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Autore: _joy    05/01/2015    3 recensioni
SEGUITO DI "ORGOGLIO E PREGIUDIZIO. MA SOPRATTUTTO IL SECONDO"
[Mikayla Black/Ben Barnes]
Mikayla Black, Serpeverde, ha mutato alcune delle inossidabili certezze con cui era cresciuta, scoprendo che i Purosangue non sono sempre i migliori, esattamente come non è vero che i Babbani sono inferiori per nascita.
Con un padre è rinchiuso ad Azkaban e una madre che l'ha disconosciuta per via della sua relazione con un attore babbano, Ben Barnes, Mikayla crede di aver ormai superato la parte difficile...
Ma ora deve lasciare Ben e tornare a Hogwarts, dove il suo ex fidanzato, Blaise Zabini, è deciso a vendicarsi di lei...
Genere: Avventura, Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Albus Silente, Astoria Greengrass, Blaise Zabini, Harry Potter, Un po' tutti | Coppie: Harry/Ginny
Note: Cross-over | Avvertimenti: nessuno | Contesto: II guerra magica/Libri 5-7
Capitoli:
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- Questa storia fa parte della serie 'Di magia e di babbani'
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Mi viene destinata una stanza carina in una torre dove gli studenti non hanno accesso.
 
In un altro momento mi sarei sentita privilegiata, all’idea di non dover dividere il mio spazio con altre persone: non per dire, ma casa mia è un maniero e io sono molto gelosa dei miei spazi.
E lo stare in un posto ristretto e dividere il bagno mi va bene solo se sono con Ben.
O con Mindy e Claire, al massimo.
Ma, adesso, questa situazione non fa che enfatizzare, ai miei occhi, il baratro che si è aperto tra me e i miei compagni.
Sono a Hogwarts da neppure due mesi: come farò a resistere per altri otto?
 
*
 
La mattina dopo racconto alle mie amiche l’accaduto e devo trattenere a forza Mindy dall’andare a picchiare Blaise.
Ho evitato il tavolo della colazione sapendo che io per prima non sarei riuscita a controllarmi e ora devo evitare che lei vada a picchiarlo.
Morgana, che ingiustizia.
Claire, invece, è più preoccupata che furibonda.
«Come ha osato fare una cosa del genere?» continua a ripetere, angosciata.
Io scrollo le spalle.
«Blaise è una persona molto orgogliosa» rispondo «Ed è molto viziato. Gli sarà sembrato intollerabile che io lo abbia lasciato… Anche se devo dire la verità: non mi sarei mai aspettata che facesse del male alla mia Miele…»
Mi trema la voce quando ripenso alla mia micina e allo stato in cui era ieri, quando l’ho trovata.
«Maledetto stupido idiota!» impreca Mindy, mentre tutte e tre ci dirigiamo a Trasfigurazione «Spero che Silente lo cacci da scuola!»
«Non è possibile» borbotto «Per quanto io lo odi… è una punizione eccessiva»
«Mika, ferire un animale volontariamente e con crudeltà è una colpa grave, secondo il regolamento della scuola» interviene Claire «Davvero, non mi stupirei se Silente lo punisse severamente»
 
E scopro presto che la mia amica ha ragione.
Mi giungono voci di un castigo che costringe Blaise a passare intere serate con Silente o con la McGranitt (che tra l’altro è un Animagus… e guarda caso si trasforma proprio in un gatto. Scommetto che Silente l’ha scelta apposta) e che lo tiene lontano dalla vita sociale.
Me lo racconta Hermione, che lo ha saputo da Lumacorno: il nuovo professore di Pozioni, a quanto pare, ha un debole per gli studenti più brillanti o influenti e li raccoglie attorno a sé come un collezionista fa con dei pezzi pregiati e rari.
Io sono stata esclusa dalla selezione.
Alla prima lezione di Pozioni, quando il mio nome è stato chiamato all’appello, Lumacorno ha alzato il viso dal registro e mi ha squadrata a lungo, senza proferire parola.
Poi ha abbassato gli occhi e non mi ha più degnata di uno sguardo.
«Oh, la piccola principessa non gli interessa» ha sussurrato dietro di me Astoria, velenosamente.
Cinque minuti dopo, Mindy le ha accidentalmente rovesciato addosso un siero infiammabile, bruciando il record di assegnazione di una punizione: nemmeno dieci minuti dopo il suono della campanella.
Lei ne è orgogliosa, io cerco invece di non mostrarmi innervosita dal comportamento dei mie compagni di Casa.
Claire continua ad osservarmi di nascosto, convinta che io non me ne accorga.
Comunque, non sono nel dream-team di Lumacorno, mentre Blaise sì… almeno, fino a quando la punizione di Silente lo blocca per settimane intere.
 
