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Autore: horjzons    20/10/2014    3 recensioni
E il sapere è la più grande arroganza, la più grande pecca di ogni uomo. Ci sono persone che uccidono perché sanno e altre che vengono uccise perché anche loro, sanno. Ci sono persone che vengono pagate perché sanno e persone che vivono nell’anonimato pur sapendo. Non importa se sei vecchio o giovane, non importa se sei un fallito o un grande, non importa se sei vivo per miracolo o se stai per morire, agisci perché sai, o credi di sapere. Ogni cosa che facciamo è influenzata dal sapere.
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-Siamo tutti deboli, chi più chi meno. E ognuno di noi ha un metodo per mascherare la propria sofferenza-
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TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=2PL9SDi9myY&list=UU875_BDGjrIt2J7pYUjzl0Q
Genere: Romantico, Song-fic, Thriller | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Nuovo personaggio
Note: AU | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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-TRAILER- 
 
 
A TE
 
POV LOUIS
25 GIUGNO 2014 (-7 alla bomba)
7:30 DI MATTINA
Violenta e potente, la pioggia si abbatte sulla strada. Il vento, con un fischio leggero, quasi impercettibile, sposta i piccoli oggetti fino a far sbattere violentemente la finestra. Ed è con questi suoni fastidiosi, che spalanco gli occhi sussultando. Il cuore mi esplode nel petto nel momento del botto e il vento gelido di pioggia si abbatte sul mio corpo mezzo nudo facendomi rabbrividire. Velocemente scendo dal letto venendo a contatto con il freddo pavimento e chiudo la finestra mentre leggere goccioline fastidiose si appoggiano sul mio petto.
Sbuffando rumorosamente provoco una piccola lamentela.
-Scusa non volevo svegliarti!- mi scuso avvicinandomi di nuovo al letto.
Un piccolo sorriso le illumina il volto prima che con una mano si stropicci un occhio.
-Buongiorno, Sam- le dico accarezzandole una guancia e accomodandomi sul bordo del letto.
Indugia parecchie volte prima di rispondermi.
-Buongiorno- mi guarda fisso negli occhi per poi continuare -Credo sia il primo che dico in vita mia- accenna una piccola risatina.
E mentre porto lo sguardo basso sorrido colpevole di una cosa che a tutti risulta banale e scontata, eppure per lei, è tutto una novità, anche le cose più piccole.
-Quindi, come primo, dovrebbe essere qualcosa di più speciale, da ricordare. Non credi?- accenno un piccolo strato di imbarazzo.
-Lo penso anch'io- senza pensarci più volte, mi risponde sorridendo.
Per un momento rimango immobile pensando se, realmente, quelle parole siano uscite dalla sua bocca, ma poi trovo il coraggio di alzare lo sguardo incontrando i suoi occhi castani. Le sue guance sono colorate da una leggera tinta di rosso e, timida, si morde il labbro inferiore. Come un istinto mi avvicino a lei scontrandomi con il suo piccolo naso, le nostre bocche sono a pochi centimetri di distanza e, prima che vengano a contatto una con l'altra, controllo, con la coda dell'occhio, la sua espressione che sembra essere felice. Ed è così che un semplice "buongiorno" si è trasformato nel più bello vissuto. Il cuore mi esplode in petto, la spina dorsale viene attraversata da una miriade di brividi e un senso di benessere mi invade. Come se, solo così, con lei, tra le sue braccia, con il suo profumo, mi sentissi felice.
-Così può essere ricordato di più questo "buongiorno"?"- soffio sulle sue labbra.
-Diciamo che può essere accettato!- mi sorride prima di farmi venire a contatto di nuovo con le sue labbra, tirandomi dal collo. -Così sì- mi sorride.
Scoppio in una sonora risata per poi rimettermi di nuovo a sedere.
-Non hai freddo?- mi chiede dopo alcuni attimi di silenzio imbarazzante.
-No, sto bene-
Lei mi squadra per poi abbassare la testa con un cenno. Il silenzio ricade su di noi creando un'aria di timidezza finché, il suono del campanello, seguito da violenti rumori sulla porta, arriva alle nostre orecchie.
Se prima sul suo viso compariva un'espressione felice e rilassata, ora, il colore della pelle si è sbiancato, in lei brama una paura scontata e le mani iniziano tremarle. 
-Questo è lui- dice in un sibilo alzandosi in piedi.
-Non avere paura, l'hai visto sempre fino a due giorni fa- le sorrido.
