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Autore: Mitica_2    10/10/2014    2 recensioni
Lui, Louis Tomlinson: un ragazzo a cui avevano spezzato il cuore, un ragazzo che non si fidava più delle ragazze e che era cambiato.
Lei, Roxy Recherse: una ragazza che credeva nell'amore e nel finale da favola, una ragazza con un migliore amico speciale.
Loro si odiano però non sanno che si aiuteranno l'un l'altro a cambiare in meglio: lei lo farà ricredere sulle ragazze e lui la renderà la ragazza più felice del mondo. Potrà una scommessa farli innamorare e vivere il "per sempre felici e contenti"?
E se in mezzo si mettesse il migliore amico di Roxy? E se il fantasma del passato di Louis tornasse?
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Se vi ho incuriosite, entrate..Buona lettura<3<3
Genere: Commedia, Romantico, Sentimentale | Stato: completa
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Louis Tomlinson, Nuovo personaggio
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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Capitolo 37



Quel giorno il mio letto era comodissimo. Non volevo alzarmi per nessuna ragione al mondo. Avevo tutte le ossa indolenzite, i muscoli mi supplicavano di restare fermo e la mia testa pregava di non muovermi perchè un minimo movimento e probabilmente il mio cervello sarebbe andato in tilt.
Sinceramente non pensavo che Freddy avesse tutta questa forza invece, si era rivelato un avversario temibile e maledettamente forte. Ogni pugno aveva una forza incredibile e ogni volta che mi colpiva era come se un mattone mi finisse dritto in faccia. Anch'io però non ero stato da meno perchè ero riuscito a mandarlo a tappeto due volte anche se, si era rialzato qualche secondo dopo. La verità è che il mio sport è il calcio mentre quello di Freddy la boxe. Se io lo sfidassi ai calci di rigore, vincerei senza dubbi. E poi, i calciatori si beccano sempre le donne ecco perchè la sera precedente Roxy era a casa mia a curarmi le ferite. Certo sicuramente le ho fatto pena ma, si è presa cura di me lo stesso e questo per me non ha prezzo perchè vuol dire che io e Roxy siamo sulla via della riconciliazione.
La sveglia del mio telefono suonò e istintivamente aprii gli occhi ma, gli richiusi immediatamente e ignorai bellamente quel rumore fastidioso. Dopo un minuto abbondante il rumore cessò e la mia camera tornò nel silenzio più totale fino a quando, non mi arrivò un messaggio. Ero deciso ad ignorarlo perchè non avevo neanche la forza per muovere un dito ma, una strana forza dentro di me mi incoraggiò a rispondere così, mossi il braccio in direzione del comodino e afferrai il cellulare. Persi tre anni di vita leggendo quel "Roxy Recherse" sullo schermo. Sbloccai subito l'iPhone e lessi il messaggio.

" Ehi, come ti senti oggi?:D Stavo pensando che se oggi tu venivi a scuola potevo venire con te...oggi non ho voglia di andare a piedi visto che Emma si fa accompagnare da Niall. Eh sì quei due hanno fatto pace, chi l'avrebbe detto eh? Comunque se tu non te la senti di venire perchè sei tutto rotto, non fa niente andrò a piedi:) "

Alzai il busto di scatto tanto che sentii il mio cervello andare in avanti. Roxy mi aveva chiesto un passaggio ed io ero imbambolato davanti a quello schermo. Se prima non avevo neanche la forza per respirare, adesso mi sentivo come un leone.

" Tranquilla sto benissimo, sono molto resistente;) Passo a prenderti alle 8:00...ci vediamo dopo xx "

Digitai quel messaggio così nervosamente che lo dovetti riscrivere quattro volte visto che sbagliavo in continuazione a scrivere.

" Grazie mille, a dopo xx "

Aveva ricambiato le mie "xx". Mi sentivo come un adolescente alla sua prima cotta ma, in effetti ora che ci penso, io sono un adolescente solo che non sono alla mia prima cotta bensì al mio primo vero amore.
Invece di dire, o meglio pensare, idiozie perchè non ti dai una mossa e ti alzi da quel letto?
Hai ragione
Con un balzo fui già dal letto e mi fiondai letteralmente in bagno.
Mi buttai sotto la doccia sciacquandomi in fretta dimenticandomi però, di avere ancora i cerotti e che quindi dopo li avrei tolti con difficoltà.