Io non gli chiedo nulla, né lo cerco, e deve solo ringraziarmi per la fiducia che ripongo nel Preside.
Daphne è chiaramente spaventata quando mi incrocia nei corridoi e corre a nascondersi dietro il mantello della sorella; se ci sono Serpeverde in giro Astoria si atteggia a sorella protettiva e smargiassa, ma se è sola si guarda bene dal pestarmi i piedi.
 
 
E, così, arriviamo al primo weekend a Hogsmeade.
Mi sembra di essere a scuola da anni, non da poco più di due mesi.
In ogni caso, mi vesto con cura nella mia prigione isolata (lo so che non devo chiamarla così, ma mi sembra una gabbia a tutti gli effetti) e mi preparo a incontrare mia madre per la prima volta da mesi.
Con mia sorpresa, è Piton ad accompagnarmi.
«Silente è impegnato» commenta, sbrigativo, di fronte alla mia aria perplessa «Andiamo!»
Ci Smaterializziamo nella campagna inglese, nei pressi di casa mia.
Piton mi accompagna al cancello, poi resta indietro mentre io attraverso il giardino per avvicinarmi alla porta di ingresso.
Lo stato di abbandono e di trascuratezza della casa mi causa una tristezza infinita.
Mi guardo attorno e ricordo la bellezza del prato, sempre curatissimo, su cui giocavo da piccola.
La casa sembra disabitata: le finestre sono sbarrate, non si scorgono movimenti.
Busso timidamente alla porta, senza successo.
Riprovo, ma mi risponde ancora il silenzio.
Allora sfioro la maniglia e la magia della casa mi riconosce.
La porta si apre sotto il mio tocco e io avanzo nell’ingresso buio.
Piton si avvicina, fermandosi sull’uscio.
Io avanzo nell’atrio buio e chiamo
«Abby!» chiamo, a bassa voce.
Dopo un attimo, qualcosa si muove nella penombra e trotterella verso di me.
La nostra Elfa Domestica si ripara gli occhi con la mano, come se si fosse disabituata a vedere la luce.
«Padroncina?» chiede con voce stridula «Tu tornata? Padrona non vuole vederti… Dice che… dice che tu non può entrare qui!»
«Abby» le rispondo «La porta si è aperta da sola, vedi? Lo sai che la magia della casa riconosce i Black»
Lei tace: sa che dico la verità.
La casa è praticamente inaccessibile per chi non è di famiglia.
Abby giocherella con il suo grembiule, sporco e sgualcito.
«Perché è tutto chiuso?» domando «Perché la casa è deserta?»
«Padrona non vuole vedere nessuno» risponde, categorica «Padrona dice a Abby di chiudere porte e finestre e di strepitare se non può pulire bene con finestre chiuse. Dice che non importa se Abby non fa la spesa e non le cucina più cose buone o se il giardino diventa brutto!»
Io sospiro.
«Importa a me» le dico, piano «Non voglio che si chiuda in se stessa e si dimentichi del mondo. Non lasciarglielo fare, Abby»
Lei sgrana gli occhioni: li vedo persino nella luce fioca.
«Cosa fa Abby, padroncina?»
«Il pranzo, per favore. Io salgo dalla mamma»
 
*
 
Avanzo lentamente nel corridoio buio e, se non fosse casa mia, penso che avrei paura.
 
È tutto silenzioso, nero e immobile.
Ben deve avermi fatto vedere troppi film babbani, perché adesso mi vengono strane idee… Tipo che qualcuno possa saltarmi addosso nel buio (nei film babbani succede sempre… Non ho mai capito perché nessuno accende la luce!)
E, in effetti…
Estraggo la bacchetta e mormoro:
«Lumos»
La luce bianca scaturisce dalla punta della mia bacchetta e proietta delle ombre allungate attorno a me.
Avanzo ancora, diretta alla camera dei miei genitori.
Questo posto non sembra più casa mia: è così cupo.
Così deserto.
I miei genitori hanno sempre preteso comportamenti educati e maniere impeccabili, ma questa casa non è mai sembrata una tomba.
 
Alzo una mano e busso piano a una porta.
Da dentro, nessuna risposta.
Entro e mi guardo attorno, cercando di distinguere qualcosa tra le ombre.
Anche qui è tutto buio.
Con un movimento del polso, lascio che l’intensità della luce aumenti fino a rischiarare la stanza.
 
E allora la vedo.
 