-Ma le cose sono cambiate, cazzo, sono incinta- alza il tono della voce mentre dalla porta continuano ad arrivare rumori insistenti.
-Ci sono qui io, tranquilla- la intrappolo tra le mie braccia sentendo il suo odore entrarmi nelle narici.
Affogo in quell'abbraccio prima di lasciarle un bacio tra i capelli -Ora andiamo di là, apriamo quella porta e gli spieghiamo tutto. Ma devi stare tranquilla, ti proteggo io- le parlo puntandole gli occhi e tenendola delle spalle.
Fa cenno di sì con la testa mentre abbassa lo sguardo. Lo so che ha paura, che vorrebbe poter saltare tutta questa sofferenza, ma non si può scappare dalla realtà e l'unico modo per sopravvivere è essere capaci di sopportare ed andare avanti, cosa che credo Sam conosca molto bene.
Le stringo forte la mano incrociando le nostre dita e, dopo, alcuni cenni di coraggio ci avviamo verso la porta. Il corridoio è freddo e buio, lungo le pareti sono appesi alcuni quadri che lo rendono ancora più inquietante. Una manciata di secondi e ci ritroviamo davanti alla porta che, con potenza, spalanco.
Davanti ai miei occhi appare un ragazzo più alto di me, dal buio della tempesta spiccano i suoi occhi verdi e alcuni riccioli, ormai bagnati, gli contornano il viso. Sposta lo sguardo da me a Sam continuamente soffermandosi, infine, sulle nostre mani unite. Nei suoi occhi si accende una luce quasi rabbiosa, ma che in poco tempo placa entrando in casa e chiudendo la porta.
Si toglie il cappuccio fradicio facendolo scendere sulla schiena, indossa una felpa nera ormai inzuppata d'acqua, i pantaloni neri, strappati sul ginocchio, gli coprono le gambe e, ai piedi porta dei mocassini marroni.
-Ciao Sam- la sua voce è dura, roca e potente, il completo opposto della mia, sottile e leggera.
I suoi occhi scivolano sul corpo della ragazza al mio fianco, le gambe nude catturano la sua attenzione e si lecca le labbra. A quel gesto vorrei frantumargli il suo dolce nasino, ma Sam mi blocca stritolandomi la mano.
-Come stai?- continua abbassando lo sguardo.
Prima di rispondere respira pesantemente.
-Come pensi che mi senta, Harry?-
Il riccio si guarda le scarpe come se fossero la cosa più interessante di questo mondo.
-Chi è questo?- chiede indicandomi con la testa.
-La prima persona che mia ha capita-
-Certo perché adesso gli sconosciuti aiutano i primi che capitano- ironizza.
Sto per rispondergli a tono, ma Sam mi precede.
-Anche se è uno sconosciuto, ha fatto quello che tu, in tutti gli anni che mi conosci non hai mai fatto- 
Harry stringe i pugni facendo diventare le nocche bianche.
-Chi è che ti dice che lui non sia uno stronzo? Che il suo obbiettivo non sia di portarti a letto? Ma tanto, tu al sesso non sai dire di no, però guarda i risultati, 17 anni e già incinta- dice duro.
Una lacrima le riga il viso, seguita poi da molte altre. Si aggrappa a me, abbracciandomi violentemente, quasi come farebbe una bambina con la mamma davanti a un film dell'orrore. Le lacrime le invadono il viso bagnandomi il petto, cerco di calmarla accarezzandole la schiena, ma i risultati sono semplicemente vani e inizia a singhiozzare.
-Oh, guardati come sei ridotta- scherza ancora il riccio provocando il pianto rumoroso di Sam.
-Senti ricciolino, io ho convinto Sam a chiamarti non perché volevo vederla così, l'ho fatto perché lei ha tuo figlio. Sei tu, che l'hai messa incinta, sei tu ad averla usata come un giocattolino, e sei sempre tu che continui a umiliarla. Ma sai che c'è? Io non ti conosco, non so cosa hai fatto, cosa avete fatto, ma so che Sam sta male. Si è portata pesi sulle spalle per anni, si è sempre aggiustata da sola, ha vissuto una vita senza nessuno, ma ce l'ha fatta. È arrivata qua. Intera. Però prima o poi, tutti crollano, non c'è la fanno più e diventano piccoli, impotenti. Sam sarebbe potuta crollare già da tempo, ma non l'ha fatto perché lei è forte e ha combattuto. Io la conosco da tre giorni, ma mi sono bastati per capirla, per aiutarla e sai, credo di starci riuscendo, l'ho fatta ridere, cosa che credo tu non abbia mai fatto. La sua risata l'hai mai sentita? Perché, fidati, merita di essere ascoltata. L'ho fatta piangere, sfogare, l'ho fatta sentire importante, l'ho resa felice con delle piccole cose che, anche tu avresti potuto fare. Basta solo volerlo, come ogni cosa d'altronde. O mi sbaglio?-
Sollevo il sottile corpo di Sam da terra mentre ancora le lacrime le solcano il viso, la faccio aggrappare al mio collo e, senza, emettere alcuna parola, la porto nella camera. La adagio delicatamente sul letto facendola sedere.