Scesi le scale con i cerotti in mano che avevo precedentemente tolti, con la forza sia chiaro, e presi un pancake per poi metterlo in bocca.
-Ehi Louis, come mai oggi questa fame?-chiese mia madre stupita.
-Non ho fame è che...-cominciai a parlare seminando briciole per terra e sulla tovaglia.
-Allora prima mastichi, dopo ingoi e infine parli-mi ordinò gentilmente mia madre.
Feci come mi era stato detto e bevvi anche un sorso d'acqua.
-Stavo dicendo che non ho fame è solo che devo mangiare in fretta-spiegai lentamente.
-Come mai?-domandò mio padre entrando in cucina con il giornale aperto davanti a sé.
-Mi ha chiesto di accompagnarla a scuola, ti rendi conto papà? Mi ha chiesto di accompagnarla a scuola!-lo presi dalle spalle e lo abbracciai stretto.
-Sono felice per te Lou ma, questo lo fanno anche gli amici-posò il giornale sul tavolo dedicando la sua attenzione a me.
-Sì lo so però lei mi ha chiesto se potevo accompagnarla e questo vuol dire che a poco a poco sta ritornando a fidarsi di me. Oh papà non sai quanto sono felice-esclamai saltellando dalla gioia.
-Allora valla a prendere col tuo baldo destriero-mi spronò mia madre alludendo alla mia moto.
-Corro-dissi precipitandomi alla porta.
-Louis aspetta le chiavi!-urlò mio padre dietro di me.
Tornai in cucina e prese le chiavi schioccai un bacio sulla guancia a mia madre, prendendo un altro pancake tra l'altro, e corsi di nuovo verso la porta quando un fischio di mio padre non mi richiamò. Mi voltai per vedere cosa voleva.
-Lo zaino-mi ricordò indicando l'oggetto abbandonato accanto al divano.
Me lo misi in spalla, ingoiando un boccone di pancake, e poi abbracciai di nuovo mio padre.
-Grazie-sussurrai al suo orecchio.
Si staccò e mi sorrise per poi indicarmi la porta con un gesto della testa.
Uscii fuori di casa e salii in fretta sulla moto. Ingoiai anche l'ultimo boccone di quel pancake e, messo il casco, partii in quarta.
Ero elettrizzato e non mi sentivo così da...da...da troppo ormai. Sentivo l'adrenalina nelle vene, il cuore pompava che era una meraviglia e le ossa e i muscoli non mi pregavano più di stare fermo bensì mi incoraggiavano ad andare più veloce per raggiungere casa di Roxy.
Arrivai e la trovai già sul portone di casa.
-Ehi-mi salutò sorridendo.
-Madame-le porsi il casco e abbassai il capo a mo' di inchino.
-Scemo-rise per poi infilare il casco.
Salì in sella e allacciò le braccia attorno al mio addome. Quanto mi era mancata quella sensazione. Sentirla vicina a me, sentirla abbracciata a me era un'emozione che non aveva prezzo.
E così col sorriso sulle labbra partii.
Quella giornata era iniziata in maniera fantastica. La mia ragazza, Roxy Recherse la ragazza perfetta, era appoggiata alla mia schiena e si stava fidando di me perchè non sarebbe salita sulla moto se non si fosse fidata. Sentivo che il nostro rapporto stava rinascendo e che potevamo tornare quelli di un tempo. Lo sapevo, noi potevamo farcela.

