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Autore: _joy    19/12/2014    3 recensioni
SEGUITO DI "ORGOGLIO E PREGIUDIZIO. MA SOPRATTUTTO IL SECONDO"
[Mikayla Black/Ben Barnes]
Mikayla Black, Serpeverde, ha mutato alcune delle inossidabili certezze con cui era cresciuta, scoprendo che i Purosangue non sono sempre i migliori, esattamente come non è vero che i Babbani sono inferiori per nascita.
Con un padre è rinchiuso ad Azkaban e una madre che l'ha disconosciuta per via della sua relazione con un attore babbano, Ben Barnes, Mikayla crede di aver ormai superato la parte difficile...
Ma ora deve lasciare Ben e tornare a Hogwarts, dove il suo ex fidanzato, Blaise Zabini, è deciso a vendicarsi di lei...
Genere: Avventura, Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Albus Silente, Astoria Greengrass, Blaise Zabini, Harry Potter, Un po' tutti | Coppie: Harry/Ginny
Note: Cross-over | Avvertimenti: nessuno | Contesto: II guerra magica/Libri 5-7
Capitoli:
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- Questa storia fa parte della serie 'Di magia e di babbani'
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Astoria si è rotta due costole nella caduta.
 
Non provo il minimo rimorso, ma l’incidente mi costa due settimane di punizione.
Piton mi ordina di recuperare, dalla Stanza delle Necessità, tutti i vecchi candelabri che trovo, ripulirli, sistemarli e portarli a Gazza perché possa illuminare meglio i corridoi.
Naturalmente, non posso usare la magia.
Conosco benissimo la Stanza delle Necessità, dopo il tempo che ci abbiamo trascorso l’anno passato, ma il pensiero non mi consola: è un lavoro potenzialmente infinito.
Quella Stanza raccoglie tutto il ciarpame del mondo magico, in pratica.
Dopo le prime due sere, Mindy e Claire si offrono di venire ad aiutarmi di nascosto, ma io rifiuto: se le scoprissero sarebbero guai.
La quarta sera, a sorpresa, compare Piton.
Io abbasso gli occhi su un candelabro che sto pulendo, ma che a mio parere sarebbe meglio buttare: non riuscirò mai a togliere lo sporco che lo incrosta.
Comunque, gratto con ostinazione con un panno, anche se mi fanno male i muscoli a forza di strofinare.
 
Con la coda dell’occhio, vedo Piton afferrare un candelabro e rigirarselo in mano.
«Chi lo avrebbe mai detto» commenta poi «Che ne saresti stata capace?»
Io non ribatto.
E così anche lui crede che io sia una principessina viziata capace solo di versare il thè?
Molto bene, che faccia pure.
Io lo so, che non è vero.
«Interessante vedere che ormai i compiti babbani non ti spaventano più» continua a provocarmi lui.
E, anche stavolta, non reagisco.
C’è stato un tempo in cui sarei scattata come una molla di fronte a quello che avrei considerato di certo un insulto, ma le cose sono ben diverse ora.
A parte che veramente ho vissuto come una babbana… Ma potrei mai offendermi a un’osservazione che coinvolge la cosa che mi è più cara al mondo?
Sì, un anno fa non avrei mai neppure concepito l’idea di potermi mescolare con un mondo che consideravo a tutti gli effetti inferiore.
E cosa ho capito?
Che la nascita non fa questa differenza. Che non rappresenta il nostro valore a priori, come mi era sempre stato insegnato.
Guardate il nostro mondo: quelli che venerano Voi-Sapete-Chi non sono forse dei fanatici pazzi omicidi?
E il fatto che sono Purosangue li rende forse migliori?
Migliore della mia amica Mindy, per dirne una, che è figlia di due babbani, non veste alla moda perché i suoi genitori non sono ricchi, non possiede diamanti e non fa vacanze di lusso, ma è la persona più buona e generosa del mondo?
Migliori di mio padre, che si è sacrificato per me e che non è più protetto dal suo cognome?
È questo che vale la nobiltà del lignaggio?
E vivere con Ben senza la magia farebbe di me una fallita?
Bene: allora che la mia vita sia un fallimento così, ogni giorno.
 