Con il pollice asciugo le ultime lacrime e, chinandomi alla sua altezza, afferro le sue mani.
-Se sapevo che avreb...- blocca la mia frase appoggiando violentemente le labbra sulle mie.
Mi permette a malapena di capire cosa sta succedendo che, con la lingua, accede alla mia bocca facendola scontrare con la mia. Il bacio diventa amoreggiato, le nostre bocche si muovono lentamente facendo assaporare ogni minima sensazione, le sue mani sono appoggiate sulle mie guance mentre le mie le premono il collo. E lo ammetto che, può sembrare, visto da occhi sconosciuti, un bacio quasi disgustoso, eppure, nessuno potrà mai capire come in questo momento io mi senta bene e in pace con me stesso. E non importa se non abbiamo più fiato, non importa se può essere sbagliato, se occhi indiscreti ci stanno guardando, in questo attimo, siamo noi e nessun altro. Per quanto la cruda realtà ci possa assentare di tutto, un sentimento come l'amore nessuno è capace di toglierlo e, anche se a volte, ci fa soffrire, dobbiamo ammettere, che, anche in un minimo momento, ci ha fatto sentire bene.
-Mi dispiace- sono queste la parole che arrivano alle nostre orecchie e che interrompono il momento magnifico.
Le nostre bocche, automaticamente si staccano e nella stanza, l'unico rumore percettibile sono due fiati affannosi.
-Te lo avrei detto con calma, se solo non mi avessi aggredito subito- spiega Sam abbassando lo sguardo.
-Perché mi dovresti dare delle spiegazioni? Chi sono io per te? Il padre di un bambino che hai in grembo? Oppure uno stronzo puttaniere che ti ha messo incinta? Il punto è proprio questo, chi sono per te?- si avvicina al letto.
Sam mantiene lo sguardo basso e si mangia le unghie, ma nel momento in cui, finalmente, trova il coraggio di rispondere Harry la anticipa.
-No, non rispondere. Non voglio saperlo, perché non è una cosa importante. Io l'ho capito dal primo momento che sono entrato in questa casa che tra di voi c'è qualcosa, è una cosa evidente. Anche uno stupido lo capirebbe. Sai, sono felice per te. Hai trovato una persona che ti sta aiutando, che sta facendo quello che io non ho saputo fare. Quando lui ha detto che ti ho usata, un po' è vero. Tu sei bella, dalla prima volta che ti ho vista mi sono detto "quella è mia" e sai che quando mi metto qualcosa in testa lo ottengo. Ma nel momento in cui, io e te siamo finiti a letto per la prima volta, ho capito una cosa. Poi col passare del tempo è diventata una certezza. No, non mi sono innamorato di te tranquilla, ho solo imparato a ammettere a me stesso che tenevo a te. Volevo renderti felice, ma non sono mai stato bravo ad aiutare le persone e, l'unica cosa a me accessibile per vederti stare bene, era il sesso. Ora, non so cosa penserai di me, però vorrei solo dirti che non devi avere paura di me, prima ho reagito in quel modo per il semplice fatto che non voglio che finisci in brutte mani, ma lui è un bravo ragazzo e, con le parole di prima me lo ha fatto capire. Anche se non te l'ho mai detto e, credevo di non dirtelo mai, ti voglio bene e perdonami per tutto quello che ti ho fatto-
Sembrano strane anche a me quelle parole, eppure, sono fottutamente vere e, Harry, le ha davvero pronunciate. Sam, sconvolta, alza lo sguardo puntandolo al riccio e, neanche dopo alcuni minuti, riesce a spicciare parola.
-Bella, mi ha detto di cercarti, ti ho trovato, ma se le dirò che sei qua, molto probabilmente, finirete entrambi nei casini. Se me lo permetterete vi aiuterò! Cercherò di mandare fuori pista la polizia e vi procurerò dei biglietti aerei per scappare!- esasperato dal troppo silenzio Harry, riprende a parlare cambiando discorso.