Arrivammo a scuola e sentii subito gli occhi di tutti puntati addosso. Era da giorni che la gente spettegolava sulla nostra storia: chi diceva che ci eravamo lasciati, chi diceva che eravamo in "trattativa", chi diceva che stavamo affrontando una semplice crisi e chi invece affermava addirittura che io l'avessi tradita con una certa Hope di quinto anno, inutile dire che io non sapevo nemmeno che esistesse questa ragazza.
Le persone parlano sempre anche se non sanno se i fatti che raccontano sono veri o falsi, gli interessa solo parlare degli altri e di commentare e giudicare i loro comportamenti senza pensare che potrebbero finirci anche loro in una situazione del genere. Alcuni si rendevano popolari solo per i pettegolezzi che raccontavano e pensavano di aver conquistato tutta la scuola ma, quando poi erano in difficoltà, quelle stesse persone avevano spettegolato su di loro proprio come loro avevano fatto con gli altri. Nella vita qualsiasi cosa fai ti si ritorce contro quindi se per esempio un giorno non aiuti un tuo compagno in un compito lui poi non aiuterà te oppure se tu un giorno dai un passaggio a un tuo amico poi lui ti renderà il favore quando ne avrai bisogno. La vita è tutto un dare e avere, devi solo saper riconoscere cosa e a chi dare.
Quando tolsi il casco potei sentire ragazze che sussurravano "Ma non si erano lasciati?", ragazzi che dicevano "Ma non se la faceva con Hope?". Avrei tanto voluto gridargli contro che io e Roxy non c'eravamo mai lasciati e che io questa Hope non sapevo neanche com'era fatta.
-Grazie mille del passaggio-disse Roxy porgendomi il casco.
-Grazie a te per avermi permesso di dartelo-la ringraziai a mia volta perchè lei mi aveva dato un'opportunità e speravo di averla colta al meglio.
Fece il suo classico sorriso da "Non so che rispondere quindi sorrido". Avrei potuto guardarlo notte e giorno senza mai stancarmi.
-Allora io vado in classe, ci vediamo dopo-mi salutò e se ne andò camminando verso l'edificio.
Emma, che aveva guardato la scena con occhi sgranati, la raggiunse subito e sicuramente incominciò il suo interrogatorio.
-Tommo!-Liam si gettò addosso alle mie spalle e alla mia schiena.
-Payne!-lo salutai col suo stesso tono esaltato.
-Tu fai pace con Roxy e non mi dici niente? Insomma sul gruppo hai detto che alla fine non avevi combinato niente ieri sera eppure oggi spunti con lei sulla tua moto-narrò Liam con la sua classica parlantina troppo veloce per poter essere capita.
-Non abbiamo fatto proprio pace diciamo che siamo sulla strada della riconciliazione-spiegai calmo.
-Spero che già metà strada l'hai percorsa perchè qui finisce che vi rimetterete insieme quando sarà ora di sposarsi-scherzò facendo una piccola risata.
-Non ci siamo lasciati e poi non penso che ci vorrà così tanto-affermai convinto.
-Lo spero per te. Ah comunque poi ci hai pensato allo spettacolo della scuola? La lista dei partecipanti la tolgono oggi-domandò curioso.
-Lo spettacolo! Come ho fatto a non pensarci?-mi strinsi i capelli tra le mani.
Iniziai a correre e in meno di cinque secondi ero dentro la scuola. Arrivai in segreteria così veloce che sbattei contro la bacheca. In fretta presi la penna e scrissi il mio nome.
-Louis perchè questa corsa?-Liam arrivò col fiatone causato dalla corsa che aveva fatto per seguirmi.
-Faccio parte dello spettacolo-esclamai entusiasta.
-Davvero? Che bello. Dopo anni passati a convincerti a iscriverti è bello sentirti dire queste parole-pronunciò ogni frase separatamente visto che sembrava aver perso tutto l'ossigeno che aveva nei polmoni.
-Cosa canterai?-aggiunse dopo.
-Lego House di Ed Sheeran, la dedicherò a Roxy-risposi trionfante.
-Questa è la volta buona che fate pace, te lo dico io. Non potrà non saltarti addosso dopo averti ascoltato-mi diede una pacca sulla spalla e mi infuse coraggio e speranza.
-Lo spero tanto. Adesso è meglio che andiamo altrimenti la prof si arrabbia-dissi cambiando argomento.
-Sì hai ragione-sorrise e guardando per l'ultima volta il foglio dei partecipanti allo spettacolo, uscimmo dalla segreteria.
L'idea di cantare quella canzone mi era venuta in mente grazie alle parole di mio padre.

" ...se le cose non andranno più bene tra di voi, allora abbattete quello che avete costruito prima e ricominciate da capo... "

Quella canzone era perfetta per noi e anche se non fosse così, neanche il video centra tanto con la canzone. Insomma io non ho mai capito cosa centra Rupert Grint che è talmente ossessionato da Ed da credersi lui con la canzone. Prendetemi per scemo, prendetemi per pazzo, prendetemi per stupido, ma io non l'ho mai capito seriamente.
Sentivo che con questa canzone avrei potuto ricucire la crepa che si era formata tra me e Roxy una volta per tutte.


Nel pomeriggio...

