincera.
-All'angolo blu, 1.75 di altezza, 66 chili, capelli castani, occhi azzurri e un sorriso da paura, abbiamo...Louis William Tomlinson!-lo presentò Mr. Newman.
Lui entrò sul ring e alzò le braccia in alto e dopo guardandomi mi mandò un bacio.
-All'angolo rosso lo sfidante, 1.75 di altezza, 68 chili, capelli biondi, occhi celesti e un coraggio da vendere, abbiamo...Freddy Johnson!-esclamò presentando stavolta Freddy.
Entrò anche lui nel ring e aprì le braccia verso il pubblico facendo un inchino e poi facendomi il segno dell'ok con la mano coperta dal guantone.
Avevano tutte le protezioni necessarie e notai che per aiutarli c'erano Greg, per Freddy, e Harry, Liam, Niall, Justin e Zayn, per Louis. Era come se fossero due contro sei, ma era regolare?
C'era da dire però che, anche se era stato organizzato in un giorno, era davvero un incontro serio di boxe.
Fischio dell'arbitro e l'incontro cominciò.
All'inizio si mossero poco perchè si studiarono cercando di capire quale fosse il punto debole dell'altro. Poi dopo una decina di secondi Louis fece il primo attacco e subito furono uno addosso all'altro colpendosi a vicenda. Freddy sferrava un gancio sinistro e il secondo dopo Louis uno destro.
Non sapevo se sarei riuscita a guardarli perchè vederli prendersi a pugni era una cosa che mi faceva rivoltare lo stomaco. Dovevamo tutti essere amici non nemici.
Mi sembrarono minuti infiniti quelli.
-Fine primo round!-il prof fece suonare la campanella che segnava la fine del round.
-Ok sono sopravvissuta al primo, potrò farlo anche al secondo. No?-chiesi a me stessa deglutendo.
I ragazzi spiegavano a Louis che movimenti dovesse fare mentre gli asciugavano il sudore e lo facevano bere per poi farlo sputare. Guardare Rocky Balboa dava i suoi frutti. Greg invece dava delle semplici dritte a Freddy e lo motivava; Freddy ormai era esperto di boxe ecco perchè mi preoccupavo per Louis però per adesso stava riuscendo a tenergli testa.
-Inizio secondo round!-la campanella suonò di nuovo.
I combattenti tornarono al centro e continuarono quello che avevano interrotto.
-Non voglio immaginare i loro visi dopo l'incontro, saranno tutti pieni di lividi e tagli. Per non parlare del san...oh!-tutti ci alzammo quando Freddy colpì Louis così forte da farlo finire contro le corde e poi a terra.
-Forza Tomlinson!-gridavano alcuni in seconda fila.
-Oddio non posso guardare-mi coprii la faccia lasciando solo un piccolo spiraglio tra due dita.
Vidi Louis alzarsi a fatica così scoprii la faccia leggermente più tranquilla...o quasi.
A quel punto Louis sferrò un gancio fortissimo a Freddy che cadde in ginocchio ma si rialzò subito senza troppi problemi.
-Finiranno per ammazzarsi-sospirai sedendomi.
-Credo che tu abbia ragione-disse preoccupata Emma ritornando anche lei seduta.
Sul tappeto del ring c'era del sangue e incominciavo a sentire la nausea crescere. Io ho sempre odiato il sangue infatti ogni volta che vedo qualcuno con una ferita mi viene la pelle d'oca e distolgo lo sguardo perchè non riuscirei a sopportare la vista di troppo sangue.
-Fine secondo round!-ero, anzi eravamo, sopravvissuti ad un altro round.
Ne mancava solo uno e dopo tutto sarebbe finito.
-Inizio terzo round!-disse il prof mentre suonava la campanella.
Sbaglio o era suonata troppo in fretta?
Freddy e Louis erano stanchissimi, non si reggevano in piedi e le loro facce erano combinate molto male e nei loro occhi si poteva vedere la stanchezza ma anche la volontà di non mollare.
Freddy colpì Louis allo stomaco e lui cadde a terra per la seconda volta.
-Ti prego rialzati, ti prego-pregai tra me e me incrociando le mani.