Sam rimane immobile mentre io prendo la parola incuriosito.
-Chi è Bella?- 
Sospira rumorosamente prima di rispondere - È mia sorella, dopo la morte dei miei genitori sono stata affidata a lei. È un commissario importante, la punizione e la caccia ai fuori legge di New York e Washington dipendono da lei- sussurra appena.
È difficile da credere, anche solo al fatto che una motociclista illegale come Sam sia sorella di una poliziotta. "Assurdo" penserebbero tutti.
Harry, ci fissa ancora una volta prima di parlare.
-Vi porto alcune cose da mangiare in questi giorni, ci vediamo. Ciao.- e senza aggiungere altro esce dalla camera per poi sbattere violentemente la porta d'ingresso.
Rimango, a guardare fisso un punto. Gli ultimi minuti della giornata appena iniziata mi riappaiono in mente ed è come se li rivivessi tutti: i discorsi confusi con Harry, le parole dolci con Sam, i suoi pianti.
-Dovresti provare a perdonarlo, alla fine si è dimostrato dolce, no? Poi, nella vita se non si perdona non si va da nessuna parte e, come una madre può scusare il proprio figlio, tu, puoi farlo con Harry. Non credi?- mi siedo accanto a lei.
-Forse hai ragione tu, ma è stato tutto troppo veloce, non mi ha neanche dato il tempo di riflettere che se ne è andato, il fatto è che non me lo sarei mai aspettato, almeno non da lui- sospira.
-A volte, le persone ci stupiscono-
Sorride ed è dannatamente bella vestita delle sue preoccupazioni.
-Inizio a pensare che hai una vena filosofica!- 
Rido contagiandola prima di rispondere.
-Può darsi- i nostri sguardi si catturano come due calamite e, entrambi, affoghiamo restando silenziosi -Dovremmo continuare il nostro viaggio della felicità, che ne dici?-
-Proposte?-
-Credo, che dovremmo farci entrambi una doccia- sorrido facendola scoppiare in una sonora risata.
Guarda prima me e poi se stessa -Evidentemente sì-
Accendo una piccola risata per poi indicare, con nobiltà, la porta del bagno -Prima le donne- 
Sorridente si alza dal letto e, con una camminata, leggermente sexy, si avvia verso la porta. La mia cannoniera blu le copre a malapena il sedere lasciando scoperte le sottili gambe.
Come un gesto istintivo, quasi animale, velocemente la blocco dal polso e la faccio avvicinare a me incollando le nostre labbra. La spingo lentamente, sempre baciandola, verso la porta del bagno ed entriamo entrambi all'interno di esso. Mentre con la mano le accarezzo un fianco, le lascio alcuni baci sul collo e, lei, quasi improvvisamente, mi slaccia i pantaloni neri attillati abbassandoli leggermente. Con un lieve movimento faccio scorrere le mani fino ai lembi della canottiera da cui la sollevò per sfilargliela, buttandola infine sul mobile vicino. Davanti a me ho un corpo sottile, con alcune curve, ma anche quelle mi sembrano perfette, i capelli le ricadono sulle spalle nude e i piccoli piedi si appoggiano delicatamente sui miei. Faccio per baciarla ancora, ma la sua mano, che si appoggia delicatamente sul mio petto, mi ferma.
-Louis, io sto cambiando grazie a te e al tuo fianco. Mi stai aiutando più di quanto immagini e, non sai quanto è importante per me. Non ho mai sentito le emozioni che mi fai provare o la, banale sensazione di ridere o piangere. E proprio per questo, voglio continuare ad avere un rapporto con te diverso come lo è stato fino ad ora e non uno comune che ho già avuto- accenna un piccolo sorriso.
E come, quando ti consegnano una verifica e ti accorgi di quanto sei stato stupido, quanto avresti potuto fare giusto quel passaggio perché tanto lo sapevi, io mi accorgo del mio ultimo errore. Anche se quelle parole non sono esplicite, intuisco perfettamente cosa significano e mi rendo conto di quanto sia stato scemo a fare certi movimenti.
Faccio un passo indietro mentre abbasso lo sguardo -Scusami, non avrei mai dovuto. Ti lascio fare la doccia- mi avvio verso la porta, ma lei mi ferma ancora.