«Che ne pensi?» la voce di Piton mi riporta al presente «Le tue dubbie frequentazioni ti hanno resa migliore?»
Io alzo gli occhi.
«Assolutamente sì» rispondo con voce ferma «Mi hanno allontanata dal mondo di smidollati che frequentavo prima: non lo trova anche lei un successo?»
Piton arriccia le labbra.
«Sai, un altro insegnante aumenterebbe la tua punizione. Sei fortunata che sia io il Direttore di Serpeverde»
Gli rivolgo un sorriso falso.
«Ringrazio Merlino ogni giorno, infatti»
Suo malgrado, Piton sorride… e non è che l’effetto sia abbagliante.
«Sai, Mikayla, devo ammettere che non credevo ce l’avresti fatta… E mi sbagliavo. Sei più tenace di quanto mi aspettassi. Hai ancora quell’aria da regina, malgrado il tuo trono sia svanito nel nulla»
«Si sbaglia. E di grosso» rispondo, pacata «Le vere regine non hanno bisogno di un trono»
Lui mi osserva, pensieroso.
«Nel tuo caso, sono propenso a concordare» dice poi, sorprendendomi «Ma ora parliamo di cose serie. Sai perché ti ho messa in punizione?»
«Perché Astoria si è rotta le costole e non la testa?»
«Per allontanarti dai Serpeverde. Non credere che io non veda cosa sta succedendo»
Io abbasso gli occhi sullo straccio che ho in mano.
«Non sta succedendo nulla» ribatto, dura.
«Non essere sciocca» fa lui «E non sottovalutare l’odio di Blaise. Tu eri la regina di Serpeverde e la caduta delle divinità fa sempre molto rumore»
«Non sono affatto caduta!»
«Mikayla, non sei più protetta dal tuo status! Tuo padre è ad Azkaban, tua madre si è chiusa in casa e il Mondo Magico le parla alle spalle! E non fingere di non sapere che i Black stanno scontando l’odio e l’invidia che hanno sempre suscitato nei maghi! Finché tuo padre era potente tutti lo riverivano… Ma ora? Adesso è il momento delle ritorsioni e delle vendette. E tu non hai nessuno a proteggerti»
«Io mi proteggo da sola»
«Tu devi stare molto attenta. A te stessa, ma soprattutto a quel babbano»
Alzo gli occhi di scatto.
«Cosa c’entra Ben? È lontano da qui, non si avvicinerà mai più a Hogwarts!»
«Voglio ben sperarlo, dopo quello che ha combinato lo scorso anno. Ma ricordati che adesso i servitori del Signore Oscuro hanno agio di muoversi molto, molto più liberamente»
«Ma perché dovrebbero essere interessati a lui?»
«Perché colpendo lui colpiscono te, è chiaro. Non conosci nessuno che vorrebbe farti del male?»
Io osservo i suoi occhi neri, in silenzio.
 
Blaise. Astoria. Daphne. I Serpeverde.
 
Però scuoto il capo.
«Nessuno può volermi così tanto male. Lo so, sono gelosi di me, lo sempre stati. Li lasci godere di questi momenti in cui credono di essere più potenti di me… Non lo sono e vedremo come reagiranno quando mio padre tornerà a casa!»
Lui sembra sul punto di dire qualcosa, ma esita.
«Sei proprio una bambina, a volte» sospira.
«Non è vero!»
«Invece sì. Comunque sono venuto a dirti che Silente ti vuole vedere»
«Silente?» chiedo «E perché?»
«Per parlare dei tuoi genitori, ovviamente» ribatte, acido «Non vuoi sapere di tuo padre?»
 
Nella fretta di alzarmi, il candelabro mi cade di mano e rotolo lontano.
 
*
 
Una delle cose che più amo di Silente è che non si perde in convenevoli.
 