Mia madre, ferma contro una parete, che mi fissa immobile, con un’espressione di puro odio.
Deglutisco e la chiamo, piano:
«Mamma. Sono io…»
Lei, velocissima, afferra un oggetto da una cassettiera e me lo lancia contro.
Non mi centra, ma è solo fortuna, perché sono rimasta immobile, troppo sconvolta per cercare di spostarmi o proteggermi.
«Mamma!» grido «Ma cosa fai? Sei impazzita? Sono io, Mikayla!»
«Lo so chi sei, maledetta traditrice del tuo sangue!» urla lei come una forsennata «Stupida ragazzina che ci hai rovinati!»
Fa per lanciarmi contro un portagioie, al che io sollevo la bacchetta e grido:
«Accio!»
L’oggetto vola tra le mie mani e lei digrigna i denti.
Io lo getto sul letto.
«Mamma, sono venuta per parlarti…» dico «Non vuoi che chiariamo la situazione?»
Lei non risponde, si limita a guardarmi con gli occhi sbarrati.
Io deglutisco a vuoto.
«Mamma, mi sei mancata» mormoro «E mi manca tanto papà… E casa mia. Se solo potessimo parlare…»
«Ti manca casa tua?!» strepita lei «Come osi dire una cosa del genere dopo che ti sei rovinata? Dopo che hai rovinato tutti noi? Ah, avevamo tutto e tu… Tu ti sei buttata via con un babbano, un misero e inutile babbano!»
«Mamma!» urlo in risposta «Smettila! Lui non è misero né inutile! E se tu solo lo incontrassi lo capiresti! Come l’ha capito papà!»
«Tuo padre è ad Azkaban per colpa tua e di quel babbano!» strepita lei.
«Papà è andato volontariamente ad Azkaban per salvare me e Ben!» grido «Mi ha affidata a lui quando i Mangiamorte ci hanno attaccati e lui e Sirius…»
Mi interrompo bruscamente.
Papà ha salvato me e Ben, ma lui è finito ad Azkaban e Sirius è morto.
«Che cosa ti stai inventando, maledetta?» ringhia mia madre, insensibile al mio turbamento «Che bugie credi di propinarmi? Tuo padre, salvare il babbano che ti ha rovinata?»
«Sì» mormoro «Era prevenuto, come sei tu. Ma ci ha ascoltati e si è ricreduto su Ben. Te lo giuro, mamma»
Lei non mi fa nemmeno terminare la frase:
«E tu credi che io ascolti queste buffonate? Ma con chi pensi di parlare? Oh, vattene di qui! Non voglio vederti, non voglio più sapere nulla di te!»
Mi mordo un labbro, imponendomi di restare calma.
Non serve a nulla urlare o litigare.
«Mamma» tento di nuovo, avanzando verso di lei e tendendole una mano «Ti prego, parliamone con calma… Se solo volessi ascoltarmi…»
All’improvviso, mia madre si lancia contro di me e mi afferra per i capelli, strattonandomi con violenza.
È una cosa talmente inaspettata che non riesco a reagire in tempo e la bacchetta mi cade di mano.
Cado in avanti e picchio la guancia sinistra contro il comò.
Sento in bocca il sapore del sangue e il dolore mi paralizza: non riesco neppure a gridare, ma ansimo mentre mi accascio a terra.
Mia madre mi calpesta mentre sono riversa sul pavimento, per oltrepassarmi, poi, all’improvviso, sento una voce secca frustare l’aria:
«Basta!»
 
È Piton.
Ci metto un attimo a riprendermi e, quando rialzo la testa, vedo che ha preso mia madre per le braccia e la sta scuotendo.
Malgrado tutto, non posso permetterlo.
«Basta» ansimo «Basta!»
Piton mi getta un’occhiata veloce e vedo un’espressione sbalordita comparire sul suo viso.
Mi alzo con fatica e colgo il mio riflesso di sfuggita nel grande specchio della stanza.
Sussulto.
Ho i capelli aggrovigliati, il viso tumefatto e sanguinante.
C’è del sangue sui vestiti che avevo scelto con cura questa mattina.
Ho una gran voglia di piangere, ma batto furiosamente le palpebre per ricacciare indietro le lacrime.
Incrocio lo sguardo di mia madre: odio puro.
 
In quel momento Abby si affaccia sulla porta della stanza e annuncia con la sua vocetta squillante:
«Pranzo è servito!»


***
Imploro il vostro perdono!!
Non riuscivo a trovare un pc da cui postare... Scusate il ritardo!
Dal prossimo venerdì si torna a postare con regolarità perchè sarò in ufficio (orrore e raccapriccio!!), per cui niente più ritardi!
Intanto, corro ad aggiornare anche l'altro mio crossover (http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=2569037&i=1), di cui oggi posto l'ultimo capitolo (tragedia!!!!), ma prima vi ricordo che potete trovarmi su Facebook per qualsiasi domanda o informazione, più precisamente qui: https://www.facebook.com/Joy10Efp
Ho anche un profilo, aggiungetemi se volete... Ma il simpatico fb mi aveva bloccato l'accesso poco fa... -.-'
Ma soprattutto auguri per un meraviglioso 2015 da passare insieme!
Buona lettura,
Joy

   
 
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