-Hey, non ho detto che non mi sia piaciuto, non voglio solo sforzare niente- mi rivolge, questa volta, un sorriso più grande.
Annuisco solo -Fai pure la doccia, io ti aspetto fuori-
Afferro la maniglia tra la mano pronto per chiudere la porta, ma, ancora una volta, mi ferma.
-Resta- mi afferra una mano trascinandomi, nuovamente, all'interno del bagno.
Mentre chiude la porta, la guardo perplesso non capendo i suoi ragionamenti e restò immobile finché non si avvicina a me sorridente.
Con le mani, abbassa completamente i miei pantaloni per poi sfilarli, come farebbe una madre con il proprio figlio, completamente e appoggiarli sulla canottiera. La fisso incredulo e, se possibile, ancora più confuso.
Un sorriso le si apre in volto mentre con movimenti rapidi si toglie anche gli ultimi indumenti che posa vicino ai miei pantaloni e alla canottiera. Aprendo la doccia aziona l'acqua e nel momento in cui entra all'interno di essa mi porge la mano.
-Vieni?- sorride.
Mi faccio scappare una piccola risatina e, mentre con la testa faccio piccoli movimenti, mi sfilo i boxer, rimanendo così, anch'io nudo. Con poche parole e gesti è riuscita ad arrivare ad una conclusione che, personalmente, non mi aspettavo.
Entro all'interno del box chiudendo le ante lasciandoci isolati dal resto del mondo, senza pensare a niente, mettendolo da parte per un momento per vivere in pace e felici.
-Sei perfetta- le accarezzò delicatamente un fianco.
-La perfezione non esiste, Louis- nega con la testa sorridendo.
-Allora, sei imperfettamente perfetta-
Si fa scappare una risata sonora prima di attorcigliare le mani dietro il mio collo.
-E tu sei unicamente unico, non potrò mai ringraziarti veramente perché mi stai aiutando a tornare a galla senza affogare-
-Nah, il poeta so farlo solo io-
Alle mie orecchie arriva il suono divino della sua risata e, prima che riesca ad assopararmi appienno quel piacevole rumore, altre sensazioni mi riempiono il cuore. Il suo sapore mi invade, ancora la bocca e affogo all’interno. E lo so che possiamo sembrare troppo felici per essere veri, ma, anche se da qui a poco tempo, dovremmo spezzare tutto questo, potrò raccontare alla gente delle fantastiche emozioni che l’amore ti regala, perché, finchè non si vive non si potrà mai capire il vero significato delle parole dei poeti.

 
 “…A te che io ti ho visto piangere nella mia mano 
Fragile che potevo ucciderti stringendoti un po’ 
E poi ti ho visto con la forza di un aeroplano 
Prendere in mano la tua vita 
E trascinarla in salvo
…”
 
POV BELLA
25 GIUGNO 2014 (-7 alla bomba)
21:00 DI SERA
Finisco la ciotola di gelato all’amarena fissando la porta. Harry dovrebbe arrivare da un momento all’altro. Al telefono non mi ha voluto anticipare niente, ma dal suo tono sono sicura che ha notizie. Forse non delle migliori. La sua voce tremava, aveva paura. Per questo voglio vederlo. Sentire una voce al telefono non ti permette di capire perché la persona è spaventata, puoi solo intuire che qualcosa sia andato storto. Eppure, dentro di me, non muore la speranza che Harry entri, seguito a ruota da Sam. Sarebbe una grande vittoria, vederla ritornare a casa, ma sarebbe anche una sconfitta. Il sapere che lei scappa da me è duro, ma l’intuire che non torna perché ha paura di me, è devastante. Che ho fatto io di male? Lo so di non essere stata abbastanza presente e di non aver incarnato il ruolo della madre modello, ma sono sua sorella, ho pochi anni in più di lei … Come può pretendere così tanto da me? Come può aspettarsi così tanto da una persona imperfetta esattamente come tutte le altre? Esattamente come lei.
Il campanello suona. Mi precipito alla porta senza neanche chiedere chi è. Mi aspetto spuntare una massa di ricci e invece vengo colta da una chioma bionda.
-Hey … Niall! Che ci fai qui?-
-Vengo a vedere come stai … oggi non sei venuta al commissariato … Zayn ha detto che non sei venuta perché avete bisticciato per l’ennesima volta. Ma io ti conosco … A un certo punto te ne freghi di Malik. Ci deve essere qualcosa di più grande se non hai partecipato alle ricerche oggi … -
Prendo un attimo fiato. Come diavolo riesce a sapere tutto di me?! È forse telepatico?!