Tirai un sospiro di sollievo quando si rimise in piedi. Gancio destro di Louis sullo zigomo sinistro di Freddy e poi sullo zigomo destro e infine allo stomaco e anche il biondo di nuovo a terra. Si aggrappò alle corde per alzarsi.
Gente che gridava "Freddy!", gente che urlava "Louis!" e poi c'ero io che dentro di me urlavo per la disperazione perchè era solo colpa mia se tutto quello stava succedendo. Era mia la responsabilità e quei due stavano combattendo solo per un essere insignificante come me.
Ad un certo punto Freddy sferrò un pugno potentissimo a Louis che cadde totalmente al suolo. Non accennava ad alzarsi.
L'arbitro iniziò il countdown.
-Rialzati Louis!-gridavano i ragazzi battendo la mano sul ring come per spronarlo.
Lui poggiò una mano sul tappeto del ring e provò ad alzarsi ma ricadde. Era senza forze. Freddy lo guardava e barcollava allo stesso tempo.
-8...9...10! Vince Freddy Johnson!-l'arbitro alzò il braccio sinistro di Freddy decretandolo vincitore.
-Sì! Grande Freddy!-metà degli studenti presenti urlarono ed esultarono.
-Mitico!-sentimmo esclamare da Greg che saltellava dalla felicità.
Louis era stato sconfitto e ora giaceva lì a terra, privo di forze mentre i ragazzi andarono da lui per aiutarlo.
-Roxy!-urlò Freddy infine come Rocky Balboa alzando le braccia al cielo.
E a quel punto io presi un giornale lì vicino, lo aprii e mi nascosi dietro di esso per il troppo imbarazzo.
Louis' POV
-Ahia-esclamai quando il cotone idrofilo si posò sul mio labbro spaccato.
-Sta fermo-mi intimò con un tono dolce.
Diede dei piccoli colpetti per disinfettare la ferita. Mi guardava dall'alto dato che era in piedi mentre io seduto sul letto di camera mia.
-Ecco fatto, e il labbro è finito-annunciò buttando il cotone nel cestino.
-Non abbiamo finito vero?-domandai retorico.
-Già, adesso c'è il sopracciglio-rispose prendendo dell'altro cotone idrofilo e bagnando anch'esso con l'acqua ossigenata.
Lo posò delicatamente sulla ferita che però bruciò lo stesso al contatto con esso. Mi morsi il labbro e strinsi la sua maglietta tra le dita.
-Lo so che brucia ma devi resistere-soffiò sulla ferita per alleviare il bruciore e poi tamponò ancora.
-Perchè sei qui da me? Dovresti essere dal vincitore-non riuscii più a trattenermi e diedi voce ai miei pensieri.
-Il vincitore non ha bisogno d'aiuto visto che ha vinto l'incontro, il perdente invece sì perchè oltre ad essere più malconcio ha anche il peso della sconfitta da sopportare-spiegò calma.
-In più se aggiungi che il perdente è il mio ragazzo è ovvio che debba andare da lui, o sbaglio?-aggiunse dopo guardandomi dritto negli occhi.
-Non sbagli-quasi sussurrai.
Mi sorrise e poi dopo buttò il cotone. Prese un cerotto e lo mise sulla ferita dopo aver spalmato della pomata per far guarire prima la ferita.
-Adesso dobbiamo mettere solo un cerotto qui e abbiamo finito davvero-disse toccando la mia fronte dove c'era un taglio.
Prima spalmò un po' di pomata sulla ferita e dopo prese il cerotto aprendolo per poi metterlo sopra la ferita. Lasciò su di esso un piccolo bacio.
-Con un bacio tutto passa in fretta-affermò.
-Allora devi baciare anche quello sulla guancia-dichiarai e lei eseguì subito.
-E quello sul naso-dissi dopo.
Rise e baciò anche il taglio sul naso.
-E quello sul sopracciglio-sorrisi sempre più divertito.
Baciò anche quello.
-E anche quello sul labbro-dissi infine rendendomi conto solo dopo che praticamente le avevo detto di baciarmi.
Lei esitò un po' ma, alla fine poggiò le sue labbra su di esso. Fu un piccolo bacio, quasi impercettibile ma comunque intenso perchè era il primo che ci scambiavamo da giorni.
-Grazie Roxy...di tutto-conclusi soffiando sulle sue labbra.