Finalmente anche le lezioni pomeridiane erano finite e potevamo tornare tutti a casa. O almeno era questo il piano fin quando Roxy non venne da me chiedendomi se mi andava di prendere un gelato insieme a lei nel parco vicino casa sua. E' superfluo dire che io accettai subito ed è anche superfluo dire che in quel momento, in quel parco, ero la persona più felice della Terra.
-E quindi ho imparato a cucinare il cuscus-Roxy concluse il suo monologo sull'esperienza che aveva avuto cucinando con sua zia Georgia che aveva imparato varie ricette arabe frequentando un corso.
Sinceramente non avevo seguito tutta la storia perchè ero troppo concentrato sul fatto che finalmente noi due stavamo parlando normalmente e che non c'era nessun imbarazzo tra di noi. Pensavo a quanto fossero belle le sue labbra sporche di gelato al gusto di kinder cereali, setteveli e smarties. Era enorme quel gelato eppure lei ne aveva già mangiato la metà senza problemi.
-Tu invece? Cosa mi racconti?-chiese voltandosi verso di me.
Mi ci volle un po' per mettere a fuoco la domanda.
-Io?-domandai cadendo dalle nuvole.
-Ci sei solo tu qui-fece ovvia.
-Ehm...vediamo un po'. Il rapporto con mio padre migliora di giorno in giorno e in più mia mamma adesso è finalmente serena. A colazione, pranzo e cena parliamo molto tanto che neanche consideriamo la televisione che a volte neanche accendiamo. Certo poi mia madre la vuole accendere perchè dice "Il telegiornale si deve guardare così da informarsi su quello che succede qui e nel mondo", però se è presa da una conversazione se lo scorda, come l'altra sera. Mio padre mi stava raccontando di quando era stato in India per imparare ricette nuove e per scoprire nuovi sapori, e in un posto gli avevano offerto una cosa che sembrava un insetto ed era orribile da guardare. Alla fine si è scoperto che era veramente un insetto e lui allora se ne andò. Era anche vero che lui si era fermato in un posto per niente affollato che si trovava in una piccola stradina e che probabilmente l'unico cliente era stato lui però, un insetto come pasto? Io non ci riuscirei mai-raccontai mangiando nel frattempo il mio gelato alla menta e cioccolato.
Mi ricordai le risate che io e mia madre ci facemmo quella sera: noi due che eravamo con le lacrime agli occhi e mio padre che si lamentava del fatto che aveva rischiato di mangiare un insetto e noi ridevamo.
-Neanch'io ce la farei però, pensa se sei in un'isola deserta senza cibo e l'unico nutrimento che hai a disposizione è un insetto. Cosa fai?-ipotizzò.
Mi erano mancate le sue ipotesi.
-Non so se lo mangerei però mi farebbe comunque schifo-risposi.
Ridemmo anche se il pensiero di me che mangio un insetto è veramente disgustoso.
-E poi?-si riprese subito.
-Poi cosa?-chiesi io che ancora ridevo per quell'insetto.
-C'è altro che devi o vuoi raccontarmi?-precisò.
-Una cosa ci sarebbe in effetti-iniziai.
Mi guardò curiosa.
-Parteciperò allo spettacolo di fine anno organizzato dalla scuola-feci un sorriso a trentadue denti che contagiò anche lei.
-Ma dai sul serio? Come sono felice, finalmente hai preso il coraggio di cantare in pubblico. Sono fiera di te-esclamò felice per me.
-Spero solo di non fare pena-abbassai lo sguardo rivolgendolo alle mie scarpe.
-Non farai pena sta tranquillo. E comunque, cosa canterai?-saltava dalla gioia.
-Sorpesa-dissi semplicemente.
-Oh andiamo dimmelo, cosa ti costa?-si lamentò scuotendomi.
-Mi dispiace ma non posso dirtelo. Lo vedrai domani-quella doveva essere una sorpresa così da farla rimanere a bocca aperta quel venerdì sera.
-Sei cattivo-si imbronciò e incrociò le braccia sotto al petto.
-Eh no dai non fare quella faccia-sapeva che non resistevo mai al suo viso imbronciato.
-Va bene però ti avverto: se questo è uno scherzo e domani non devi cantare e mi hai fatto scervellare un'intera notte per niente...considerati nei guai-mi avvertì puntandomi un dito contro.
-Canterò canterò-sospirai per convincerla.
E all'improvviso mi strinse a sé allacciando le sue braccia al mio bacino ed io non potei far altro che stringerla perchè mi era mancata troppo per rifiutare un qualsiasi tipo di contatto fisico con lei. Le lasciai un leggero bacio tra i capelli.
Si staccò per guardarmi negli occhi.
-Non vorrei ma devo andare, mia mamma mi aspetta per andare a prendere il vestito per il ballo-disse quasi dispiaciuta.
-Alla fine ci vai allora?-chiesi un po' stupito.
-Sì-ammise imbarazzata.
-Quindi hai trovato un cavaliere-la mia fu più un'affermazione che una domanda.
La gola mi diventò improvvisamente secca.