-Vieni, entra-
Ci sediamo sul divano. Lo osservo un attimo prima di iniziare a parlare. Niall è carino, dolce, simpatico. È il ragazzo ideale per eccellenza, ma confidargli le mie paure più remote, mi incute timore. Forse perché non sono mai stata brava ad aprirmi alle altre persone. Basta vedere i miei ottimi risultati con Sam.
-Sì, io e Zayn abbiamo litigato di nuovo, ma penso sia l’ultima volta … -
-L’hai detto anche un mesetto fa … -
-No, sul serio. Penso di aver finalmente capito che non voglio svegliarmi ogni mattina della mia vita con lui al mio fianco-
Niall stringe il pugno in segno di vittoria e mi scappa una risatina.
-E sai già con chi vorresti svegliarti?-
Mi guarda con la bocca semiaperta. Le sue labbra magnetiche mi spingono verso di lui. Mi perdo nella perfezione dei suoi occhi azzurri come il mare.
-Ehm … io … -
I nostri nasi si sfiorano e sento il suo dolce respiro sul mio collo. Poi il citofono suona e mi distacco da lui velocemente.
-Vado ad aprire-
Lui fa cenno di sì con la testa.
Mentre mi dirigo verso la porta prendo una felpa. La indosso raggelata da un improvviso senso di freddo. Niall mi piace veramente ed è proprio per questo che non riesco a concludere con lui. Ho troppa paura di perderlo.
-Ciao Bella!-
-Ciao Harry, vieni, accomodati-
Lui entra timidamente. Nessuno dei due osa parlare. Inizia a torturarsi le mani. È decisamente nervoso.
-Hai parlato con Sam?-
Fa cenno di no con la testa.
Mi cade un peso enorme addosso. Non ci è riuscito neanche lui.
-E allora perché mi hai detto che avevi delle novità?- chiedo piuttosto irritata. Mi aveva fatto sperare invano.
-Perché ho chiesto a una sua amica, Doniya … -
-Doniya Malik?-
-Sì … -
-Viene nella vostra classe?-
-Sì-
Sbatto un pugno al muro esasperata. Zayn è un pessimo poliziotto. Insomma, me lo poteva dire prima che le nostre sorelle sono amiche! Forse non lo sa nemmeno, non penso che si interessi molto a loro. Questi miei stessi ragionamenti mi feriscono. Io e Zayn eravamo entrambi all’ignaro dell’amicizia delle nostre sorelle con la differenza che a me importa ,e anche tanto, di Sam!
-E cosa ti ha detto Doniya?-
-Che l’ha provata a chiamare e le ha risposto solo una volta. Ha detto che andava tutto bene e che era all’aeroporto. È partita per l’Italia-
La voce di Harry trema come una foglia abbandonata al vento. Non l’ho mai visto così agitato. Per un attimo non gli credo. Non mi sembra possibile. Ma poi mi chiedo che interesse abbia lui di proteggerla. Lui vuole vederla esattamente quanto me.
-Come faccio a sapere che è la verità?-
-Hai paura che ti stia mentendo?- Harry si avvicina con fare minaccioso. Fa qualche passo verso di me. La sua faccia fa paura. È tutta sudata e anche leggermente sporca. Ormai siamo così vicini che posso sentire il battito del suo cuore confondersi col mio. Ma che cazzo sta facendo?!
-Hey, bello! Rilassati e calmati- interviene Niall comparendo dal soggiorno. Il biondino mi prende per un braccio e mi porta vicino a lui.
-Ci sono problemi, biondino?!- Harry pronuncia la parola “biondino” in senso molto dispregiativo. Non vedo come possa criticare la cresta perfetta di Niall ritrovandosi in testa una specie di cespuglio incolto.
-Sì,ci sono problemi. Primo tra tutti ci stai provando con una più grande di te che, tra l’altro, è una poliziotta ed è, guarda caso, anche la sorella della ragazza che hai messo incinta. Ultimo particolare da non sottovalutare,sei il terzo della lista dopo me e Zayn Malik, perciò mettiti in coda!-
Niall si fa davanti. I due si fissano per un momento poi Harry se ne va sbattendo la porta di casa mia.
Il biondino fa una faccia soddisfatta e poi si gira verso di me. Sono tutta un brivido. Ogni giorno ho a che fare con criminali, ma conoscerli nella mia vita, rendermi conto di quanto siano vicini a me e, ancora peggio, a Sam, mi fa paura. Del resto ci basta una notte, uno stupro, e si diventa criminali. Niall ancora una volta mi legge nella mente.