Dopo avermi salutata, mi ha chiesto come sta Ben e come abbiamo vissuto quest’estate lontani dal mondo magico.
Gli rispondo che sarebbe stato tutto perfetto… Non fosse che mio padre è in prigione, ingiustamente accusato, e mia madre mi odia a morte.
«Non ti odia, cara» dice lui, compassionevole «È solo che tua madre, purtroppo, non ha la…ehm… flessibilità necessaria a gestire la situazione»
«Vuol dire che non regge la condanna sociale» ribatto io, amaramente.
Silente si lascia sfuggire un sospiro.
«Tua madre non è cattiva, Mikayla, ma non ha la tempra di tuo padre né la tua forza di carattere… Sì, proprio così, non essere sorpresa. Sono molto fiero di come hai saputo affrontare tutto quello che è successo lo scorso anno, mia cara»
Nei suoi occhi passa un lampo di tristezza e so che sta pensando a Sirius.
Per quanto riguarda me, ho imparato a gestire il suo ricordo, senza che mi prenda la voglia di spaccare tutto quello che ho sotto mano.
E so che anche Harry sta attraversando la mia stessa situazione.
 
Vengo distratta da questi pensieri dalla vista di Silente che si passa una mano sulla fronte e trasalisce.
«Ahi» dice, borbottando, mentre si affretta a nascondere la mano sinistra sotto la veste.
 
Ma io l’ho vista.
 
Ed è…atroce.
È tutta nera, sembra morta.
E so anche cosa vuol dire: l’ha colpito una Maledizione, una di quelle irreversibili.
Cerco con gli occhi Piton, terrorizzata, ma lui sta fissando il pavimento.
Quando guardo nuovamente il Preside, con il cuore in gola, lo vedo che mi sorride tristemente.
«Non farne parola con nessuno, Mikayla… Te lo chiedo per favore» dice.
Io sono troppo sconvolta per fare altro che balbettare:
«Ma…ma… ma cosa… voglio dire, non potrebbe…»
Lui sorride e riesce a sembrare quasi allegro.
«No, cara, purtroppo non c’è soluzione a questo… Ma tu non preoccuparti, ho tutto sotto controllo. E, anzi: complimenti per aver capito subito»
Mi elogia come se avessi risolto un interessante problema in classe, mentre io lo fisso con gli occhi fuori dalle orbite.
Piton, nell’angolo, sbuffa come una Manticora.
 
Ci metto un po’ a risintonizzarmi sulla conversazione.
«Stavamo parlando della tua famiglia» dice Silente, di nuovo allegro.
 
Ma come fa?
Ma Silente sta davvero per… Per morire?
 
Oh, Merlino!
 
E noi cosa faremo?
Come facciamo?
 
Sento salire il panico, quando garbatamente il Preside mi richiama all’attenzione.
«Ho incontrato tuo padre ad Azkaban, Mika»
Sento lo stomaco aggrovigliarsi e ogni altro pensiero mi abbandona.
«Papà? E come sta?»
Lui fa una smorfia.
«Ecco… Non ti mentirò. Azkaban non è certo un luogo salubre. Ma tuo padre è lì con lo scopo di proteggerti e, come Sirius ha ampiamente dimostrato, avere uno scopo ti aiuta a non mollare, a restare lucido»
Deglutisco a vuoto.
«Come possiamo farlo uscire?»
Silente sospira.
«Mia cara… Sospettiamo da tempo che i Dissennatori non siano più fedeli al Ministero, ormai. Il problema è che il Mondo Magico è talmente sconvolto che aprire le porte di Azkaban porterebbe probabilmente a una rivolta, sebbene la prigione non garantisca più sicurezza»
«Ma se i Dissennatori non servono più il Ministero, allora…»
Silente scuote il capo.
«Non è nella natura di un Dissennatore avere pietà, Mikayla, nemmeno se serve un nuovo padrone. E tieni presente chi è, nello specifico, quel padrone: dubito che Voldemort voglia alleggerire la pena dei suoi seguaci che sono stati catturati. È molto deluso dal fallimento al Ministero»
Silente guarda Piton, che annuisce brevemente.
«Mio padre non è un suo seguace!» urlo.
«Noi tre lo sappiamo bene, cara, ma il resto del Mondo Magico no. E ti ricordo che tuo padre stesso ha nascosto il vero motivo per cui, in quella sfortunata notte, si trovava al Ministero della Magia»
Io mi copro gli occhi con le mani.
Certo che non lo ha ammesso: era lì per me.
E con noi c’era Ben, il che avrebbe significato ammettere con il Ministro della Magia che un babbano non solo era a conoscenza del nostro mondo, ma si era pure introdotto nel Ministero.
Mio padre ci ha protetti, riconoscendo alla fine il mio legame con Ben.
Se solo non gli fosse costato Azkaban, urlerei di gioia.
 