-No, ci vado da sola. Emma e Niall mi passano a prendere e vado con loro-spiegò.
Il cuore mi si fece più leggero perchè al solo pensiero di Roxy con un altro, un macigno si era posato su di esso.
-Tu invece?-chiese di getto.
-Non ho trovato nessuno o almeno, qualcuna c'era ma si è rifiutata e visto che io volevo solo lei ho rifiutato tutti gli altri inviti che mi sono stati offerti. Non sai quante ragazze sfacciate mi abbiano invitato, tipo una decina. Pensano seriamente che tra noi due è finita quando in realtà sta solo incominciando-non pensai al peso che potevano avere quelle parole perchè venivano dal mio cuore e le recitai senza pensarci.
La vidi arrossire.
-Allora magari ci si vede lì-fece insicura.
-Con immenso piacere-dissi sorridendo.
Si morse un labbro e si torturò le mani sovrappensiero come se fosse indecisa su cosa fare.
-E' meglio che torni a casa. Vado a piedi visto che casa mia è qui vicino. A domani-mi diede un piccolo bacio sulla guancia.
Si allontanò con ancora il suo gelato tra le mani.
-A domani-soffiai quando lei era ormai troppo lontana per sentirmi.
Rimasi a guardarla finché non girò l'angolo del parco e andò verso l'uscita.
-Ma è possibile che ti sei ridotto in questo stato? Guardati ti sei afflosciato-gracchiò una voce alle mia spalle.
-E' mai possibile invece che tu sei da tutte le parti? Sei una stalker, un fantasma o cosa?-sbottai voltandomi.
Eleanor, c'era da aspettarselo.
-Niente di questo caro mio, sono Eleanor Calder-affermò fiera di se stessa.
-E' molto peggio, sinceramente preferivo il fantasma stalker-la schernii.
Non rispose. Si sedette sulla panchina lì vicino.
-Vieni qui-picchiettò con la mano la superficie di ferro dell'oggetto.
-Perchè devo sempre sedermi su una panchina quando sto con te?-chiesi retorico ma comunque serio.
-Perchè è più bello parlare se entrambi siamo seduti-rispose come se fosse ovvio.
Sbuffai e mi sedetti accanto lei. Mi sfilò di mano il cono e lo mangiò.
-Ehi chi ti ha dato il diritto di prenderlo?-dissi arrabbiato.
-Nessuno-rispose semplicemente.
Qualcuno mi può ricordare come ho fatto a innamorarmi di questo essere seduto accanto a me?
-Senti Louis parliamoci chiaro-finì di mangiare la cialda e buttò per terra la carta del gelato.
-Il cestino è a tre passi da te, perchè devi inquinare l'ambiente?-raccolsi la carta e la gettai nel cestino per poi tornare a sedermi.
-Dio Louis vedi come sei diventato? Cioè che palle, sei noioso e quella ti ha trasformato anche in un hippie. Io non ti ho mai obbligato a cambiare-incrociò le braccia al petto con fare superiore.
-Lei non mi ha obbligato, sono io che sono cambiato perchè ho capito che io prima facevo schifo ma adesso con l'aiuto di Roxy sono una persona migliore. E tanto per la cronaca, tu mi hai obbligato a cambiare perchè se non fossi diventato apatico all'amore allora chissà per quanto tempo avrei continuato a soffrire per te-affermai sicuro e convinto.
-Louis sei sempre che ingigantisci le cose! E' stata solo una scopata eddai! Tu non volevi, io che dovevo fare?-domandò buttandosi sullo schienale.
-Aspettarmi così come ha fatto Roxy. La verità è che a te non te ne è mai fregato niente di me, non mi hai mai amato, ero solo un trofeo da esibire in giro o alle feste. Per Roxy invece sono...-mi bloccò con una mano.
-Cosa sei? Il ragazzo più straordinario del mondo? Il calciatore più forte del mondo? Il sorriso più bello dell'intero universo?-sbraitò.
-Vedi è questa la differenza tra te e lei: tu pensi sempre e solo all'aspetto esteriore mentre a lei importa dell'aspetto interiore. Per Roxy sono Louis e basta, non le importa da dove provengo, quali sono i miei gusti che tra l'altro sono molto simili ai suoi, se le miei idee sono differenti dalle sue, se preferisco un capo di Pull&Bear ad uno di Moschino. Io sono Louis, e sai cos'altro? Sono, o almeno ero, il suo eroe-ancora una volta feci parlare il mio cuore.
-Ma ti senti quando parli? Il suo eroe? Sei serio? Lei ti sta facendo soffrire e c'è il rischio che tu possa perderla per sempre, e tu pensi che ti consideri ancora il suo eroe?-chiese come scioccata.
-Siamo sulla via della riconciliazione-dissi per la terza volta in quella giornata quella frase.
-Ascoltami: lasciala perdere e torna con me. Sarai felice-poggiò la sua mano sopra la mia.
-Solo con lei sarò felice-ribattei.
-Fai come vuoi-tolse la sua mano e si alzò.
-Sabato ci sarà l'ultimo atto-disse per poi andarsene.
Non capii il significato di quelle parole. Rimasi su quella panchina a pensare a quella frase ma non perchè mi interessasse di Eleanor ma perchè avevo paura di quello che poteva capitare a Roxy.