-Hey, tranquilla- mi fa abbracciandomi –era completamente ubriaco-
Affondo la mia testa tra il collo e la sua spalla. Sento il suo profumo diffondersi nelle mie narici.
-E poi ci sono io. Che vuoi che sia Harry Styles confronto a Niall Horan?!-
Sorrido. Come diavolo faccia Niall a farmi star bene in questa situazione lo sa solo lui e il suo dolcissimo sorriso.
-Oggi non sono venuta al lavoro non solo per Zayn, avevo bisogno di fermarmi e capire che fare di questa vita. Probabilmente morirò tra qualche giorno e lo so che oggi sarei dovuta stare con te, una delle persone che più mi mancherà  se quella dannata bomba dovesse scoppiare, ma la mia vita è un fottutissimo schifo. Oggi, mi sono concessa qualche ora per capire dove avessi sbagliato, quali mie azioni mi hanno portato a questa merda-
Lui mi sposta una ciocca di capelli dietro l’orecchio. Poi mi cinge i fianchi e posa la sua fronte sulla mia.
-Non ti chiedere perché sei nella merda, prova ad uscirci-
Poso le mie labbra sulle sue. Vengo invasa da un dolce calore. La sua bocca è calda ed accogliente. Sento le sue mani penetrare dentro alla mia maglietta. Mi fermo un attimo per accorgermi di cosa stia succedendo. Mi fermo a riflettere e Niall si accorge di questa mia pausa di riflessione. Si stacca dal bacio e si affretta a togliere le mani dalla mia schiena.
-Scusa, credevo che tu volessi-
-Io voglio-
-Vuoi?!-
-Sì, lo voglio-
Lo prendo per mano e lo dirigo in camera mia. Lui mi prende in braccio. Metto le gambe intorno al suo bacino. Poi mi stende delicatamente sul letto. Mi bacia prima dolcemente poi sempre più con foga. Eppure anche quando scende sul mio collo e sul mio seno, sento qualcosa di diverso dal semplice sesso. Lui mi vuole e io lo voglio, ma più di questo, noi vogliamo l’amore dell’altro.
Gli sfilo la maglietta e davanti a me compaiono dei pettorali ben allenati. Lui mi slaccia il reggiseno e poi mi sbottona la camicetta. Intanto continuiamo a baciarci. A dimostrare che ci amiamo davvero. Anche se l’abbiamo appena capito.
Gli apro la zip dei pantaloni mentre lui ha già completamente sfilato i miei. Quando anche Niall rimane completamente nudo, posso sentire tutta la mia pelle a contatto con la sua. È una sensazione magnifica. Quasi paradisiaca. Vorrei rimanere in quella posizione per secoli. Lui mi tocca, mi esplora ovunque sia con le mani che con le labbra, e io rimango in estasi per tutto quel piacere proibito che ho trattenuto per fin troppo tempo.
Mentre ci muoviamo nel letto piuttosto agitati, scompare ogni preoccupazione. Mentre sono su Niall non esiste più quella merda, ma solo un magnifico ragazzo nudo nel mio letto e tanto amore. E lo so che è assurdo, mentre stai montando il biondino più figo del mondo pensare a una stupida canzone, ma io me la sento ronzare nella testa, il mitico Jovanotti.

 
“…A te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più, 
A te che hai dato senso al tempo senza misurarlo…”

 
26 GIUGNO 2014 (-6 alla bomba)
02:30 DI NOTTE
Accarezzo i suoi pettorali mentre la mia testa, poggiata sul suo delicato petto, si perde in un mare di pensieri. Un mare blu elettrico come i suoi occhi. Niall mi accarezza i capelli e qualche volta mi lascia qualche bacettino sulla nuca. Sento il suo respiro cadere sul mio collo e posarsi dolcemente sulla mia schiena.
-Hey, a che pensi?-
Vorrei potergli rispondere che sto valutando come sia stato bello e fottutamente perfetto. Vorrei potergli dire che in una sola notte mi ha dato tutto quello che Zayn non mi ha mai saputo dare: amore. Vorrei potergli far capire come vorrei che il resto del mondo non esistesse, che il tempo si fermasse e io potessi starmene lì, a sentire il battito del suo cuore per tutta la vita. Ma ho paura che lui non provi le stesse cose per me. So che di Niall mi posso fidare, ma fino a qualche giorno fa eravamo migliori amici e adesso non solo mi ritrovo nuda nel letto con lui, ma penso anche di amarlo.