«E quindi?» domando, svuotata.
«Stiamo cercando di assicurarci che Batholomeus riceva assistenza, ma non è semplice. Ma ti manda a dire che assolutamente, per nulla al mondo, tu devi fare pazzie»
Guardo il Preside, muta.
Non è che non ci abbia pensato, è che non so come fare.
Se solo non fossi a conoscenza di cose che scatenerebbero una rivolta da fare invidia ai Goblin, sarei già corsa da Rufus Scrimgeour, il nuovo Ministro della Magia, a raccontargli tutto.
Ma tutto significa l’Ordine della Fenice, Sirius, mio padre. E Ben.
Lo ammetto, ho avuto paura.
È una cosa più grande di me, c’è in mezzo una guerra.
E io non so da che parte sceglierà di stare questo Ministro.
Voglio dire… ci ricordiamo tutti di come Caramell ha trattato Silente e Harry, lo scorso anno.
Certo, Caramell ha perso la poltrona e Silente è ancora qui, ma non si sa mai.
 
Annuisco.
Silente mi guarda, grave.
«Tuo padre dice, inoltre, che devi pensare tu a tua madre»
«Lo so, ma se volesse darmi dei consigli pratici ne sarei lieta» ribatto, secca «Mi ha cacciata di casa e abbiamo qualche problema di comunicazione, al momento»
Silente mi fissa da sopra i suoi occhiali a mezzaluna.
«Che ne pensi se l’Ordine della Fenice si incaricasse di proteggere tua madre?»
Io lo fisso a bocca aperta, presa in contropiede.
L’Ordine della Fenice?
«Mi faccia capire…» chiedo «Mi sta dicendo che mia madre è in pericolo?»
Lui fa un gesto vago con la mano sana.
«Siamo tutti in pericolo» dice «Ma lei… Non sta badando a se stessa, Mikayla. Se tu volessi aiutarci, potremmo almeno sollevare da questa preoccupazione tuo padre»
Io mi abbandono contro lo schienale della sedia.
«Mi dica cosa posso fare» rispondo, semplicemente.
 
*
 
Alla fine, accetto di recarmi da mia madre appena avremo una gita a Hogsmeade.
 
Silente mi saluta e Piton mi riaccompagna in dormitorio.
«Quanto…» mormoro piano, mentre attraversiamo un corridoio immerso nell’oscurità «Quanto tempo manca?»
Piton sospira.
«Non molto»
«Ma…. Non si potrebbe…»
«No» risponde, secco «Hai riconosciuto la Maledizione. Sai cosa significa»
 
Sembra furioso, tanto che non oso insistere.
Mi lascia davanti al muro d’accesso alla Sala Comune e gira sui tacchi senza salutarmi.
Io mormoro la parola d’ordine (Sangue puro) ed entro, ignorando i pochi ancora svegli che mi guardano male.
Salgo in dormitorio, dove per fortuna sono sola: Astoria è in infermeria (per sua fortuna).
Mi preparo per andare a letto e rifletto sulla quella sfumatura di asprezza nella voce di Piton.
Non era rabbia, capisco.
Era paura.
 
Mi sdraio tra le coperte cercando di non pensare a come potrà essere un mondo senza Albus Silente.
 
 
 

***
Buon pomeriggio!
Pensavate vi abbandonassi?! Giammai! ;)
Scusate il ritardo, ma avevo un incontro di lavoro... E mi ha lasciato addosso un sonno...!
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E qui se volete chiedermi l'amicizia: https://www.facebook.com/profile.php?id=100007339248477
Inoltre, il mio blog: http://dreamerjoy.blogspot.it/
Ci sentiamo prima se passate all'altra mia storia, "Le Cronache di Narnia e di Hogwarts" (qui: ) ma se no....
BUON NATALE!!!!
Un abbraccio enorme,
Joy

   
 
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