Venerdì sera...

Il teatro della scuola era colmo di gente: studenti che incoraggiavano i loro amici a fare del loro meglio, genitori che già iniziavano a commuoversi per i loro figli, bambini che stavano dormendo ancor prima che lo spettacolo incominciasse, professori orgogliosi e fieri dei loro alunni che mentre parlavano della scaletta dello show dicevano "Quello l'ho cresciuto io", c'era chi aveva organizzato lo spettacolo e aveva lavorato tanto per far sì che la struttura, le luci e tutto il resto funzionasse alla perfezione e che guardavano tutto il teatro soddisfatti del lavoro svolto, i bidelli che ormai erano amici degli studenti e che quindi gli davano anche consigli su come dovevano comportarsi sul palco.
E poi dietro le quinte c'eravamo noi: chi ansioso, chi tranquillo, chi spaventato, chi preoccupato, chi sicuro di sé. Ognuna viveva il momento prima dell'esibizione a suo modo.
Per me quella era la prima volta che cantavo in pubblico ed ero agitato, spaventato ed emozionato al tempo stesso. Justin mi aveva dato il codice giallo numero sei ovvero "Prossimo allo svenimento"; credeva che non sarei riuscito a sopportare la pressione che avevo in quel momento. Quella sera non c'era solo quasi tutta la scuola allo spettacolo ma anche i genitori e questo voleva dire che in sala, in questo momento, c'erano anche i miei. Ci tenevo a fare una bella figura davanti a loro perchè finalmente potevo mostrare la mia passione a mio padre che aveva sempre considerato la musica una perdita di tempo.
Sbirciai, come facevano quasi tutti, dall'enorme tenda rossa che nascondeva il palco e analizzai ogni persona presente nella sala. Ex compagni di squadra, vicini di armadietti, compagni di corso, professori, genitori, Freddy e Greg che parlottavano tra di loro abbastanza sereni, Zayn che era super esaltato come al solito e Liam che cercava di tenerlo a freno, Justin che cercava di corteggiare una ragazza che aveva accanto, Niall che parlava con Emma, ed Harry che si guardava intorno come alla ricerca di qualcuno. Capii chi stava cercando quando i nostri sguardi si incrociarono e alzò le braccia fino all'altezza del petto con i palmi delle mani aperti scuotendo la testa come a dire "Non c'è". Ed eccola lì l'ansia che adesso cominciava a farsi sentire. Dov'era? Da quanto avevo capito sarebbe venuta eppure ora non c'era. Era strano che era in ritardo visto che lei è sempre puntuale. Quella sera avrei cantato per lei davanti a tutti solo per farle capire quanto la amo e lei non c'era.


Roxy's POV

-Dai papà accelera!-lo spronai affacciandomi nei sedili davanti.
I miei avevano insistito nel venire allo spettacolo così adesso mi ritrovavo nella nostra macchina nei sedili posteriori nel posto al centro. Se solo sapevo quanto tempo mia mamma ci mettesse per prepararsi, di certo mi sarei fatta venire a prendere da Niall ed Emma. Ci aveva messo un sacco a sistemarsi e poi ci si era messo pure mio padre che non sapeva se doveva abbinare i calzini o alle scarpe o ai pantaloni o alla camicia.
-Roxy stai calma, arriveremo in tempo-cercò di calmarmi mia madre.
-No mamma non sto calma! Lo sai quant'è importante questa serata per me? E' molto importante e non posso permettermi di arrivare in ritardo quindi papà accelera-sbraitai gesticolando nervosamente.
-Perchè non guidi tu invece?-fece retorico lui.
-Perchè ancora la patente non l'ho presa ma sta certo che la prenderò...oh se la prenderò-dissi seria.
-Suona molto come una minaccia-notò mio padre.
-Jack, è una minaccia perchè poi quando lei guiderà questa macchina chissà quante volte andrà a sbattere o quante volte la graffierà-parlò mia madre osservando fuori dal finestrino.
-Oh andiamo cosa ci vorrà a guidare una macchina e comunque per adesso non è ho di bisogno perchè Louis mi accompagnerebbe fino in capo al mondo con la sua moto-conclusi la frase con un sorriso enorme.
-Io poi lo voglio conoscere questo tipo-mi informò.
-Certo papà te lo farò conoscere prima di partire per l'università-lo rassicurai.
-Oh vero, a fine agosto dovrai partire per Yale visto che sei una matricola...La mia bambina è diventata grande-sospirò mia madre con gli occhi che incominciavano a diventare lucidi.
-No mamma non incominciare-la supplicai.
-Sì che poi fai commuovere anche a me. Però in effetti è strano. Tu all'università, la nostra unica figlia sarà lontana da casa e tornerà solo per le feste. Vivrai nel campus con la tua compagna di stanza, ti dovrai fare il bucato, sistemare la tua roba e tenere in ordine la stanza. Poi imparerai a guidare così da poter portare la macchina e andare dove vuoi con chi vuoi. Girerai il mondo e poi quando tornerai qui...sarai sposata e avrai un bambino in grembo e uno di due anni in braccio...Mi manca il fiato scusate-adesso pure mio padre si stava commuovendo.
Roteai gli occhi al cielo.
-Ti ricordi quand'era piccola e giocava nelle pozzanghere con i suoi stivali di gomma verdi che gli avevano regalato i miei genitori?-chiese mia madre nostalgica.
-Oppure quando correva in giardino e cadeva e si metteva subito a ridere. Quanti pantaloni, calzamaglie e quant'altro si sono strappate a causa delle sue cadute-continuò mio padre.
-Scusate possiamo mettere da parte i ricordi e concentrarci sulla strada. Lasciate gli aneddoti della mia infanzia per quando ci sarà la cerimonia del diploma-provai a mettere fine a quel fiume di ricordi che stava inondando l'abitacolo dell'auto.
-Vero la cerimonia del diploma! Sei così grande piccola mia-esclamò mia madre.
-Allie hai usato un ossimoro. Quanto sei poetica-commentò mio padre.
-La volete smettere! Io devo andare ad uno spettacolo per la miseria-sbuffai buttandomi contro lo schienale del sedile incrociando le braccia.
Ero già esausta ancor prima di arrivare.
 