-Io ci sono sempre, lo sai-si allontanò leggermente ma continuò a tenere il mio viso tra le mani.
La guardai. Era bellissima come sempre e se oggi pomeriggio era un fascio di nervi, adesso era molto più tranquilla.
-Posso chiederti una cosa?-mi ricordai solo in quel momento di chiederle una delle cose più importanti dell'anno scolastico, più probabilmente delle nostre vite.
-Cosa?-fece curiosa.
-La prossima settimana c'è il ballo di fine anno che poi sarà il nostro ultimo ballo qui al liceo ed io mi chiedevo se...se...se ti andava di andarci con me-spiegai un po' in imbarazzo.
-Vuoi venire al ballo con me?-dissi alla fine.
La domanda che più si sentiva dire in corridoio o che si leggeva nei bigliettini in quell'ultima settimana. Io volevo farle quella domanda in un modo speciale magari organizzando qualcosa ma gli eventi che mi avevano coinvolto non me lo avevano permesso così avevo deciso di farlo adesso anche per darle il tempo di pensarci in caso non rispondesse subito.
Si morse il labbro inferiore ed esitò prima di parlare. Faceva sempre così quando non sapeva cosa fare o era indecisa.
-Vedi Louis io non...non penso che sia una buona idea. Credimi a me piacerebbe tantissimo venire al ballo con te però non penso sia la cosa giusta da fare-rispose con un po' di incertezza.
-E' giusto invece, l'hai detto tu che sono il tuo ragazzo e poi noi ci amiamo-poggiai le mie mani sulle sue, che erano ancora sulle mie guance, e le strinsi.
-Lou preferisco andarci da sola. Credimi è meglio se prendiamo un po' le distanze almeno fino a che la situazione non ritorna normale. E' meglio così-si staccò da me e si allontanò ma io la tenni da un polso impedendole di andarsene.
-Roxy io non riesco più a stare senza di te, lo capisci? Guardami. Senza di te ho avuto una rissa con Freddy e oggi ho avuto un incontro che tra l'altro ho perso e in cui mi sono procurato un sacco di lividi e tagli e sono tutto dolorante. Io non so fare niente se non ci sei tu vicino a me ad indicarmi la strada giusta-la pregai con gli occhi che cominciavano ad inumidirsi.
-Louis devi credermi è la soluzione migliore per adesso-cercò di convincermi senza però ottenere successo.
-No non è la soluzione migliore perchè...-feci per continuare ma fummo interrotti dal rumore della porta che si apriva.
-Oh scusate non volevo interrompere niente, volevo solo vedere come stava Louis e se vi serviva qualcosa-mio padre entrò con un piede nella stanza in imbarazzo.
-Non ha interrotto niente stia tranquillo, anzi io me ne stavo andando-Roxy si staccò definitivamente da me.
-No Roxy non te ne stavi andando-provai a trattenerla.
-Sì invece Louis. Arrivederci signor Tomlinson, buona serata-disse per poi bloccarsi sulla soglia della camera visto che mio padre la bloccò.
-Scusa se ti trattengo ancora ma, mi volevo scusare per averti dato della...sì insomma hai capito. Scusa per averti offeso tu non lo meriti affatto-si scusò per averla chiamata "puttanella" mesi addietro.
-Non si preoccupi, l'importante è che adesso sia pentito e mi ha chiesto scusa. Adesso se non le dispiace dovrei andare, si occupi di suo figlio mi raccomando, è messo un po' male-disse alludendo ai miei lividi sparsi per tutto il corpo.
-Lo farò. Buona serata Roxy-la salutò.
Roxy uscì definitivamente dalla stanza e scese le scale. Appena sentii la porta sbattere un macigno cadde sul mio cuore.
-Louis ti va di parlarne?-chiese mio padre cauto.
Scossi la testa in segno di negazione.
-Lasciami dire solo una cosa allora: se non ti amava non sarebbe venuta qui a curarti, fidati. Dalle tempo, le serve solo questo. E poi pensa che se le cose non andranno più bene tra di voi, allora abbattete quello che avete costruito prima e ricominciate da capo, come quando da piccolo facevi le case con i lego. Ci mettevi tanto impegno nel farle e poi dopo averle costruite non ti piacevano com'erano venute e quindi le distruggevi per poi ricostruirle. Io ti guardavo dalle scale mentre le facevi in salotto-narrò.