-A Harry, ho paura che non mi abbia detto la verità-
Lui si scosta un attimo e si mette sul fianco di fronte a me. Vedo nella penombra i suoi occhi luccicanti. Si ferma ad osservarmi un attimo come se dovessi ancora accorgersi di tutto questo. Poi mi accarezza la guancia e mi mostra il suo più dolce sorriso. Sembra un tenero orsetto da sbaciucchiare tutto in cinque secondi.
-Domani, anzi, tra qualche ora, mandiamo Zayn a interrogare sua sorella. Vediamo se conferma la teoria di Harry. Poi chiediamo a Perrie se ha notizie sulla ricerca dei tre ragazzi e se non le ha, le facciamo controllare i profili di tutti i passeggeri che in questi giorni sono partiti per l’Italia, naturalmente in zona. Non ci scapperanno, tranquilla. Ritroverai Sam e toglieremo quella bomba,  però adesso non ci pensare , pensa a noi e al futuro che ci aspetta-
Posa le sue labbra sulle mie. Un altro dolce bacio. La sua lievissima barba mi punge appena.
-Niall, come faccio a pensare al nostro futuro? Potremmo morire tra qualche giorno!-
-Qualunque cosa accada, non resteremo qui mentre la bomba sta per scoppiare. Ho già preso dei biglietti aerei per l’Irlanda, lì, c’è mia mamma, ci ospiterà lei-
-Niall, non posso, tu vai, è giusto. E grazie per aver preso il biglietto anche per me, ma non posso scappare mentre delle persone innocenti muoiono-
Lui si stacca da me e si mette a sedere sul letto. Mi da’ le spalle. Forse si è arrabbiato perché non voglio seguirlo.
-Non è colpa nostra Bella, se i servizi segreti non vogliono informare i cittadini di questa bomba! Però chi sa e ne ha le possibilità, perché non si dovrebbe salvare?!-
Lo abbraccio da dietro dandogli qualche bacio sul collo e sulle spalle. Gli accarezzo la schiena, ma sembra ancora arrabbiato.
-Non posso, devo… devo-
-Devi cosa, Bella?!- scatta in piedi –non devi niente a nessuno! Perché non vuoi che esista un “noi” nel futuro?!-
Niall prende i vestiti e si veste di fretta e furia. Io cerco di farlo calmare, ma lui non vuole ragionare. Scende di sotto velocemente. Io lo seguo coprendomi col lenzuolo. Lo fermo un attimo prima che esca.
-Io ti amo e, credimi, vorrei più di ogni altra cosa al mondo che ci fosse un “noi”, ma devo cercare di salvare le cose e andare in Irlanda da tua madre non mi aiuterà a farlo!-
-Non riesco a capirti, mi dispiace-
Lo vedo andarsene da casa mia. Mi sento impotente. Perché non riesce a comprendere cosa provo per lui?
Chiudo la porta. Mi butto per terra e le lacrime iniziano a rigarmi il viso. Mi stringo nel lenzuolo. E adesso mi risento nella stessa merda.


 
Bonjour!
Non ci potrete credere, ma siamo tornate. WOW! Come al solito in “perfetto orario”.
Scusateci, davvero, la scuola ci sta impegnando fin troppo per i nostri gusti ed essendo in due scuole diverse rispetto all’anno precedente ci è anche più difficile metterci d’accordo. Ma, in ogni caso, siamo qui a sfornare un capitolo pieno d’amore.
Come avete visto (anche perché se siete arrivati fin qui, vi sarete già assorbiti i due pov ) il primo punto di vista è quello di Louis dove viene raccontato come il rapporto tra Sam e Louis si rafforza, mentre nel secondo (POV BELLA), una delle protagoniste trascorre una notte di fuoco con il “bel biondino”, ma, a quanto pare, la fine non è molto promettente.
Come al solito vi chiediamo un parere su questo capitolo e ringraziamo tutti coloro che sono passati dalla nostra storia. Grazie davvero <3
Vi lasciamo qui sotto alcune foto inerenti al capitolo, mentre sopra potrete trovare il link per il trailer.
Al prossimo capitolo.
Un bacio <3
1D_we_love_4ever



 Noi, il bacio tra Niall e Bella ce lo siamo immaginato più meno così, voi?



Louis e Sam nella doccia!





 
 
  
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