Louis' POV


-Louis tu sei il prossimo-mi informò Andrew, il responsabile della scaletta delle esibizioni.
-Grazie-gli sorrisi.
Feci un respiro profondo e presi la chitarra. Io ero il quinto su venti studenti ad esibirmi. Ero felice di non essere il primo, che apre lo spettacolo, o l'ultimo, che chiude lo spettacolo, ma avrei preferito essere decimo supergiù soprattutto in quel momento quando Roxy ancora non si era fatta vedere. Il posto accanto ad Emma era rimasto vuoto per tutte e quattro le esibizioni e si apprestava ad essere vuoto anche per la mia.
-E adesso facciamo un grande applauso per...Louis Tomlinson!-sentii dire dal prof Gray.
Entrai in scena e subito fui colpito dalle luci e dall'immenso applauso che il pubblico mi stava rivolgendo. Inutile dire che Zayn si era alzato in piedi ancor prima che io cantassi; certo mi aveva ascoltato varie volte cantare però una cosa era in camera mia una cosa era su un palco.
Ringraziai il prof e mi posizionai davanti al microfono.
-Grazie a tutti-dissi nervoso.
Misi la chitarra al collo e osservai tutta la gente che era lì presente. Ero un fascio di nervi e solo un paio di occhi avrebbero potuto rilassarmi e infondermi fiducia. Roxy non mi avrebbe sentito cantare, aveva preferito starsene a casa e lasciarmi solo ad affrontare tutto questo. I miei occhi erano lucidi.  Sistemai il microfono. All'improvviso un rumore di una porta che si apriva attirò l'attenzione di tutti. Roxy entrò dentro correndo e appena vide che ero sul palco si bloccò per guardarmi mentre la porta si chiudeva alle sue spalle.
-Sì grandioso!-Harry si alzò in piedi ma si risedette subito non appena si accorse di essersi sentito solo lui in sala.
Ridemmo tutti.
-Questa è la prima volta che canto in pubblico ehm...non so spero di piacervi e di non fare troppo schifo-ammisi mordendomi leggermente il labbro inferiore.
-Questa canzone si intitola Lego House ed è di Ed Sheeran. Personalmente amo questa canzone e mi piace anche lui come artista e...mi piacciono anche i suoi capelli cioè sono di un rosso fantastico, chi li ha mai visti dei capelli così in America?-scherzai prendendo un po' di confidenza con il pubblico.
Feci ridere la gente e questo mi infuse grande fiducia. A fare il resto ci pensarono il sorriso dei miei genitori e gli occhi di Roxy. Chiusi gli occhi, presi un respiro profondo e dopo li riaprii. Cominciai a suonare le prime note.
 

Roxy's POV



I'm gonna pick up the pieces,
and build a lego house
if things go wrong we can knock it down

My three words have two meanings,
there's one thing on my mind
It's all for you

And it's dark in a cold December,
but I've got ya to keep me warm
and if you're broken I will mend ya and keep you sheltered from the storm that's raging on now

I'm out of touch, I'm out of love
I'll pick you up when you're getting down
and out of all these things I've done
I think I love you better now

I'm out of sight, I'm out of mind
I'll do it all for you in time
And out of all these things I've done
I think I love you better now, now


Un applauso partì dal pubblico e anche qualche fischio di approvazione. Louis suonava e cantava in maniera fantastica, perchè non mi aveva mai fatto ascoltare la sua bellissima voce? Ci metteva passione in quello che faceva e si vedeva benissimo. Aveva fatta sua la canzone e la stava cantando come se l'avesse scritta lui, come se in quelle righe c'era la sua storia.