-Grazie papà-dissi sincero.
Quasi si commosse al sentirsi chiamare in quel modo ma non lo diede a vedere perchè mi diede una pacca sulla spalla e poi si dileguò in corridoio chiudendo la porta e lasciandomi solo seduto su quel letto.
Mi sdraiai e chiusi gli occhi.
Perchè tutto doveva essere così difficile? Ormai non riuscivo più a sopportare la sua assenza, cercavo da tutte le parti il suo sguardo rassicurante e il suo sorriso incoraggiante. Io avevo bisogno di lei come l'aria o come l'acqua. Ero perso senza di lei e non riuscivo più ad andare avanti.
Una lacrima solitaria scese lungo il mio volto e si schiantò contro il cuscino. Un'altra la seguì finendo però, sul mio braccio. Stavo piangendo come ormai facevo tutte le sere perchè mi mancavano anche i "Buonanotte e sogni d'oro" di Roxy. Riuscivano a non farmi fare incubi e a farmi dormire tranquillo e sereno. Mi mancava Roxy in tutto e per tutto, anche nelle piccole cose anche quelle che sembravano più banali.
Aveva rifiutato di venire al ballo con me il che voleva dire che preferiva andarci da sola che con me e andare al ballo di fine anno e di fine liceo da soli è proprio triste.
Quanto volevo che Roxy potesse ritornare a guardarmi come un tempo, come se fossi il suo eroe che era perfetto e che non aveva difetti.
Perchè Roxy non riusciva a ricominciare da capo con me? Ero veramente così imperdonabile?
Pensai alle parole di mio padre: "...se le cose non andranno più bene tra di voi, allora abbattete quello che avete costruito prima e ricominciate da capo...".
Mi illuminai all'improvviso. Sapevo cosa fare per riconquistare Roxy.
Note dell'autrice
Buon venerdì a tutte:) Uh che settimana faticosa che è stata questa, basti pensare che ho finito di scrivere il capitolo ieri sera...ma voi non siete qui per ascoltare i miei lamenti quindi passiamo subito al capitolo. Finalmente il padre di Louis si comporta in modo "normale" con il figlio grazie alla vittoria del campionato. Suo padre sta cercando di recuperare il tempo perduto e, soprattutto, si è pentito di quello che gli ha fatto. Poi dopo abbiamo Louis che racconta subito l'accaduto a Roxy che però si dimostra un po' fredda e questo Louis lo vede. Dopo c'è la prof di Storia che sa e vede tutto e mette al corrente Louis sugli atteggiamenti strani che ha notato in Roxy. In seguito beh...c'è la rissa tra Louis e Freddy. Ve l'aspettavate? Insomma quei due devono per forza fare a botte altrimenti non sono contenti, infatti, il giorno dopo c'è l'incontro di boxe. Mettendo da parte un attimo Roxy che sclera perchè loro sono degli idioti, Eleanor e i suoi discorsi senza senso, i ragazzi che fanno il tifo ed ecc..., chi pensavate che vincesse? Sinceri, Freddy o Louis? Beh comunque vince Freddy che poi urla il nome di Roxy come fa il mitico Rocky Balboa con Adriana. Devo dire che scrivere la parte dove Louis e Freddy battibeccano mi è piaciuto molto anche perchè mi veniva da ridere a immaginarli ahah;) Comunque dopo il combattimento abbiamo la scena a casa di Louis dove Roxy lo cura e dove lui le chiede di venire al ballo con lei. Roxy rifiuta e dopo aver parlato con papà Tomlinson se ne va lasciando il povero Louis forever alone, solo e abbandonato(....ditelo che vi state commovendo AHAHAH). Infine abbiamo Louis che capisce come riconquistare Roxy, secondo voi cosa avrà in mente? E funzionerà? Le risposte come sempre a voi. Questo capitolo è molto lungo(per adesso è il più lungo che abbia scritto) e mi dispiace se vi annoia ma ho preferito farlo così perchè il prossimo sarà più corto. Penso di avervi detto tutto. Buon weekend ragazze, rilassatevi e divertitevi^.^ Al prox venerdì..baci<3<3<3<3