I'm gonna paint you by numbers
and colour you in
if things go right we can frame it, and put you on a wall

And it's so hard to say it but I've been here before
and I will surrender up my heart
and swap it for yours

I'm out of touch, I'm out of love
I'll pick you up when you're getting down
and out of all these things I've done
I think I love you better now

I'm out of sight, I'm out of mind
I'll do it all for you in time
And out of all these things I've done
I think I love you better now


Quel Louis che stava cantando era un Louis diverso. Non l'avevo mai visto così. Era veramente in sintonia con il mondo, come se avesse cantato per lui così tante volte che ormai il mondo sapeva riconoscere la sua voce anche tra milioni di persone. Louis non era mai stato così eppure quella sera lo vidi sotto una luce diversa. Non lo vedevo più come il ragazzo che mi aveva fatto soffrire e che mi aveva ingannata, lo vedevo come il ragazzo che mi aveva insegnato ad amare e che mi aveva fatto scoprire tutte le cose più belle del mondo.
Da quando aveva iniziato a cantare fino ad adesso non aveva mai staccato gli occhi da me. Non mi stava guardando solo con gli occhi ma mi stava guardando anche col cuore.

Don't hold me down
I think my braces are breaking
and it's more than I can take

And if it's dark in a cold December,
I've got ya to keep me warm
and if you're broken then I will mend ya
and keep you sheltered from the storm that's raging on, now

I'm out of touch, I'm out of love
I'll pick you up when you're getting down
and out of all these things I've done
I think I love you better now

I'm out of sight, I'm out of mind
I'll do it all for you in time
And out of all these things I've done
I think I love you better now

I'm out of touch, I'm out of love
I'll pick you up when you're getting down
and out of all these things I've done
I will love you better now

I'm out of sight, I'm out of mind
I'll do it all for you in time
And out of all these things I've done
I think I love you better now

I'm out of touch, I'm out of love
I'll pick you up when you're getting down
and out of all these things I've done
I will love you better now


Tutti applaudirono e si alzarono in piedi per l'esibizione più bella di quella sera anche se lo spettacolo era appena incominciato. Applaudii anch'io, con le lacrime agli occhi. Mi aveva dedicato la canzone, aveva cantato per me e questo per me valeva più di qualsiasi altra cosa al mondo.
Nella vita tutti commettiamo degli errori, la cosa più importante è il saper riconoscerli e saperli ammettere e riuscire a lasciarseli alle spalle. Louis lo aveva fatto e nel migliore dei modi. Mi aveva appena dimostrato quanto mi amava e quanto ci teneva a me e allora io mi scordai di tutto. Quello era il mio ragazzo, la persona che volevo avere al mio fianco. Quello era il ragazzo che amavo.


 

Note dell'autrice


Buon pomeriggio:) Avevo detto che questo capitolo era più corto, vero? Beh...diciamo che mi è uscito più lungo del previsto, spero di non avervi annoiato. Comunque adesso parliamo del capitolo. Il rapporto tra Roxy e Lou è migliorato come possiamo vedere dal fatto che Roxy gli chiede un passaggio, consideriamola un'opportunità che lei gli ha dato. Poi abbiamo Louis che decide di dedicare Lego House a Roxy allo spettacolo di fine anno. Successivamente ci sono i nostri amati Loxy al parco che si comportano normalmente e tornano, diciamo, quelli di un tempo con tanto di abbraccio. Dopo arriva Eleanor, che fastidio, che poi se ne va recitando un "Sabato ci sarà l'ultimo atto" che sembra un po' minaccioso. Secondo voi a cosa si riferisce? E infine abbiamo la splendida esibizione di Louis che fa capire a Roxy quanto lui la ami e quanto lei ami lui. Cosa succederà adesso? Le risposte a voi. Vorrei dirvi una cosa: ho scelto Lego House come canzone perchè la amo particolarmente e perchè secondo me ha un significato davvero profondo. Vi avviso adesso, il prossimo sarà l'ultimo capitolo e poi seguirà l'epilogo. Questa storia sta giungendo alla conclusione care mie e mi dispiace un sacco ma...tutto ha una fine. Se vi interessa saperlo però, ho in mente già un'altra storia( di cui già ho scritto il prologo) che però non pubblicherò subito quando finirà questa. Staccherò per circa un mese o due come scrittrice però come lettrice sarò attiva quindi se volete chiedermi di passare dalle vostre storie, fate pure;) Infine una notizia molto importante( almeno per me)...James McVey( TheVamps) mi ha seguita su twitter! Cioè io ieri stavo sclerando perchè è stato il terzo follow spree a cui ho partecipato e finalmente mi ha seguita! Come si dice, la terza volta è quella buona^_^ Oggi poi c'è stato il corteo quindi non siamo entrati, che bello*-* Penso di avervi annoiato abbastanza quindi mi congedo. Al prox venerdì..baci<3<3<3<3
  
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